Archivi del mese: dicembre 2014

L’ambizioso progetto Save

Marchi intende dare vita a un sistema forte, a una holding (società) aeroportuale che metta in sinergia gli aeroporti di Venezia, Treviso, Verona, Brescia, Trieste e Lubiana: un grande gruppo sopra regionale, centrato su Venezia: il polo strategico degli “Aeroporti del Nord Est”, con offerte diversificate secondo le specializzazioni di tutti gli scali, in uno spazio di centinaia di chilometri, in uno dei più grandi bacini di abitanti d’Italia. “Con Verona e Lubiana si innesca un servizio per un’area tra le più grandi d’Europa, mettendo insieme aeroporti con specializzazioni diverse. Con Verona si è creata una convergenza di fatti, idee e persone che consentono di realizzare i progetti e di superare i campanilismi. Faremo squadra per non perdere occasioni. Lavoriamo con la filosofia dello sviluppo del territorio e il Veneto sta rispondendo in modo compatto. Quello con Verona è un disegno ambizioso: possiamo creare un sistema forte”.

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Save rompe gli indugi

Agosto 2013. Enrico Marchi, presidente di Save, presenta l’offerta di acquisto per una quota di minoranza della “Catullo spa”. “Un sistema unico regionale è nell’interesse del territorio”.
Il suo merito: ha capito che era il momento di agire. La “Catullo spa” vuole un partner che investa decine di milioni senza che significhi consegnargli gli scali di Verona e Brescia. Save è disponibile a rilevare il 35% della Catullo spa per 25 milioni. Per il rilancio ne servono 50.
L’alternativa, la gara internazionale, richiede tempi lunghi. Secondo il CdA le condizioni finanziarie della “Catullo spa” non possono permetterselo. Spingono verso la trattativa diretta, più rapida e con esito meno incerto.
Il CdA della “Catullo spa”, informato sull’offerta di Venezia, intende procedere, anche perché solo Marchi si è fatto avanti concretamente.

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Il dialogo Save-Catullo spa rompe il gelo tra Venezia e Verona

Il processo di aggregazione tra Venezia e Verona non è mai decollato, per resistenze geopolitiche e partitiche. Ora la debole politica è sullo sfondo. Sono le urgenze economiche a far fare sistema.

Per capire, rileggiamo una intervista di Enrico Marchi a L’Arena, nel maggio 2012: “Il sistema Verona parla da solo. Basta guardare Serenissima e Catullo. Einaudi diceva: “Se la politica diventa occasione per infilare ovunque amici e amici degli amici, per fare consulenze e distribuire incarichi, invece di puntare sulle competenze manageriali, i risultati sono dannosi”. Nel mondo aeroportuale nulla è come una volta. Gli aeroporti erano enti pubblici e le compagnie erano di bandiera. Ora non ci sono più né gli uni né le altre. Negli aeroporti ci vuole il controllo pubblico, ma la gestione deve essere privata. Il progetto industriale deve essere chiaro e volto allo sviluppo, come è stato fatto a Treviso. Questo a Verona non lo vedo. La situazione del Catullo è un’operetta, un circo, del quale non voglio far parte”.

Questo nel 2012. Oggi qualcosa è cambiato dalle parti del Catullo.

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La svolta

Marzo 2013. Marchi, presidente di Save: “Siamo aperti al dialogo con Verona”.

Sindaco Tosi: “E’ logico dialogare con Venezia, uno tra gli aeroporti per noi appetibili. Verona ha un debito pesante e i soci, quasi tutti pubblici, non hanno soldi. E’ necessario aprire a soci come Save, a livello nazionale e internazionale”.

– Il PD, di Verona e di Trento, resta favorevole agli aeroporti tedeschi: “La “Catullo spa” attrae. Per favorire lo sviluppo strategico del territorio del Garda, meglio un bando internazionale. Una sola offerta è un limite. Se prevale l’accordo con Save, quale sarà il ruolo di Verona? Succursale o protagonista? Il “Sistema del Garda” ha opportunità diverse rispetto all’area metropolitana di Venezia”.

Molti investitori aeroportuali, nazionali e internazionali, guardano alla “Catullo spa” : Continua a leggere

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Per un BUON NATALE

Una scossa…… Un popolo in cammino

Nei nostri colloqui impressiona l’assenza di prospettiva: fatichiamo a capire dove incanalare le nostre energie positive. Chi sente in sé il desiderio o la disponibilità a fare la propria parte per migliorare la vita di tutti non sa come fare, dove andare, con chi accompagnarsi per costruire insieme obiettivi per cui vale la pena battersi.

Proprio ora torna il Natale di Gesù: un forte richiamo alla bellezza del nascere di nuovo, con Lui; di cercare davanti a noi, con Lui, cieli nuovi e una terra nuova.

Il Bambino viene per stare con tutti coloro che capiscono che c’è bisogno di ciascuno e di tutti per uscire dalla nostra incapacità di dare significato alle azioni della vita quotidiana e di vedere, tra la nebbia, la strada della vita.

Ben vengano leader positivi che siano punti di riferimento, come il Papa e, purtroppo, pochi altri a livello mondiale.

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La posizione del Partito Democratico (continua)

– Bertucco: “Il sindaco Tosi concentri l’attenzione sul futuro del Catullo. Mancano le strategie, come l’idea di area metropolitana che preveda l’aeroporto come riferimento di molti.
Ci sono luoghi deputati a discutere di questi temi? La Giunta? La Lega Nord? Il CdA Autostrade? Il bar dove Tosi prende il caffè con Gamberale? Verona avrebbe proprio bisogno di un sindaco. Nessuna svolta con la gestione Arena: continuano il rinvio dell’azione di responsabilità nei confronti del CdA Bortolazzi, il calo dei passeggeri; il debito alto; le strategie di rilancio perdenti, che privilegiano attività non avio: centri commerciali, supermercati, ristoranti, parcheggi: come Bortolazzi. Fatto grave: il trasporto merci è sempre fermo. Chiediamo un partner industriale con soldi e competenze, da individuare con bando internazionale, che guardi verso il Nord Europa”.
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La posizione del Partito Democratico

“La posizione geografica di Verona è gioiello raro. Il Catullo non può essere succursale di Milano o di Venezia, che hanno interesse a mantenere in serie B il sistema aeroportuale del Garda; deve guardare a Nord. Il nostro orizzonte è l’Europa. L’asse del Brennero (Monaco, Francoforte, Berlino) è da sempre nostro spazio di sviluppo. Vocazione di Verona è collegare l’Italia al cuore dell’Europa. Guardiamo alla Germania, perché investa sul sistema degli “Aeroporti del Garda”, entrando nella compagine societaria della “Catullo spa”.

La selezione del partner privato deve avvenire attraverso bando internazionale, per valutare offerte e proposte: un socio industriale, non finanziario. Una gara europea costringe tutti a giocare a carte scoperte. Potrebbero spuntare investitori extraeuropei. Si può attirare su Montichiari un quarto delle merci verso la Germania.

Si proceda con Verona, Trento, Bolzano, con l’86% delle quote. Basta con Brescia (Brescia risponde: “Basta con Verona”)”.

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