Archivi del mese: ottobre 2008

Diciamo la nostra. Va bene o no il progetto “Grandi Mostre”?

1) L’Amministrazione Tosi, come tutte le Amministrazioni, ha bisogno di mostrare ai cittadini che lavora, produce e cambia in meglio la città. Finora è riuscita nell’intento per le iniziative eclatanti legate alla sicurezza dei cittadini. Su questo tema il Sindaco è stato bravissimo: negli anni scorsi e, con particolare impegno, durante la campagna elettorale del 2007, ha lavorato per evidenziare tutto ciò che crea disagio in questa società in trasformazione, portando la città, e non solo, alla percezione di trovarsi in uno stato insopportabile di delinquenza diffusa. E ha guadagnato tanti voti. Da Sindaco ha preso iniziative, anche valide, che favoriscono la percezione dell’allontanamento delle persone ‘pericolose’ e, di conseguenza, di una crescente sicurezza del singolo cittadino. E ha guadagnato tanti consensi popolari. Bravissimo: sul piano della percezione più che della realtà, che nella nostra società interessa sempre meno. Da quando è sceso in campo Silvio Berlusconi è così: prevale la politica dell’apparire, dell’annunciare con sicurezza. Continua a leggere

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Fondazione dei Musei?

In più circostanze Goldin ha lamentato che a Verona non ci sia una “Fondazione dei Musei”, già operante a Torino e a Brescia, per la realizzazione di grandi eventi come la mostra dei capolavori del Louvre. Sostiene che la burocrazia comunale è troppo lenta e che non ci sarebbero stati. problemi se ci fosse stata questa Fondazione. La vede bene anche Paola Marini, direttrice del Museo di Castelvecchio: “E’ tema dibattuto da 15 anni. Può gestire musei e sale espositive. Venezia è il modello. Crea rapidità nel procedere, autonomia, dinamismo gestionale, controllo dei risultati”.  Paolo Zanotto aveva condiviso la proposta e l’aveva posta nel programma elettorale.

Con Cariverona occorre un accordo per unire le energie e la gestione dei musei cittadini. Continua a leggere

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Chi pensa che Tosi ci ripensi?

CHI  PENSA  CHE  TOSI  CI  RIPENSI ?  CHI  PUO’  CONVINCERLO  A  PERCORRERE  ALTRE  STRADE ?  FORSE  GALAN ?

Era prevedibile: si muove il progetto comunale “Capolavori del mondo a Verona”, con la proposta di una grande mostra di sei mesi nel 2009. Questa volta c’è la garanzia di due delibere di Giunta: una del 25 giugno e l’altra del 9 luglio. Spesa prevista: 8.342.000 euro, compresi l’adeguamento della Gran Guardia (che procederà anche nei mesi estivi), la promozione mediatica, il trasporto dei quadri, la mostra.

Il progetto resta sospeso: può concretizzarsi con un finanziamento europeo, che l’Amministrazione si augura di cinque milioni. E’ richiesto l’assenso della Regione. Consulente del Comune è lo “Studio Callegari Consulting” di Treviso, per il quale è previsto il compenso di 10.000 euro più iva e  l’1% dell’eventuale finanziamento. Nelle delibere non si fa riferimento, se non in modo molto blando, ai musei cittadini: tutto fa pensare che l’organizzatore sia un privato. Forse Goldin? Continua a leggere

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Per riflettere

* Giuseppe Brugnoli. Grandi Mostre poteva essere una ventata di aria nuova. Tosi, al di là dei provvedimenti restrittivi di uno sceriffo, aveva deciso di superare le difficoltà anche con un colpo d’ala immaginifico e rischioso: da una parte chiudeva la città ai diversi o ai ritenuti tali, dall’altra apriva a una mondialità civile e presumibilmente colta. Un gesto significativo da parte di un esponente leghista che amiamo vedere più a suo agio mentre canta “La bella Gigogin” in un raduno padano che davanti a uno dei capolavori dell’arte mondiale. Le difficoltà ci sono, sono concrete e rimarranno. Ma … provaci ancora, Flavio!

* Sergio Noto. Il fallimento del progetto Goldin ha molti padri e una sola madre: la totale assenza di cultura. Sarebbe stata operazione puramente commerciale, con molti aspetti poco chiari. Il rischio d’impresa è finito male: 350.000 euro in fumo. Le grandi mostre costano care e i musei internazionali non sono enti di beneficenza. Per la cultura vera mancano i soldi. Nessuno è contro le grandi mostre a patto di chiamare le cose con il loro nome e purché si facciano bene i conti: se non c’è cultura, almeno ci sia business. Ma per chi? Si deve aver chiaro che gli investimenti più produttivi per fare ricchezza e benessere sono quelli che valorizzano il capitale umano. Noi italiani siamo agli ultimi posti tra i paesi sviluppati per investimenti in formazione e ricerca. Ci vuole coraggio per spendere decine di milioni di euro in trasporto quadri anziché in scuole, biblioteche e personale addetto.

* Diego De Carlo. Verona non è pronta a ricevere il massimo dell’espressione culturale mondiale per una innata inidoneità a fare squadra e per l’incapacità di privilegiare la programmazione integrata territoriale. E c’è chi considera la storia “quattro sassi buttati qua e là”.

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Tosi non molla

Il Sindaco: “Avanti con il Louvre a qualunque costo, anche senza Goldin. Non siamo responsabili dell’insuccesso. Avevamo messo a disposizione la Gran Guardia e garantito i fondi” addirittura finanziando un privato a scapito dei musei cittadini, se non si fossero trovati altri soggetti, pubblici o privati, disponibili a contribuire. “Era iniziativa strategica in termini di immagine e di indotto per la città. E i biglietti cumulativi scontati avrebbero facilitato la visita ai musei cittadini”.

Il sindaco Tosi cerca e ottiene il coinvolgimento del Ministero competente, Sandro Bondi, che incarica il suo consigliere Alain Elkann allo scopo di ricucire i rapporti tra Luovre e Verona. Viene coinvolto anche il Ministro degli Esteri Frattini. Gli approcci (Tosi e Loyrette si incontrano a Roma) sembrano positivi. Loyrette vuole che l’eventuale mostra si organizzi direttamente con il Sindaco, senza intermediari; in settembre verrà a Verona per definire una collaborazione istituzionale, con scambi culturali a doppio senso: una parte del Louvre a Verona e un pezzo di Verona nel museo parigino.

Non si chiarisce però se e quando la mostra si farà; se il Comune terrà fermi i soldi a essa destinati (4 milioni) o se li destinerà ad altro; se la strategia delle grandi mostre è punto fisso della politica culturale del Comune; se il Comune, direttamente responsabile del rapporto con il Louvre, dovrà sborsare i 9 milioni preventivati con Goldin.

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Il rivoluzionario “Mover”

Da pochi giorni è stato attivato presso gli autobus pubblici  il rivoluzionario sistema di obliterazione dei biglietti denominato “Mover”.

Desideravo fare delle semplici osservazioni da utilizzatore confrontandolo con strumenti analoghi presenti in altre città.

Innanzitutto con il “Mover” si è limitato l’ingresso alle sole porte anteriori degli autobus. Questo significa che i tempi medi di sosta alle  fermate è mediamente aumentato soprattutto quando l’autobus è affollato  poiché :

  • È presente una sola obliteratrice e quindi si rallenta l’ingresso.
  • Le persone in generale non si spostano una volta timbrato il biglietto nella parte posteriore e quindi si rende difficoltosa l’ingresso.
  • Gli autobus sono pieni nella parte anteriore e vuoti in quella posteriore. Continua a leggere

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Per Goldin è il momento della conta dei danni

Sono danni di immagine e di reputazione, enormi per un imprenditore che vive della sua credibilità. La sua società ha speso 350.000 euro per la promozione della mostra. Ci sono 40.000 biglietti da rimborsare, centinaia di cataloghi destinati al macero.

Il Comune a prima vista può chiamarsi fuori: non esiste nessun contratto; solo un’intesa verbale.

Philippe Daverio, critico d’arte, ex assessore alla cultura del comune di Milano: “Le responsabilità sono politiche. L’iter corretto è fare una delibera scritta, prevedendo in bilancio le voci di spesa. Dopo, il Comune può ufficializzare una mostra. Temo che il motivo del no francese sia da legarsi al fatto che si è andati avanti troppo a lungo senza vincoli precisi. Se fossi Goldin, farei causa all’Amministrazione: le dichiarazioni pubbliche e la presentazione ufficiale alla Gran Guardia sono da considerarsi una trattativa di massima, anche in assenza di un contratto. Credo che Goldin punterà a un accordo che spiani la strada a collaborazioni future”.

Pare che Goldin venga abbandonato con un pugno di mosche e 350.000 euro di debito. La sensazione di molti è che sia agnello sacrificale, ormai fuori dai giochi. Dice: “Sono felice che grazie al fatto che io ho portato il Louvre a Verona, adesso il Comune ha allacciato una relazione col Louvre”.

Tacerà per molto tempo? O sta trattando segretamente col Sindaco? Flavio Tosi può uscire a testa alta da questa vicenda senza salvare anche l’immagine e il ruolo di Marco Goldin?

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