Archivi del mese: maggio 2016

Quale obiettivo ha l’operazione AGSM-AMIA ?

Primo scenario. Al Comune non interessa la grande holding; suo obiettivo è coprire i buchi del suo bilancio con i soldi che toglie alle sue aziende. Sindaco:“Abbiamo salvato i conti 2011 vendendo le quote comunali della Fiera; quelli del 2012 grazie ai 37 milioni dell’operazione AGSM-AMIA: AGSM ha dato al Comune le riserve aziendali e il Comune ha rafforzato AGSM cedendole AMIA”.

Assessore Toffali: “L’operazione AGSM-AMIA crea flussi finanziari verso il Comune”, che scarica i suoi debiti sulle aziende, in particolare su AGSM, prosciugata di riserve e utili, limitandone la capacità di investimento.

Secondo scenario. L’aggregazione AGSM-AMIA è un’occasione persa. Si poteva fare un solo CdA per le due aziende, tagliando 15 consiglieri e 9 revisori dei conti, sostituendoli, gratis, con dirigenti e amministratori. Invece AGSM e AMIA conservano presidenti, dirigenti, doppi uffici, due CdA e relativi compensi. Peggio: accanto al Presidente di AMIA resta il predecessore come vice, con lo stipendio che riceveva da presidente. Restano Transeco e Serit, aziende controllate da AMIA, e AGSM Energia, AGSM Distribuzione, AGSM Trasmissione, controllate da AGSM. Tutte con Presidente e CdA. Se si fosse fatto un solo CdA, si eliminavano sei presidenti, molti consiglieri e revisori dei conti. Invece: nessuna semplificazione e nessun risparmio. Le aziende partecipate restano luogo di collocamento per i fedeli del Sindaco, che, per quanto può, esclude le minoranze dai CdA, evitando così il confronto. Continua a leggere

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Azienda comunale unica (holding)

Grande idea – risultati minimi

Luglio 2012. Il Consiglio comunale vota “sì”: AGSM acquista AMIA. Tutti d’accordo, a patto che si punti all’azienda comunale unica, a una holding come casa madre di tutte le aziende comunali dei servizi e degli enti, proprietaria di quote anche di altre aziende. Si va verso una “multi utility” che tratta verde pubblico, energia e ciclo dei rifiuti (raccolta, trasformazione, smaltimento), capace di valorizzare Ca’ del Bue e di ridurre le spese di gestione. La holding sarà quotata in Borsa e aperta a investitori privati.

Come procede l’operazione? AGSM emette 14.000 azioni al prezzo di 1,5 euro ciascuna e aumenta il suo capitale di 21 milioni. Il Comune le acquista trasferendo a AGSM la proprietà di AMIA (valore stimato sui 21.382.000 euro). E’ un giro di soldi interno all’Amministrazione: nelle casse pubbliche non entra un euro che non sia già del Comune.

Si ripete quanto avvenuto quattro anni prima, quando il Comune ha venduto le sue farmacie a AGEC, azienda comunale: il Comune ha avuto 40 milioni per il suo bilancio e ha lasciato a AGEC un debito e un mutuo da pagare, Continua a leggere

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L’affare dell’estate 2012: AGSM acquista AMIA

Un unico Consiglio di Amministrazione per le aziende pubbliche veronesi?

Un’importante possibilità perduta!

L’intraprendenza e la genialità dei padri hanno messo a disposizione dei Veronesi servizi e ricchezze che sono garanzia per noi e per i nostri figli. Ricordiamo AGSM, ATV, AGEC, AMIA, Acque veronesi, Aeroporto Catullo, Verona Fiere, Verona Mercato, Quadrante Europa, ZAI, Camera di Commercio, Arena, Teatro Romano, Biblioteca civica, Cariverona, Banco Popolare, Cattolica Assicurazioni, banche di credito cooperativo, ospedali, struttura sanitaria, Iciis e strutture di intervento sociale, autostrade, raccolta e smaltimento rifiuti, …         Siamo chiamati a gestire bene questo nostro patrimonio.

Limitiamo le nostre considerazioni alle aziende comunali: uno dei fiori all’occhiello di Verona. Continua a leggere

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Ultime notizie

Eravamo pronti per la pubblicazione degli articoli sul Filobus, quando ci è arrivata notizia di eventi sconvolgenti: “Ci sarebbe da piangere, ma non c’è tempo”, dicevano i nostri nonni. Di che cosa si tratta?

5-4-16. Il nuovo filobus? “Entrerà in funzione presumibilmente tra circa 5 anni”. Una previsione che cambia radicalmente quelle fatte finora. E a farla non è un oppositore o un cittadino qualsiasi: l’ipotesi di dover aspettare un altro quinquennio è contenuta in una proposta di delibera che arriverà la settimana prossima in Consiglio comunale, firmata personalmente dal sindaco Flavio Tosi. La novità di maggior rilievo sta tutta in 3 righe in cui si parla di una riunione, a fine novembre, del nuovo Comitato di indirizzo del bacino territoriale del trasporto pubblico, composto dal Presidente della provincia, dal Sindaco di Verona e dal sindaco di Legnago. Quel comitato sta preparando la gara pubblica (obbligatoria con le nuove norme europee) per affidare al miglior offerente tutto il trasporto locale. Ma in quell’incontro si è dovuto prendere atto che per fare quella gara occorre un Piano Urbano ed extraurbano che (citiamo letteralmente) “tenga conto anche della realizzazione del sistema filoviario della città di Verona, che entrerà in funzione presumibilmente tra circa 5 anni”. In pratica i nuovi mezzi dovrebbero sfrecciare in città più o meno all’inizio del 2021.

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Considerazioni conclusive di Tito Brunelli

E’ difficile valutare il comportamento dell’Amministrazione Tosi e del Sindaco in prima persona sulla vicenda Filobus, come su altre scelte amministrative. E’ difficile perché pare impossibile che le cose siano avvenute come vi abbiamo descritto. Risulta senza ombra di dubbio che chi ci ha governato negli ultimi 9 anni si è assunto un compito che non è capace di concretizzare. Un solo esempio: come fa il sindaco Tosi ad avere il coraggio e la faccia tosta di dichiarare che “lui e Ederle hanno preso in mano una situazione critica: eredità del passato”? (Il Sindaco attacca il precedente CdA di AMT per “colpevole ritardo”) Ma chi è questo passato? C’era Enrico Corsi, non certo un’aquila. Ma il sindaco Tosi dov’era? Non era al corrente dell’evolversi della questione filobus? Non è stato lui a garantire, in decine e decine di casi e da protagonista delle scelte, che il progetto andava avanti e sarebbe arrivato in porto “a tempi brevi”?

Se poi andiamo a vedere, come spesso ci è capitato di fare, l’elenco delle opere previste e date per imminenti dal luglio 2007 l’elenco è lunghissimo, ma le realizzazioni sono pochissime, quasi inesistenti. Continua a leggere

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La crisi precipita

Fine marzo. Aumentano le polemiche in AMT. Il Comitato per l’avvio dei lavori del filobus non si riunisce da tempo. Il presidente Ederle presenta le dimissioni; il Sindaco le respinge: non è il caso di complicare ulteriormente le cose: “L’ho invitato a continuare il buon lavoro che sta facendo”. Il nodo è la frattura insanabile tra Ederle e Voi: convivenza impossibile. Si attende la risposta di Voi alla lettera del CdA che contesta il suo operato. Licenziare Voi però crea problemi. Meglio sostituirlo come Responsabile unico del progetto (Rup) del filobus. Ma i dirigenti comunali interpellati per un ‘distacco’ in AMT rispondono negativamente: troppe grane e compensi considerati inadeguati.

Bertucco (PD): “Ederle è uno dei presidenti meno produttivi della storia di AMT. Le sue dimissioni sono l’unica cosa sensata di fronte alla manifesta incapacità di portare avanti l’opera. Ma il Sindaco più deludente della storia della città che fa? Respinge le dimissioni. Tra gli addetti ai lavori, dentro e fuori Amministrazione, nessuno è disposto a scommettere sulla possibilità di portare avanti i lavori del filobus: non c’è un progetto esecutivo valido; non ci sono certezze sui costi; non è chiaro se sussistono i requisiti di legge da cui dipende il finanziamento pubblico”. Continua a leggere

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Un marzo di contrasti

Si complica la realizzazione del filobus. Ipotesi clamorosa: c’è chi dice che AMT potrebbe sciogliere il contratto firmato con le aziende che dovrebbero realizzare il nuovo mezzo di trasporto e partire da capo. Il direttore Voi avrebbe detto che le responsabilità maggiori nei ritardi dell’opera sarebbero delle imprese che hanno rallentato la scelta del filobus e la presentazione del progetto definitivo. Sarebbero allo studio penali.

Bertucco: “La conflittualità in AMT può minare la tenuta del progetto, fino alla rescissione del contratto. Consegnare i lavori senza aver scelto il mezzo ha messo azienda e Amministrazione fuori del contratto. Si deve partire dalla scelta del mezzo. L’Amministrazione non ha la visione d’insieme e manca della capacità di coordinamento per condurre in porto progetti complessi, come il filobus, che possono rilanciare Verona come grande città moderna: europea”. Continua a leggere

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