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Per finire ascoltiamo Mario Giulio Schinaia, procuratore della Repubblica di Verona

(da articoli recentemente pubblicati sulla stampa locale)

Il procuratore Schinaia presenta il bilancio annuale dell’attività della magistratura a Verona: “Particolare allarme sociale destano in questo territorio, ricco di energie e di attività imprenditoriali, i reati, raddoppiati, contro la pubblica amministrazione”.

Le recenti inchieste in città, secondo uomini vicini al sindaco Tosi, sono emerse in concomitanza con la discesa in politica del sindaco su scala nazionale. Giustizia a orologeria?

Schinaia: “No. Sono inchieste che vanno avanti da anni e durano anni. Quelle in atto sono molte di più di quelle diventate di dominio pubblico. Destiniamo attenzione particolare alla gestione della cosa pubblica perché noto una mentalità dilagante in ambito politico: c’è chi è convinto che se ha il consenso può fare quello che vuole. Non è così: chi ha consenso deve rispettare ancora di più le leggi, per certificare la buona scelta elettorale dei cittadini. Indaghiamo dove vengono gestiti denari pubblici, anche sulla base di notizie di stampa. Ci sono aziende che oggi agiscono nel privato che di fatto non hanno perso la propria origine pubblica. Il problema è che chi le gestisce dovrebbe operare come un pubblico amministratore, non come un privato.

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Due interventi. Una sensazione diffusa

(Da L’Arena del 30 gennaio 2014)

Rivelazioni pesantissime su alcuni politici veronesi e professionisti operanti nel modo imprenditoriale e non solo, con riferimenti anche ad organizzazioni criminali, sono contenute in un plico anonimo inviato al capogruppo P.D. in Consiglio comunale.

Esposto-denuncia in Procura. E’ presentato dai responsabili nazionali e locali di Legambiente, curato dall’avvocato Luca Tirapelle, firmato da Lorenzo Albi, Luigi Lazzaro e Gianni Belloni:
“Gli scriventi chiedono che l’autorità giudiziaria svolga le opportune indagini al fine di verificare eventuali reati”. Soveco, impresa edile impegnata in lavori pubblici importanti nel veronese (ponte San Francesco, traforo, filobus, Aquardens, clinica Pederzoli) “ad oggi non è riuscita a presentare la certificazione anti mafia nell’appalto riferibile alla realizzazione del filobus. … La società sembrerebbe riferibile ad Antonino Papalia, la cui attività imprenditoriale non è riconducibile solo a lavori nella nostra provincia: risulterebbe che Papalia stia concludendo operazioni immobiliari per 700 milioni con una serie di società”, tra cui “Soveco Romania”.  Papalia ha presentato una dichiarazione dei redditi per 22.374 euro nel 2010.

Il passo successivo è riconducibile a Vito Giacino, ex vicesindaco di Verona, in rapporti con Soveco per l’acquisto e il recupero del noto appartamento in Borgo Trento.

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AGSM e Bpp. C’entrano i soliti noti (Soveco)

 Luglio 2012. Nasce una nuova società, la A&B (presidente: Paolo Paternoster; lo è anche di AGSM), a maggioranza pubblica. AGSM ha il 55% delle azioni e Bpp il 45%. Obiettivo: creare distributori di carburante a basso prezzo sul territorio provinciale (le pompe realizzate sono 6). Bpp, azienda che commercia petrolio e gas, mette a disposizione carburanti e appoggi logistici.

Bussinello, responsabile di Bpp: “AGSM voleva distribuire carburante a basso prezzo, a tutela dei cittadini. Eravamo il partner ideale, essendo noi l’unico soggetto del territorio che ha carburante, acquistato da varie raffinerie. Lo rivendiamo a chiunque: dalle grandi compagnie alle pompe”.

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Indagini anche in “Biciclette a noleggio”

29 dicembre 2013. Il Comune di Verona concede (valore della concessione: 449.999 euro per 15 anni) il servizio di “biciclette a noleggio” (bike-sharing) alla ditta Clear Channel. L’assessore Corsi: “Tutto si è svolto secondo le regole”.

Gianni Benciolini, capogruppo M5Stelle, presenta due esposti:

– alla Procura della Repubblica chiede di accertare presunte anomalie dell’appalto, possibili profili di responsabilità penale circa l’aggiudicazione del servizio alla Clear Channel, la liceità dell’installazione dei cartelloni pubblicitari e un possibile reato di abuso di ufficio.

– alla Corte dei Conti domanda di verificare se l’operazione possa avere causato un danno erariale al Comune. Alla Clear Channel è stato concesso di sistemare i cartelloni a copertura del 76% dei costi. Questo, per Benciolini ha provocato un vistoso calo di richieste di strutture pubblicitarie di proprietà del Comune a vantaggio di quelle della Clear Channel. “Il Comune avrebbe potuto acquistare direttamente le bici senza perdere le imposte”.

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Arredi d’oro: non solo Croce

 Caso esploso nel giugno 2009. Giovanni Frigo, appena nominato presidente di AGSM Energia, ha speso circa 21.000 euro per arredare il suo ufficio con poltrone e scrivanie griffate.

La Corte dei Conti ha chiesto informazioni e ha aperto un fascicolo sulle spese sostenute.

Ottobre 2013. La vicenda torna in primo piano dopo che, su richiesta della Corte dei Conti, il Comune ha predisposto sulla vicenda un dossier, che ha trasmesso alla stessa Corte.

Bertucco (PD): “Lo scorso 31 luglio la Corte dei Conti ha scritto a Comune e AGSM che “la vertenza “arredi d’oro” non è soggetta alla sua giurisdizione. Ma Corte ritiene che sussistano tutti gli elementi per un’azione di responsabilità davanti al giudice ordinario per i danni prodotti ad AGSM Energia, per cui chiede di valutare la decisione di intraprendere un’azione di responsabilità e di comunicare a questa Procura l’inizio e gli sviluppi dell’azione medesima”.

Bertucco chiede perciò alla Giunta comunale se questa “azione di responsabilità” nei confronti dell’ex presidente di AGSM Energia sia stata avviata.

 

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Indagini anche in “Fondazione Arena”

Ottobre 2013. Umberto Fanni, ex direttore artistico di “Fondazione Arena”, in passato ha denunciato il sovrintendente Francesco Girondini per diffamazione. Ora il sostituto procuratore Paolo Sachar chiede il rinvio a giudizio del sovrintendente per falso ideologico e tentata truffa per un contratto sospetto, che riguarda la buonuscita di Fanni e la provenienza del denaro.

Ipotesi di accusa: il sovrintendente sottoscrisse un contratto che prevedeva la collaborazione di Fanni per un progetto televisivo di 6 mesi (da luglio a dicembre 2011) da proporre a RAI e Mediaset per un compenso di 25.000 euro. Il direttore artistico rifiutò di sottoscrivere quella che per il Pm era una truffa, perché la data del contratto era antecedente a quella in cui fu inviato e riguardava un periodo in cui Fanni era ancora direttore artistico in Fondazione Arena.

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Indagini su ex Gasometro e filobus: ed è ancora Soveco

 Filobus. Opera di 104 milioni più Iva; per il 60% finanziata dallo Stato. L’appalto è stato vinto da una cordata guidata dal Consorzio Cooperative Costruzioni (CCC) di Bologna. Il filobus sarà gestito da AMT. Secondo il P.D. è da aggiornare la Valutazione di impatto ambientale rispetto a quella del progetto Tranvia ed è ancora sperimentale la tipologia dei mezzi posti a gara.

Ex Gasometro. Dopo 17 anni di blocco, il cantiere è attivo, con un project financing (finanziatori privati) e con un contributo pubblico di 6,7 milioni. La cordata che ha vinto la gara è formata da imprese private (Parolini, Im.Cos., Technital) e da AMT, società al 100% del Comune. Nulla di illegale (tanto più che l’offerta è stata una sola) ma l’opposizione ha parlato di ‘anomalia’. Sotto indagine potrebbe esserci l’intera procedura che ha permesso al Comune di sbloccare i lavori, in particolare la bonifica dell’area contaminata da rifiuti e idrocarburi.

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Assunzioni in Fiera? Si indaga

Il fatto che si indaghi in Fiera è particolarmente grave per l’importanza di questo ente, determinante per il presente e per il futuro della città. Sappiamo che l’Expo 2015 a Milano è molto importante anche per Verona e vede in prima fila la nostra Fiera.

Settembre 2013. La Procura, su disposizione del sostituto procuratore Valeria Ardito, indaga per verificare alcuni contratti professionali stipulati dalla Fiera, ente autonomo, di diritto privato. L’inchiesta è sulla correttezza delle assunzioni negli enti pubblici. La Procura ha chiesto la documentazione relativa ad alcuni contratti di lavoro e ad alcune consulenze. Si tratterebbe di contratti a progetto, a tempo determinato: prestazioni professionali. Probabilmente sono le modalità di assegnazione a interessare la Procura scaligera. Si tratta di accertamenti simili a quelli effettuati anche in ATV, dove si tradussero in un provvedimento cautelare per il direttore generale e per il responsabile del personale, che furono sospesi per due mesi dal servizio.

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Sitram. La voce degli amministratori coinvolti

 Stefano Zaninelli: “Non è vero che Sitram è servita solo a pagare un po’ di stipendi. Anzi: fu creata per coinvolgere nella realizzazione della tranvia anche i privati: e fu fatto al più alto livello visto che riuscimmo ad associare, con una quota societaria del 25%, la Ratp, colosso francese del settore. Sitram ebbe anche l’incarico di studiare gli aspetti contrattuali della vicenda. Ed è grazie a un contratto elaborato con la massima diligenza che, quando i rapporti si ruppero, il Comune poté ottenere da Siemens, che aveva vinto la gara per realizzare la tranvia, una penale di 25 milioni. Noi avevamo chiesto che la penale fosse di 40 milioni. La giunta Zanotto si è limitata a chiederne 25”.

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Sitram. Comune denuncia Comune.

 Il progetto di realizzare una tranvia di superficie a Verona è del 1997.

Nel 2001 AMT, al 100% proprietà del Comune di Verona, ha costituito Sitram , società col compito di progettare e realizzare la tranvia, nell’ambito di un sistema di trasporto pubblico di massa.

Ma l’unica realizzazione di Sitram è stata un buco nei bilanci di AMT e Comune, sul quale Corte dei Conti ha aperto un’indagine che sta per concludersi. Sono stati soldi spesi per una società autonoma, distinta da AMT. Vengono chiamati in causa anche l’ex sindaco Sironi e l’ex assessore alle partecipate Darbi.

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