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Bisogna dire NO all’odio

Bisogna dire NO all’odio verso gli immigrati, al rancore sociale e agli imprenditori della paura. Dobbiamo ricucire le nostre comunità”

(Gualtiero Bassetti, presidente dei Vescovi italiani)

Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica: “L’Italia ha bisogno di sentirsi comunità di vita, in cui tutti siamo legati da una sorte comune; in cui si vive insieme agli altri senza diffidenze. Se manca la comunità, l’egoismo porta inevitabilmente alla diffidenza, all’ostilità, all’intolleranza e, qualche volta, alla violenza”.

Silvio Berlusconi: “Cacceremo dall’Italia 600.000 immigrati che non hanno diritto di rimanere”.

Matteo Salvini, segretario della Lega: “La Sinistra ha le mani sporche di sangue. La responsabilità morale di qualunque episodio di violenza che accade in Italia è di chi ci ha riempito di clandestini. I tifosi dell’immigrazione di massa seminano odio e paura: sono delinquenti e istigano alla violenza. Sui social tutti condannano ogni episodio di violenza, ma tutti collegano questo (Macerata) e altri episodi ai danni dell’immigrazione fuori controllo, che porta con sé rabbia e scontro sociale. Il problema è il milione di clandestini in circolazione”.

Pietro Grasso e Laura Boldrini: “Basta odio. Salvini è tra i responsabili di questa spirale di odio e di violenza che dobbiamo fermare al più presto”.

Antonio Polito (sui fatti di Macerata: massacro di Pamela Mastropietro – fermo di Oseghale Innocent Continua a leggere

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La questione immigrati è al centro del dibattito politico in vista delle elezioni del 4 marzo

………… più della crisi economica e della disoccupazione

Come ha affrontato il problema il governo di centro sinistra ?

Rivendichiamo un lavoro straordinario: nessuno prima di noi è riuscito a raggiungere i risultati che abbiamo conseguito. Quando dico “noi” penso alla nostra Italia. E’ una vittoria dell’Italia. Stiamo riuscendo a governare i flussi, perché abbiamo creduto che un accordo con la Libia rappresentasse una svolta. Tutti ci dicevano che era inutile andare in Libia, vista la situazione di quelle terre. Quando abbiamo firmato l’accordo con Sarraj ci hanno accusato di essere scesi a patti con un signor nessuno. Invece abbiamo avuto ragione. Abbiamo messo in campo un modello e dobbiamo esserne fieri. Abbiamo combattuto e sconfitto l’illegalità, avviando una gestione legale dei flussi di persone, togliendola dalle mani di trafficanti di persone. Non possiamo dimenticare: pochi mesi fa sono arrivati in Italia oltre 10.000 migranti in 36 ore e tutti gli Stati europei tenevano chiusi i loro porti. Nel Mediterraneo c’erano le navi di sette organizzazioni non governative. Ricordiamo che nella scorsa estate l’Austria minacciava di schierare i carri armati e di bloccare la frontiera del Brennero, con danni gravissimi per la nostra economia. In pochi mesi la situazione è cambiata: sono crollati gli sbarchi e i morti in mare sono diminuiti. Il nostro impegno ha fatto sì che l’Unione Europea ha condiviso l’intesa con la Libia e i nostri partner, Francia e Germania in testa, hanno positivamente collaborato con noi. Abbiamo costretto anche i paesi più scettici a partecipare. Ora siamo in prima linea. Sappiamo però che non è sufficiente. La sfida continua. Sarò soddisfatto quando non ci saranno più vittime. C’è chi ci accusa di aver ceduto sul rispetto dei diritti umani. No. Anzi: abbiamo portato in Libia le agenzie dell’ONU per il rispetto dei diritti umani, come l’Unker. Abbiamo aperto un corridoio umanitario tra la Libia e l’Italia: Continua a leggere

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La priorità del governo di Centro–Sinistra: lavoro e occupazione prima di tutto.

Anche se si accantonano diritti importanti per la dignità della persona?

l Presidente della Repubblica Mattarella ripete che la ripresa in atto non pone termine alle sofferenze di tante persone e di tante famiglie: le difficoltà economiche permangono; i licenziamenti continuano; si chiudono fabbriche; troppi giovani (e adulti) sono senza lavoro.

Ci vorranno anni per comporre le fratture economiche e umane prodotte dalla crisi economica e sociale. Alcune cause delle difficoltà degli scorsi anni e di oggi:

  • cresciamo meno di altri Paesi europei;
  • sono aumentate le disuguaglianze. I frutti della ripresa vanno a pochi;
  •  le scelte dei governi Renzi e Gentiloni hanno ridotto la forza contrattuale dei lavoratori e li hanno indeboliti: per un lavoratore che può essere licenziato senza giusta causa è difficile alzare la voce per difendersi; molte istanze sociali (in particolare di chi ha meno) non sono rappresentate e difese;
  •  la sicurezza dei lavoratori sul posto di lavoro diminuisce;
  • le leggi sul lavoro hanno creato ulteriore lavoro precario e sottopagato;
  •  Serve un nuovo statuto dei diritti dei lavoratori.

Risultati positivi del governo di centro sinistra, partendo dalla grave situazione dell’Italia nel 2013.

Molti aspiranti lavoratori erano senza lavoro, in particolare il 43,6% dei giovani (dato allarmante). La priorità era conquistare tanti nuovi posti di lavoro. Per riuscirci, il governo ha deciso di cancellare importanti garanzie legali a difesa dei diritti dei lavoratori (tra cui il famoso articolo 18) per facilitare nuove assunzioni . Molti italiani, in particolare chi aveva un familiare disoccupato, hanno scelto che avere un lavoro era la priorità. Conseguenza della nuova legislazione: Matteo Renzi ha condotto l’economia verso una crescita molto maggiore del previsto. Ricorriamo ancora alla memoria: un anno fa, la previsione degli organismi internazionali era che, nel 2017, l’economia italiana sarebbe cresciuta dello 0,5%. I fatti hanno smentito: la crescita è risultata dell’1,5%: un successo inatteso.

Ricolma di soddisfazione il fatto che i posti di lavoro sono aumentati di più di un milione. Oggi l’Italia è uno dei giganti commerciali delle esportazioni. Commenta il ministro dell’economia Padoan: “L’obiettivo fondamentale resta l’occupazione. Siamo ai livelli massimi di occupati. Ma non è sufficiente. Molti cittadini non percepiscono il miglioramento. Segno che non cresciamo abbastanza e non cresciamo tutti. Resta molto da fare per andare incontro ai bisogni di tutti i cittadini e incidere positivamente sulla loro vita. Preoccupano la povertà diffusa, l’insufficiente inclusione dei nuovi cittadini e il divario eccessivo tra Regioni. Errore grave sarebbe ascoltare chi dichiara di avere la bacchetta magica e vuol abolire quanto fatto in questi 5 anni: abbiamo tirato fuori l’Italia dalla crisi e tracciato la strada del futuro”.

 

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Europa: mon amour

Torna l’Europa. Gli anti europeisti, pur essendo molto forti, perdono colpi, soprattutto con la vittoria elettorale di Macron, in Francia. Il possibile governo di grande coalizione in Germania (Angela Merkel – Martin Schulz) sta per rilanciare l’Unione Europea. E l’Italia cosa fa? Cosa propone? Cosa riferiscono gli ambasciatori dei Paesi europei in Italia ai loro governi? La campagna elettorale in atto è un viaggio nella fantasia: i candidati alla guida dell’Italia ne inventano ogni giorno una di nuove. Il Movimento 5 Stelle (M5S), primo partito italiano secondo i sondaggi, propone di cancellare la legge Fornero sulle pensioni (costo minimo per l’Erario: 25 miliardi l’anno) e Luigi Di Maio, candidato premier, afferma di voler tagliare il debito pubblico italiano del 40% in 8 anni, traguardo che gli esperti in materia assimilano alle favole. La Lega condivide la cancellazione totale della legge Fornero e Forza Italia, sua partner di coalizione, pare orientata ad associarsi dopo aver inizialmente sostenuto una parziale correzione della legge. Il PD, invece di preoccuparsi del futuro dell’informazione televisiva pubblica e del suo impatto culturale, lancia l’abolizione del canone TV. Liberi e Uguali, invece di pensare al rafforzamento degli atenei e alla qualità dello studio, che deve andare di pari passo con l’auspicato aumento dell’occupazione, sposa l’eliminazione delle tasse universitarie. Questo l’Italia distribuisce in Europa. Sono ingiusti e prevenuti i nostri Partner europei a guardarci con un po’ di sospetto? O quella che qualifica la campagna elettorale è una sciocca propaganda che solo degli sprovveduti possono ritenere che porti voti? Nessuno Stato europeo può permettersi di venir meno alle regole collettive per una severa gestione finanziaria. La nostra politica deve disegnare scenari futuri invece di distruggere quelli passati.

La discussione con Macron sulle riforme non sarà una passeggiata, ma produrrà, per reciproco interesse, una maggior integrazione europea. Prossimamente i Parlamenti tedesco e francese decideranno di creare un inedito “spazio economico franco-tedesco”. Continua a leggere

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Obiettivo: votiamo persone di garanzia

Il 4 marzo 2018 noi Italiani voteremo per scegliere i parlamentari (senatori e deputati) che ci rappresenteranno in Parlamento. In base alle nostre scelte poi i partiti e i movimenti che riceveranno voti avranno il compito di costruire una maggioranza parlamentare, intorno a un programma per l’Italia e a un Presidente del Consiglio. Obiettivo: affrontare i problemi nazionali nel contesto europeo e internazionale, garantendo una presenza significativa dell’Italia. Da tempo nessuna scelta è solo locale o nazionale. L’orizzonte è sempre più quello europeo. Nei prossimi anni diventeranno sempre più importanti i rapporti con l’Africa.

Le esigenze sono pressanti; si corre il rischio di spaventarsi o di lasciare che ci pensino altri. Il pericolo è grave: il “ci pensino gli altri” porta (la storia lo insegna) alle dittature e alle guerre. E’ evidente un senso di inadeguatezza.

Ci viene subito un nodo alla gola: sarà Silvio Berlusconi a guidare l’Italia (attraverso un’altra persona, vista la sua impossibilità di candidarsi) in questo momento delicato? Che conseguenze può portare la presenza di Matteo Salvini nel governo italiano, magari con la funzione di Ministro degli Interni, come propone Berlusconi? Ci sentiamo garantiti da Di Maio, da Casaleggio e da Grillo? La nostra risposta è netta: NO. I raggruppamenti che possono vincere le elezioni sono 3. Ne abbiamo già scartati due. Non resta che il Partito Democratico con i suoi alleati. Ci troviamo così di fronte a Matteo Renzi, Paolo Gentiloni, Pier Carlo Padoan, Marco Minniti, Dario Franceschini, Carlo Calenda, Graziano Del Rio, Maurizio Martina, speriamo Enrico Letta. Sono nomi di garanzia.

Gli altri due raggruppamenti (Movimento 5 Stelle e Centro Destra) non reggono il confronto Continua a leggere

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BUON NATALE

Buon Natale di Gesù e con Gesù

Alcune parole come

bontà – affabilità – generosità – benevolenza – mitezza – dolcezza –benignità – soavità – mansuetudine – gioia -misericordia – perdono – lode – dono – bene – carità – umanità

stanno uscendo dal nostro vocabolario. Chi le usa oggi? Dove le sentiamo? Risposta: nell’ambiente cristiano e, qualche volta, quando si ha a che fare con bambini.

Non mancano le eccezioni, ma nella normalità della vita è così; tanto che qualcuno propone di introdurre il reato di bontà, verificando che, nel nostro vivere quotidiano, essere tacciati di buonismo è considerato un piccolo delitto. Ad esempio, non si può essere bravi calciatori se non si è ‘cattivi’ – non si è cittadini veri se non si cacciano i disturbatori.

In questo ambiente culturale arrivano alle nostre orecchie, ancora una volta, parole non usuali:

  • “Vi annuncio una grande gioia: è nato un bambino”
  • “Siate lieti”
  • “Beati i miti”.

Abbiamo bisogno di percorrere la strada che nasce dal Vangelo di Gesù: Dio ricomincia a camminare con noi nella gioia del Natale

Tito Brunelli                                                                 Armando Ferrarese

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Si riprende!

Come annunciato, pubblichiamo le ultime due linee programmatiche elaborate da VeronAttiva in vista delle elezioni comunali.

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