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Considerazioni di Tito Brunelli.

Concentrazione insensata di centri commerciali: scelte incomprensibili o logiche?

Riascoltiamo il segretario della CISL Castellani: “Per costruire rotonde e centri commerciali i soldi ci sono sempre. Per mettere in moto la ripresa non ci sono. Non è vero che l’Amministrazione e la politica non hanno strategie di sviluppo. Le hanno e le scelte sono precise: rinunciare al manifatturiero e investire su terziario e servizi, con la partecipazione dei privati. E’ via semplice: porta consenso immediato, ma non ha visione di prospettiva. O siamo così miopi da pensare che con commercio e servizi si possa superare la devastante crisi occupazionale? Per alcuni anni daremo lavoro alle imprese edili. Ma dopo? Solo il manifatturiero è via di uscita per creare sviluppo vero”.

Sono migliaia le case vuote, ma si continua a costruire. Perché?    Dove si sono verificate scelte simili? Per opera di chi?

Il Polo finanziario appare morto, ma resta una grande sfida di trasformazione e innovazione per Verona, in un’area voluta produttiva, nel dopo guerra, da amministratori capaci. Oggi può mettere alla prova i nostri enti economici, divenuti grandi su obiettivi ardui, parecchie volte raggiunti. Perciò il Polo finanziario rimane una formidabile occasione, alla nostra portata, per la Verona di domani: una speranza in più per i nostri giovani.

La Fiera deve essere dinamica, attenta alle tendenze del mercato, altamente tecnologica, se vuole essere competitiva.

Polo finanziario e Fiera possono vivere vicini; anzi è un bene per entrambi: la loro prossimità può diventare un aiuto reciproco.

La crisi miete le sue vittime soprattutto nel centro cittadino, Continua a leggere

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Non solo a Verona Sud: Centro commerciale anche a Verona Est.

A poche centinaia di metri da due centri commerciali (Corti Venete e Verona Est), al confine tra San Michele e San Martino B.A., a sud della grande rotonda, si annuncia il terzo centro commerciale dell’area, di 24.550 mq (come il Galassia), su un terreno di 53.000 mq, finora area verde agricola. Costruisce la “Immobiliaria srl” di Luciano Dindo. Sono previsti anche 20.000 mq di residenziale e 7.850 mq per il terziario.

Ottobre 2013. Proteste. Il Consiglio della VII^ Circoscrizione, comprese Lega e lista Tosi, su Ordine del Giorno del P.D., vota ‘no’ all’unanimità al centro commerciale di San Michele. Motivi: nell’area ce ne sono già due; è penalizzante per le piccole botteghe del quartiere; aumenterebbe il traffico già caotico; il sensibile consumo di suolo sarà di 200.000 mq: le superfici edificate ammonterebbero a 52.000 mq. Non basta: in lista di attesa del P.I. c’è il progetto di un quarto centro commerciale in località Campagnetta, a due passi dal precedente. In controtendenza con la nuova legge regionale che chiede di smettere di consumare nuovo suolo insediando eventuali centri commerciali solo in aree degradate, da riqualificare e non su superfici non edificate.

Il dibattito

– Comitato: “Una pianificazione così irrazionale produce disagi imperdonabili per il quartiere”.

– Stefano Villani (PD): “Pianificazione scriteriata: la programmazione della città va fatta prima con le idee; dopo con i soldi. L’Amministrazione Tosi è acquiescente alle scelte dei privati. I cittadini se ne accorgono quando l’Amministrazione (che dice di essere dalla loro parte) ha già deciso. Dicono che l’opera va fatta perché in cambio il privato costruirà il parcheggio scambiatore, senza il quale non si può realizzare il filobus. Il rischio è che il parcheggio, a pagamento, diventi luogo di sosta per chi fa la spesa. Il carico di traffico sarà insostenibile”. Povera città!

– Confcommercio: “C’è il rischio di sovraffollamento di strutture commerciali e ricettive, in una fase di scarsi consumi, tali da scardinare il rapporto domanda – offerta su cui si regge il sistema commerciale, con grave danno per i piccoli commercianti”. Si criticano in particolare il colosso Ikea e la vasta area commerciale di Verona Sud. Il presidente Paolo Arena: “Ikea crea posti di lavoro, Continua a leggere

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Dibattito sul futuro di Verona Sud.

In particolare intorno al centro commerciale di Palazzina,  forse perché lì ci sono abitanti, poco presenti nell’ex ZAI, dove sorgerà la maggior parte dei centri commerciali. 

– Il comitato: “Si deve porre rimedio all’esubero di aree commerciali. Il quartiere non può sopportare altro cemento. Rotonda e centro commerciale-residenziale non servono all’interesse pubblico; sono funzionali solo al privato e al Comune che incamera soldi. L’aumento del traffico peggiorerà la viabilità. La nuova legge regionale punta al risparmio di suolo agricolo. Quanto è in contrasto con la normativa è a danno della collettività. Ma perché si continua a fare ciò che si afferma di voler eliminare? Sconvolge la pervicacia con cui l’Amministrazione Tosi-Giacino porta avanti il provvedimento, nel disinteresse delle conseguenze sulla salute e sulla vita dei cittadini, con i quali manca il confronto”.

Roberto Pellegrini, difensore civico regionale, chiede una “radicale revisione del progetto: grave esempio di inutile e dannosa erosione del terreno agricolo in una zona di alto pregio ambientale”.

Franco Bonfante (PD): “Se il Comune vuole, Palazzina sarà risparmiata da nuovo cemento in base all’art 2 del regolamento regionale sul commercio approvato in giugno: impegna al “risparmio di suolo, al recupero e qualificazione urbanistica di aree e strutture dismesse e degradate”.

Assessore Giacino: “Daremo risposte puntuali. Continua a leggere

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Undici Centri commerciali a Verona Sud? – NO! – SI’!.

Proseguiamo l’illustrazione delle varie posizioni.

– Partito Democratico. “Verona Sud, nei prossimi anni, sarà intasata da traffico e cantieri: la maggior parte faranno sorgere aree commerciali. Di fronte alla Fiera se ne aggiunge una ai 432.000 mq di commerciale previsti a Verona Sud dal Piano degli Interventi. L’Amministrazione Tosi per anni ha raccontato che i parcheggi sono la priorità assoluta per la Fiera e che, di fronte a essa, non si può realizzare altro. Adesso si spazza via proprio l’area di sosta più vicina ai padiglioni e comoda per collegarsi al centro città. Golosine, Borgo Roma e Cadidavid non hanno ricevuto un solo metro di verde fruibile”.  Si polemizza anche sul valore economico dell’area: i prezzi di mercato sono altri.

Il P.D. è contrario a un grande parcheggio all’ex Scalo merci: porta il traffico all’interno dei quartieri anziché fermarlo all’uscita dell’autostrada. Chiede in quella vastissima area (da viale Piave a Santa Lucia) un grande parco urbano. Segattini: “Il sindaco Tosi ha chiesto alle FS un’area nello scalo per 5.000 posti auto per la Fiera, ma quell’area è strategica per lo sviluppo della città: deve saldare il debito di verde e vivibilità che il Comune ha nei confronti di Verona Sud e Golosine”.

Pesante e logico è quanto afferma Bertucco (P.D.):L’urbanistica è sotto dettatura di privati”.

PD e PdL minacciano ricorso al TAR. In un contratto trentennale, a firma Riello (Fiera) e Paolo Paternoster (Polo fieristico), le parti garantiscono sull’area, per 30 anni, almeno 2.160 posti auto, che, con il nuovo centro commerciale, calerebbero della metà.

Il PD diffonde uno studio di Confesercenti-Lombardia: Ikea, a fronte di 841 posti di lavoro promessi, ne manda in fumo 1.085, con saldo negativo di 284. In Lombardia, negli ultimi 4 anni, a seguito del sorpasso delle grandi e medie superfici commerciali rispetto al piccolo commercio di vicinato, sono stati persi 20.000 posti di lavoro”.

Vito Giacino: “Di fronte alla Fiera sorgerà un supermercato alimentare, non un centro commerciale. Continua a leggere

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Prosegue il dibattito: Verona Sud viene venduta per fare cassa.

Che senso ha un nuovo centro commerciale di fronte alla Fiera? 

– Luigi Castelletti: “La necessità di posti auto per la Fiera è assoluta. Comune, Fiera, Polo fieristico e Ferrovie devono definire il Piano parcheggi nell’area, a vantaggio della Fiera”.

– Commercianti locali: “Continuando a fare centri commerciali non si migliora la qualità della vita. Si creano nuovi attrattori di traffico che danneggiano il territorio dal punto di vista della viabilità e dello smog per finanziare il parcheggio scambiatore del filobus. Capiamo che il Comune ha bisogno di soldi, ma non può ottenerli facendo morire le attività economiche locali. Assisteremo alle esequie delle ormai poche attività commerciali che, con coraggio, resistono sul territorio e che, nostro malgrado, spariranno. Ci saranno ripercussioni sulle strade del circondario, già intasate. Servono invece parchi, biblioteche, parcheggi”.

– Giancarlo Montagnoli : “Spostare altrove il Polo finanziario sarebbe stato un errore: la vicinanza con gli istituti finanziari avrebbe giovato alla Fiera, creando maggiore sinergia tra i due comparti”.

– Mariangela Fogliardi (Scelta civica): “Quel piazzale davanti alla Fiera diventa paradigma del declino: potevamo puntare sull’eccellenza, sul creare la nostra City; invece ci troviamo con un parcheggio e con l’ennesimo centro commerciale”.

– Ettore Riello, presidente della Fiera: “L’area di fronte alla Fiera è indispensabile Continua a leggere

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A Verona centri commerciali a gogò: Verona Sud diventerà la Capitale mondiale dei centri commerciali.

Il sindaco Tosi smentisce scelte amministrative per cui si è battuto per anni. Per far soldi va tutto bene: Pecunia non olet!

Partiamo dall’ultimo, un centro commerciale di fronte alla Fiera. Sarà l’undicesimo nella zona.  L’area dell’ex Mercato ortofrutticolo, di fronte alla Fiera, è di circa 60.000 mq. L’Amministrazione Zanotto l’aveva destinata sede del Polo finanziario. L’Amministrazione Tosi ha cancellato il Polo finanziario da quel luogo. Comune e Fiera hanno riacquistato l’area per 39 milioni, diventandone proprietari dell’85 e del 15% e adibendola a parcheggio per circa 2.100 posti auto. Nel novembre 2013 il Consiglio comunale di Verona decide di vendere la parte dell’area verso viale dell’Industria per insediarvi una grande struttura commerciale che occuperà 6.500 mq. Il parcheggio viene ridotto di 8.5000 mq. Si perdono 800 posti auto. L’area sarà messa all’asta. Il Comune conta di ricavare 25 milioni.

I soldi saranno spesi per il raddoppio del multipiano, parcheggi nel quartiere fieristico, alla Genovesa, all’ex Scalo merci, all’ex centrale del latte, all’ex Macello e opere per la viabilità.

–  Assessore Giacino: “E’ occasione di sviluppo e di riqualificazione”.

–  Il sindaco Tosi: “Ci occorrono soldi. Negli ultimi anni, le uniche compravendite di terreni sono quelle finalizzate a strutture commerciali”.

Così ragiona un sindaco! Su queste basi pensa al futuro della città. Questo centro commerciale è l’undicesimo previsto in Verona Sud, come preciseremo in seguito.

Il dibattito

– Paolo Arena, presidente di Confcommercio: “Come Confcommercio non siamo pregiudizialmente contrari ai centri commerciali; ne possono sorgere anche nei centri storici. Riteniamo però che si debba programmare la loro localizzazione con le categorie economiche. La crisi dei consumi picchia duro. Le grandi strutture di vendita oggi non sono piene di clienti. Sono in difficoltà sia i piccoli negozi sia molte grandi strutture. Serve una pausa per ripensare una strategia complessiva di sviluppo, per non sbagliare le scelte. Occorre evitare concentrazioni commerciali in alcune zone della città. Incrementare l’offerta e i protagonisti del comparto avrebbe conseguenze negative nel settore: non è lungimirante.

Veniamo all’oggi: un centro commerciale davanti alla Fiera? Questo sarebbe lo sviluppo di Verona Sud? Le attività commerciali devono nascere per esigenze di mercato. L’apertura di un nuovo grande supermercato davanti alla Fiera non risponde a tali logiche: creerebbe problemi senza assicurare valore aggiunto al sistema Verona. Continuando a costruire grandi complessi, si rischia di creare nuove cattedrali nel deserto e di danneggiare i piccoli negozi di quartiere”.

– Daniele Polato (capogruppo PdL in Comune): “Si procede a spot. Manca la programmazione urbanistica. Continua a leggere

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Piano degli Interventi in VIII^ Circoscrizione- Seconda parte: Poiano, Quinto, Marzana, Santa Maria in Stelle, Sezano.

Si intaccano le Torricelle

Opere di compensazione: 

Con i soldi dei privati si realizzeranno 13 opere pubbliche, tra cui il recupero dell’ex scuola di Poiano, la rotatoria nei pressi dell’ospedale con pista ciclabile, il collegamento tra la zona industriale di Marzana e la Strada dei Lessini.

Le nuove abitazioni tra Marzana e Poiano saranno su 20.000 mq circa , tra cui :

– a Santa Maria in Stelle: lotto di edilizia popolare;

– nei pressi di Esselunga, palazzine di tre piani per 100 appartamenti circa;

– via Aida: palazzine per 300 – 400 appartamenti.

Cruciale è l’ampliamento della Cantina sociale di Quinto. I 387 soci sono, per la maggior parte, gestori di aziende a conduzione familiare. Coltivano 738 ettari di vigneti e 135 di uliveti: ricchezza per la valle e per la città: fonte di sostentamento e salvaguardia dei territori. La tendenza (giusta?) è di aumentare quantità e qualità dei prodotti. La Cantina ha bisogno di spazio, limitato anche se si ingloba il vicino campo di calcio. C’è chi, in forza della crescita dell’uva, preferisce spostare la Cantina nella ZAI di Marzana per facilitare l’accesso alla Strada dei Lessini e diminuire gli odori e il passaggio di camion in paese.

Il presidente Luigi Turco: “Spostare la Cantina è oneroso per i soci e la sede è stata rimodernata da poco”.

Compensazioni:

-un nuovo impianto sportivo, per calcio, tennis e calcetto, con piscina, verso Strada dei Lessini, a spese della Cantina;

-lo svincolo su Strada dei Lessini, per sgravare Quinto dal transito dei mezzi pesanti da e verso la Lessinia.

Il P.I. prevede nella bassa Valpantena:

– poco meno di 20.000 mq di edificabile per abitazioni, tra Marzana e Poiano;

– 48.000 mq di abitazioni a San Felice; intervento destinato a pesare molto sul traffico nella zona; Continua a leggere

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