Archivi del mese: giugno 2014

Piccolo gambero

                         Se l’immobile fosse di privati ?

Nella città di Verona un’importante sede istituzionale è ai limiti dell’agibilità. Chi passa nei suoi pressi rischia che gli cada in testa materiale vario.

Alcune aule sono chiuse perché non agibili. E’ chiuso un locale di 5000 mq con affreschi di Nicola Giolfino, del 1540. Preoccupano crepe, allagamenti e infiltrazioni d’acqua; muffe e situazioni igieniche al limite; bagni che non funzionano; spogliatoi senza porte; finestre senza vetri. Particolarmente grave è la situazione dello spogliatoio della sezione motorizzata: senza porta e senza vetri alle finestre. Questa stanza viene usata anche come magazzino: chiunque può entrare. Fatiscenti sono la facciata e il tetto di 500 anni. Nel soffitto si notano rigonfiamenti. Tempo fa, per le forti piogge, sono saltate alcune tegole del tetto e si è allagata la cantina che serviva da archivio.

Dicembre 2013. Ingresso principale inagibile. Si entra dal cancello. “Colpa delle piogge e della vetustà della struttura”. Si sono staccati intonaci, tufo, malta e calcinacci. Arrivano i pompieri, che rimuovono le parti pericolanti della facciata. Le impalcature ormai sono uno stabile arredo.

Domanda. Se l’immobile descritto fosse la sede di una azienda privata cosa succederebbe? Continuerebbe a operare? Come si comporterebbe il Comune? Continua a leggere

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Ancora la Verona Gambero

Pubblicheremo ora una ventina di pagine concernenti lo (eventuale) spostamento della sede della Polizia Municipale e la storia e il futuro utilizzo delle strutture di Cà del Bue. Sono due esempi di come le incertezze e i ripensamenti nelle decisioni politiche  non portino da nessuna parte. Tutti gli avvenimenti e le argomentazioni sono comunque stati ampiamente trattati dalla stampa locale.

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Valutazione di Tito Brunelli (continua)

Perché è tanto difficile muoversi nel campo dell’urbanistica?

Semplice: ci sono di mezzo tanti soldi: centinaia di milioni di euro. O alla testa della città c’è un gruppo di persone competenti ed eticamente inattaccabili, oppure ne succedono di tutti i colori, come accade ovunque in Italia e a Verona.

Presento, tra i tanti, due esempi di interventi urbanistici deleteri, decisi da amministratori che hanno guardato agli interessi propri e di pochi:

– Valdonega: via Marsala, via Mentana, via Valdonega. Secondo il Piano Regolatore, dovevano essere strade parallele: via Marsala, a senso unico, in andata verso le Torricelle; via Mentana, a senso unico, in discesa verso la città. Andiamo a vedere cosa è successo: via Mentana è stata interrotta in più parti da costruzioni e tutto il traffico si concentra in via Marsala: intasata. Danni irrecuperabili

– Borgo Milano. Secondo il Piano Regolatore le strade in ingresso e in uscita dalla città dovevano essere tre: corso Milano, via Pitagora (doveva proseguire fino a via Gardesane, limitando il traffico in corso Milano. Facciamo un giro per vedere come è stata interrotta) e via Spaziani-Meneghetti. Via Garibba, oggi breve e larghissima, doveva essere la strada di collegamento tra le tre vie, due delle quali sono interrotte da supermercati. E’ rimasto solo corso Milano, naturalmente intasato.

I soldi e chi li maneggia hanno vinto.

Torniamo alle scelte urbanistiche dell’Amministrazione Tosi, come si sono manifestate soprattutto nel Piano degli Interventi, approvato nel dicembre 2011. Continua a leggere

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Valutazione di Tito Brunelli. Quale visione urbanistica ?

Dopo i luccichii (Eataly, Esselunga, Ikea, Adige City)

una domanda e una proposta concreta per Verona Sud

La domanda: “Criticare è facile. Ogni scelta è difficile, ma bisogna decidere. Tu cosa avresti fatto? Avresti cacciato Eataly, Esselunga e Ikea?”

Rispondo: “Di sicuro no. Non ci penso neppure. La questione è un’altra”.

Verona, come ogni città e territorio, ha bisogno di un piano urbanistico che può partire da un’area, ma che deve riguardare e coinvolgere tutta la città e oltre.

Verona: una farfalla

Nella mia esperienza di amministratore comunale (consigliere di minoranza per 4 anni e assessore ai servizi sociali per tre) ha avuto un posto di grande rilievo la stretta collaborazione, durata anni, con una persona competente, un ingegnere, che mi ha spiegato come è cambiata la città negli ultimi decenni e come va ripensata e rilanciata. Mi ha accompagnato strada per strada, quartiere per quartiere; mi ha fatto conoscere decisioni, modalità di procedere e intrighi che oggi paghiamo, senza saperlo e senza conoscere chi sono stati i responsabili; mi ha indicato quella che, secondo lui, è la migliore trasformazione urbanistica oggi possibile.

Descrivo la sua idea di Verona Sud e di città come l’aveva ricevuta da urbanisti che, con notevoli compensi, hanno studiato a fondo la nostra città (dove sono i risultati del loro lavoro? Perché sono spariti?). Diceva:

“Paragoniamo la Verona che c’è e quella che verrà a una grande farfalla, con l’esile corpo allungato e le ali aperte, colorate, mobili”.

Il corpo della farfalla Verona è la ferrovia, da San Michele a Santa Lucia.

La grande ala aperta verso nord è l’attuale centro storico di Verona: la Verona che conosciamo. Continua a leggere

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Verona Sud viene venduta per far cassa

 Partito Democratico. “Per l’Amministrazione Tosi, per anni, i parcheggi sono stati priorità assoluta, per la Fiera: di fronte a essa, non si poteva realizzare altro. Adesso si spazza via proprio l’area di sosta più vicina ai padiglioni e comoda per collegarsi al centro città. ”.

Bertucco (P.D.): “L’urbanistica è sotto dettatura di privati”.

Vito Giacino, fino alla metà del 2013 ha ripetutamente affermato: “Non siamo mai stati contrari all’idea del Polo finanziario. La giunta Zanotto fece un tragico errore: lo collocò nell’unico punto della città dove non poteva sorgere, se non a prezzo di un conflitto con gli interessi della Fiera”. Dopo pochi mesi il dire di Giacino cambia completamente: “Di fronte alla Fiera sorgerà un supermercato alimentare. In tempo di crisi, valorizziamo un’area di 8.500 mq, a favore del Comune: i soldi incassati diventeranno ‘nostri’, permettendoci di realizzare il piano parcheggi per la Fiera e di rispondere a esigenze di città e Fiera. Rendere l’area commerciale è indispensabile per fare cassa e investire in opere. E’ occasione di sviluppo e di riqualificazione”.

Svolta storica. Perché? Un supermercato alimentare davanti alla Fiera segna una linea di demarcazione tra un prima e un dopo nella pianificazione della zona. Continua a leggere

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Il sindaco Tosi smentisce scelte amministrative per cui si è battuto per anni

Per far soldi va tutto bene

Anno 2003. L’Amministrazione Zanotto destina come sede del Polo finanziario veronese un’area di circa 60.000 mq, di fronte alla Fiera: l’ex Mercato ortofrutticolo.

Anno 2007. L’Amministrazione Tosi cancella il Polo finanziario e destina l’area a parcheggio, per la Fiera: l’Amministrazione fa ciò che serve alla Fiera.

Novembre 2013. L’Amministrazione Tosi vende la stessa area a Esselunga, che vi insedierà un grande supermercato. Si toglie spazio alla Fiera e si perdono 1000 posti auto.

Protesta perfino Paolo Arena, presidente di Confcommercio, uno dei pupilli di Tosi: “Occorre una strategia complessiva di sviluppo che eviti concentrazioni commerciali in alcune zone della città. Un centro commerciale davanti alla Fiera? Questo sarebbe lo sviluppo di Verona Sud? Le attività commerciali devono nascere per esigenze di mercato. Un grande supermercato davanti alla Fiera non risponde a tali logiche e crea problemi senza assicurare valore aggiunto al sistema Verona”.

Daniele Polato (allora PdL): Continua a leggere

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Come valutare l’Amministrazione Tosi

 Per valutare l’Amministrazione Tosi e capire su quali obiettivi si è mossa, è decisivo rileggere le scelte che, dal 2007 alla metà del 2013, l’hanno qualificata; scelte smentite in questi ultimi mesi, in base a una sola motivazione: avere a disposizione tanti soldi, da spendere subito: non per puntare a Verona bella, ma per realizzare qualcosa ora, in fretta. Esempio: di fronte alla Fiera ci sarà Esselunga non perché sta bene lì, ma perché il proprietario di quel supermercato ha dato al Comune tanti soldi. Se li avesse dati un’azienda di gelati, il Comune avrebbe venduto a questa. Secondo quale scelta urbanistica? Nessuna. La decisione dipende dai soldi che il Comune incamera. E’ tempo che valutiamo le gravi conseguenze di scelte di questo tipo, che diventano costruzioni e giro di soldi.

 

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