Archivi del mese: giugno 2010

No alla legge “porcata”

Note irrilevanti per chi governa, ma non per noi.

No alla legge “porcata”

E’ bene che non ne parliamo solo in vista delle scadenze elettorali.

E’ doveroso che non ci rassegniamo e che insistiamo con partiti e gruppi di appartenenza perché si tenga vivo il discorso e si arrivi a fare la riforma delle riforme: quella di una legge elettorale che salvaguardi la dignità del cittadino elettore.

La legge elettorale italiana è una porcata (così la definisce il suo ideatore Roberto Calderoli – Lega Nord), molto gradita a chi ci comanda e non vuole delegare neppure un po’ del suo potere. Continua a leggere

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Lettera aperta della scrittrice albanese Elvira Dones a Silvio Berlusconi

In visita a Tirana, durante l’incontro col presidente Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all’Albania. Poi ha aggiunto: “Faremo eccezioni solo per chi  porta belle ragazze”.

“Egregio Signor Presidente del Consiglio, le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: “le belle ragazze albanesi”. Mentre il premier del mio paese d’origine, Sali Berisha, confermava l’impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che “per chi porta belle ragazze possiamo fare un’eccezione.”

Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia.

Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate.

A “Stella” i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E’ solo allora – tre anni più tardi – che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio. Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai  madre e nonna. Quel “puttana” sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell’uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l’utero.

Sulle “belle ragazze” scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo “Sole bruciato”.

Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un’altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei,  signor Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E’ una storia lunga, signor Presidente… Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l’avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio.

In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi vent’anni di difficile transizione l’Albania s’è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta. L’Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.

Questa “battuta” mi sembra sia passata sottotono in questi giorni in cui infuria la polemica Bertolaso, ma si lega profondamente al pensiero e alle azioni di uomini come Berlusconi e company, pensieri e azioni in cui il rispetto per le donne é messo sotto i piedi ogni giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli che sfruttano le ragazze albanesi, sono solo camuffate sotto gesti galanti o regali costosi, mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch’io a tutte le donne albanesi.

Merid Elvira Dones

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Palazzo Forti in cambio di un parcheggio

Lettera inviata e pubblicata dal giornale l’Arena

A “L’Arena” – lettere al Direttore

Palazzo Forti in cambio di un parcheggio

In riferimento all’area degli ex Magazzini Generali, ascolto e leggo sui mass media cittadini affermazioni dai toni trionfalistici, come di accordi che segnano positivamente il futuro della città e dei Veronesi.

Bisbigliano le opposizioni in Comune e chi ha la possibilità di farsi sentire. Forse concordano.

L’operazione è un arretramento: Verona fa un passo indietro.

Cosa prevede l’accordo?

1) Il Comune di Verona vende, per 33 milioni, Palazzo Forti e l’isolato circostante alla Fondazione Cariverona, che ne diventa unico proprietario e si impegna, per 20 anni, a utilizzare il Palazzo come sede della Galleria d’Arte Moderna.

2) La “Polo Finanziario spa” vende al Comune di Verona l’area che il Comune stesso le aveva venduto nel 2005 con l’obiettivo di costruirvi il Polo Finanziario. Costo: 39,2 milioni. Il Comune versa 33 milioni grazie ai proventi della contestuale vendita a Cariverona di Palazzo Forti; la Fiera versa i rimanenti 6,2.

Si chiude così il braccio di ferro tra Comune e Fondazione Cariverona, grazie anche all’intervento della Fiera

3) Il Comune di Verona cede alla Fiera l’area, tornata di sua proprietà, che doveva essere sede del Polo Finanziario, ora destinata (temporaneamente?) a un parcheggio di 6.000 posti auto.

Di questo accordo si dovrebbe fare festa. Io non la faccio.

Valutino i concittadini:

* Viene annullato un progetto che avrebbe potuto segnare il futuro di Verona: quello del Polo Finanziario. Conosciamo le difficoltà, ma, in un tempo di assenza di idee, scartare le poche che emergono lascia perplessi.

* Va, di fatto, nel dimenticatoio il progetto di riqualificazione dell’area di Verona Sud.

* Palazzo Forti, parte importante del “lascito Forti”, non è più proprietà del Comune di Verona, cioè di noi cittadini. Fondazione Cariverona lo utilizzerà positivamente almeno per i prossimi 20 anni. Resta però la novità: non è più ‘nostro’.

* In cambio avremo un nuovo, grande parcheggio, in un’area preziosa per la città. Molti plaudono. A me piange il cuore nel vedere diventare parcheggio grandi spazi, in una zona che avrebbe potuto essere fondamentale per la “bella Verona”. I parcheggi si potevano fare in periferia. Saranno fonte di inquinamento. E poi (ricordo quante volte lo abbiamo chiesto, a partire dal 1999) le città che guardano al futuro non occupano il territorio cittadino per fare enormi parcheggi: li fanno sotto terra.

* L’associazione costruttori si lamenta per il blocco delle opere e dei cantieri. Cosa pensa di una Amministrazione che blocca importanti opere in Verona Sud?

Tito Brunelli

Verona, 30 maggio 2010

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Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (98)

“La responsabilità penale è personale. L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva” (Costituzione della Repubblica Italiana, n° 27)

I cuori tremano e si sono colmati di ombre

Fausto Pezzato (giornalista)

Il Papa ha invocato misericordia e cristiana accoglienza verso i disperati che approdano in Europa, molti dei quali affogano nel Mediterraneo. Risponde su Repubblica Flavio Tosi: nelle città venete, ormai sature di stranieri, conciliare la quantità con la qualità è molto difficile, se non impossibile. Continua a leggere

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Dalla parte dei bambini

Pranzo a scuola. Un Comune mette sulla tavola di alcuni bambini pane e acqua. Causa: i genitori non pagano la retta per il pranzo.

Un imprenditore decide di pagare lui gli arretrati e i pasti del futuro.

Dare pane e acqua è grave. Ma il peggio è che gli altri genitori se la prendono con il donatore. Anch’essi non pagheranno la retta.

Leggiamo nella Bibbia: “Godete del bene degli altri”. Continua a leggere

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Quello che il sindaco Tosi dice e quello che fa (13)

“In casi eccezionali di necessità e urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori (circa la libertà personale), che devono essere comunicati entro 48 ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive 48 ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto” (Costituzione della Repubblica Italiana, n° 13)

Alla Commissione europea risponde il sindaco Tosi : il Comune tutela i suoi residenti

– la risposta di Frattini si limita a richiamare correttamente l’impianto della legislazione comunitaria in materia. Non valuta i provvedimenti di cui non è a conoscenza. Chiede chiarimenti al governo;

– è normale che un Comune tuteli i propri residenti. Fino a ieri a essere discriminati erano i cittadini italiani perché del 30% delle assegnazioni degli alloggi pubblici beneficiavano immigrati non residenti. Le delibere AGEC sono legittime: “Il nuovo regolamento non attua discriminazioni per la nazionalità d’origine: si concentra sul tempo di residenza in città, Continua a leggere

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Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (97)

“Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge” (Costituzione della Repubblica Italiana, n° 25)

La sicurezza non è il primo problema che abbiamo in Italia

Paolo Maruzzo (avvocato). La microcriminalità da sempre viene attuata da chi vive ai margini, da ‘pitochi’; essa può creare allarme sociale maggiore rispetto a reati gravi, ma non si può parlare di emergenza. E’ una follia dire che la sicurezza è il primo problema che abbiamo in Italia. I gravi fatti che hanno sconvolto Verona in questi anni sono stati commessi da italiani. Continua a leggere

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