Archivi del mese: settembre 2011

Bilanci e costi della politica. I soldi sono pochi ?

da “Il bilancio del Comune di Verona per il 2010 e per il 2011″ (8)

Domanda: perché quelli che ci sono si spendono nei modi che seguono?

*Primavera 2008. La Regione Veneto regolarizza e stabilizza, con posto fisso, lavoratori precari, tra i quali collaboratori di partiti o di singoli politici, che lavorano, su chiamata diretta, senza concorso. Un solo contrario: Diego Cancian del PNE: “Gli eletti hanno qualcuno da sistemare. L’organico della Regione aumenterà di 80 persone negli uffici della Giunta e in Consiglio. E i partiti chiameranno altri collaboratori”. Cosa vuol dire? 80 porta borse vengono assunti a servizio di politici e altri 80, o giù di lì, porta borse precari sono in arrivo.

*Gennaio 2009. La Corte dei Conti, nel 2007, chiede alla Regione Veneto di ridurre di 52 milioni i costi della politica. Ci si è fermati a quota 879.900 euro. I costi del personale sono stati tagliati del 3%, con risparmio di quasi 4 milioni e mezzo. Però i CdA di società partecipate non sono stati ridotti e le collaborazioni precarie sono cresciute del 67%, con un costo di 3.700.000 euro. Continua a leggere

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Archiviato in Il bilancio del Comune di Verona per il 2010 e per il 2011, Riflessioni

Stipendi per i Consiglieri comunali e circoscrizionali: tanto rumore per cosa?

Si può consentire che un consigliere comunale arrivi in aula, firmi e se ne vada prendendo gli stessi soldi di chi rimane per ore?

Così si comportava il consigliere Tosi, oggi moralista: non una volta ogni tanto: quasi sempre.

Gennaio 2008. Lo stipendio dei consiglieri comunali scende dai 1446 euro lordi ai 1350 al mese.

Primavera 2010. Il Presidente del Consiglio comunale Fratta Pasini (guadagno mensile: 4.700 euro)  illustra i tagli di stipendio previsti dalla manovra economica per i 48 consiglieri comunali. Guadagneranno 1156 euro lordi al mese. Il netto sarà sugli 850, con presumibile  ulteriore calo. Dice: “Sacrificio economico accettato. I mal di pancia sono perché si è cominciato a tagliare dal basso”. A Verona la spesa complessiva cala da 704.000 euro all’anno a 560.000. Altre novità: il divieto di cumulo delle indennità; il calo dei consiglieri: – 11; gli assessori saranno al massimo 10 (oggi sono 14). Preoccupa la conclusione del Presidente: “Bisogna individuare meccanismi per incentivare la partecipazione, come la riduzione dell’indennità in caso di assenza ingiustificata”.

Il sindaco Tosi interviene:

– non faccio politica per i soldi: prendo meno della metà dello stipendio di assessore regionale; Continua a leggere

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Questione demografica – Verona: ieri, oggi, domani (6)

Considerazioni sui dati demografici

3) Gli anziani saranno molti; vivranno più a lungo e meglio, diversi da oggi: autonomi e attivi. Dopo la fine del lavoro avranno circa 20 anni di vita attiva: una risorsa.

Ciò non cancella l’altra faccia della realtà: oggi il 38,8% dei residenti in Italia dichiara una patologia cronica (artrosi – artrite, ipertensione, diabete, …). La percentuale sale all’86,9% per gli ultra 75enni.

4) “Dietro a una bassa demografia sta una grave catastrofe culturale” (cardinale Bagnasco).

Come saremo tra 20 anni? In Italia saremo 62 milioni, grazie agli immigrati: un milione di giovani in meno e circa un milione di ultra 80enni in più. Nel Nord ricco la popolazione aumenta del 7%. Squilibrio demografico ed economico evidente. Continua a leggere

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Bilancio della Regione Veneto 2011. Critiche e proposte

da Regione Veneto, bilancio 2011 (7)

Critiche e proposte dalla minoranza, del Partito Democratico in particolare:

– Non esiste più l’emergenza sicurezza?

– E’ stupefacente l’azzeramento dei fondi per le piccole e medie aziende, su cui si fonda l’economia veneta. Si rinuncia al rilancio dell’economia.

– Ai Comuni si chiede un doppio sacrificio: ai tagli dello Stato si assommano quelli della Regione.

– Occorre provvedere alla tutela del territorio dopo le alluvioni, ma le risorse sono dimezzate; sostenere famiglie e lavoro; trovare fondi per la messa a norma degli edifici scolastici: i Comuni si dovranno arrangiare?

– Zaia e Cota ruppero il fronte dei governatori delle Regioni contro i tagli, confidando che un atteggiamento collaborativo e una trattativa riservata e privilegiata avrebbero giovato.

– Zaia spieghi ai Veneti perché spende importanti somme per la sua comunicazione istituzionale (Dario Bond, capogruppo PdL in Regione)

– Sono spesi bene i soldi per l’identità venete o per chi ha bisogno? La Regione taglia i trasporti e lascia intatti i finanziamenti per la cultura veneta. Continua a leggere

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Bilancio consuntivo dell’era Tosi. Anno 2010

da “Il bilancio del Comune di Verona per il 2010 e per il 2011″ (7)

Torniamo, in conclusione, alle opere pubbliche dell’era Tosi. Se si vuole avere l’esatta dimensione dei sogni distribuiti a piene mani, basta procurarsi il best-seller delle opere comiche del dopoguerra veronese: il piano delle opere 2008-10, tutta farina del sacco Tosi. E’ documento approvato dalla neo maggioranza nel 2007: vi sono descritte, con dovizia di dettagli, le opere che nell’arco del triennio avrebbero dovuto vedere la luce, essere iniziate o a buon punto. Stando a quel libro delle bugie o”spiritose invenzioni”, nel 2011 avrebbero dovuto:

–          concludere i lavori alla Passalacqua;

–          inaugurare la nuova sede della Polizia Urbana e il nuovo parcheggio del Gasometro come, a parole e nei comunicati stampa, l’assessore Corsi ha già fatto tre volte;

–           restaurare Palazzo del Capitanio per il nuovo Museo di Scienze Naturali;

–          brindare alla nuova prestigiosa sede della Fondazione Arena presso l’Arsenale;

–           accompagnare nugoli di visitatori alla restaurata Torre del Gardello; Continua a leggere

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L’ultimo può essere il bambino, può essere l’anziano, può essere il cittadino

da: La Verona del sindaco Flavio Tosi (19)

Cosa è il bene per il bambino?

Vivere in un ambiente di affetti intensi, di presenze e di premure permanenti; godere della vicinanza di una madre e di un padre; sperimentare affetti il più possibile duraturi e completi.

Lo Stato, se vuole il bene dei suoi cittadini più piccoli e fragili, ha il dovere di riconoscere e promuovere la famiglia stabile, matura, capace di accogliere i figli propri e altri familiari e di accompagnare nell’amore disinteressato bambini i cui genitori non sono stati nelle condizioni di formare una famiglia solida. Il discorso, nei diversi ruoli, vale anche per la scuola.

Cosa è il bene per gli anziani?

Che vivano con i figli o da soli, soprattutto se non autosufficienti o parzialmente autosufficienti o malati, hanno bisogno di restare nel loro ambiente di vita, con gli affetti più intimi, con figli e amici. Lo verifichiamo tutti.

Cosa è il bene per i cittadini? Continua a leggere

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Questione demografica – Verona: ieri, oggi, domani (5)

Il punto sulla demografia

(Giancarlo Blangiardo, ordinario di demografia a Milano Bicocca)

Il punto demografico di non ritorno è vicino. Senza una netta inversione nelle politiche di sostegno economico e fiscale alle famiglie, l’inverno demografico porterà alla glaciazione. Pochi bambini oggi significa ancora meno mamme domani. Non basterà nemmeno se faranno 4 figli. E’ evidente l’incapacità delle popolazioni europee di garantire il ricambio generazionale. Non risolveremo tutto importando capitale umano. Rischiamo di far saltare l’equilibrio. Quando in Italia nasceva un milione di bambini, 25 anni dopo c’era mezzo milione di potenziali madri. Tra 25 anni le mamme saranno 250.000: o faranno quattro figli a testa oppure i numeri dei nati saranno inconsistenti. E già oggi l’Europa è un vecchio continente, con più anziani che giovani.

Quali cure? Continua a leggere

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