Archivi categoria: Centri Commerciali

Anno 2014:I programmi del Sindaco Tosi

Successi: l’Amministrazione acquisizione dallo Stato la cinta muraria. E’ da curare. Rinvii:

– Statale 12; strada 434 fino in Bassa Acquar, Parco dell’Adige,

– recupero e valorizzazione delle mura magistrali e dei bastioni.

– Filobus. Il progetto si trascina da anni. Sindaco Tosi, a fine 2012: “A breve partiranno i cantieri”.

– ex Gasometro. Tosi: “L’estate prossima termineranno i lavori”

-“Passante Nord. Tosi: “Ci sono tutti i requisiti per firmare il contratto nelle prossime settimane”.

Insopportabile!

L’Amministrazione Tosi decide di vendere il territorio pubblico a fette, per guadagnare soldi.

Verona Sud diventa capitale mondiale dei centri commerciali. Emblematico: il Comune vende a Esselunga (costruirà una grande struttura commerciale) uno spazio di fronte alla Fiera che Flavio Tosi ha sostenuto per anni dover rimanere a servizio della Fiera. Ricavo: 27,5 milioni. Il sindaco Tosi: “Ci occorrono soldi. Si vendono terreni solo se prevedono strutture commerciali”.

E’ il futuro di Verona secondo il sindaco Tosi. Continua a leggere

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L’Amministrazione Tosi ha ancora la maggioranza?

20 luglio 2015. La variante di Esselunga arriva nella commissione consiliare. Risposta: barricate.
23 luglio. L’Amministrazione dichiara l’approvazione della delibera “priorità assoluta”.
Caleffi, assessore all’Urbanistica: “La Regione ha messo una pietra tombale sulla richiesta del Comune di due anni fa. Adesso siamo di fronte a un provvedimento del tutto nuovo”.
La Giunta: “Vogliamo chiudere il bilancio 2016. Perciò la delibera va approvata prima delle ferie. Riguarda 27,5 milioni, da spendere in opere pubbliche a favore della città”. Continua a leggere

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Comune e Esselunga:recuperare soldi a ogni costo.

……………..  è questa la strada?
Fabio Venturi, presidente della V^ Circoscrizione, vicino al Sindaco: “Prioritario per il Comune è realizzare il progetto, come occasione di sviluppo per la zona, di revisione della viabilità e di introiti per il Comune. Tentiamo l’accordo con la Regione, seguendo la strada della variante”.
Solo fino a 2.500 mq si può parlare di supermercato, mentre lo spazio di vendita di Esselunga è di 8.500 mq.
C’è fretta: senza i milioni di Esselunga è in forse il bilancio comunale 2016. I primi passi sono promettenti: Caleffi, assessore all’Urbanistica, presenta la variante richiesta e dichiara che Continua a leggere

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Situazione nebulosa e scontri accesi per Esselunga

Per arrivare al voto ci sono volute quattro sedute del Consiglio comunale. Il consigliere Fantoni (lista Tosi), contrario al progetto, passa al gruppo misto. E’ contrario anche Polato, capogruppo di Forza Italia. Giacino sostiene la delibera a spada tratta.
Secondo le opposizioni non fu affatto una svista, ma un modo di “aggirare” la nuova legge regionale sul commercio che, per le grandi strutture di vendita, prevede un iter e dei limiti molto rigidi.
Bertucco (PD): “Grosso affare per il Comune, ma molti passaggi non convincono. Continua a leggere

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Verona Sud viene venduta per far cassa

 Partito Democratico. “Per l’Amministrazione Tosi, per anni, i parcheggi sono stati priorità assoluta, per la Fiera: di fronte a essa, non si poteva realizzare altro. Adesso si spazza via proprio l’area di sosta più vicina ai padiglioni e comoda per collegarsi al centro città. ”.

Bertucco (P.D.): “L’urbanistica è sotto dettatura di privati”.

Vito Giacino, fino alla metà del 2013 ha ripetutamente affermato: “Non siamo mai stati contrari all’idea del Polo finanziario. La giunta Zanotto fece un tragico errore: lo collocò nell’unico punto della città dove non poteva sorgere, se non a prezzo di un conflitto con gli interessi della Fiera”. Dopo pochi mesi il dire di Giacino cambia completamente: “Di fronte alla Fiera sorgerà un supermercato alimentare. In tempo di crisi, valorizziamo un’area di 8.500 mq, a favore del Comune: i soldi incassati diventeranno ‘nostri’, permettendoci di realizzare il piano parcheggi per la Fiera e di rispondere a esigenze di città e Fiera. Rendere l’area commerciale è indispensabile per fare cassa e investire in opere. E’ occasione di sviluppo e di riqualificazione”.

Svolta storica. Perché? Un supermercato alimentare davanti alla Fiera segna una linea di demarcazione tra un prima e un dopo nella pianificazione della zona. Continua a leggere

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Quarto luccichio: si intravede “Adige City”

Che ne sarà di Verona Sud ?

I lavori di riconversione di grandi aree industriali trasformeranno Verona Sud, verso un futuro commerciale. Interventi di peso agli ex Magazzini generali, all’ex Mercato ortofrutticolo, alle ex Cartiere, all’ex area Biasi, … Si dovrebbe partire dalle ex Officine Adige .

Su una superficie di 100.000 mq, sorgerà “Adige City”, una riconversione edilizia del valore di 185 milioni, proprietà del Gruppo CIS di Bruno Tosoni. Si costruirà a stralci. Sarà una “città nella città, alle porte di Verona. Vederla all’uscita dall’autostrada sarà un bel biglietto da visita e uno stimolo a investire”. Sorgeranno un grattacielo alto tra gli 80 e i 140 metri, destinato a ospitare uffici; un centinaio di negozi su circa 40.000 mq; un’area residenziale con 500 appartamenti, in due palazzine; un albergo con 140 camere; un ostello da 200 posti per giovani; un parco pubblico da 30.000 mq. Il cantiere durerà due anni.  Tutto bene? Continua a leggere

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Terzo luccichio: Ikea a Verona

Si rilancia, ma il progetto pare fermo

Febbraio 2014. Il colosso svedese del mobile a basso costo vuole insediarsi a Verona, ritenendola strategica per futuri sviluppi, con due grandi punti vendita e circa mille addetti. Ikea, che ha in Italia 21 punti vendita, considera Verona una priorità: un interessante bacino.

Luogo scelto: gli ex stabilimenti della “Biasi spa”, tra Borgo Roma e Cadidavid: 300.000 mq. Il Comune verifica la compatibilità urbanistica e viabilistica. “Il fattore tempo è fondamentale”.

Casali, vicesindaco: “Siamo orgogliosi della scelta di Ikea. Verona Sud diventa una ‘business city’: città dell’impresa, dell’alta tecnologia, del commercio”.

Le difficoltà tra Ikea e Biasi, che stanno bloccando il progetto, non riguardano il costo, ma la bonifica del sottosuolo. Chi paga? Emerge perciò l’ipotesi Marangona.

Bertucco (PD): “L’area Biasi è difficilmente praticabile per le difficoltà di viabilità e di bonifica del terreno. Dal luglio 2012 l’iter di Ikea in Comune non ha fatto passi avanti”. Continua a leggere

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