Archivi del mese: febbraio 2009

Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (6)

Quanto segue offre elementi per la presa di coscienza, per la riflessione e per decisioni conseguenti, in una città come Verona, nella quale la paura del ‘diverso’ sta bloccando le nostre energie positive, facendoci perdere tempo prezioso per la costruzione del futuro.

UN PO’ DI NUMERI

Fonti (al 31 gennaio 2009): Istat, Caritas Migrantes, Cestim, Makno, fondazione Ismu.

A seconda della fonte, i numeri variano, in modo però non determinante. Continua a leggere

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Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (5)

“Portiamo avanti quella nobile idea trasmessa: la promessa divina che tutti gli uomini sono creati uguali e liberi e che tutti hanno diritto a realizzare pienamente la loro felicità” (Barack Obama)

Un “Nuovo Ordine Economico internazionale”

Una soluzione non dolorosa della questione migrazioni è molto difficile: lo constatiamo oggi e lo verificheremo nei prossimi decenni. Per affrontare la situazione alla radice, riprendiamo un grande progetto ONU del dopoguerra, sul quale l’umanità non ha trovato l’accordo, perché sono prevalsi gli interessi di parte, in particolare dei popoli ricchi. Continua a leggere

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Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (4)

“Noi, il popolo, siamo rimasti fedeli agli ideali dei nostri padri, nel rispetto della nostra Costituzione” (Barack Obama)

Ma – ecco la domanda – quali sono i valori della civiltà occidentale ai quali ci richiamiamo?

Diventa essenziale averne coscienza nel momento in cui li consideriamo caratterizzanti la nostra identità e concordiamo di coltivarli nella nostra società, per quanto ne siamo capaci. Ogni elencazione è criticabile e incompleta; ci proviamo e li chiamiamo così come talora avviene nei nostri discorsi di cittadini e di gruppi politici:

– Dio, Patria, Famiglia;

– modernità, scienza, tecnologia;

– valore del mercato e della libera concorrenza; Continua a leggere

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Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (3)

“Abbiamo scelto la speranza, non la paura; la coesione, non la discordia” (Barack Obama)

Si fronteggiano due modalità di rapporto tra cittadini originari e nuovi arrivati:

A) C’è chi si propone di difendere con ogni mezzo l’identità occidentale e l’insieme dei valori che la caratterizzano. Queste persone esigono che i nuovi arrivati accettino la nostra cultura e le nostre tradizioni e vedono con sospetto ogni manifestazione pubblica di modi di vivere, di pensare, di manifestarsi, di esserci che sia diversa da quella tradizionale, occidentale e cristiana. Resta in queste persone una aspirazione di fondo, molto forte: che i nuovi arrivati tornino a casa loro e, mentre sono qui perché ne abbiamo bisogno, non si mettano in testa di diventare padroni in casa d’altri. Continua a leggere

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Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (2)

“Siamo una nazione di cristiani e musulmani, ebrei e indù e anche di non credenti. Siamo plasmati da tutte le lingue e da tutte le culture, attirate da ogni angolo della terra” (Barack Obama)

Incontro o scontro di civiltà?

L’immigrazione è oggi uno dei massimi problemi dei paesi occidentali, Europa in testa.

Samuel Huntington, filosofo politico recentemente scomparso, richiama l’Occidente all’obbligo di rafforzarsi al suo interno, sul piano culturale e religioso, per rispondere alla sfida soprattutto dell’Islam e gli rimprovera più volte un’inspiegabile debolezza nella difesa dei propri valori. Nel 1993 parlò di “scontro di civiltà”, prospettando una crescente conflittualità tra blocchi geopolitici divisi da forti differenze culturali. Riteneva i diritti umani un prodotto della civiltà occidentale, difficilmente assimilabile altrove; visione tornata di attualità dopo gli attentati dell’11 settembre. Temeva che gli Stati Uniti perdessero la loro identità anglo-protestante a causa della massiccia immigrazione latino-americana. Continua a leggere

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Orazione civile per la scomparsa del dissenso nella città di Verona

Mauro Tedeschi introduce il tema dell’asseblea pubblica di Progetto Verona che si terrà

Venerdì 27 febbraio – ore 20.45, via Brunelleschi 12 – Verona

Orazione civile per la scomparsa del dissenso nella città di Verona

Vivere in una città dove “la verità” è subappaltata ad un solo gruppo editoriale e dove poche famiglie, intese in senso estensivo, fanno il buono e cattivo tempo, dovrebbe inquietarci. Qui da noi non si spara ai giornalisti o ai dissidenti per le vie del centro, come accaduto nella Russia di Anna Politkovskaya, Stanislav Markelov e Anastasia Baburova, tuttalpiù i ragazzi vestiti in modo eccentrico è meglio che si tengano alla larga. E’ noto che il sindaco è stato condannato in appello per violazione della legge Mancino sulla discriminazione razziale, ma questo è un dettaglio che ai benpensanti, talvolta cattolicissimi come certe Eccellenze, non pone alcun problema. Di opposizione politica non possiamo nemmeno parlare. Continua a leggere

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Emergenza democratica: rompiamo il silenzio

assemblea-27feb09_2Venerdì 27 febbraio, alle ore 21, presso la sala civica di via Brunelleschi 12 , (quartiere Stadio) si svolgerà un’assemblea pubblica promossa dall’associazione politica “Progetto Verona” per affrontare un tema di attualità anche nella nostra città:

Emergenza democratica: rompiamo il silenzio e l’isolamento nella città bloccata

Relatore – testimone  sarà Mauro Tedeschi.

Da troppo tempo il dibattito sul presente e sul futuro di Verona non è nella coscienza di noi, popolo che chiamiamo sovrano, ma che tale è sempre meno.

* Mancano il confronto e la ricerca del bene comune da parte dei partiti politici, anche perché i partiti come previsti dalla nostra Costituzione all’articolo 49 (“Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”) non esistono per responsabilità di tutti; le poche persone che ne gestiscono le sembianze curano la vita interna del partito stesso, cioè l’occupazione degli spazi di potere, il decidere chi collocare negli enti pubblici e partecipati, con stipendio, l’organizzare liste elettorali e l’assegnare incarichi.

* Manca il dibattito aperto della cosiddetta società civile sulla città. Prevalgono l’immediato, gli interessi, la difesa dei propri privilegi, senza lungimiranza.

* Mancano il dibattito propositivo e le grandi prospettive anche sul quotidiano e sui mass media locali in generale. Si susseguono i confronti in trasmissioni televisive locali; però si punta su piccole cose e sulla conquista dei consensi, senza approfondire e costruire; si scade in battibecchi.

Molto più validi sono i confronti in alcune trasmissioni televisive e radiofoniche nazionali. Però troppo spesso è dibattito tra pochi, sempre quelli. Il popolo ‘sovrano’ è zitto, deresponsabilizzato: non conta nulla.

Da qualche tempo, poi, pochissime persone decidono anche chi va in Parlamento.

Siamo tutti responsabili. Dobbiamo decidere se ci va bene così; se siamo d’accordo di lasciare che altri, sempre meno, siano i depositari unici della sovranità.

Libertà e democrazia esigono impegno: sono da conquistare giorno per giorno; richiedono ‘spiriti forti’. Forse non ci crediamo più e lasciamo andare.

Ci va bene così?

Il 27 sera ci incontriamo con un obiettivo preciso: rompere il silenzio a Verona; decidere di lasciare le pantofole e di metterci le scarpe, la sera, per uscire di casa, per valutare se e come è possibile riaprire un dibattito tra cittadini, anche utilizzando gli strumenti moderni dell’incontro, quelli informatici. Abbiamo bisogno di idee e di disponibilità di tempo e di competenza.

L’augurio è che maturiamo in noi stessi la disponibilità a lavorare insieme per rompere il silenzio a Verona e per aprire strumenti e percorsi di dialogo con il numero maggiore possibile di nostri concittadini, tutti insieme chiamati a costruire una Verona migliore.

Leggi il volantino della serata e, se vuoi, stampalo e distribuiscilo.

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