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Valutazioni di Tito Brunelli

E’ evidente a tutti che i Comuni si trovano in una situazione finanziaria pesante, anche per il blocco di possibilità di spesa difficilmente comprensibili.

C’è però un altro dato: l’Amministrazione, come abbiamo documentato all’inizio di questo lavoro, negli ultimi anni ha incamerato molti soldi: alcune centinaia di milioni. Ultimo introito: Esselunga, per costruire il suo supermercato di fronte alla Fiera, versa al Comune 27,5 milioni.

L’Amministrazione deve chiarire ai cittadini come spenderà questi soldi:

– se per grandi opere; meglio: per pagare progetti in vista di grandi opere, per i quali ha già speso molti milioni, non si sa con quale utile per i cittadini;

– se le servono per pareggiare il bilancio comunale o per altro.

Riteniamo di doverlo sapere.

Proprio non c’è un milione per la sede dei Vigili urbani?

Il giro dell’oca sulla sede dei Vigili si potrebbe scusare se fosse un comportamento eccezionale: può capitare che un progetto si inceppi. Se però questo modo di procedere altalenante e incerto è la normalità, allora ci si deve preoccupare.

Questo cambio continuo di direzione è la norma per l’Amministrazione Tosi. Ci limitiamo a ricordare: Continua a leggere

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Valutazione conclusiva di Tito Brunelli sul caso Giacino

 

Vicenda deprimente quella di Vito Giacino e della moglie. Partecipiamo alla loro attuale sofferenza, ma è doveroso che emerga la verità.

Sottolineiamo un aspetto: la vicenda ha coinvolto, con i due coniugi, dirigenti comunali, dirigenti di aziende partecipate, tecnici comunali, imprenditori e aziende. Si parla poco dei dirigenti comunali, persone, spesso di valore, in una posizione delicata: se operano secondo la legge e contraddicono gli amministratori eletti, possono correre il rischio di perdere il posto o di essere trasferiti dove non possono nuocere. Presumibilmente è avvenuto qualche mese fa nella questione ex Arsenale. Nel caso Giacino alcuni dirigenti si schierano con lui o si chiamano fuori. Potrebbero fare altrimenti? Evidentemente sì, ma (ripetiamo) con loro rischio. I magistrati per primi, conoscendo la situazione, non li considerano utili testimoni. Sta di fatto che senza il loro intervento e la loro collaborazione (vedi l’articolo precedente) il politico fa poca strada. Occorre interrompere queste complicità occulte, con leggi e regolamenti, ma soprattutto con un progetto di educazione professionale “salva cittadini” da pensare bene e insieme.

E’ tempo di smetterla con la storia delle poche mele marce in un vassoio di mele buone. Non è vero ciò che ci sentiamo ripetere ogni volta che accadono misfatti; che cioè ci sono alcune persone marce, ma il popolo è buono e pieno di energie positive. Da anni sento questo discorso riferito a Verona. Se ci illudiamo con queste bugie non ne andiamo fuori. Non è così: se c’è un colpevole permanente del malaffare siamo proprio noi: popolo bue, pronti a fare i nostri interessi a qualsiasi costo e ad affidarci al ‘capo’ di turno, lasciando a lui il compito di ‘proteggerci’, ritirandoci intanto a fare i nostri affari e a imbrogliare appena si presenta l’occasione. Esempio chiaro: paghiamo le tasse perché non possiamo farne a meno; ma se appena si presenta la scappatoia chi paga più?

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Nota di Tito Brunelli: Tante o poche le opere realizzate dall’Amministrazione Tosi ?

Ce lo chiediamo insieme, con una verifica che parta dal singolo quartiere e dalla Circoscrizione di residenza: che cosa è cambiato, per merito dell’Amministrazione, negli ultimi sei anni? Quali opere sono state realizzate? Proviamo a farne l’elenco.

Lasciando da parte gli interventi ordinari, come l’asfaltatura delle strade e la cura dei sottoservizi, che cosa è cambiato, per intervento dell’Amministrazione Tosi (quella che doveva rivoltare la città come un calzino) a livello cittadino?

I risultati della “Giunta del fare” sono quasi invisibili.

Una scommessa: confrontiamo le opere portate a termine dall’Amministrazione Tosi e le opere realizzate dai Servizi sociali del Comune nei tre anni del mio assessorato. Sono più numerose e visibili queste seconde rispetto a tutte le opere dell’Amministrazione Tosi.

Eppure molti veronesi dicono che questa Amministrazione ha fatto molto.

Potenza della comunicazione, dei mass media, di bravi propagandisti!

A meno che si ritengano opere gli annunci, a partire da traforo, filobus ed ex Cartiere.

Quando alle persone ammirate del “grande lavoro” dell’Amministrazione Tosi si chiede: “Faccia un elenco degli interventi nel territorio dove abita e in città”, cala il silenzio. Il sindaco Tosi ha saputo scegliere bravi comunicatori; ha saputo utilizzare le sue capacità dialettiche; si è presentato bene. Ma si è fermato lì: alle parole e agli annunci.

La prova chiara: andiamo a leggere, nel bilancio preventivo, il programma degli interventi che il Sindaco, nel dicembre 2007, si è impegnato a realizzare negli anni successivi:

-traforo delle Torricelle,

-spazi per la Fiera, nel territorio già assegnato al Polo Finanziario che viene cancellato,

-filobus per il trasporto di massa,

-recupero dell’ex Arsenale,

-abbattimento e riqualificazione delle ex Cartiere,

-utilizzo e riqualificazione dell’ex Passalacqua. Continua a leggere

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Le mura magistrali sono della città

 Accordo tra Demanio dello Stato, Sovrintendenza ai Beni ambientali e Comune: il governo italiano, nei prossimi mesi, dismette caserme ed edifici militari. A Verona nove chilometri di mura, un unicum ineguagliato in Europa, raccontano 2000 anni di storia della città: romana, teodoriciana, comunale, scaligera, viscontea, veneziana, austriaca, italiana. Sono 46 le caserme e i forti austriaci: Santa Caterina, John-Montorio, Lugagnano, San Leonardo, San Mattia, Sofia; una parte di Castelvecchio, la vasca natatoria dell’Arsenale e la Torricella Massimiliana, in collina.
Verona ha un patrimonio di mura, spazi sotterranei, sistemi difensivi di enorme valore storico e di grande complessità e bellezza: un bene ineguagliabile e sconosciuto.
Sindaco Tosi: “Traguardo storico: valorizzeremo un patrimonio inestimabile: promuoverà il turismo e beneficerà i Veronesi”.
– Domanda: siamo capaci di tenerci caro e di valorizzare questo patrimonio?
Preoccupa l’allarme di Legambiente (marzo 2013) sullo stato di degrado delle antiche fortificazioni, in particolare in collina. Mura, torri e forti sono a rischio crolli, aggrediti e nascosti da radici e arbusti. L’acqua piovana li penetra e li erode. Abbondano discariche abusive, nascoste da folta vegetazione spontanea. Graffiti spray imbrattano ovunque. E’ reale il pericolo di perdere per sempre questo bene comune, dichiarato “patrimonio dell’umanità”; un patrimonio che è la cintura verde di Verona. Continua a leggere

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E’ possibile una società sicura?

 Nota di Tito Brunelli

Di fronte ai problemi della convivenza tra le due città (quella dei ‘normali’ e quella degli ‘sbandati’) siamo tutti disarmati: non sappiamo cosa fare né come eliminare il diffuso degrado.

Traballano e si dimostrano impotenti le proposte di cui si parla. Le elenchiamo:

– aumentare i presidi delle Forze dell’ordine; l’intervento dell’esercito; le pattuglie miste (polizia ed esercito), le ronde (ricordiamo?);

– leggi severe che prevedano di cacciare dalla città stranieri e italiani indesiderati;

– una maggiore illuminazione e simili.

Nel 2007 Flavio Tosi ha vinto le elezioni, presentando ai Veronesi varie modalità di repressione, l’abbattimento delle ex Cartiere e dei campi nomadi, in modo che non fossero più rifugio di chi delinque e si nasconde.

Per inciso, faccio presente che, all’inizio della prima Amministrazione Tosi, le ex Cartiere erano libere dalle centinaia di stranieri che prima le abitavano. La città si dovrebbe chiedere perché se ne sono andati spontaneamente e a quali condizioni. Sono disponibile a parlarne, per la mia parte.

Dopo cinque anni e mezzo della “cura Tosi” si può dare un giudizio: come stanno le cose? Continua a leggere

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“Scelta civica – Monti per l’Italia” non ha capito che …

Il parziale fallimento di Mario Monti e dei ministri che hanno guidato il Paese per oltre un anno, in un compito difficile, dice molto sulle élite italiane dalle quali provengono. Ignorano i meccanismi della politica e della capacità di leadership. Hanno adottato provvedimenti indispensabili, ma non si sono mostrati consapevoli che essi dovevano essere ‘venduti’ politicamente ai cittadini (ad esempio, prevedendo forti indicazioni di equità sociale). La democrazia, regime del suffragio universale e dell’uomo della strada, lo esige, tanto più quando i tempi sono difficili e ai cittadini si chiedono sacrifici non indifferenti. Chi governa ha l’obbligo di spiegare, di enumerare cifre, vincoli e rimedi: cose sacrosante, che devono essere accompagnate però dalla capacità di parlare ai cuori più che alle menti, di invogliare al riscatto, di muovere alla tenacia, all’orgoglio, alla speranza. Atteggiamenti che appartengono alla politica e di cui i politici devono essere capaci, mostrando di:

– essere convinti della propria autorevolezza,

– avere dimestichezza con il comando sociale e con l’esposizione pubblica,

– essere animati da un pathos di condivisione nazionale, da una capacità di comunicare e di mettersi personalmente in gioco

capacità queste che le classi dirigenti italiane, chiuse in sè, possiedono in scarsa misura; cose alle quali il lungo e feroce dominio degli apparati dei partiti sulla cosa pubblica le ha disabituate, staccandole dal profondo della politica. Continua a leggere

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La strada della rinascita della politica

Per non essere “democrazie della spesa”, la strada è una e difficile: trovare nuovi contenuti alla democrazia; abbandonare la visione solo economica del nostro futuro e riscoprire la politica come capacità di animare un dibattito pubblico con verità, con capacità di visione e di mobilitazione ideale; una politica che allarga lo spazio ai valori essenziali che ci preme salvaguardare, al modello di società che vogliamo. Con questa politica riusciremo, se ne saremo capaci, a far sì che le nostre società non diventino una docile e invivibile appendice della Borsa.

Il governo democratico di un Paese deve essere capace di una pedagogia civile ispirata alla verità. Continua a leggere

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