Archivi del mese: giugno 2016

Quanto è costato ai Veronesi?

Il fallimento di Ca’ del Bue

Maggio 2016. Giampiero Cigolini, direttore di AGSM: “E definitivamente tramontato il progetto dell’inceneritore di Ca’ del Bue”. Si conclude una vicenda entrata nella vita cittadina nel 1986: nelle basse di San Michele è spuntato un enorme manufatto, al centro dell’attenzione della città su più fronti, anche quello delle tangenti nei primi anni 90, fino alla sua fine, nella primavera 2016.

Il progetto è costato ai Veronesi circa 250 milioni.

Come sarebbe oggi Verona se avesse speso utilmente quei soldi?

Avrebbe potuto recuperare l’Arsenale, rafforzare Fondazione Arena, creare i presupposti per un grande aeroporto invece di (s)venderlo a Save, …

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Le aziende pubbliche servono gli interessi del Sindaco o dei cittadini ?

Bertucco (PD): “Dal 2007 alla fusione AGSM-AMIA (luglio 2012), AGSM ha dato 100 milioni per coprire i buchi del bilancio comunale. AGSM oggi è florida in quanto priva di concorrenti. In vista però della liberalizzazione del mercato, AGSM e AMIA devono migliorare i loro servizi.

Il Sindaco non sa gestire le aziende comunali; il suo obiettivo, con la pseudo fusione, è uno: portare nelle casse comunali i milioni con cui coprire i buchi di bilancio.

Toffali, che ha dissanguato per decine di milioni le aziende partecipate, intende inglobare anche AGEC nella holding che gestirà i servizi comunali; la svuoterà delle attività redditizie e le lascerà la grana della gestione delle case popolari.

Spieghi il Sindaco perché è utile trasformare AGEC in una spa e cosa sarà dell’azienda una volta scorporate le attività redditizie. Non permetteremo che dilapidi il patrimonio residenziale pubblico”.

Nota di Tito Brunelli: Continua a leggere

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AGSM e AMIA possono essere in buona salute?

Il Comune, proprietario e socio unico delle due aziende, negli ultimi 8 anni ha prelevato dalle casse di AGSM circa 115 milioni, limitandone gli investimenti nel momento in cui parte la sfida del libero mercato.

Per allargare l’influenza di AGSM e AMIA occorrono strategie e investimenti in tutta la provincia, allargando gli orizzonti e smettendola di curare gli interessi solo del Comune di Verona. Comuni e altri soggetti non si aggregano ad AGSM se i ricavi servono per coprire le spese della città e non per migliorare i servizi e ridurre le tariffe a tutti gli utenti. Continuando su questa strada, diventa possibile che operatori di altri territori vedano Verona come terra di conquista. Primo segnale: per qualche tempo l’illuminazione pubblica in città è stata gestita da una azienda romana.

Ma il sindaco Tosi continua a ribadire: l’obiettivo è coprire i buchi del bilancio comunale: “Per avere soldi nelle casse comunali cederemo quote AGSM a privati”.

Gli interessa l’aggregazione delle aziende pubbliche veronesi? Continua a leggere

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Da anni AGSM è al servizio del bilancio comunale

Presentazione sintetica del contributo annuale di AGSM al bilancio comunale:

per il 2008: 12 milioni; per il 2009: 13,2 milioni;  per il 2010: 9,7 milioni ;per il 2011: 7,1 milioni ; per il 2012: 3,7 milioni; per il 2013: 8,3 milioni; per il 2014:18 milioni; per il 2015: 10 milioni.

AGSM produce gas, energia elettrica da fonti rinnovabili e non e teleriscaldamento.

Fatturato. Paolo Paternoster, presidente di AGSM, nel 2014: “Tra il 2003 e il 2008 AGSM ha fatturato 1.690.000 euro. Tra il 2009 e il 2012 il fatturato è salito a 2.900.000 di euro”.

Utile nel periodo 2009 – 2014: 46 milioni.  Investimenti nello stesso periodo: 250 milioni.

Anno 2014. Il margine operativo supera i 96 milioni (+ 70% sul 2013) e il fatturato lordo è di oltre 850 milioni. Energia prodotta per 750.000 persone: 600 milioni di kwh (190 da fonti rinnovabili). Tutela ambiente: Continua a leggere

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