Archivi del mese: agosto 2014

Ai piedi dei colli: luoghi ameni da salvaguardare

Ottobre 2013. Borgo Santa Croce. Passeggiata ciclopedonale verso la Valpantena: un angolo di bellezza. Peccato che non si faccia sufficiente manutenzione. C’è bisogno di una sistemata che cancelli le tracce del degrado: le assi della staccionata che protegge il percorso sono scorticate, a volte divelte. Sporgono grossi chiodi: un pericolo per i bambini. Il fondo va ribattuto: sporgono ghiaia e sassi e si allargano grosse crepe. I cesti sono pieni di immondizie, i cartelli imbrattati. L’inciviltà di alcuni lascia il segno.

Molti frequentatori: “E’ un percorso in abbandono, ma bellissimo. Meglio affidare la manutenzione a gruppi di volontari e agli alpini”.

Agosto 2013. Montorio. Pista ciclopedonale a pezzi. E’ stata chiusa lo scorso anno per cedimenti strutturali delle assi di legno che ne compongono il fondo. Dopo un anno il problema si ripropone: assi di legno sconnesse diventano un pericolo per pedoni e ciclisti. Piogge e umidità usurano il legno. “La manutenzione non è costante: basterebbero piccoli interventi per sistemare il fondo. Si aspetta invece che la situazione degeneri”.

Ottobre 2013. Fossa Murara.

E’ il torrente che, lungo la “Strada dei fossi”, da Montorio arriva a Ferrazze e a San Martino B.A. E’ ridotto a discarica: un immondezzaio che devasta il paesaggio, inorridisce i residenti, fa impallidire le scolaresche accompagnate a scoprire l’ecosistema. Cosa ci fanno resti di polistirolo, bottiglie di plastica, sacchetti di cellophane, sommersi da una schiuma putrida, a ridosso delle abitazioni? “Oltre che della cacca dei cani, l’Amministrazione si deve occupare di coloro che insozzano: casa propria può anche essere un letamaio, ma la cosa pubblica è di tutti”. Comune: “Non possiamo essere ovunque. Abbiamo appena rimosso i detriti dello Squaranto!”.

Un esempio per la città: i residenti hanno bonificato una parte di Fossa Murara dal lerciume.

Valutazioni di Tito Brunelli

Le nostre colline, le nostre vallate, i nostri corsi d’acqua, i nostri percorsi e le nostre passeggiate: sono uno spettacolo; un dono che ci troviamo. Chi li frequenta e ha imparato ad apprezzare i beni della natura non resiste all’inciviltà di alcuni e alla inadeguatezza di altri, a partire dalle Istituzioni (Comune, Circoscrizioni, enti addetti alla cura del territorio). Ci limitiamo a rilevare che c’è chi è disponibile a curare il territorio in prima persona, gratuitamente. In alcuni casi lo fa di propria iniziativa; in altri serve un invito esplicito di chi riveste responsabilità pubbliche. Ciò che deve muoverci è che non possiamo lasciare nell’abbandono spazi preziosi per il benessere di molti.

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Verona: città delle Mura Cadenti?

Valutazioni di Tito Brunelli

Quando ci si rende conto che si ha in mano un bene unico al mondo, riconosciuto e proposto a tutti come patrimonio dell’umanità, scatta l’orgoglio. E i Veronesi hanno molti motivi per sentirsi orgogliosi della propria città e del proprio territorio. Quando, alcuni anni fa, lo Stato ha affidato agli enti locali molta parte di questo patrimonio abbiamo salutato l’evento con gioia e speranza.

Ma non è sufficiente l’orgoglio. E’ essenziale essere degni del proprio passato.

“Poche città hanno una cinta muraria all’altezza di quella di Verona”. Questa affermazione crea tremore nelle persone consapevoli: conservare e affidare a chi verrà dopo di noi non solo le mura, ma l’Arena, i forti, le chiese, le centinaia di monumenti che ci sono stati consegnati è impresa al limite dell’impossibile: una responsabilità che fa tremare. Continua a leggere

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Verona: città delle Mura: …Cadenti?

Aprile 2014. Mura in pericolo. Recentemente il Demanio dello Stato ha ceduto al Comune di Verona, che ne è diventato proprietario, la cinta muraria: più di 9 chilometri di fortificazioni, per una superficie di 60.000 mq, costruite in tappe successive nel corso della storia. Verona, riconosciuta dall’Unesco “patrimonio dell’Umanità”, è una delle città fortificate di maggior pregio e di un’importanza storica riconosciuta a livello planetario.

Questo patrimonio murario fa i conti con il passare dei secoli e con la cronica carenza di soldi. Perde pezzi.

Alcuni ciottoli si sono staccati presso la Gran Guardia e sono caduti a terra, a conferma dello sconfortante stato di salute delle nostre mura. A più di 10 metri di altezza è ben visibile un buco. Su un cartello leggiamo: “Attenzione: caduta sassi”. Gli ingegneri comunali: “Il quadro è poco rassicurante: le infiltrazioni d’acqua sono su un’ampia area. In alcune zone i ciottoli hanno scarsa aderenza alla struttura, per cui c’è il rischio di distacchi di materiale”. Il tratto di mura maggiormente controllato è quello tra piazza Bra e ponte Aleardi. Continua a leggere

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Quanti veronesi sanno che anche noi abbiamo le Stelle?

Valutazioni di Tito Brunelli
Situazioni come quella di Stelle, appena descritta, di una gravità impensabile a Verona, riguardano tutta la Valpantena. Ultimamente ampi fenomeni e franamenti hanno interessato il territorio di Grezzana.
Mi limito a ricordare la causa principale di tanto danno, dipendente dalla volontà degli uomini e delle Amministrazioni che hanno autorizzato, in Valpantena, interventi edilizi richiesti a gran voce da cittadini, ma che il Comune sapeva benissimo a quali conseguenze avrebbero portato.
Nella valle, nel corso dei millenni, il flusso delle acque si è autoregolato con prognelle che facevano confluire l’acqua dai colli verso il progno, che percorre tutta la valle, in direzione Borgo Venezia, verso l’Adige. Continua a leggere

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Quanti Veronesi sanno che anche noi abbiamo le Stelle?

Marzo 2014. Santa Maria in Stelle, frazione di Verona, in Valpantena, da anni vive una situazione fuori controllo. Acqua, in quantità impressionante, sgorga dai tombini, si riversa sull’asfalto e scorre lungo le strade: viene sprecato un bene prezioso. La strada principale è spesso allagata. Nelle notti d’inverno l’acqua diventa ghiaccio. Su strada e marciapiedi si forma un muschio scivoloso. Spesso si getta il sale per evitare che di notte si formi una lastra di ghiaccio. Nell’asfalto si aprono crepe. La cantine sono costantemente allagate.

E’ questa la normalità a Santa Maria in Stelle, in via Pantheon. Le acque provenienti dalla fonte del Pantheon scorrendo sotterranee verso Vendri, confluiscono con gli scarichi delle acque meteoriche. Quando piove la situazione degenera e l’acquitrino perdura per giorni. Pozzi e condotte di collegamento non riescono a smaltire le acque. Gli interventi sulle tubature susseguitisi negli anni hanno peggiorato la situazione.

Quest’acqua, purificata, si potrebbe bere ed essere usata per irrigare i campi o convogliata in un laghetto, in modo da trasformarla in bellezza paesaggistica, invece che in un inutile spreco: tanta perdita d’acqua ha un costo e i danni provocati richiedono soldi pubblici.

Necessitano importanti lavori e soluzioni definitive e costose da parte del Comune e di “Acque Veronesi”. Il Piano triennale del Comune prevede il finanziamento. Per ora non si è mosso nulla.

Dino Andreoli, presidente 8^ Circoscrizione: Continua a leggere

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Le nostre colline: un amore che deve rinascere e crescere

Agosto 2013. Mizzole. Rovi ed erba alta mezzo metro; alberi non potati da anni; carbonassi lunghi un metro; insetti e cavallette, ad esempio nel giardino di via Bertoldi e dietro la chiesa; voragini nell’asfalto; tombini occlusi; panchine al sole; altalena del parco giochi rotta da mesi; illuminazione non funzionante. I residenti si sentono abbandonati e delusi: “Basta un niente per sistemare. Circondati dal verde, non ne possiamo fruire”.

Febbraio 2014. Montorio. Piove. Torna la paura. Ogni previsione è difficile. Montorio ricorda quanto accaduto nel maggio 2013, con l’esondazione del torrente Squaranto. Preoccupano le scuole in zone ad alto rischio. “Chi dà l’allarme in caso di piena?”. I tecnici: “In caso di emergenza scatterà il piano, non quello comunale, non concluso”.

Marzo 2014. Montorio. Riunione degli enti interessati per impedire il ripetersi di inondazioni. “Il bacino dello Squaranto è permeabile: assorbe facilmente. Nel caso di intensi fenomeni e di una possibile onda enorme”, dopo aver confermato che prioritaria è la manutenzione ordinaria, viene stabilito il da farsi:

– con una griglia, fermare il legname a nord di Pigozzo;

– prevenire l’otturazione dei ponti e le conseguenti esondazioni;

– preparare un bacino, tra Pigozzo e Mizzole, per farvi defluire le acque in eccesso.

Il Comune: “Ci sono soldi solo per la manutenzione ordinaria e per griglie e muri di contenimento”.

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Il migliore sguardo sulla città: Castel San Pietro

Gennaio 2014. Un anno e mezzo fa il sindaco Tosi e gli assessori Giacino e Pisa hanno inaugurato il Parco della Collina, a Castel San Pietro: area verde comunale di 16.000 mq, a picco sulla città. Costo: 862.000 euro. Da essa si accede alla scalinata, percorsa da migliaia di turisti, che collega Ponte Pietra al castello.

Dopo mesi di incuria e di degrado, erbacce e sterpaglie si sono riappropriate dell’area, oggi bisognosa di una ripulita da rifiuti e sporcizia. Si notano rami secchi a terra e buchi nel terreno. La vegetazione cresce indisturbata, inghiottendo sentieri e scalinate con rialzi in legno, rendendo non fruibile gran parte del parco. A ridosso del cancelletto di entrata, il muschio ricopre grosse pietre che fanno da panchine panoramiche. Inoltrandosi la situazione peggiora. Un angolo di verde è utilizzato come bagno a cielo aperto. Delle due fontanelle solo una funziona. Le tubature per l’impianto di irrigazione a terra sono scoperte e sollevate in più punti. La manutenzione spetta a Legambiente per sterpaglie e incuria e a Il Samaritano vicino al cancello di entrata.

Miglioranzi (AMIA): “Il sistema di irrigazione non ha danni. I tagli al bilancio procurano danni”.

Lorenzo Albi (Legambiente): “Con il piano attuale non facciamo fronte al lavoro da fare, inteso anche come presidio del territorio. Occorre la volontà politica di un intervento definitivo”.

Agosto 2013. Giardini Lombroso. Anche qui incuria, pozzanghere, marciapiedi sconnessi. Occorre sistemare la pavimentazione e rinnovare erba e piante.

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