Archivi del mese: maggio 2013

La triste conclusione: Dall’Ora ha torto. La Lega Nord riconosca la realtà

Giugno 2011.

Arriva la sentenza della Corte dei Conti di Venezia: Nicola Falsirollo non aveva i requisiti richiesti: né l’esperienza né i titoli, per fare il direttore del controllo di gestione di una USSL, con un contratto biennale da 160.000 euro. Lo squilibrio tra i soldi erogati e la minore capacità tecnico professionale ha causato un danno erariale alla stessa Azienda pubblica corrispondente agli emolumenti versati indebitamente dal febbraio 2008 al settembre 2010. Dunque Direttore generale dell’USSL 22 e Direttore amministrativo (Valerio Bodo) dovranno pagare di tasca propria 60.000 euro (40.000 Dall’Ora; 20.000 Bodo) all’USSL come risarcimento per quell’incarico illegittimo, di origine evidentemente politica.

Falsirollo non lavora più in USSL dall’8 settembre 2010.

Franchetto: “Bene così. La Corte dei Conti recupera somme indebitamente corrisposte. La politica deve essere accorta nel dare certi incarichi. E’ vizio del potere, non solo di una parte”.

Valdegamberi: “La politica deve rispettare le regole”.

Massimo Giorgetti: “Avrei preferito aver torto. Sono cose che squalificano tutta la politica”.

Dall’Ora: “Prendo atto della sentenza. La valuterò con i miei legali”.  Continua a leggere

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Colpo di scena in Regione: Falsirollo non ha i requisiti per poter essere assunto

23 marzo 2009. Secondo le indagini degli ispettori regionali Falsirollo non ha i requisiti di professionalità per l’incarico di elevato livello assegnatogli senza concorso dalla direzione USSL 22: “Non sono comprovate la particolare specializzazione professionale desumibile da concrete esperienze di lavoro né la competenza e gli specifici requisiti coerenti con le esigenze che determinano il conferimento dell’incarico”.

Valdegamberi: “Non è passata la logica secondo cui basta essere iscritti a un partito per trovare lavoro. Per arrivare alla meritocrazia bisogna avere il coraggio di cambiare”.

Franchetto: “Chi ha sbagliato deve pagare”.

Sandro Sandri: “Sono certo che Dall’Ora ha agito correttamente: non c’è da chiedere scusa a nessuno. Era legittima per l’USSL la chiamata diretta. Forse il curriculum era un po’ infiocchettato, con la buona fede di chiunque cerchi lavoro e ci tenga a mostrare le proprie esperienze. Se fossi nei panni di Dall’Ora disporrei la sospensione dell’incarico in via cautelativa, ma se fossi in quelli di Falsirollo difenderei la mia professionalità”.  Continua a leggere

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Sul caso Dall’Ora – Falsirollo risponde il leghista Sandro Sandri, assessore regionale alla Sanità

Annuncia verifiche “per capire se è vero quanto si dice e per chiarire lo sviluppo della vicenda. Spesso presunti scandali si risolvono in bolle di sapone”. Fa presente che, con delibera dell’1 agosto 2008, il direttore generale Dall’Ora, con i pareri favorevoli dei direttori amministrativo e sanitario, ha affidato l’incarico a Falsirollo, descritto come “giovane e competente avvocato (in realtà praticante, non avendo sostenuto l’esame abilitativo e quindi non iscritto all’albo dei professionisti), che ha collaborato con Unicredit, per cui avrebbe la competenza necessaria per svolgere l’alto incarico dentro L’USSL. Dall’Ora aveva il nulla osta della Regione. L’assunzione è pienamente legittima, a norma della legge 502 del 1992: parla sì di esperienza quinquennale per essere dirigente USSL, ma anche di particolare specializzazione desumibile dalla formazione universitaria o da concrete esperienze di lavoro. Falsirollo è laureato in legge e ha lavorato per anni per un istituto bancario. Credo che le accuse si ritorceranno contro chi le sta lanciando. Continua a leggere

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La critica sulla gestione dell’USSL 22

La critica sulla gestione dell’USSL 22 non è solo di Franchetto, ma anche degli assessori Massimo Giorgetti e Stefano Valdegamberi 

Massimo Giorgetti:

– la Giunta regionale non ha responsabilità circa l’assunzione di Falsirollo. Non può però avvallare la scelta di un giovane laureato in Legge, che non ha mai fatto il dirigente di niente e che, quindi, non può avere l’esperienza necessaria per essere dirigente dell’USSL. Metto in dubbio che sia la persona giusta per quel posto di grande responsabilità.

– i vertici dell’USSL dovranno spiegare se Falsirollo ha i titolo  per ricoprire un ruolo così importante. Se non li ha, Dall’Ora dovrà spiegare la spesa: 165.000 euro per due anni. Auspico controlli della Autorità competenti. Il direttore generale Dall’Ora e i funzionari risponderanno a chi compirà l’ispezione interna, alla Magistratura contabile e alla Corte dei Conti: nell’interesse della collettività la vicenda va chiarita. Se nell’assegnazione di posti di lavoro da parte di alcuni partiti si sono commesse irregolarità, è bene denunciarle. E’ problema dei partiti, nella specie della Lega”.  Continua a leggere

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Il fallimento della Lega Nord non è solo nei Comuni, ma anche nell’USSL 22 di Bussolengo

Alessandro Dall’Ora, direttore generale, Nicola Falsirollo e, in ultima analisi, Flavio Tosi : tutti leghisti 

“Se ci sono forti padrini politici il lavoro è assicurato”.

Ottobre 2008. Gustavo Franchetto, consigliere di Italia dei Valori, presenta una denuncia alla Giunta regionale: con provvedimento del direttore generale Alessandro Dall’Ora, l’USSL 22 ha assunto, non tramite concorso, ma per chiamata diretta, Nicola Falsirollo, 31 anni, come responsabile dell’unità di controllo gestione dell’USSL, ruolo che richiede comprovata esperienza e competenza. Compenso: 85.000 euro annui, per due anni.

– Franchetto: “Non si può far finta di niente di fronte a una raccomandazione politica e a una assunzione clientelare, con l’intenzione di trasformare l’USSL 22 in una specie di azienda di famiglia. A Zevio Falsirollo è segretario della Lega Nord e assessore in Comune. Della Lega Nord sono il direttore generale dell’USSL 22, l’assessore regionale alla Sanità Sandri e il sindaco Flavio Tosi. Conferme, all’ombra del Carroccio: da Girondini a Pisa; da Soardi a Zaninelli; da Dall’Ora a Sandri. … Continua a leggere

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Sorpresa! Nel Veneto spariscono gli imprenditori

Marzo 2013. Padova. Viene presentato il Rapporto Nazionale del Global Entrepreneurship Monitor:  la più grande indagine mondiale sull’imprenditorialità. Parliamo di imprese, in particolare di quelle allo stato iniziale. Sorpresa. Il Nord Est arranca più del resto del Paese: le aree più dinamiche in Italia sono il Nord Ovest e il Sud (con il 23% sul totale); segue il Centro (19%); ultimi: le isole e il Nord Est, ex terra delle partite Iva.

Moreno Muffatto, padovano, professore di Gestione strategica delle organizzazioni:

“Paese bloccato, con forte paura di fallire. Nel 2012 il Nord Est è l’unica area con saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni di impresa (-0,4%). Disimpariamo a essere imprenditori. C’è  un deficit di iniziative di stimolo all’imprenditorialità da parte degli enti pubblici. Alto Adige, Trentino, Friuli, Emilia fanno di più. Contributi e incentivi sono per l’esistente, non per  iniziative volte a creare nuovi settori e nuove aziende. Gli studenti frequentano l’Università per trovare un posto di lavoro, non per crearselo. Vengono formati professionisti, ricercatori, al massimo manager, ma non imprenditori. Urge cambiare strada. Continua a leggere

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Il futuro di Verona

Il Comune di Verona continua le strategie del passato: diffuse colate di cemento armato e consumo del territorio, al fine di recuperare soldi e di creare lavoro. E’ modello di sviluppo che mostra i suoi limiti e favorisce perdita di territorio e degrado ambientale. Non può continuare così. Il ruolo delle Amministrazioni comunali è sempre meno erogare servizi (in parte demandati a società partecipate esterne) e sempre più governo del territorio nella prospettiva di individuare sviluppi futuri rispetto ai problemi nuovi, come la riqualificazione urbanistica e la gestione dell’immigrazione.

La crisi in atto e l’inadeguata politica industriale e di servizio locale mettono a nudo i nostri punti deboli e l’insostenibilità del modello di sviluppo dominante, abbandonato alle logiche di mercato. Non disponiamo poi di conoscenze, professionalità e competenze per un salto di qualità in termini di innovazione e di competitività. Pare che il competere dipenda dalla svalutazione del lavoro. Non si può poi sopportare una strategia sindacale difensiva, poco combattiva, sempre più accomodante, per cui i lavoratori si sentono abbandonati, rassegnati e avviliti.  Continua a leggere

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