Archivi del mese: febbraio 2016

Il ruolo di Cariverona in città con l’Amministrazione Tosi

Quanto scritto finora riguarda il presente e il futuro degli enti finanziari veronesi, in particolare di Fondazione Cariverona. Vale la pena che ricordiamo anche il recente passato di questa istituzione, decisiva per la nostra città. Ci aiuta a capire. 

La situazione di Verona, nel contesto locale e internazionale, è complessa. Punto fermo per un futuro migliore è la benedizione di avere nel nostro territorio Fondazione Cariverona che, con il suo enorme patrimonio, ha messo e mette a nostra disposizione vantaggi economici di grande rilievo. Si sa però che dove ci sono tanti soldi da spendere, gli appetiti di molti tendono ad accaparrarseli.

Le note che seguono aiutano a capire i cambiamenti che sono avvenuti in Cariverona negli ultimi 15 anni. Conoscerli ci aiuta a tentare di utilizzare bene il patrimonio, per le finalità di cura del territorio che i nostri Padri si sono prefissati.

Per compensare le minori entrate da Stato e Regione e per presentarsi come amministratore che fa il sindaco Tosi quali scelte compie? Si vede fin dal primo bilancio comunale, quello per l’anno 2008: vende i beni del Comune.

Non era ancora visibile la grande crisi economica che ci tiene in scacco. Il Sindaco Tosi vuole avere in mano molti soldi per esaltare la sua immagine di Sindaco realizzatore. Ripercorrere la storia dell’Amministrazione, dal 2007, dal punto di vista del “recupero soldi”, ci aiuta a capire.

 

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La posizione di Vincenzo D’Arienzo (PD)

“Su Cariverona chiediamo garanzie oltre le assicurazioni di Sinagra. Abbiamo l’occasione: Verona ritirerà le sue quote in Unicredit e le reinvestirà. In seguito a questa operazione quale sarà il ruolo della nostra città in Unicredit che qui ha sedi strategiche e un migliaio di dipendenti? Come inciderà Verona nelle decisioni sul futuro reinvestimento del capitale?

Va bene il periodico ricambio dei vertici, ma occorre evitare che si cambino i nomi senza che nulla cambi davvero. Per cambiare davvero si deve assicurare la presenza di donne, valorizzare le competenze e rendere concreto il principio di trasparenza. Occorrono garanzie sulle scelte che si faranno nel 2016 sul futuro del Fondo immobiliare”.

Lettera di D’Arienzo (L’Arena del 4-9-15). “Il futuro di Verona dipende anche dagli assetti bancari in città. La politica, con un dibattito aperto, deve rendere pubbliche azioni che di solito restano nei meandri chiusi del sistema finanziario e del credito. Continua a leggere

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Quanto scritto finora è vero o falso?

La piccola parte della città informata sugli eventi parla, sottovoce, di quanto abbiamo scritto nei cinque articoli precedenti. Ma è la verità?

Fausto Sinagra, oggi direttore generale di Cariverona e neo direttore generale nominato di Property, il 26 ottobre 2015, ha risposto ‘No. Non è come si vocifera’ e ha illustrato la sua visione del ruolo e dell’attività di Property, presieduto da Biasi. Riportiamo quanto afferma.

Nel 2001, sotto l’egida di Bankitalia, Cariverona ha individuato in “Property Mediolanum Fondi Spa” lo strumento per diversificare i propri investimenti. Nel 2002 ha sottoscritto questo Fondo, che scade nel 2018, per 150 milioni. Il primo investimento (60 milioni) riguarda immobili ex Cariverona, poi di Unicredito. In seguito acquista e poi vende altri immobili in città, tra cui palazzo Bottagisio, in via Leoni, per 7 milioni. Capitale netto: 92 milioni.

Luglio 2015. Mediolanum abbandona il settore immobiliare e costituisce una società di gestione del risparmio (Sgr). Un mese prima Cariverona ha acquisito nuove proprietà: la ghiacciaia agli ex Magazzini Generali (vi sorgerà Eataly), Continua a leggere

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Nuovi protagonisti muovono il mondo della finanza

Segno positivo è l’iniziativa di persone del mondo finanziario, come Germano Zanini, presidente di Finval e di Banca Viva e Arturo Alberti, presidente di Api Verona, con la vicepresidente Vincenza Frasca. Sono perplessi sull’operazione con cui Cariverona ha conferito gli immobili a un Fondo esterno, guidato da Biasi: “Le modalità con cui si è proceduto non sono corrette. Al di là dei meriti indiscutibili della persona, la nomina di Paolo Biasi al vertice di Property andava affidata agli organismi dirigenti in via di elezione, non a quelli in scadenza. Un dirigente come Giovanni Bazoli ha dato un esempio diverso, accettando il ruolo di Presidente emerito di Banca Intesa per traghettare l’istituto verso una fase nuova, con una nuova dirigenza”.

Novembre 2015. Innoval, Finval (Finanziaria Valpantena Lessinia), Apindustria, Verona Expo e Pantheon Magazine, società finanziarie veronesi, in una “Settimana della finanza, dell’economia e del lavoro” affrontano i temi della grande finanza veronese in un momento cruciale: nella primavera 2016 si rinnovano i vertici di Cariverona e di Cattolica Assicurazioni ed è in corso la riforma delle banche popolari, tra cui Banco Popolare di Verona. Continua a leggere

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C’è chi concorda sul rinnovato ruolo di Biasi

Dal Comune arriva un solo segnale sulle manovre in corso: l’applauso del sindaco Tosi: va bene Biasi alla guida del Fondo Property, che gestirà le proprietà immobiliari di Cariverona: “E’ giusto che sia così, per il valore della persona e perché andrà avanti la splendida collaborazione che c’è da anni tra Comune di Verona e Fondazione Cariverona”.
Applaude Alberto Giorgetti, deputato, già sottosegretario all’Economia: “Che le Fondazioni bancarie separino la parte patrimoniale dalla gestione della cassa è usuale. Fondazione Cariverona ha deciso bene: Biasi che gestisce il patrimonio significa stabilità, continuità ed equilibrio: crea un Fondo immobiliare e assicura il rinnovamento della Presidenza nella continuità della gestione. Da anni Cariverona svolge un ruolo di surroga di attività pubbliche; sostiene enti, aziende e credito; contribuisce al sociale e alla cultura. Continuerà in questa direzione. La nuova Presidenza potrà confrontarsi con chi ha gestito la storia della Fondazione, la sua presenza sul territorio e l’utilizzo del suo ingente patrimonio a favore della collettività. Corte Costituzionale e Ministero del Tesoro garantiscono alle Fondazioni l’autonomia di gestione interna e il Parlamento non interviene su queste vicende”.
La Lega Nord sta con Biasi. Paternoster, segretario: “Biasi ha investito oltre 50 milioni l’anno a favore del nostro territorio. Se i neoeletti Consiglio generale e CdA lo confermeranno alla guida di Property, sottoscriveremo. Sarà anche alleggerito il compenso ai consiglieri”.
C’è chi teme la concentrazione di potere

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Verona è interessata a capire, da protagonista del suo futuro?

La città dovrebbe voler capire in base a quali criteri verrà scelto il Fondo che gestirà (senza diventarne proprietario) le risorse mobiliari di Cariverona: quale percorso verrà seguito per individuarlo? chi lo controllerà? quale sarà il suo rapporto con la Fondazione? quali le clausole e le garanzie? Il timore è che, a Verona, pochi potenti saranno attenti alle mosse di Cariverona e di Biasi, che si è garantito una poltrona forte in Cariverona, e potranno condizionarle. Se il nuovo Fondo sarà controllato dalla Fondazione e non gestirà immobili, se non come strumento della Fondazione stessa, potrebbe andare bene. Il meccanismo è stato pensato ai tempi del ministro Tremonti, quando sembrava che il Governo volesse mettere le mani sulle Fondazioni. Scopo dichiarato: mettere al sicuro almeno i beni immobili. Continua a leggere

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Pare che Verona non possa fare a meno di Paolo Biasi

Ma ecco la novità: a presiedere Property sarà Paolo Biasi, presidente uscente di Cariverona. E a decidere che sia Biasi il nuovo Presidente sono stati Biasi e il suo CdA. Nel CdA del nuovo Fondo Biasi ha voluto due persone fidate: il direttore Fausto Sinagra e il consigliere vicentino Silvano Spiller. Perciò Biasi lascia la presidenza della Fondazione e Sinagra (da 12 anni in carica in Cariverona), viene nominato direttore generale della società Torre Sgr Spa (controllata al 62,5% da fondi gestiti da Fortress Investment Group Llc e per il restante 37,5% da Unicredit), gestore di fondi immobiliari e anche del Fondo Property, del quale è presidente Paolo Biasi e nel quale, ricordiamo, sono stati inseriti immobili quali l’ex cella frigorifera degli ex Magazzini Generali, dove sorgeranno Eataly di Oscar Farinetti, la direzione regionale di Unicredit e le sedi di Ordini professionali. Tutti i conti tornano: Biasi e Sinagra si muovono in sintonia. La nomina di Sinagra è stata resa nota a pochi giorni dalla riunione del Consiglio generale di Cariverona per il rinnovo del Consiglio stesso e sembra preludere a una sua uscita da Cariverona, in tandem con Paolo Biasi. Sinagra potrebbe decidere i tempi dell’uscita anche in base a chi sarà il nuovo presidente.
C’è da restare sbigottiti. Continua a leggere

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