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Bilancio AGEC. Anni 2013 e 2014.

In rosso. Perché?  Il Consiglio comunale approva il bilancio AGEC 2013. La perdita di esercizio è di 6.228.250 euro.

Presidente Galli Righi: “La colpa è il pagamento del mutuo di 40 milioni stipulato con le banche per l’acquisto delle farmacie comunali: grava per 8 milioni all’anno sulle casse AGEC. Speriamo che sia l’ultima volta che i conti chiudono in rosso. E’ prossimo il ritorno in utile: 768.319 euro nel 2015; 931.849 nel 2016”. Il dg Motta: “Questo è l’anno più pesante. Abbiamo contenuto la perdita rallentando investimenti e manutenzioni. Dal 2015 avvieremo piani di investimento pluriennali e cominceremo ad avere vantaggi fiscali”. Le perdite (sarà così anche nei prossimi due anni) riguardano le mense: – 1,65 milioni. I conti sono in attivo nel settore immobiliare (+ 3,68 milioni) e in quello cimiteriale (+ 717.000 euro).

Il Consiglio comunale approva il bilancio AGEC 2014. Non è l’anno della svolta. Continua a leggere

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Anno 2009. Altra svolta

Il servizio mense passa ad AGEC

A Verona il servizio mense scolastiche è stato sempre gestito dal Comune, con mense in 165 scuole; 67 centri cottura pasti; 15.000 pasti al giorno.

Nel 2009 il servizio mense per le scuole d’infanzia comunali, primarie e secondarie, passa a AGEC, che lo affida a società esterne. Col risparmio si potranno ammodernare cucine e impianti.

Sono 300 i dipendenti: cuochi, aiuto cuochi, custodi, bidelli, guardarobieri, addetti alle pulizie. Sono 230 i lavoratori precari, a tempo determinato, assunti da agenzie. Spettro disoccupazione per circa 40 lavoratori precari; l’impegno ad assumerli fa la differenza tra le aziende concorrenti.

Base d’asta per l’assegnazione del lavoro: 17 milioni, per tre anni.

Anno 2012. Ulteriore svolta:Servizi cimiteriali e onoranze funebri passano ad AGEC

AGEC crea una società per servizi cimiteriali e onoranze funebri. Presidente del CdA: Francesca Toffali; consiglieri: Renata Franchini ed Edoardo Nestori. Stipendi ad amici?

Valdegamberi: “Presidente e consiglieri operino gratis e siano scelti per le loro capacità, non per appartenenza a una lista che ha concorso alla vittoria del Sindaco”. Qualcuno ci fa caso?

E’ previsto un investimento rilevante nel settore crematorio.

Nota di Tito Brunelli. Il fatto che servizi importanti: farmacie, mense e cimiteri passino ad AGEC è segno di grande apprezzamento del sindaco Tosi nei confronti del dg di AGEC Tartaglia.

Questo che fa emergere ancora di più il danno prodotto dal suo comportamento, che lo porta a due condanne in primo grado. Il Sindaco aveva anche un altro scopo, dichiarato: recuperare soldi subito spendibili per coprire i buchi del bilancio comunale.

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Nota di Tito Brunelli

Durante la sua amministrazione il sindaco Tosi ha utilizzato beni immobili e aziende per spostare nelle casse comunali almeno 200 milioni. Ha pagato le spese correnti, ma ha indebolito le aziende. Preoccupa che si possa anche solo dubitare che l’obiettivo delle operazioni descritte sia far fare bella figura al Sindaco in un momento di difficoltà finanziarie.

Come si muove il Comune? Aumenta il capitale di una sua azienda assegnandole dei beni ed essa si indebita per finanziare il Comune.

Il primo caso ha riguardato AGEC, azienda pubblica che si occupa di case popolari senza averne la proprietà fisica. AGEC, per acquistare e gestire le 13 farmacie comunali, ha versato al Comune 40 milioni, ottenuti con un mutuo. Pagherà negli anni. Perciò il Comune ha 40 milioni da spendere e AGEC ha 40 milioni di debito da restituire alle banche.

Stesso schema per AMIA, che ha un valore di 21 milioni; AGSM ne diventa proprietaria e ha un aumento di capitale di pari valore. E il Comune ha a sua disposizione una quarantina di milioni provenienti dalle sue partecipate, di cui 37 da AGSM.

Scelta positiva quella della fusione, a patto che essa sia reale, con un unico CdA e un’unica struttura e conseguente diminuzione degli stipendi ‘politici’. Ma se i CdA e gli incarichi restano come prima, c’è poco da sperare sulle intenzioni del Sindaco.

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Da anni AGSM è al servizio del bilancio comunale

Presentazione sintetica del contributo annuale di AGSM al bilancio comunale:

per il 2008: 12 milioni; per il 2009: 13,2 milioni;  per il 2010: 9,7 milioni ;per il 2011: 7,1 milioni ; per il 2012: 3,7 milioni; per il 2013: 8,3 milioni; per il 2014:18 milioni; per il 2015: 10 milioni.

AGSM produce gas, energia elettrica da fonti rinnovabili e non e teleriscaldamento.

Fatturato. Paolo Paternoster, presidente di AGSM, nel 2014: “Tra il 2003 e il 2008 AGSM ha fatturato 1.690.000 euro. Tra il 2009 e il 2012 il fatturato è salito a 2.900.000 di euro”.

Utile nel periodo 2009 – 2014: 46 milioni.  Investimenti nello stesso periodo: 250 milioni.

Anno 2014. Il margine operativo supera i 96 milioni (+ 70% sul 2013) e il fatturato lordo è di oltre 850 milioni. Energia prodotta per 750.000 persone: 600 milioni di kwh (190 da fonti rinnovabili). Tutela ambiente: Continua a leggere

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Il Parco Scientifico e tecnologico a Venezia e Padova

Parco Galileo”, nato a Padova e Venezia, si è specializzato nella ricerca applicata, in particolare nelle nanotecnologie, con “stratosferici finanziamenti” (Alberto Aldegheri, ex presidente a Verona).

Veneto Innovazione: “Il fallimento pesa sui Veronesi. Verona ha perso l’occasione: non ha capito il ruolo del Parco. Ci sono stati disaccordi tra Istituzioni e contrasti tra Parco e Confindustria. Quest’ultima ha avviato una sua associazione: “PerInnovare”. Verona non ci ha mai consultato: ha fatto e disfatto, da sola. Non possiamo continuare a pagare Presidente e CdA, senza risultato. Anche Padova e Venezia hanno avuto e hanno problemi, ma hanno dato risultati”.

Novembre 2013. “Parco Galileo” e Vega, il Parco di Marghera, del quale il Comune è socio di maggioranza, sono a un passo dal baratro: patrimonio quasi dimezzato; perdite di 7,3 milioni; indebitamento di 15,5 milioni; i soci non sottoscrivono la ricapitalizzazione. Continua a leggere

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Ricerca e innovazione: parole che ripetiamo senza sapere cosa significano

Nella Giunta e nel Consiglio comunale chi è capace di dar loro significato? 

Ottobre 2012. Dopo lungo silenzio, il Parco Star di Verona dà segni di vita. Una voce parla del Parco, di progetti, di innovazione, con protagonisti alcuni privati ed enti pubblici, nei settori: logistica, edilizia ecocompatibile, messa in rete di imprese e distretti produttivi, incubatoi di impresa. Si fa leva sulla collaborazione tra studenti universitari e aziende. Promotore è il Collegio universitario “Don Nicola Mazza”, nuovo socio; il modello è il parco di Padova; l’attenzione principale è all’emergere dei talenti dei giovani.

Filippi (è ancora Presidente? Dove è finito in questi anni?) parla di stretto rapporto con il territorio. Si viene a sapere che sì: è ancora il Presidente e, in tutti questi anni, è stato stipendiato. Si dice che Comune e Provincia di Verona siano pronti a rientrare.

Incredibile! Saltano fuori i fantasmi. Chi li paga? Dove sono finiti i soldi?

Dopo qualche tempo le voci dall’oltretomba non si odono più. Si torna nel buio. E gli stipendi?

Il Partito Democratico: Continua a leggere

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Parco Scientifico e Tecnologico Obiettivo: ricerca e innovazione

L’Amministrazione Tosi lo cancella. Continua però a pagare gli stipendi al Presidente e ai suoi collaboratori. 

Anno 1999. Veneto Innovazione; Consorzio ZAI; Comune, Provincia, Università e Camera di Commercio di Verona avviano il “Parco Scientifico e Tecnologico” (Star) in ZAI, in uno spazio di 400 mq per i laboratori. Il nome richiama innovazione, ricerca e strumentazioni all’avanguardia, al servizio della scienza e delle imprese, per lo sviluppo del territorio, in collaborazione con Università e associazioni degli imprenditori. Il Parco Star dovrebbe anche affittare spazi e gestire e fornire servizi alle aziende.

Raffaello Vinco: “Star è importante per diffondere cultura scientifica tra le imprese. Fare ricerca costa: non si può pensare a un ritorno immediato”.

Il bilancio, fin dall’inizio, è in rosso: risultati non soddisfacenti:

– anno 2001: passivo di 129.000 euro

– anno 2008: passivo di 461.000 euro

– anno 2009: stessa situazione

– anno 2012: il Parco non ottiene risultati e accumula debiti

– negli anni intorno al 2010, Star chiude con perdite annue di oltre 300.000 euro e ricavi quasi nulli.

Il Parco non è mai stato aperto; la ricerca non è decollata; i laboratori sono stati sempre chiusi. Non è mai stata chiara la sua ‘mission’.

E’ necessaria una svolta. Continua a leggere

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