Archivi del mese: marzo 2016

Il realismo delle scelte

Cariverona valuta un investimento, anche se il fronte delle Popolari venete in trasformazione in spa è molto ampio.

Si devono fare i conti, però, se vendere o meno parte della quota Unicredit.

Occorre confermare il ruolo primario di Verona nella fusione Banco Popolare-Bpm.

Ecco il punto: se non entrano nuovi soldi, perché non si vendono le azioni Unicredit, c’è liquidità sufficiente per coprire tutte le partite aperte? O si dovrebbero svincolare titoli e fondi, per investire nelle banche, a valori che tra qualche mese potrebbero rivelarsi inferiori? Cariverona è disponibile a valutare l’aumento della propria partecipazione nel capitale del Banco Popolare “se l’investimento sarà utile per tutti”.

Paolo Biasi, sul terreno delle scelte finanziarie, ha sempre dimostrato di tener conto dei mercati e poco della politica. Sarà cosi anche Mazzucco? Continua a leggere

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Ascoltiamo Lamberto Lambertini

Intervento pubblicato su “Il Corriere di Verona”

“Fondazione Cariverona con il suo 3,46% di Unicredit potrebbe realizzare oltre un miliardo di euro, stando all’attuale capitalizzazione di Borsa. Anche mantenendo una quota nella banca di provenienza, i risultati attesi sono finanziariamente molto rilevanti; tanto da consentire di pensare a un ruolo da protagonista nella ristrutturazione del sistema bancario veneto.  In questo territorio, toccato dalla crisi e piegato dalle vicende delle banche locali non quotate, Banca Popolare di Vicenza ha lanciato un aumento di capitale di almeno un miliardo e settecentocinquanta milioni.     Veneto Banca ha necessità di interventi sul capitale per 800 milioni al mese.

Nel Veneto solo Cariverona può muovere i capitali necessari per acquisire partecipazioni di rilievo. Il pericolo è che si ripetano gli errori del passato. Un investimento nel sistema bancario deve garantire parametri adeguati di redditività, Continua a leggere

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Quale fronte privilegiare?

Il sindaco Tosi punta a dare spazio alle richieste del territorio:

“Cariverona guardi prima a Vicenza e al Veneto: le banche venete sono in difficoltà”. Condivide però l’alleanza lombardo-veneta: la fusione Banco-Bpm e auspica che “l’alleanza si allarghi agli istituti veneti”.

Domanda inevitabile: l’eventuale impegno di Cariverona per creare un Polo di credito veneto quali rischi comporta per l’aggregazione tra Banco Popolare e Bpm?

Il presidente Mazzucco: “La Fondazione esiste per supportare finanza e imprenditoria venete.  Le difficoltà dei mercati influiscono sulle scelte della Fondazione, anche in termini di erogazioni. Però il bilancio dell’ente è molto solido. Vendere in questo momento significa perderci: eventuali operazioni non devono compromettere il patrimonio. E’ da decidere l’investimento prevalente. Prevedo che ci saremo; mi riferisco alle Popolari venete”.

Mazzucco dialoga con Carlo Fratta Pasini, presidente di Banco Popolare; Continua a leggere

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I due fronti di Cariverona:il possibile Polo veneto delle Banche Popolari

Quale sarà il ruolo di Cariverona nell’attuale crisi delle Banche Popolari venete: Banco Popolare (Cariverona ne è azionista), Veneto Banca e Popolare di Vicenza? Cariverona è pressata dalle loro richieste; ogni investimento però deve essere remunerativo per garantire il ritorno sui territori di cui Fondazione è espressione, a partire da Verona. Mazzucco si muove con Maccagnani, Pedrollo e Biasi. Negli ultimi mesi si è detto che la parziale uscita di Cariverona da Unicredit avrebbe fornito i mezzi finanziari per investire nelle Popolari venete. Ma la crisi finanziaria ha ridotto il patrimonio.

I soci di Popolare di Vicenza decidono l’aumento di capitale, la trasformazione in spa e la quotazione in Borsa. Chiedono a Cariverona di investire nella loro banca, in modo che i due enti, insieme, siano un’ancora nel territorio “La volontà dei vicentini di non perdere la territorialità del loro istituto costituisce una spinta per Cariverona”, che ha come missione l’intervento territoriale. Ma può Cariverona impegnarsi con Vicenza e lasciar perdere Veneto Banca?

L’aggregazione tra Banco Popolare e Banco Popolare di Milano (Bpm) Continua a leggere

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Fondazione Cariverona: continuità o svolta?

Presidente Mazzucco: “Lavorerò nel segno della continuità. E’ abitudine di chi subentra in una Amministrazione di voler dare segnali di discontinuità. Per me invece sarebbe un grande successo dare segnali di continuità: Cariverona è un orgoglio cittadino e nazionale ed è stata gestita con maestria. Sono un decisionista, ma per decidere bene occorre condividere e programmare. La qualità dell’organico è eccellente; valorizzeremo al massimo le potenzialità. So dove chiedere il giusto ammaestramento. Non mi sento Presidente dimezzato. Lei, se al di là della strada avesse Biasi, cosa farebbe? Biasi è punto di riferimento: continuerà a dare un grande contributo. Quando insisto sulla continuità, mi riferisco a lui, che ha accumulato un’enorme conoscenza in materia: è uno dei massimi esperti in circolazione”.

Mazzucco dice senza imbarazzi che opererà nel solco di Biasi. La convivenza tra i due peserà molto sul futuro di Verona.

Importanti novità segnano la strada di Fondazione Cariverona: Continua a leggere

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Protagonisti del ‘nuovo’

Paolo Biasi lascia la presidenza di Cariverona, ma continuerà a pesare sulla finanza, non solo veronese, e sulla gestione della Fondazione. Nell’ufficio accanto siede Fausto Sinagra, che lo completa da 12 anni e ora dirige Torre sgr che, a sua volta, gestisce Property. Direbbe Tomasi di Lampedusa: “Forse a Cariverona è cambiato tutto affinché poco cambi”.

Biasi, alla guida del Fondo Property, controlla una parte della prima ricchezza di Cariverona: il patrimonio immobiliare commerciale, in particolare l’ex cella frigorifera degli ex Magazzini Generali, dove sorgerà Eataly, ristorante di Oscar Farinetti e (chi l’avrebbe detto?) la Direzione generale di Unicredit, della quale Biasi è uno dei fondatori. Biasi raccoglierà affitti per 15 milioni l’anno e altri 15 di reddito fisso per titoli di Stato; in pratica gestirà anche investimenti finanziari di Cariverona.

Biasi è presidente anche della Fondazione Domus (gestisce il patrimonio di opere d’arte di Cariverona e la Galleria d’arte moderna) e della società Ies srl (iniziative edilizie sociali). Potrebbe poi controllare la maggioranza del CdA e del Consiglio generale.

Flavio Tosi. Per avere il presidente gradito, rinuncia alla promozione di Lisa Continua a leggere

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Un nome nuovo segna il futuro di Verona: Property

Luglio 2015. Il Fondo Property, ormai autonomo da Mediolanum, acquista:

– dall’Amministrazione Provinciale palazzo Bottagisio, in via Leoni (7 milioni);

– dal Comune di Verona l’area degli ex Magazzini Generali, dove si insedieranno Eataly di Oscar Farinetti, le sedi di diversi Ordini professionali, la direzione regionale di Unicredit, l’Archivio di Stato. Si tratta di proprietà a scopo commerciale, che non rientrano negli scopi istituzionali di Cariverona. Farinetti e Ghizzoni, patron di Unicredit verseranno gli affitti a Biasi. Il resto del patrimonio (Castel San Pietro, Palazzo del Capitanio, Ristori, …) resterà di proprietà di Cariverona.

Resta sospesa la questione del Fondo per gli investimenti liquidi (fondi, titoli, azioni, …). Sinagra aveva annunciato che si stava studiando il miglior modo per investire i soldi liquidi derivanti dalla cessione delle quote Unicredit. Operazione al momento ferma.

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