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Il Sindaco di tutti i Veronesi?

E’ stato uno degli slogan della campagna elettorale 2012. In molti l’abbiamo sentito come uno schiaffo, un affronto alla verità: nei 5 anni della precedente Amministrazione, il sindaco Tosi ha fatto il contrario: ha diviso i cittadini tra “i suoi” e gli altri; ha escluso chi ha osato contrastarlo e ha premiato i servi.

Il Sindaco confermato procede nella stessa direzione. Un esempio: i consiglieri di minoranza negli enti comunali. Il Sindaco li ha nominati solo nei casi in cui non ha potuto farne a meno. Ogni volta che è stato possibile, li ha esclusi. Verifichiamo:

il Partito Democratico ha indicato per i CdA:

– Maurizio Sartori in AGSM;

– Hans Roderich Blattner in AMT;

– Luciano Sterzi in Verona Mercato;

– Stefania Sartori nell’Istituto Assistenza Anziani;

– Mauro Peroni in ICISS;

– Alessandra Bisdomini in AGEC;

– Sara Avesani in Fondazione Scaligera per la Locazione;

– Gabriele Tagliaferro nella Fondazione Bentegodi.

Il Sindaco Tosi ha nominato:

– Maurizio Sartori in AGSM; Continua a leggere

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No. Così non può andare !

Priorità per il sindaco Tosi: sistemare le persone fedeli che si sono date da fare in campagna elettorale: la nomina diventa un grazie; è un forte legame; distribuisce le poltrone a favore del Sindaco. Avviene ovunque. Lo verifichiamo a Verona. Non si cambia strada neanche in questo momento di difficoltà economica, quando occorrerebbe porre in moto le migliori energie per ottenere i migliori risultati.

– La scelta degli assessori è stata fatta sulla base dei voti conquistati in campagna elettorale: i 10 più votati sono diventati assessori. Sono all’altezza del compito? Importa poco. In democrazia il seguito popolare è importante, ma non può essere l’unico elemento per la scelta. Determinanti devono essere la competenza nel settore, la capacità di guida, la garanzia della persona, la certezza che non ci sono interessi personali. Invece la scelta è stata fatta in base al criterio della fedeltà al capo e, come sempre accade, il Sindaco non ha potuto accontentare tutti “i suoi”.

C’è anche chi, come Mimma Perbellini e Michele Croce, eletti in Consiglio comunale, rinuncia al posto di consigliere comunale di fronte alla garanzia di ricoprire un incarico più remunerativo.

– C’è fretta di nominare i revisori dei conti municipali per gabbare la legge, in vigore da fine luglio 2012, che prevede che i revisori siano scelti per sorteggio, non su indicazione politica. Continua a leggere

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In riferimento alle nomine, uno solo è il requisito cardine: la fedeltà al capo

Ogni Sindaco di Comune capoluogo:

– gestisce, in proprio o con altri enti pubblici, aziende e enti importanti;

– sceglie e nomina i Presidenti e i membri dei loro CdA e altre persone con ruoli decisivi.

La legge fissa i requisiti di chi assume un impegno pubblico, a favore dei cittadini:

– curriculum adeguato e competenza nel settore in cui assume l’incarico e, contemporaneamente, il possesso di conoscenze generali;

– persona di riconosciuto valore, con uno stile di vita che garantisca che il suo unico obiettivo è la dedizione al bene comune, senza essere succube di interessi altrui, il particolare di ‘politici’ amici;

– saper disegnare scenari e idee di futuro; avere capacità di scelta e di mediazione, di guida e di autonomia, di saper lavorare in gruppo. Continua a leggere

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La carica dei 300

Torniamo ai primi mesi della seconda Amministrazione Tosi. Uno dei principali problemi del confermato Sindaco è ‘accontentare’ i portatori di voti. Sono a disposizione quasi 200 incarichi in una cinquantina di enti, piccoli e grandi. Ma i ‘pretendenti’ sono di più. I nominati:

– Paolo Paternoster: presidente di AGSM. Vice: Mico Caliari;

– Germano Zanella: presidente di AMT;

– Matteo Gasparato: presidente di Consorzio ZAI;

– Stefano Pachera: direttore dell’Accademia Cignaroli;

– Anna Maria Leone: sarà presidente dell’Istituto Assistenza Anziani (IAA);

– Massimo Mariotti: presidente di Acque Veronesi;

– Mimma Perbellini: presidente di Verona Mercato;

– Michele Croce: presidente di AGEC;

– Silvano Stellini, presidente del Quadrante Servizi, con Elio Nicito;

– Ettore Riello: presidente della Fiera;

– Silvio Cametti: presidente di Fondazione Bentegodi; Continua a leggere

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Considerazioni conclusive di Tito Brunelli -1-

Prima: il bene della città

Pur distinguendosi positivamente da altre aziende comunali, AMIA si muove nel contesto di una Amministrazione che manca di una visione che pone al centro il bene della città, non il potere e i soci del potente. Alcuni esempi:

– il bene della città non può accettare che il primo presidente di AMIA nell’Amministrazione Tosi, Enrico Toffali, appena nominato, decida di aumentarsi il compenso di 20.000 euro all’anno (da 45.000 a 65.000 euro) e che l’azienda acquisti un’automobile di lusso a sua disposizione.

– il bene della città non può accettare che in AMIA operino (non si è mai visto) due direttori generali (Ercole e Cuzzolotto) con due stipendi di peso.

– il bene della città non può permettere che, nel 2012, il sindaco Tosi decida che diventi presidente di AMIA Miglioranzi e che l’ex presidente Legramandi diventi vice, conservando però il compenso da presidente (45.000 euro all’anno).

Non è ammissibile il formarsi della “casta leghista” alla direzione delle aziende:

– in ATV Bettarello, presidente, e Zaninelli, direttore generale, entrambi leghisti, fedeli a Tosi;

– in AMIA, prima Toffali presidente e poi Miglioranzi, con i dg Ercole e Cuzzolotto, tutti leghisti fedeli a Tosi. Ancora una volta uno stipendio in più, per un ‘amico’;

– in AGSM Paternoster presidente e Cigolini dg, entrambi (allora) fedeli di Tosi;

– in Serit Bissoli presidente, della stessa area.

Competenti? Fedeli? Procacciatori di voti? Continua a leggere

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Rilievo di Tito Brunelli: Assunzioni

Restano impresse le affermazioni, mai smentite, mai tacciate come non veritiere, di Bortolazzi: “Nelle segreterie dei partiti c’è un elenco di incarichi e posizioni in cui i politici possono piazzare i loro uomini. Giocano come con le figurine. Spartiscono tutto: dal presidente all’operaio. Se occorre un lavoratore e sono implicati tre partiti alla fine devi assumerne tre. Gli amministratori nominati dalla politica alla politica rispondono. Nel CdA c’erano e non c’erano”.

Bortolazzi e il direttore Soppani, quando cominciano a temere per se stessi, per spiegare le spese eccessive, parlano di assunzioni dubbie; di partiti che si spartiscono i posti; di vitalizio agli ex amministratori, di politici che pretendono assunzioni, cioè stipendi. Parlano di stipendificio. Continua a leggere

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Per finire ascoltiamo Mario Giulio Schinaia, procuratore della Repubblica di Verona

(da articoli recentemente pubblicati sulla stampa locale)

Il procuratore Schinaia presenta il bilancio annuale dell’attività della magistratura a Verona: “Particolare allarme sociale destano in questo territorio, ricco di energie e di attività imprenditoriali, i reati, raddoppiati, contro la pubblica amministrazione”.

Le recenti inchieste in città, secondo uomini vicini al sindaco Tosi, sono emerse in concomitanza con la discesa in politica del sindaco su scala nazionale. Giustizia a orologeria?

Schinaia: “No. Sono inchieste che vanno avanti da anni e durano anni. Quelle in atto sono molte di più di quelle diventate di dominio pubblico. Destiniamo attenzione particolare alla gestione della cosa pubblica perché noto una mentalità dilagante in ambito politico: c’è chi è convinto che se ha il consenso può fare quello che vuole. Non è così: chi ha consenso deve rispettare ancora di più le leggi, per certificare la buona scelta elettorale dei cittadini. Indaghiamo dove vengono gestiti denari pubblici, anche sulla base di notizie di stampa. Ci sono aziende che oggi agiscono nel privato che di fatto non hanno perso la propria origine pubblica. Il problema è che chi le gestisce dovrebbe operare come un pubblico amministratore, non come un privato.

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