Archivi del mese: maggio 2008

Riflessioni sugli “anziani” (2)

ESISTE ANCORA IL PROBLEMA ANZIANI A VERONA?

Sono stato Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Verona dal 2002 al 2005: gli anziani sono stati al centro del nostro lavoro. Abbiamo dato risalto a situazioni, difficoltà, potenzialità e progetti riguardanti politiche e interventi di anziani e per anziani.

Arrivavano in Assessorato pressioni insistenti perché ci prendessimo cura delle persone avanti negli anni e delle loro famiglie. Ricevevo lettere e visite di familiari di anziani malati o ricoverati in case di riposo, bisognosi di assistenza: da quella sanitaria a quella abitativa; dai sostegni per la permanenza dell’anziano a domicilio a quelli tendenti alla conservazione della casa, fino ai problemi conseguenti all’uscita dell’anziano dall’ospedale dopo un intervento.

L’estate 2003 ha posto il problema anziani al centro dell’attenzione europea: il gran caldo di quell’estate e la morte di molti anziani per carenze di assistenza hanno lasciato il segno. Anche a Verona è nato un progetto articolato di interventi e di servizi, gradito a molti. Continua a leggere

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Riflessioni sugli “anziani”: presentazione (1)

In questi giorni Tito Brunelli ha presentato una serie di riflessioni sul tema degli anziani al Sindaco, agli Assessori e ai Consiglieri comunali. Ne riportiamo a puntate il testo.

Egregi signori,

i miei interventi precedenti sono stati critici sulle scelte di questa Amministrazione. Resto preoccupato per le decisioni in atto, che stanno mettendo a dura prova il tessuto sociale popolare della nostra città, come hanno dimostrato le celebrazioni del 25 Aprile e molti segni che colgo. Accenno solo a uno che deve far riflettere: ce l’ho messa tutta negli scorsi mesi perché a scrivere messaggi all’Amministrazione, come sto facendo io, non fosse solo una persona, ma un gruppo. Ho chiesto almeno a trenta persone di concordare e sottoscrivere i contenuti. Nessuno ha accettato. Gran parte dei veronesi che conosco (mi riferisco in particolare al mondo del volontariato, dell’associazionismo e del terzo settore) ha paura del Sindaco e dell’Amministrazione, ritenuti impenetrabili e vendicativi.

Questa volta, però, il mio messaggio vuole essere positivo e propositivo. Il motivo è che porto dentro di me il timore che molte delle realizzazioni che ho visto concretizzarsi nei tre anni del mio Assessorato ai Servizi Sociali non procedano, con grave danno per molti cittadini, in particolare per quelli più deboli. Sappiamo bene che, quando ci si riferisce ai servizi ai cittadini, se si sta fermi di solito si torna indietro. Continua a leggere

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Nidi comunali: regolamento stravolto

Richieste di ammissione ai nidi, in città – anno 2008-09: 1231. Posti comunali disponibili: 1100.

A fine aprile 2008, il regolamento sui nidi non viene approvato dal Consiglio comunale, che lo rinvia alla Conferenza dei capigruppo e alla commissione servizi sociali. Ne esce un nuovo regolamento che non privilegia più le coppie regolarmente sposate. Fattore determinante per l’accesso agli asili nido diventa il reddito. Continua a leggere

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Ne uccide più la lingua della spada

Lettera dei lettori NON pubblicata su l’Arena

Per “Lettere al Direttore”. L’Arena

La città parla della tragedia che ha coinvolto Nicola Tommasoli e i suoi familiari, ai quali va il pensiero, la vicinanza e la preghiera di molti. Se ne parlerà ancora tra venti giorni e in che modo?

Purtroppo la violenza senza senso a Verona è di casa e viene da lontano: se vogliamo tentare di batterla, è obbligatorio riconoscere il male che è nel nostro tessuto sociale, presentato alla città qualche mese fa dalla nostra Procura della Repubblica. Mi fermo a un solo aspetto della questione: il ruolo del sindaco Tosi. Certamente lui non ha la minima responsabilità sull’accaduto. Un fatto, però, va rilevato: la sua vittoria alle elezioni comunali e il modo in cui l’ha ottenuta rischia di essere una svolta negativa per la città: ne è derivata non una volontà di violenza (guai al solo pensarlo!), ma un atteggiamento di aggressività, di disprezzo, di odio che spinge a puntare dritto contro balordi, sbandati, diversi, immigrati, persone senza dimora, clandestini, …. Abbiamo visto il Sindaco disprezzare e cacciare molte persone; fare “piazza pulita”; mandare guardie armate a controllare persone senza dimora; collocare la polizia municipale (ormai i vigili urbani non esistono più) a guardia dei poveri; guardare con disprezzo e aria di sfida i giovani di sinistra; accompagnare il corteo dei giovani di destra; difendere i giovani tifosi dell’Hellas definendo goliardate gli “uuu” ai giocatori di pelle nera; abolire il premio per la pace “Melegari”; parlare con disprezzo del Presidente della Repubblica. Eccetera, eccetera. Continua a leggere

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La morte di Nicola Tommasoli ci interroga nel profondo

IL MALE OSCURO DI VERONA

Non è episodio isolato. Però non ce ne siamo accorti o abbiamo fatto finta di non sapere.

Il procuratore capo Guido Papalia, nel dicembre 2007, rende nota la “Relazione sull’andamento della giustizia penale a Verona dal luglio 2006 al giugno 2007″. Ne leggiamo alcune righe:
“Particolarmente allarmante, come fenomeno di grave turbamento dell’ordine pubblico è quello relativo alla accertata esistenza di una organizzazione composta da persone di giovanissima età che, attrezzandosi con strumenti e mezzi idonei costituenti armi improprie, ha posto in essere diverse attività, per la maggior parte consistite in aggressioni violente, finalizzate a limitare la libertà di altri soggetti ritenuti ‘nemici’ perché di diverso colore della pelle o di diverso look nel vestire o di diversa ideologia palesata con atteggiamenti e comportamenti particolari e ad impedire agli stessi di accedere nelle strade del centro cittadino. L’aspetto più preoccupante di tale fenomeno è quello che si realizza con aggressioni ripetute nel tempo, magari iniziate con semplici molestie, che progressivamente si trasformano in ingiurie, percosse e lesioni sempre più gravi sino a giungere all’omicidio. L’esperienza dimostra come in tutti questi casi il motivo che spinge l’agente è quello di limitare la libertà individuale e sessuale della vittima nel tentativo di ridurne la capacità di autodeterminazione per sottoporla ai propri voleri“. Continua a leggere

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Ancora ROM

Gli enti che hanno condotto e continuano a condurre il progetto Rom (Don Calabria, Caritas, cooperativa Azalea, Medici per la pace, fondazione San Zeno) stanno presentando lo stato del progetto dopo la chiusura del campo di Boscomantico. Essi hanno preso atto, nel giugno 2007, della volontà del sindaco Tosi di chiudere il campo. Hanno avuto la possibilità di lavorare. Ora esprimono la speranza che l’Amministrazione sostenga il percorso e possa rientrare da protagonista.

A) L’impegno sostenuto.

Ricerca di abitazioni. Ci sono riusciti. Cercano ancora perché alcune situazioni sono provvisorie e pro tempore. Questo impegno aiuta a porre all’attenzione di tutti il problema casa, per la fetta di concittadini in difficoltà. La società intera deve trovare le soluzioni. Le resistenze sono state forti: si è cercato di evitare l’accesso anche in case di proprietà della diocesi, quasi disconoscendo il diritto di legittima facoltà di alloggiare inquilini. L’ostilità nei confronti dei Rom è forte.

Scuola. Nel presente anno scolastico sono 51 i minori Rom che frequentano circa 30 scuole nei comuni di residenza delle famiglie trasferite. La scolarizzazione è il maggiore risultato acquisito, con grande merito e disponibilità della scuola pubblica: l’integrazione scolastica continua, con il sostegno anche economico della “Fondazione San Zeno” cha valuta che “le azioni intraprese sono state vincenti”. Sono 4 gli alunni alle superiori, 9 alle medie, 27 alle elementari, 11 alle materne. Continua a leggere

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Corso Milano (ma non solo!)

Il neonato comitato “Viviamo Corso Milano” il 2 aprile scorso è riuscito a mettere insieme gli assessori Sboarina e Tosato, (assente Corsi), e la sala di via Brunelleschi piena di cittadini. Ha aperto la serata la presidente Elena Giacomin. Il lungo elenco dei problemi di corso Milano iniziava con lo smog legato al costante traffico veicolare, con i bus non ecologici diretti ai quartieri, con la centralina ARPAV per i rilievi non più presente nel corso ma in una via più interna, con i negozi che chiudono per mancanza di parcheggio, etc. Il comitato ha inoltre raccolto attraverso un questionario le opinioni degli abitanti della zona; detto questionario poneva domande che spaziavano dalla rotatoria di porta San Zeno, alla piantumatura del corso, alla pista ciclabile, alla riduzione da 4 a 2 corsie del corso al fine di guadagnare parcheggi ai lati della strada; in pratica l’intenzione è modificare il progetto di riqualificazione di corso Milano che lo considera un asse di penetrazione della città per farlo diventare invece una strada urbana vivibile dagli abitanti. Continua a leggere

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