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Si riprende!

Come annunciato, pubblichiamo le ultime due linee programmatiche elaborate da VeronAttiva in vista delle elezioni comunali.

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Chi votiamo? – 13 – Il Centro Sinistra

Nelle attuali condizioni, un’Amministrazione di Centro Sinistra non è il meglio che ci aspettavamo e che vorremmo, ma è un passo avanti: piccolo, ma reale. Lo possiamo sperare perché il Partito Democratico, a differenza di tutti gli altri gruppi, vive una sua (piccola) democraticità, con il limite che ogni leader, ogni corrente vive una sua storia: il PD non rinuncia alle correnti. La speranza, finora delusa, è che apra la porta alle persone che accettano di sperimentare la grandezza e le miserie del percorso verso la Verona bella.

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Il Progetto per l’Arsenale – II

I costi

Spesa complessiva per il recupero dell’Arsenale: circa 45 milioni.  Il Comune ha chiesto spazi per il Museo di Storia Naturale e per le scuole. Per averli a disposizione, verserà un anticipo e pagherà l’affitto ai gestori per i successivi 50 anni. L’aumento dell’iniziale contributo pubblico da 12 a 14,45 milioni fa diminuire l’affitto: nei primi 30 anni della gestione sarà di 430.000 euro all’anno; nei successivi 20 si abbasserà a 120.000 euro all’anno.

L’impegno economico complessivo del Comune sarà di 35 milioni per i 50 anni.

P.D. (Bertucco, La Paglia, Ugoli): “L’impegno economico del Comune, nei 50 anni, copre i due terzi dell’investimento totale: oltre ai 15 milioni accantonati rinunciando a opere pubbliche, ne mette altri 15 come affitto per gli spazi chiesti. Il Comune dovrebbe invece spendere questi soldi per un suo progetto di restauro dell’Arsenale, a stralci. I tecnici comunali stimano che tale restauro costi circa 20 milioni. Il sindaco Tosi invece preferisce spenderne più di 30 per poi privarci di quello spazio pregiato per 50 anni?”.

Secondo il Sindaco e “Italiana Costruzioni”, “ammonterà a 120 milioni la somma che spenderà chi vincerà la gara e gestirà il complesso”.

Nota. Sembra strano che non risultino quasi mai dati oggettivi sul piano della spesa preventivata come su altri. Il recupero dell’Arsenale costerà 45 milioni come da sempre si dice o molto, molto di più: più del doppio? A che cosa si riferiscono quei 120 milioni?

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Il progetto Ca’ del Bue va avanti ?

Primavera 2014. Risponde ‘sì’ il sindaco Tosi: “Responsabile degli intoppi è la Regione”.

Bonfante, consigliere regionale PD: “Falso. Venezia ha chiesto conto della sostenibilità di Ca’ del Bue e del volume di rifiuti in relazione alla prescrizione di raggiungere il 65% di differenziata. AGSM non ha mai risposto. Eppure già nel 2012 sapeva che l’opera non si poteva realizzare. Si è tirato per le lunghe. Il fatto grave è che l’impianto è fermo da tanti anni”.

Penali a Urbaser? Stefano Vallani, consigliere comunale PD: “Tosi dice che si tratta di 9 milioni; AGSM dice che nulla è certo”. Si aprirà un contenzioso?

Nel 2014 aumenta il fatturato di AGSM. Giro d’affari: 899 milioni (+ 38%). AGSM Energia e AGSM Distribuzione sono a + 175 milioni. Paternoster: “Gruppo consolidato. Il Comune dovrebbe attingere 4 milioni sui 5,5 di utile”, in calo sugli 8 del 2012. I vertici però sorridono. La garanzia è la trasformazione di AGSM in holding, con l’acquisizione di servizi a partire da AGEC. I tempi però si allungano e le certezze sono poche. Continua a leggere

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Resta una possibilità impossibile

Resta una possibilità: il Governo italiano inserisce Ca’ del Bue tra gli impianti “di valore strategico nazionale”. Ma la Giunta Zaia da tempo è perplessa sulla realizzazione dell’impianto (“Non potete imporci impianti da Roma”), per cui il Governo abbandona l’idea: nel gennaio 2016 la Conferenza Stato-Regioni toglie Ca’ del Bue dall’elenco nazionale. Esso però rimane nel Piano regionale rifiuti. Per bloccarlo definitivamente, la Regione deve modificare il Piano, approvato da pochi mesi.

La scelta è tra farlo, fermarlo, trasformarlo in impianto con valenza nazionale. AGSM prende atto che Ca’ del Bue non si farà.

Il termovalorizzatore più che dai giudici e dai politici è stato fermato da difetti progettuali: l’obiettivo di un impianto pulito che brucia rifiuti e scalda Verona ha portato a scegliere una tecnologia che si è rivelata inaffidabile: quella dei forni a letto fluido.

Fabio Venturi, neo presidente di AGSM: “Non ci sono più le condizioni per il termovalorizzatore. Rimane da chiarire come smaltire le 174.000 tonnellate venete di rifiuti all’anno. Senza Ca’ del Bue, la Regione dovrà destinare questi rifiuti fuori Veneto, in termovalorizzatori delle Regioni vicine o in discariche”. La Regione deve dire se è autosufficiente o meno. Occorre poi una strategia di uscita per evitare azioni legali, concordata con Urbaser.

Muore l’inceneritore, ma Ca’ del Bue continua a selezionare e trattare i rifiuti solidi urbani (100.000 tonnellate all’anno): funzione importante nell’ottica di una sempre maggiore raccolta differenziata. Continua a leggere

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Cosa succede in Cariverona ?

I sei articoli che seguono raccontano quanto si è mosso intorno a Cariverona nel dibattito cittadino, sorprendentemente misero se si tiene presente l’importanza straordinaria delle scelte in atto. I successivi articoli riportano interventi e spiegazioni del gruppo dirigente (uscente) di Cariverona. Il contenuto del dibattito in città diverge da quanto dichiara la dirigenza. Proponiamo quanto emerge, nella speranza che ci aiuti a farci un’idea. I prossimi mesi e anni ci diranno cosa sta realmente succedendo. In ogni caso le novità sono di eccezionale importanza per la città. E i Veronesi non se ne rendono conto. Parliamo anche delle decine di milioni che hanno dato un importante apporto al bilancio comunale e che devono continuare a darlo, in particolare per servizi sociali e iniziative culturali. Nel 2015 Cariverona ha stanziato ulteriori fondi oltre a quelli previsti: mezzo milione per il piano di rilancio triennale dell’Arena e 7 milioni (più altri 7 da Unicredit) per restauri al monumento. I cambiamenti sono di grande rilievo. Continua a leggere

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——- E’ Natale ——-

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Betlemme -Chiesa della Natività – La Madre di Dio che sorride

E’ difficile fare gli auguri di Natale. Si può evitare il rischio della ovvietà, della superficialità, della inconsistenza? Il Natale è tempo per dirci la verità.

Natale è quel bambino che entra nel mondo per fare la volontà del Padre. Egli porta in sè Dio stesso. Viene per cambiare radicalmente la vita di ciascuno di noi, delle nostre famiglie, dell’umanità. Ma c’è qualcuno di noi disposto a cambiare vita, a vivere secondo Dio? Davanti a noi c’è un grande modello: papa Francesco. Chi di noi accetta di mettersi sulla sua strada? Da solo il Papa fa per uno.

Natale chiede a ciascuno di noi di entrare nel mondo. Concretizziamo un aspetto: oggi chiede ai Veronesi di entrare nel Comune in cui vivono, a partire dalla nostra città, dal nostro Comune di Verona. La situazione dell’Amministrazione è deprimente. Chi pone mano a un nuovo percorso? Tra un anno e mezzo dovremo votare. Ciascuno di noi deciderà chi votare, ma soprattutto quale compito si assume per rinnovare Verona, sul piano spirituale, culturale, religioso, umano, politico. Chi tra noi se la sente? Chi di noi è disponibile a entrare nell’esperienza viva della nostra città, del nostro Comune, come Gesù è entrato nel mondo in cui è nato?

Quanto e come siamo pronti a essere segno per chi ci sta intorno?

   Buon Natale da:     Tito Brunelli e Armando Ferrarese

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