Archivi del mese: giugno 2011

Visioni diverse della società

da: La Verona del sindaco Flavio Tosi (8)

I nostri padroni? I poveri e gli ammalati, dicono i nostri santi.

L’Amministrazione Tosi coma la pensa?

Eliminare le cause della povertà va al di là delle capacità di intervento di un’Amministrazione comunale. Però ogni Amministrazione può fare la sua parte, in base alle priorità del Sindaco.

– L’Amministrazione Zanotto ha dato priorità, anche finanziaria, a due Assessorati: pubblica istruzione e servizi sociali, con il sostegno economico anche della Fondazione Cariverona e ha istituito l’Assessorato alle attività produttive.

– L’Amministrazione Tosi ha come priorità la sicurezza e in questa direzione investe. Il sindaco Tosi ha diminuito i finanziamenti per i poveri; non ha avviato iniziative di sostegno a chi è in difficoltà; ha umiliato i più poveri tra i poveri, ad esempio: Continua a leggere

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Traforo. Ponte sull’Adige: ma si può andare avanti così ?

da: Traforo delle Torricelle (35)

Ma si può andare avanti così ? Incompetenza e superficialità dell’Amministrazione

Il dibattito (il primo) in Commissione è tra l’assessore Corsi e i comitati (Sperotto e Merci).

Alle domande motivate dei cittadini, l’assessore risponde che:

– la convenzione, firmata nel gennaio 2010, non è più valida;

– non si sa quale sia il piano finanziario;

– nessuno dovrebbe conoscere il piano del traffico (ma sembra che tutti l’abbiano già letto).

Delusione.

Sperotto pone domande sulla base della concessione a Technital. Corsi lo stoppa: la bozza è stata modificata e ancora lo sarà. “Technital deve assumersi i rischi d’impresa. Continua a leggere

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La condizione della famiglia nella provincia di Verona (1)

La condizione della famiglia nella provincia di Verona” è il titolo di uno studio sulle famiglie della provincia di Verona, condotto a livello territoriale da un  iscritto alla nostra Associazione, il dott. Domenico Grillo. Il lavoro entra nel dettaglio della  composizione delle famiglie veronesi, della loro evoluzione e di altri aspetti strutturali legati intimamente alla famiglia stessa ( indicatori demografici, lo squilibrio demografico, i matrimoni, la natalità, le separazioni e i divorzi,  gli  aborti spontanei e le  interruzioni volontarie della gravidanza).

         Lo studio è basato sulla scelta e sull’ analisi empirica di alcuni indicatori e dati statistici, attendibili e  significativi, estratti dai siti dell’ISTAT, riguardanti  temi fondamentali strettamente legati alla famiglia.

         I dati riguardano principalmente – salvo  intervalli temporali  particolari derivanti  dalla loro disponibilità materiale ­- il periodo degli ultimi dieci anni, dal 1999 al 2008.

         Dallo studio risulta che la condizione della famiglia nella Provincia di Verona è obiettivamente più critica e problematica di quella che si riscontra nell’ambito della Regione Veneto e dell’Italia, ma per alcuni fenomeni ed indicatori presenta aspetti positivi, dovuti, però, agli stranieri, che danno un apporto positivo alla dinamica demografica.

         All’interno della Provincia il Comune e la città di Verona evidenziano tratti più critici della situazione della famiglia rispetto agli Altri Comuni della Provincia, che conservano maggiormente il valore della famiglia. Continua a leggere

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L’esempio di Verona nella questione Rom (5)

Continua la lettera di Tito Brunelli a mons. Bruno Fasani: ricostruzione storica della questione Rom

Un rimprovero mi faccio: Comune e Don Calabria dovevamo avviare subito, con altri Comuni e Province, il dialogo con l’Unione Europea per una maggiore responsabilizzazione nella questione, esigenza subito emersa. Un primo incontro è stato organizzato a Pisa, ma io ero già fuori.

Credo che abbiamo lavorato molto bene, al limite delle possibilità umane. Chi ha creato intorno a noi ostacoli di ogni tipo e ha aizzato la popolazione? I soliti, con Flavio Tosi alla testa. La loro proposta: sgomberare; chiudere i campi aperti; allontanare da Verona. Continua a leggere

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Scelte in una sola direzione, in un mondo complesso

da: La Verona del sindaco Flavio Tosi (7)

L’impegno per la sicurezza ha avuto delle positività, ma va coniugato con altre iniziative che favoriscano il vivere insieme. Il sindaco Tosi ha colpito i più deboli (persone senza dimora; persone che hanno come letto una panchina; ..) e chi vorrebbe mangiare un panino in piazza. Occorre altro, altrimenti la città si chiude in se stessa e va verso l’oblio

Quanto fatto per iscrivere Verona nell’elenco delle grandi città con importanti visioni sul futuro viene cancellato. Mancano prospettive di riqualificazione e di rilancio; nessun piano per la mobilità e per allontanare la cappa di smog sulla città; nulla per le nuove generazioni. Sembra che a Verona ci sia un solo obiettivo: il traforo. E molti dubitano che serva. La città è in stallo: non ha una prospettiva, non ha un futuro; è destinata a rincorrere.

Le iniziative per la sicurezza, se non accompagnate da una visione di futuro, fanno chiasso, ma non producono risultati definitivi. Già tornano i soliti problemi in piazza Pradaval e in piazzale XXV Aprile, davanti alla stazione ferroviaria; lungo la strada verso Peschiera e in quartieri della città riemergono le prostitute. Ricordiamo la battaglia di Tosi contro i phone center (luoghi in cui gli immigrati telefonano a familiari e amici). Si era parlato e scritto di chiusure, di interventi drastici a salvaguardia delle leggi. Andiamo a vedere: sono tutti dov’erano. Alcune bande di giovani, come quella che ha ucciso Nicola Tommasoli, di sera scorazzano in centro storico. Si possono apprezzare alcune iniziative, ma le soluzioni sono altre. E’ tempo di abbandonare demagogia e iniziative che hanno il solo scopo di far rumore e andare alla radice dei problemi: ci sono persone che non si comportano civilmente? La strada è mettersi al loro fianco, con fatica e con la volontà di risolvere i problemi che le hanno portate a comportamenti antisociali, indicando soluzioni che la società intera deve trovare al suo interno. Chi pensa che la soluzione sia un divisorio sulle panchine pubbliche per impedire il bivacco, deve fare molta strada. Capiamo tutti che la via maestra è quella della responsabilità, ma sappiamo che è difficile, per cui preferiamo urlare al ‘cattivo’ e chiedere che sia cacciato. Ma in questo modo il problema si sposta e rimane. Lo capiscono anche gli amici di Tosi, come abbiamo verificato in V Circoscrizione: pur con una forte maggioranza di centro destra, hanno detto no ai divisori sulle panchine.

Tito Brunelli

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Pacchetto sicurezza sull’immigrazione. Le proposte della Lega Nord.

“La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare” (Costituzione della Repubblica Italiana, n° 29)

da: Quello che il sindaco Tosi dice e quello che fa (56)

Obiettivo: scoraggiare gli ingressi e rendere più rapida ed efficace l’espulsione del clandestino, che potrà essere eseguita immediatamente dal giudice di pace senza attendere la sentenza definitiva.

Maggio 2008. La prima proposta, protagonista la Lega:

– reclusione da 1 a 4 anni per chi viene ritenuto colpevole di permanenza illegale in Italia: colpisce chi, espulso o sorpreso senza permesso, rimane in Italia. L’immigrazione clandestina è considerata un reato. Continua a leggere

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L’esempio di Verona nella questione Rom (4)

Continua la lettera di Tito Brunelli a mons. Bruno Fasani: ricostruzione storica della questione Rom

Per i Rom. Situazione ai limiti dell’umano. Spesso vediamo in televisione indecorosi campi Rom in città d’Italia. Sono migliori dell’insediamento Rom che, ai primi di luglio 2002, accompagnato da una assistente sociale del Comune, ho visto alla Spianà. Erano, da molto tempo, su una montagna di rifiuti, con puzza insopportabile, in baracche cadenti, sempre ritornati dopo 11 sgomberi, sporchi e nella melma maleodorante ogni volta che pioveva, senza acqua e luce, con alcuni piccoli fornelli a gas. Bambini: un centinaio. Niente scuola. Pochi parlavano italiano. Nessuno lavorava con un minimo di continuità. Continua a leggere

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