Archivi del mese: febbraio 2014

Un caso particolare e indicativo coinvolge AGEC: chi gestirà l’ex Arsenale ?

Dopo il terremoto in AGEC, la vicenda Arsenale torna di attualità.

Il P.D. si augura l’intervento della magistratura e chiede chiarezza al Sindaco sul ricorso a una cordata privata per riqualificare l’ex complesso militare, con bar, ristoranti e aree commerciali, investendo 36 milioni (più i 12 del Comune) in cambio della concessione per 99 anni.

Nei mesi scorsi, su incarico del Comune, AGEC ha esaminato la proposta e l’ha giudicata positivamente, mentre il settore Estimo del Comune ha parlato di “inaccettabile sottovalutazione del valore degli immobili”. Non è l’unico caso di pareri diversi tra AGEC e uffici comunali. Clamoroso, perché finito al centro dell’inchiesta della magistratura, è il bando per la lottizzazione di Fondo Frugose. Gli uffici comunali avevano opposto parere negativo alla rinuncia del previsto impianto di riscaldamento geotermico, ma ha vinto Tartaglia e il piano urbanistico è stato modificato secondo il volere del costruttore Klapfer. Il parallelo tra la vicenda Fondo Frugose e l’Arsenale finiscono qui. Per quanto riguarda l’Arsenale, il Comune, per dirimere la questione, ha chiamato un “arbitro” esterno, che ha sposato la valutazione di AGEC, promuovendo il piano dei privati, in particolare il rapporto tra investimenti e ricavi. Il parere negativo del dirigente comunale era fondato sulla valutazione contabile dell’alienazione del diritto di superficie dell’Arsenale.

Ma il PD non si fida, anche perché il dirigente del Patrimonio che ha firmato il parere, l’architetto Stefano Tarasco, è stato spostato al settore Tributi.

La Paglia (P.D.): “Nel project financing dell’Arsenale l’interesse privato prevale su quello pubblico. Chiediamo di riprendere in mano il progetto”.

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Quale futuro per i dipendenti AGEC arrestati?

Gennaio 2014. Tartaglia, Campedelli, Tagliaferro e Klapfer affronteranno il processo. Bianchi, Cona, Confente, Dusi e Fasoli hanno chiesto il patteggiamento e hanno concordato pene (sospese) tra un anno e sei mesi a un anno e undici mesi.

In un primo momento la dirigenza AGEC non ha garantito agli imputati il rientro sul posto di lavoro. Il presidente Galli Righi: “Valuteremo caso per caso. Non possiamo garantire a nessuno il mantenimento del lavoro. In ogni caso i dipendenti accusati non avranno il ruolo di prima. Abbiamo il dovere di far funzionare AGEC nel migliore dei modi”. Successivamente il Pm Gennaro Ottaviano acconsente al patteggiamento dei cinque e la dirigenza decide il loro ritorno in AGEC, dal 10 febbraio 2014, ma senza i ruoli di responsabilità che ricoprivano prima e, quindi, con uno stipendio molto inferiore e senza autonomia organizzativa e finanziaria.

Maria Cristina Motta, dg: “La nostra è stata una scelta ponderata. Se AGEC non li avesse reintegrati, Continua a leggere

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In AGEC si cambia. O no?

La direttrice generale pro tempore Maria Cristina Motta promette trasparenza, nuove regole per gli appalti, nuove procedure, rotazione del personale.

Prima emergenza: le procedure per gli appalti. Da gennaio a gestire le gare d’appalto sarà un ufficio autonomo. Un bando pubblico permetterà di assumere, per due anni, un dirigente specializzato. “Semplifichiamo e rendiamo più autonome le aree. Spostiamo e ruotiamo il personale, per acquisire nuove conoscenze e aiutare trasparenza ed efficienza. Aggiorniamo i regolamenti esistenti; miglioriamo le regole per le commissioni di gara e aumentiamo i membri esterni. Il servizio mense e ristorazione, ora svolto per metà da AGEC e per metà da ditte esterne, potrà essere affidato ad aziende esterne.

Dobbiamo trovare la formula più conveniente nel rapporto tra costi, qualità e gestione. In tema di appalti e forniture, l’albo delle ditte fiduciarie deve essere revisionato e ampliato, rispettando criteri, requisiti e il principio della rotazione”. Continua a leggere

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Quale futuro per i dipendenti AGEC arrestati?

Gennaio 2014. Tartaglia, Campedelli, Tagliaferro e Klapfer affronteranno il processo.  Bianchi, Cona, Confente, Dusi e Fasoli hanno chiesto il patteggiamento e hanno concordato pene (sospese) tra un anno e sei mesi a un anno e undici mesi.

In un primo momento la dirigenza AGEC non ha garantito agli imputati il rientro sul posto di lavoro. Il presidente Galli Righi: “Valuteremo caso per caso. Non possiamo garantire a nessuno il mantenimento del lavoro. In ogni caso i dipendenti accusati non avranno il ruolo di prima. Abbiamo il dovere di far funzionare AGEC nel migliore dei modi”. Successivamente il Pm Gennaro Ottaviano acconsente al patteggiamento dei cinque e la dirigenza decide il loro ritorno in AGEC, dal 10 febbraio 2014, ma senza i ruoli di responsabilità che ricoprivano prima e, quindi, con uno stipendio molto inferiore e senza autonomia organizzativa e finanziaria.

Maria Cristina Motta, dg: “La nostra è stata una scelta ponderata. Se AGEC non li avesse reintegrati, si sarebbe esposta a ricorsi, con la matematica certezza di perdere”. Infatti il patteggiamento è insufficiente per aprire un procedimento disciplinare finalizzato all’espulsione del dipendente.

Massimo Galli Righi, presidente: “E’ sbagliato dire che con la loro condotta Continua a leggere

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I veri problemi

 Natale 2013. Fino ad alcuni anni fa, il servizio scolastico del Comune di Verona era eccellente: punto di orgoglio della città. Oggi: insegnanti sotto organico, sovraccaricate di lavoro; piccoli disorientati: non sanno individuare la loro maestra. Quanto emerge svilisce le 31 scuole dell’infanzia comunali. Lo ha prospettato, nel luglio scorso, l’assessore all’Istruzione Benetti che, con una relazione alla Giunta comunale, ha comunicato le sue perplessità sulla riorganizzazione della scuola dopo la modifica dei contratti dei docenti. Nell’aprile 2010 il Comune ha imposto i contratti degli enti locali in sostituzione di quelli della scuola statale. L’aumento delle ore frontali e di quelle per le attività di intersezione ha permesso il recupero di 21 maestre, ma ha comportato il trasferimento di metà di esse in una sede diversa, determinando “un significativo impatto su almeno un quinto dell’utenza, pari a circa 550 famiglie”, private di una delle due maestre di riferimento. Benetti chiede quindi di “valutare l’opportunità di procedere all’assunzione a tempo determinato del numero degli insegnanti necessario a coprire il fabbisogno per l’anno scolastico 2013-14”.

Elisa La Paglia: “La centralità del bambino è ineludibile. L’Amministrazione ha un progetto didattico ed educativo?”.

Orietta Salemi: “Incredibile! L’Assessore all’Istruzione ha dovuto adeguarsi alle scelte di Giunta”.

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AGEC, le mense e la politica

Ottobre 2013. Alberto Benetti, assessore all’Istruzione, ‘allibito’ per le notizie che arrivano, fa presente che “da quando la gestione delle mense è affidata a AGEC, il suo Assessorato ha solo il compito di stabilire le tariffe. Il controllo del servizio mense spetta alla Direzione generale. Le lamentele sulla qualità del cibo sono in aumento. Ogni segnalazione pervenuta è stata girata ad AGEC”. Benetti rammenta che, quando fu deciso di affidare la gestione delle mense ad AGEC, si è dichiarato contrario. “Di fronte all’indignazione che emerge, è meglio che le mense scolastiche tornino a essere gestite direttamente dal Comune. Auspico perciò che il Consiglio comunale deliberi in questa direzione, a maggior garanzia di tutti. Il lavoro di anni per far crescere la qualità del servizio sembra andare a gambe all’aria. Continua a leggere

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Come vanno le mense scolastiche con la gestione AGEC?

Ottobre 2013. Alla ripresa delle lezioni, cresce lo scontento per le mense scolastiche.

Ernesto Passante (dirigente scolastico): “Mi sono confrontato con i colleghi. Le prime settimane di quest’anno scolastico sono state critiche. Sono diminuite qualità e dimensioni delle porzioni e ci sono problemi organizzativi. Ora le cose migliorano”.

I referenti dei genitori: “La riorganizzazione è al ribasso: meno qualità e personale insufficiente”.

Anno 2013. AGEC, che da 4 anni gestisce 14.000 pasti al giorno, annuncia che le mense scolastiche saranno affidate, per metà, a una Ati (associazione temporanea di impresa) gestita da due società con sede nel vicentino, perché “il blocco delle assunzioni permette di assumere una minima parte dei 230 lavoratori interinali, fondamentali per il servizio. Con l’affidamento a Ati tutto il personale precario farà parte delle aziende vincitrici”. Ne fanno le spese i dipendenti precari, assorbiti nelle ditte vincitrici con orari allungati e stipendi sforbiciati. Un dipendente: “Dobbiamo smaltire un carico di lavoro prima eseguito dal triplo del personale”. Continua a leggere

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Risponde il sindaco Tosi

Su Michele Croce. “Croce venne rimosso perché ha speso soldi dei cittadini per rifarsi l’ufficio. Si rischia di far passare per martire uno che ha sperperato i soldi di tutti. Fece le sue denunce dopo che gli fu chiesto di rimborsare le spese”.

Sul caso AGEC: “Conosco Tartaglia da 20 anni: ha goduto della fiducia mia e dei sindaci Sironi e Zanotto. Il rispetto, dal punto di vista umano, gli è dovuto. Prima di esprimermi attendo gli sviluppi dell’indagine. Il rischio è che si pronunci una condanna prima che il processo cominci. E’ un errore condannare prima di accertare i fatti. Aspettiamo di sapere qualcosa di più prima di gettargli la croce addosso. E’ giusto rispettare le persone per il loro lavoro: in AGEC operano dipendenti pubblici che lavorano da anni.

Le segnalazioni dei disservizi alle mense scolastiche sono giunte prima degli arresti. Le abbiamo inviate ad AGEC con la richiesta di diffidare le ditte incaricate del servizio. Abbiamo istituito una commissione ispettiva formata da Comune e AGEC. Ora è importante dare continuità all’attività dell’azienda”.

Partito Democratico: “Si impone una seria riflessione politica sulla gestione delle aziende Continua a leggere

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ll dibattito politico (continua)

Ugoli e Bertucco (P.D.) “La reazione minima del Sindaco di fronte alle indagini della Finanza fa a pugni con la sua fama di paladino della legalità. I guai giudiziari della Amministrazione Tosi sono cominciati tempo fa:

– nel 2011 Soardi, leghista, presidente ATV, è condannato per rimborsi gonfiati. Al processo, Tosi non ha il coraggio di costituire il Comune parte civile contro il compagno di partito.

– Bortolazzi, intoccabile per la Giunta Tosi, ha guidato l’aeroporto Catullo sull’orlo del fallimento con una gestione sconsiderata. E’ stato rinsanguato con i soldi dei veronesi.

– Quasi tutti gli uomini di fiducia di Tosi, messi ai vertici delle aziende partecipate dal Comune, sono indagati (parentopoli) in barba ai criteri di competenza e professionalità.

– Negli anni del governo Tosi ogni incarico nelle aziende pubbliche, anche il più insignificante, è stato assegnato con la logica della lottizzazione politica. Da rilevare il ritorno di “Rambo” Bissoli e la nomina, nell’organismo di vigilanza di AGSM Distribuzione, di Roberto Bussinello, garante del consenso a Tosi dell’estrema destra veronese.

– Le attuali inchieste giudiziarie sono l’epilogo di un sistema malato che sembra sgretolarsi non per indagini a orologeria, ma per autocombustione politica. Quale sarebbe la continuità del servizio? Quella dei bandi pilotati, dei favori in cambio di appalti e di sesso a pagamento durante l’orario di ufficio?

Lo scandalo è che, mentre la sua Amministrazione va per aria, Tosi gira l’Italia e pontifica il buon governo. Continua a leggere

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Il dibattito politico

Michele Croce, ex presidente AGEC: Nei mesi di presidenza, Croce ha visionato un’ampia documentazione su affitti, canoni, aziende (sempre le stesse) assegnatarie degli appalti AGEC. “Emersero contrasti quando cominciai a chiedere chiarimenti su aspetti inquietanti. Ho informato i vertici del Comune del quadro desolante che emergeva: già sapevano, ma non hanno agito. Invece di ascoltarmi e adottare contromisure si precipitarono a defenestrarmi. Non mi restava che andare in Procura. Quanto sta avvenendo dimostra che il sistema non è più in grado di auto proteggersi. I pilastri dei palazzi del potere scricchiolano”.

Stefano Valdegamberi: “Quasi ogni giorno si leggono notizie di indagini e provvedimenti sugli enti comunali. E’ la conferma: nelle aziende comunali di Verona c’è bisogno di molte verifiche”.

Valdegamberi contesta Tosi per il sospetto di una “strana coincidenza temporale” delle inchieste che investono l’Amministrazione. “Non è ‘giustizia a orologeria’! La magistratura ha portato a maturazione indagini su fatti di cui tutti parlavano da tempo e sui quali anch’io ho chiesto insistentemente risposte all’Amministrazione. Le indagini su “parentopoli” sono partite nel 2011; quelle su Fondazione Arena erano in corso due anni fa; il sospetto su assunzioni pilotate dalla politica al Catullo sono del 2012. Per altre inchieste in corso (gara per il filobus, AGEC, assunzioni in Acque Veronesi) ho chiesto chiarimenti negli anni scorsi”.

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