Archivi del mese: marzo 2009

Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (26)

“Che i figli dei nostri figli possano dire che nell’ora più difficile ci siamo rifiutati di interrompere il nostro viaggio per fare marcia indietro” (Barack Obama)

Una giornata speciale, senza di loro

Proviamo a immaginarla: oggi i lavoratori immigrati rimarranno tutto il giorno a casa e non contribuiranno in alcun modo alle attività economiche e sociali; non andranno a lavorare; Continua a leggere

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Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (25)

Ci preoccupa la situazione dell’economia. Preoccupa molto anche la questione immigrazione. Da come affronteremo e risolveremo queste due questioni dipenderà molto del futuro dell’Europa e delle nostre famiglie. Proponiamo ai lettori una articolata presentazione di dati e di notizie sugli immigrati. E’ importante che parliamo di loro e con loro avendo adeguata conoscenza della situazione. Oggi spesso si parla a vanvera.

Auguriamo buona lettura, nella speranza che le informazioni e le valutazioni offerte siano gradite e vengano diffuse alle persone che ciascun lettore  può contattare. Aspettiamo le vostre considerazioni ed esperienze.

“Dio ci chiama a forgiare un destino incerto” (Barack Obama)

Immigrati e incidenti sul lavoro

Numeri riferiti al 2007. Lavoratori stranieri occupati: 2.704.450; incidenti sul lavoro denunciati che hanno coinvolto lavoratori stranieri: 140.579; incidenti mortali denunciati riferiti a lavoratori stranieri: 174.

Di lavoro si continua a morire; tre lavoratori al giorno subiscono incidenti. E’ particolarmente preoccupante e in aumento l’incidenza degli stranieri in tali incidenti: riguarda il 20% del totale degli infortuni in Veneto. Il numero complessivo degli infortuni sul lavoro denunciati diminuisce, ma aumentano dell’8,7% gli incidenti che coinvolgono lavoratori immigrati. Romeni, marocchini e albanesi insieme totalizzano il 40% degli infortuni e circa il 50% dei casi mortali sul totale stranieri; avvengono soprattutto nell’edilizia

Il procuratore di Verona Giulio Schinaia afferma: “Gli infortuni sul lavoro costituiscono un grave problema anche a Verona. Sette hanno portato alla morte del lavoratore. Spesso riguardano dipendenti in nero, extracomunitari e clandestini, senza tutela anche dal punto di vista economico e delle esigenze abitative”.

In base a recenti indagini, l’85% di tali incidenti derivano da comportamenti scorretti, collegati a:

– fiducia eccessiva nella propria abilità;

– sovraccarico lavorativo: svolgono i lavori più pesanti e nelle condizioni peggiori e più pericolose;

– stress;

– attenzione mal distribuita;

– trascuratezza nei confronti delle procedure;

– incuria verso l’adozione di dispositivi di sicurezza;

– sottovalutazione del rischio: fronteggiandolo impavido, il lavoratore straniero intende dare prova

del suo valore: l’ardimento favorisce l’accettazione nel gruppo. Si pensa.

E’ più a rischio chi è più debole e ha una situazione contrattuale fragile; chi è sottoposto a orari massacranti e a lavori pesanti. Gli immigrati hanno meno forza contrattuale e sono più ricattabili; hanno meno conoscenze e competenze.

* Non si può fermarsi alla denuncia della situazione; è grave sottovalutare il problema; urgono proposte risolutive da parte:

– del Sindacato che deve lavorare su contratti, controlli e formazione;

– delle Istituzioni che devono porre regole che evitino il comprimere i costi e i diritti;

– dello Stato: al quale competono la prevenzione, i controlli e le pene per gli inadempienti.

I lavoratori immigrati devono avere il diritto di chiedere l’invalidità civile e i benefici collegati, non solo economici (oggi con il permesso di soggiorno non si ha diritto ai benefici economici; con la carta di soggiorno sì).

E’ valida la linea tracciata dall’accordo del dicembre 2007 tra Confindustria e Sindacati a favore dei lavoratori immigrati. Gli industriali propongono politiche di accoglienza per la manodopera a costo conveniente: “Le aziende hanno bisogno di forza lavoro. Le prime emergenze di cui occuparci insieme si chiamano casa e stabilizzazione della condizione degli immigrati”.

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Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (24)

“E’ importante avere memoria di chi siamo e da dove veniamo” (Barack Obama)

Lavoratori? Sì, ma clandestini

In Veneto, secondo dati attendibili, sono circa 35.000. Ma c’è chi sostiene che sono 81.000. Non hanno diritti e rispondono ‘sissignore’ al datore di lavoro. Sono un esercito silenzioso e invisibile che entra e esce dalle nostre fabbriche e dalle nostre case. Fanno, in nero, i lavori più duri, quando c’è bisogno. Attendono spesso con ansia una chiamata. Sono operai non specializzati, facchini, turnisti in fonderie o concerie. In tempi di crisi perdono possibilità di lavorare. Sono anche cercati perché si accontentano di poco. Tra loro molti sono badanti, colf, muratori. Continua a leggere

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Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (23)

“Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro e alla protezione contro la disoccupazione” (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, n° 23)

Arriva la crisi economica internazionale

(dati e riflessioni che seguono riguardano il periodo immediatamente precedente alla crisi economica in atto con le prime avvisaglie delle crescenti difficoltà)

Settembre 2008. Nell’Italia centrale e settentrionale diminuiscono i lavoratori immigrati impegnati nelle imprese; viene loro richiesta una maggiore competenza: la richiesta di lavoratori nell’industria e nei servizi va da un minimo di  111.200 unità (il 30,3% in meno rispetto al 2007) a un massimo di 167.800 unità (meno 26,3%), che costituiscono circa il 20,3% delle assunzioni complessive. Continua a leggere

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Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (22)

“Siamo chiamati a una nuova era di responsabilità, nella consapevolezza che abbiamo doveri verso tutti, che accogliamo con gioia” (Barack Obama)

Anno 2008. A Verona

La nostra città è all’ottavo posto in Italia per domande di lavoro di immigrati: 19.856. Anche tra noi c’è chi ce l’ha fatta, e non sono pochi: le imprese con titolare non italiano sono in crescita costante: più di 4.000. Gli imprenditori stranieri provengono da Moldavia, Romania, ex Iugoslavia, Albania, Nord Africa. Va detto che metà delle imprese edili è registrata come generica, definita: “altri lavori di completamento degli edifici”. Spesso una ditta italiana chiede al lavoratore straniero di aprire la partita IVA per farlo lavorare di fatto come dipendente, risparmiando sui costi. Il fenomeno delle finte partite Iva riguarda molto anche il settore trasporti. Continua a leggere

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Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (21)

“Generosità è accogliere in casa propria un estraneo quando cede la diga” (Barack Obama)

Assunzioni lavorative

Anno 2006.

Le “nuove” assunzioni lavorative sono state circa mezzo milione: non sono nuovi ingressi, ma  regolarizzazione di persone che già lavoravano in Italia.

I lavoratori stranieri producevano il 6,1% del PIL e pagavano 1,87 miliardi di euro di tasse. Lo stipendio era tra gli 800 e i 1.100 euro. Ne inviavano a casa il 15-20%.

Gli imprenditori immigrati erano 141.000 Continua a leggere

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Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (20)

Ci preoccupa la situazione dell’economia. Preoccupa molto anche la questione immigrazione. Da come affronteremo e risolveremo queste due questioni dipenderà molto del futuro dell’Europa e delle nostre famiglie. Proponiamo ai lettori una articolata presentazione di dati e di notizie sugli immigrati. E’ importante che parliamo di loro e con loro avendo adeguata conoscenza della situazione. Oggi spesso si parla a vanvera.

Auguriamo buona lettura, nella speranza che le informazioni e le valutazioni offerte siano gradite e vengano diffuse alle persone che ciascun lettore  può contattare. Aspettiamo le vostre considerazioni ed esperienze.

“I valori dai quali dipende il nostro successo (l’impegno nel lavoro e l’onestà, il coraggio e l’equità, la tolleranza e la curiosità, la lealtà e il patriottismo) sono antichi e veri. Sono stati la forza silenziosa del progresso sin dall’inizio della nostra storia” (Barack Obama)

Il lavoro al centro

Su un punto gli studiosi della materia sono d’accordo: senza gli immigrati e il loro lavoro, l’economia italiana, e non solo, si sarebbe in parte fermata e l’Europa non potrebbe mantenere l’attuale livello di benessere. Siamo un popolo grande che rischia di spegnersi. Continua a leggere

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Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (19)

“Ogni individuo ha diritto all’istruzione, che deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria” (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, n° 26)

Dal punto di vista dei Comuni

In alcuni quartieri delle nostre città, i bambini stranieri sono più numerosi degli italiani. Genitori nostrani spesso non iscrivono i loro figli nelle scuole di zona, ma in quelle private, a pagamento, nella speranza che siano di migliore qualità. Se ne è parlato  a fine gennaio 2009 in riferimento al Comune di Vicenza, ma la proposta viene da lontano. Il sindaco Achille Variati decide che, dall’anno scolastico 2009-10, nelle prime elementari, i bambini immigrati non potranno essere più del 35% del totale degli alunni. Continua a leggere

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Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (18)

“La ripresa? Comincia dalla scuola” (Barack Obama)

Reazioni alla proposta delle classi di inserimento:

* Carmela Palumbo (Ufficio Scolastico regionale): “Le classi di inserimento metterebbero in crisi il sistema scolastico, in particolare le elementari. Togliere gli stranieri può significare non raggiungere il numero necessario per formare una classe. Non possiamo fare a meno di chi alimenta il tasso di natalità. Nascerebbero un problema logistico e una questione etica: quella dei ghetti”. Continua a leggere

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Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (17)

“L’istruzione deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le nazioni, i gruppi razziali e religiosi e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace” (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, n° 26)

Classi separate per stranieri che non parlano o parlano male la lingua italiana ?

Ottobre 2008: arriva la proposta innovativa principale (desolante in se stessa, ma soprattutto per come e a quali scopi viene elaborata e presentata). La Camera dei Deputati dice sì alle classi di inserimento, cioè a classi separate per stranieri che non parlano o parlano poco la lingua italiana, “per prevenire il razzismo e realizzare vera integrazione” (Roberto Cota – Lega): in classi comuni i piccoli immigrati non apprendono e impediscono ai bambini italiani di apprendere al meglio; devono prima imparare l’italiano per poi accedere ai normali corsi scolastici. Continua a leggere

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