Archivi del mese: febbraio 2014

I veri problemi

 Natale 2013. Fino ad alcuni anni fa, il servizio scolastico del Comune di Verona era eccellente: punto di orgoglio della città. Oggi: insegnanti sotto organico, sovraccaricate di lavoro; piccoli disorientati: non sanno individuare la loro maestra. Quanto emerge svilisce le 31 scuole dell’infanzia comunali. Lo ha prospettato, nel luglio scorso, l’assessore all’Istruzione Benetti che, con una relazione alla Giunta comunale, ha comunicato le sue perplessità sulla riorganizzazione della scuola dopo la modifica dei contratti dei docenti. Nell’aprile 2010 il Comune ha imposto i contratti degli enti locali in sostituzione di quelli della scuola statale. L’aumento delle ore frontali e di quelle per le attività di intersezione ha permesso il recupero di 21 maestre, ma ha comportato il trasferimento di metà di esse in una sede diversa, determinando “un significativo impatto su almeno un quinto dell’utenza, pari a circa 550 famiglie”, private di una delle due maestre di riferimento. Benetti chiede quindi di “valutare l’opportunità di procedere all’assunzione a tempo determinato del numero degli insegnanti necessario a coprire il fabbisogno per l’anno scolastico 2013-14”.

Elisa La Paglia: “La centralità del bambino è ineludibile. L’Amministrazione ha un progetto didattico ed educativo?”.

Orietta Salemi: “Incredibile! L’Assessore all’Istruzione ha dovuto adeguarsi alle scelte di Giunta”.

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ll dibattito politico (continua)

Ugoli e Bertucco (P.D.) “La reazione minima del Sindaco di fronte alle indagini della Finanza fa a pugni con la sua fama di paladino della legalità. I guai giudiziari della Amministrazione Tosi sono cominciati tempo fa:

– nel 2011 Soardi, leghista, presidente ATV, è condannato per rimborsi gonfiati. Al processo, Tosi non ha il coraggio di costituire il Comune parte civile contro il compagno di partito.

– Bortolazzi, intoccabile per la Giunta Tosi, ha guidato l’aeroporto Catullo sull’orlo del fallimento con una gestione sconsiderata. E’ stato rinsanguato con i soldi dei veronesi.

– Quasi tutti gli uomini di fiducia di Tosi, messi ai vertici delle aziende partecipate dal Comune, sono indagati (parentopoli) in barba ai criteri di competenza e professionalità.

– Negli anni del governo Tosi ogni incarico nelle aziende pubbliche, anche il più insignificante, è stato assegnato con la logica della lottizzazione politica. Da rilevare il ritorno di “Rambo” Bissoli e la nomina, nell’organismo di vigilanza di AGSM Distribuzione, di Roberto Bussinello, garante del consenso a Tosi dell’estrema destra veronese.

– Le attuali inchieste giudiziarie sono l’epilogo di un sistema malato che sembra sgretolarsi non per indagini a orologeria, ma per autocombustione politica. Quale sarebbe la continuità del servizio? Quella dei bandi pilotati, dei favori in cambio di appalti e di sesso a pagamento durante l’orario di ufficio?

Lo scandalo è che, mentre la sua Amministrazione va per aria, Tosi gira l’Italia e pontifica il buon governo. Continua a leggere

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Considerazioni di Tito Brunelli sul malaffare in ATV e su parentopoli

Non me l’aspettavo. Leggeremo nei prossimi giorni tanti altri articoli sul malaffare e risulterà sempre più evidente che, anche a Verona, la politica ha perso la testa.

Notoriamente non sono un estimatore di Flavio Tosi, soprattutto perché l’ho conosciuto da vicino nell’esperienza amministrativa. Ma se qualcuno mi avesse detto che l’Amministrazione Tosi sarebbe arrivata a questo punto, non ci avrei creduto.  Eppure, pensandoci bene, le premesse c’erano tutte:

– La Lega Nord era ed è un insieme eterogeneo di persone arrivate al potere quasi improvvisamente; persone che, in sintonia con il “capo”, dichiaravano di rispondere del loro operato solo al popolo sovrano, cioè a se stesse; persone che vedevano e vedono nelle leggi, che comunque conoscevano e conoscono poco, un ostacolo al “fare”. Il loro modo di procedere è questo: “Quello che appare bene a noi, rappresentanti eletti dalla gente, è l’unica regola”. Ho avuto modo di confrontarmi con una decina di segretari comunali: tutori della legge. Quelli che hanno avuto a che fare con la Lega Nord mi hanno detto quasi le stesse parole: “Queste persone, una volta elette, pensano di poter fare quello che a loro va bene e guardano il segretario comunale con sospetto, come partigiano di una legge che è rimasuglio di un passato da cancellare”.

E’ la sbornia del potere, del “faccio io”. Flavio Tosi è maestro in questo. Si adatta alle varie situazioni. Resta però saldo nel “ghe pensi mi”. Gli altri con contano.

– Secondo appunto. Mi interessa relativamente che i sospettati di parentopoli siano condannati o meno. Chi approfitta del suo ruolo è colpevole; ma ciò che è più grave, anche se non viene sanzionato dalla magistratura, è la mentalità, la visione della politica che emerge dai comportamenti descritti. Queste persone non sono in politica per il bene di tutti, ma per occupare il potere e approfittarne come possono e più che possono a vantaggio di una parte. Il sindaco Tosi ha voluto mettere alla guida degli enti comunali chi va bene a lui, inventandole tutte per lasciare alle minoranze e ad altre rappresentanze il minimo spazio. Non si è curato di scegliere persone competenti nel settore di impegno a loro affidato. Ha progressivamente eliminato le voci di autonomia e di dissenso anche lieve. Non ha tenuto conto che Continua a leggere

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L’Amministrazione Tosi si difende e l’opposizione attacca

Il Comune di Verona, in un dossier, chiarisce che le assunzioni contestate si sono svolte secondo le regole, senza favoritismi. Si prende in esame il caso della sorella di Luca Coletto (assessore regionale). Assunta in comune, come precaria, ai tempi dell’Amministrazione Zanotto, fu impiegata all’ufficio permessi. La legge Brunetta impediva il rinnovo dei contratti ai precari già impiegati per tre anni nei Comuni, per cui si è deciso di trasferire l’intero ufficio (una decina di persone) ad AMT. Su pressione sindacale, i contratti, a tempo determinato, sono diventati, due anni dopo, a tempo indeterminato.

Partito Democratico: “E’ un sistema. Le aziende pubbliche veronesi vengono usate per dare lavoro ad amici e parenti dei politici di turno, tutti di un’area politica. Continua a leggere

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“Assuntopoli”

Dopo tre anni le indagini sono chiuse. Secondo la Procura, una ventina di assunzioni negli enti comunali sono state deliberate senza rispettare la Costituzione (articolo 97) e le norme dettate dalla legge 112/2008 che stabilisce l’obbligo di massima pubblicità e trasparenza. Per il Procuratore non è avvenuto.

Si sono assunti amici, mogli e parenti, per vie preferenziali. Il fenomeno riguarda soprattutto persone della Lega Nord.

Schinaia: “Verifichiamo solo la regolarità delle assunzioni che devono avvenire sempre per concorso, trattandosi di enti pubblici. Ci deve interessare il principio, a servizio del buon andamento della pubblica amministrazione”.

Gli indagati (amministratori, direttori e consiglieri delle aziende) sono accusati di abuso di ufficio.

Procuratore Schinaia: “Abbiamo inviato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Appena scadranno i termini, chiederò di fissare l’udienza preliminare”.

Lo scontro è sulla natura delle aziende. Continua a leggere

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La Procura di Verona conclude le indagini su “Parentopoli”.

Gli indagati per presunte assunzioni pilotate sono rinviati a giudizio.

Gennaio 2014. Il procuratore Schinaia rinvia a giudizio parecchi dirigenti delle aziende comunali:

– il Presidente, il Direttore generale e i membri del Consiglio di Amministrazione di AMT per l’assunzione della sorella di un assessore regionale. Il primo contratto, a tempo determinato, è del luglio 2010; poi prorogato a fine ottobre e a fine gennaio 2011 quando, nel corso del CdA, divenne a tempo indeterminato.

– il Direttore di ATV è indagato per aver firmato, tra il maggio 2008 e il dicembre 2010, 4 contratti sospetti, a favore di due persone ‘vicine’ a due sindacalisti. Erano contratti a tempo determinato, poi prorogati e infine diventati a tempo indeterminato attraverso “l’esercizio del diritto di precedenza”. Nello stesso periodo un amministratore di un piccolo comune ha avuto il contratto a tempo indeterminato.

Il capitolo più corposo riguarda le assunzioni in AMIA. Hanno destato sospetti i contratti a tempo determinato per:

– la figlia di un consigliere comunale;

– la figlia di un consigliere provinciale;

– l’ex segretaria di un parlamentare, il cui contratto, dopo due proroghe (nel 2008 e nel 2009)diventò definitivo;

– la cognata di un ex presidente AMIA. Anche il suo contratto diventò definitivo;

– il cognato e la sorella di una collaboratrice dello studio di un assessore del Comune di Verona: Continua a leggere

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Non saranno sospesi. Si aspetta il processo

Ottobre 2013. Il giudice Taramelli risponde “No” alla Procura di Verona.

Respinge le 9 richieste di sospensione dagli incarichi nelle aziende partecipate e lascia al loro posto tutti gli indagati (che restano indagati, in attesa di giudizio).

Nota Bene: i loro nomi e incarichi sono stati pubblicati ripetutamente sulla stampa locale: L’Arena di Verona e Il Corriere di Verona:

– Germano Zanella, presidente AMT;

– Giampietro Cigolini, direttore AGSM;

– Stefano Zaninelli, direttore ATV, già sospeso per due mesi nell’ambito di altra inchiesta;

– Carla Sarzi, consigliere AMT;

– Francesco Barini, consigliere AMT;

– Maurizio Alfeo, direttore di Serit;

– Alfonsino Ercole, direttore AMIA;

– Ennio Cozzolotto, direttore Transeco;

– Carlo Alberto Voi, direttore AMT.

Per il gip è pacifico che i dirigenti hanno assunto persone senza seguire criteri di selezione. Ritiene però che i reati non siano ripetibili e che non sussista il rischio di reiterazione. Alcuni addebiti poi si riferiscono a episodi lontani nel tempo.  Sollievo in Comune: i 9 dirigenti delle aziende comunali restano al loro posto. Sono scongiurati rallentamenti nell’attività.

L’indagine di Schinaia non si ferma: “Le richieste non sono state accolte. Però l’impianto accusatorio (“non sono stati rispettati i criteri stabiliti dalla norma”) non viene messo in dubbio dall’ordinanza del gip, che sottolinea che i 9 non si sono uniformati alle regole di prudenza suggerite in caso di mancanza di norme. In ogni caso, l’art. 97 della Costituzione impone l’accesso a pubblici uffici attraverso concorso. Non ho la minima intenzione di demordere”.

In vista del ricorso al Tribunale del Riesame di Venezia contro la decisione del gip, Schinaia porta tre motivazioni: Continua a leggere

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Chi sono i dirigenti coinvolti in parentopoli ?

– Il Direttore di ATV. Ha già subito una sospensione dal suo incarico. Questo caso è simile al primo: si chiede la sospensione per aver aggirato la norma che prevede la massima pubblicità per le assunzioni in enti pubblici. La nuova contestazione riguarda quattro assunzioni sospette, nel 2008.

– I Consiglieri di amministrazione presenti al CdA di AMT ,quando cinque assunti a tempo determinato hanno ottenuto il contratto a tempo indeterminato. Tra questi c’è la sorella di un assessore regionale.

La difesa: “Il consigliere che difendo non sapeva che tra le cinque persone figurava la sorella di un politico. Durante il Consiglio non vennero fatti nomi. In ogni caso non ha agito né nella veste di pubblico ufficiale né in quella di soggetto incaricato di pubblico servizio: AMT è una spa di diritto privato e non pubblico: il reato di abuso d’ufficio non è contestabile”.

– Il direttore di AMIA nel periodo 2008 – 2010. Gli sono addebitate cinque assunzioni sospette.

La difesa: “Per le assunzione è stata osservata la procedura prevista dalla legge”.

– Il direttore di AMIA nel 2006 – 2007 (in causa per due assunzioni) passato poi in Serit (in causa per un paio di determine per incarichi a tempo determinato).

– Il direttore di Transeco (gli si addebita un’assunzione nel 2009) e, prima, di Serit (gli si addebitano due assunzioni: nel 2005 e nel 2008).

– Il presidente di AMIA nel 2008: ha assunto sua cognata senza concorso. Risponde: “Mia cognata è stata assunta due anni prima che io fossi presidente”.

– AMIA. Di assunzioni con sospetti clientelismi si parla da tempo. Valdegamberi (settembre 2010): “AMIA è ufficio di collocamento leghista. Sono stati assunti due consiglieri comunali leghisti di San Giovanni Lupatoto. Un dipendente AMIA è stato licenziato senza giustificazione”. L’allora presidente nega: “Parla di un suo amico di cui mi chiese l’assunzione”. Continua a leggere

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