Vito Giacino in carcere. Alessandra Lodi agli arresti domiciliari

I protagonisti della vicenda

– Alessandro Leardini E’ il proprietario di “Legnaghese Real Estate spa” e di “Belea Costruzioni edili spa”, società in affari con numerose Amministrazioni comunali del veronese.

E’ nome noto alle cronache giudiziarie. Nel maggio 2004 l’allora direttore di ATER Castellani fu arrestato, per concussione e peculato. Nell’aprile 2013 è arrivato il patteggiamento. I costruttori che volevano fare affari con ATER dovevano acquistare, presso la galleria “Officina d’arte”, opere d’arte della moglie di Castellani. Leardini entra nell’indagine, non indagato, come vittima: acquistò opere, in parte non ritirate, per 750.000 euro. In cambio ha ottenuto da ATER varie commesse.

In entrambi i casi (ATER – Giacino), Leardini si è trovato al bivio: pagare il politico o rinunciare ai lavori.

– Vito Giacino Il padre è avvocato di origini siciliane. E’ in ascesa dal 1995, in Forza Italia e nel Popolo delle Libertà. Elezioni comunali del 2007: 1.100 preferenze. Diventa simbolo del nuovo corso tosiano: no alleanze con partiti e loro segreterie; sì con persone e pacchetti di voti. Nel 2012, con la Lista Tosi, le preferenze diventano 4.128: un record. E’ compagno di viaggio di Tosi verso la candidatura a premier del Centro Destra. Giacino è sindaco predestinato della Verona del dopo Tosi. Come assessore a Urbanistica e Lavori pubblici, ha gestito l’approvazione del Piano di assetto del Territorio (PAT) e del Piano degli Interventi (P.I.: 300 progetti in città), la Passalacqua, l’ex Arsenale, i centri commerciali.

Sposato con l’avvocato Alessandra Lodi, ne parla con venerazione: innamoratissimo.

Giacino e Leardini si sono conosciuti nel 2007. Quando Giacino diventò assessore all’Urbanistica, i contatti si intensificarono, specie dopo che Leardini ricorse al TAR contro l’esproprio di aree a San Michele, Montorio, Madonna di Dossobuono. Perse il ricorso, con un danno pari a 400 alloggi. La prima richiesta di denaro, secondo Leardini, è della fine 2007.

Giacino e Leardini si incontravano all’aperto o in località come Roma, Milano, Bergamo, Venezia, Fumane, Praga. Senza telefonino. Viaggi evidenziati dal telepass.

– Alessandra Lodi 35 anni, avvocato dal 2008. L’amore tra lei e Giacino è nato nelle convention berlusconiane. Si mostrava di rado col marito; sempre alle prime in Arena, elegantissima. Cura la forma fisica e la carriera. Nelle mattinate dedica ore all’attività fisica o nella palestra di casa o in un centro sportivo. Ricorre alla chirurgia estetica.

Vuole garantirsi l’autonomia. Sa che riceve consulenze e incarichi, da imprenditori ed enti, pubblici e privati, in quanto moglie di Giacino: sperano in un occhio di riguardo dalla pubblica amministrazione. Lavora senza uno studio autonomo, per telefono o recandosi nella sede dei clienti.

– I magistrati

– procuratore Mario Giulio Schinaia;

– Maria Beatrice Zanotti, sostituto procuratore, coordinatrice dell’inchiesta;

– Guido Taramelli ha emesso l’ordinanza di custodia cautelate.

– Gli inquirenti, tenendo conto dei tabulati telefonici e degli appuntamenti segnati sulle agende di Giacino e Leardini, hanno convocato, a uno a uno, gli imprenditori citati nella lettera del corvo.

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Archiviato in Caso Giacino, Cementificazione, Urbanistica, Vicende giudiziarie

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