Archivi del mese: novembre 2015

Dati sconcertanti

Gli investigatori dell’Arma: “Gualtieri Antonio, conversando con Salvatore Minervino, contabile del clan emiliano, si vanta di aver personalmente conosciuto Sindaco e vice di Verona, nel febbraio 2012”. Non sarebbe stata l’unica occasione di incontro con i vertici dell’Amministrazione veronese. Nel marzo 2012 gli inquirenti registrano una telefonata a Roberta Tattini, madre di Nicolis: “Dopo quella riunione tutti sono andati a pranzo con Moreno; era presente anche il Sindaco di Verona, con altra gente”. Sono personaggi che cercano l’aggancio con il sindaco Tosi, tramite l’imprenditore Moreno Nicolis, uscito indenne dall’accusa di essere colluso ai Grande Aracri e tuttora indagato per tentata estorsione.

Grazie a decisioni urbanistiche dell’Amministrazione Tosi, Moreno Nicolis ha visto andare in porto due progetti che gli stavano a cuore: Continua a leggere

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Nuove da Bologna, Brescia e Catanzaro

Rilevanti novità investigative arrivano da queste tre Procure, con arresti in Emilia e nel mantovano. Sono coinvolte aziende di Verona.

Bindi: “L’indagine Aemilia ha sradicato la ‘ndrina del clan cutrese dei Grande Aracri, i cui referenti lavano il denaro sporco in riva all’Adige. Episodi in passato sottovalutati vanno riletti in una nuova, preoccupante luce”.

– La Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Brescia cita Verona più volte. Esempio: il Pm chiede a un collaboratore di giustizia se a Verona ci siano ‘ndrine. Continua a leggere

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Fatti emersi in recenti indagini

– Vito Giacino, vicesindaco e assessore all’Urbanistica a Verona, è stato condannato, in primo grado, a cinque anni per corruzione.

– Soveco, impresa veronese sospettata di collegamenti con famiglie mafiose calabresi, è presente nei più importanti appalti pubblici gestiti dall’Amministrazione comunale di Verona. Secondo un esposto di Legambiente e dell’Osservatorio Ambiente e Legalità, suo amministratore occulto è Antonio Papalia, con diversi precedenti penali, coinvolto nel 1989 in una indagine per traffico di esplosivi dal sud al nord Italia. Il vicesindaco Giacino, nel 2011, ha acquisito da Soveco un immobile per un valore di 1,7 milioni.

– Novembre 2013. Guardia di Finanza stronca un giro di fatture false tra Verona e Crotone. Evasione accertata: 12 milioni: 15 persone denunciate e sequestro di conti, case, ville e terreni.

– Ottobre 2014. Guardia di Finanza di Reggio Calabria mette i sigilli a due società di trasporti di Nogarole Rocca e arresta uno dei titolari, affiliato al clan Pesce. Continua a leggere

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La ‘ndrangheta a Verona?

La grande preoccupazione

Gennaio 2015. Si chiude “Aemilia”: una delle maggiori indagini antimafia che l’Italia ha conosciuto. Novità: non riguarda le solite regioni del Sud, ma importanti regioni del Nord: Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Gli indagati sono 224. Sono coinvolti potentati economici. Appare chiaro il legame tra cosche, in particolare calabresi, e imprenditori e politici del Nord.

Domanda: “Chi tra noi sa che c’è stata questa indagine? Chi ne ha sentito parlare? Eppure influenza e influenzerà per anni la vita dell’Italia. Basta leggere quanto pubblichiamo per rendercene conto. Continua a leggere

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Per completare il quadro: Il parcheggio

La storia. Da 28 anni “Saba Italia spa” è proprietaria dell’area dove sarà realizzato il parcheggio all’ex Arsenale. Saba ha consegnato l’opera alla Alissa che, a sua volta, l’ha assegnata all’impresa Fedrigoli. Il parcheggio sarà costruito in project financing dentro l’Arsenale, dove era il preesistente parcheggio a raso, per 400 posti, verso piazzale Cadorna. Ingresso da piazza Arsenale. Il nuovo parcheggio, interrato, sarà in parte pubblico e in parte riservato ai residenti della zona (pertinenziale). Superficie complessiva: 12.000 mq. Posti auto: 348; quelli a rotazione oraria saranno 200, di cui 3 riservati ai disabili. Box: 148. Il parcheggio sarà gestito per 60 anni dalla società “Saba Italia spa”. I lavori dureranno 2 anni. Ogni garage sarà venduto a circa 28.000 euro.
Novembre 2013. Parte il cantiere. Continua a leggere

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Il Sindaco decide di occuparsi personalmente del futuro dell’Arsenale

Agosto 2015. Il nodo resta la riduzione della durata della concessione ai privati. La proposta definitiva non verrà presentata prima di metà settembre. Se sarà accolta, diventerà la base di gara del project financing. E’ dall’inizio dell’anno che il Comune attende.
La richiesta dell’Amministrazione è pressante: “L’Arsenale è in stato di abbandono e di degrado. Da anni promettiamo la riqualificazione e il recupero attraverso un project financing. C’era ancora l’assessore Giacino, nel 2012. Sono stati presentati più progetti. Il silenzio dura da troppi mesi. Occorre decidere come procedere”.
Gira voce che altri imprenditori siano interessati; ad esempio la finanziaria Finint, presieduta da Enrico Marchi. Idea: costituire un fondo immobiliare, con varie partecipazioni. Il Comune parteciperebbe con Arsenale, palazzo Pompei e ex convento di San Domenico. Continua a leggere

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E’ caccia ai soldi……….Pubblici

Ci riferiamo a fondi europei, nazionali, regionali.
Maggio 2014. La Regione Veneto pubblica un bando, da finanziare con risorse (15 milioni) del “Fondo per lo sviluppo e la coesione”, riguardante “interventi per il recupero e la valorizzazione di beni culturali”. La Regione chiede “notizie progettuali ed elementi conoscitivi”.
Partito Democratico: “Il bando pare tagliato su misura per l’Arsenale. Possono partecipare progetti che intendono a valorizzare “fortificazioni, forti e manufatti difensivi, anche per opere di sola messa in sicurezza finalizzata alla fruibilità del sito. Sono occasioni da prendere al volo, ma occorre essere preparati. Invece il Comune di Verona non si muove: a oggi non ha risposto alla Regione. Lo faccia al più presto. Per puntare ai finanziamenti pubblici, ci deve essere un progetto culturale. Invece a Verona, circa i musei e i palazzi storici, c’è più attenzione ai contenitori che ai contenuti. L’Amministrazione metta le carte in tavola e dica cosa intende fare dell’Arsenale”. Continua a leggere

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