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Rilievo di Tito Brunelli: Assunzioni

Restano impresse le affermazioni, mai smentite, mai tacciate come non veritiere, di Bortolazzi: “Nelle segreterie dei partiti c’è un elenco di incarichi e posizioni in cui i politici possono piazzare i loro uomini. Giocano come con le figurine. Spartiscono tutto: dal presidente all’operaio. Se occorre un lavoratore e sono implicati tre partiti alla fine devi assumerne tre. Gli amministratori nominati dalla politica alla politica rispondono. Nel CdA c’erano e non c’erano”.

Bortolazzi e il direttore Soppani, quando cominciano a temere per se stessi, per spiegare le spese eccessive, parlano di assunzioni dubbie; di partiti che si spartiscono i posti; di vitalizio agli ex amministratori, di politici che pretendono assunzioni, cioè stipendi. Parlano di stipendificio. Continua a leggere

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Rilievo di Tito Brunelli: Se fosse un’azienda normale?

Domando (dovremmo essere tutti sconvolti da questa domanda): “Se la “Catullo spa” fosse un’azienda privata, gestita da imprenditori e da manager normali, di fronte al disastro a cui si è arrivati, cosa succederebbe? Uno scandalo.
I manager sarebbero cacciati con ignominia. Gli imprenditori incapaci verrebbero esclusi e derisi. Altri prenderebbero in mano l’azienda in vista della possibile ripresa. Interverrebbe la magistratura. Si potrebbe arrivare a processo.
Ancora: Il Consiglio di Amministrazione della “Catullo spa” sapeva che l’aeroporto di Montichiari era solo un costo? uno spazio bello e moderno, ma vuoto, senza passeggeri e senza merci? Se lo sapeva (e non poteva non saperlo) perché lo ha tenuto nascosto per anni? Forse perché si temeva la concorrenza di Montichiari nei confronti di Verona?
Perché sono dovute intervenire alcune reti televisive perché potessimo avere informazioni dovute e sconvolgenti? L’ex Presidente e gli ex consiglieri di amministrazione non hanno attenuanti. Continua a leggere

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Rilievi di Tito Brunelli sulla vicenda aeroporti Catullo e D’Annunzio

Come premio e garanzia di fedeltà ti affido un incarico ben stipendiato”

Mentre ero amministratore del Comune di Verona, alcune aziende ed enti pubblici, in particolare AGSM e AMIA, hanno promosso società da essi controllate, sostenendo che l’obiettivo era offrire un migliore servizio risparmiando. Non ho mai creduto a queste dichiarazioni.

Verifichiamo nella “Catullo spa”. Quando il presidente Arena e il direttore Carmine Bassetti hanno comunicato il grave deficit dell’azienda, per risparmiare hanno chiuso le società controllate: “Catullo Park” (parcheggi); Adg Engineering (progettazione) e Avio Handling (servizi a terra), condannando alcune centinaia di persone a perdere il lavoro.

Alla domanda: “Le società controllate portano vantaggi all’ente che le promuove, o no?”, la risposta della “Catullo spa” è chiara: “No”.

Significa che le società controllate non sono necessarie e che il loro costo non produce effetti positivi. Perché non le chiudiamo, con il beneficio di risparmiare i soldi che vanno a pagare i membri dei CdA che hanno come principale merito l’essere nelle grazie del potente?

Perché allora un’azienda sceglie di mettere in piedi società che essa stessa controlla? Continua a leggere

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Conti in tasca alla “Catullo spa” (Catullo e D’Annunzio) a cura di Tito Brunelli

Riproponiamo i dati economici dei nostri aeroporti: ora li possiamo capire meglio.

E’ sempre difficile fare i conti delle spese degli enti pubblici e delle iniziative che promuovono. Non tutto abbiamo chiarito, ma ci proviamo, correndo il rischio di qualche errore.

– Soldi che il Catullo ha speso per fare l’aeroporto di Montichiari e le infrastrutture di cui aveva bisogno: circa 80 milioni.

– Soldi che il Catullo ha speso per coprire i debiti del D’Annunzio dal 1999 al 2008: circa 90 milioni.

– Dopo il 2008 il debito di Montichiari diventa voragine. Dal 2009 al 2013, il D’Annunzio perde tra i 5 e i 7 milioni all’anno. Sono stati 9 i milioni nel 2011. In totale, in 4 anni le perdite sono state di circa 35 milioni.

– Anni 2009-2010. Soldi spesi per 10.700.000 euro.

– Anno 2010. Spese per consulenze: quasi 2 milioni; costo dei servizi: 1.176.000; dalle banche (soldi già spesi): 50 milioni; per i fornitori: 21 milioni; con INPS: 12.000.000 (già spesi); altri debiti: 7.700.000. Totale perdite: 92 milioni (in un anno!!). Continua a leggere

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Marchi-padrone vuole l’intesa con Bergamo

Marchi, con il 35% della “Catullo spa”, parla da padrone; meglio, da chi ha le idee chiare per trasformare il Catullo in un aeroporto sano e produttivo dopo anni di bilancio in rosso: “Il Polo del Nord Est è un passo storico. Per la prima volta alcune aziende di servizi locali si sono alleate. Negli ultimi anni la “Catullo spa” è stato gestito male, a causa della troppa politica e ha prodotto una montagna di debiti. Abbiamo nominato in CdA figure rilevanti, a testimoniare serietà e interesse. La nostra filosofia è tirar fuori il massimo da ogni bacino di traffico. Verona e Brescia hanno grandi potenzialità: almeno 7 milioni di passeggeri. C’è bisogno di competenza ed esperienza. Noi, in crescita costante da un decennio, pensiamo di poter fare molto: i nostri risultati sono la garanzia. Ci prendiamo 6 mesi per aggiornare il piano della “Catullo spa”.

Arena: “Fase nuova per Catullo, nell’ambito del sistema del Nord Est: Continua a leggere

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Le decisioni della grande assemblea dei soci

10 ottobre 2014. L’assemblea dei soci di “Catullo SpA”decide che:

– Save entra nell’assemblea dei soci e nel CdA della “Catullo spa”.

– Attraverso l’aumento di capitale Save sale al 35% delle quote e diventa il secondo socio della società veronese: dal 2 al 35%. Primo azionista è Aerogest: al 47%. Il resto è sparso tra piccoli azionisti. Il capitale sociale del Catullo sale a 52,3 milioni.

– Il Consiglio di Amministrazione è composto da 9 persone: 5 espresse da Aerogest e 4 da Save.

– Fa capolino una figura nuova: l’Amministratore delegato, indicato da Marchi: Paolo Simioni. Continua a leggere

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Verona aspetta Cariverona

Vigilia dell’assemblea dei soci della “Catullo spa”. Arriva un socio di peso: Enrico Marchi.  Il Catullo stava discutendo due accordi, ma Save li ha bloccati.

Il primo riguarda Ryanair con la quale la “Catullo spa” ha da 3 anni un contenzioso per 8,4 milioni per gli accordi capestro a Villafranca. Secondo fonti lombarde, si sta positivamente negoziando per chiudere l’arbitrato in corso a Londra e riaprire Montichiari al traffico civile con una serie di rotte da definire. L’intesa, subito operativa, prevede fino a 500.000 passeggeri l’anno.

Il secondo accordo deriva dal piano industriale del Catullo e riguarda il rinnovo della concessione dell’area duty free, con relativo raddoppio delle superfici: fonti finanziarie riferiscono che il concessionario Dufry, gigante del settore, fresco di acquisizione di Nuance, aveva messo sul piatto 5 milioni cash a titolo di anticipo sulla royalties. Continua a leggere

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