Archivi categoria: Riflessioni

Sospensione delle pubblicazioni

Annunciamo una sospensione  delle nostre pubblicazioni. Ci risentiamo quando la nuova Amministrazione Sboarina, alla quale auguriamo di saper indirizzare al meglio il nostro futuro di cittadini, farà i primi passi e manifesterà le sue scelte. Nessuno di noi può sentirsi spettatore o occuparsi solo di altro. Deve finire il tempo in cui la nostra partecipazione politica si limita al voto (sempre meno) e a rinfacciarci difetti e vergogne. Deve svilupparsi il dibattito sul presente e sul futuro della nostra città e di chi la abita.

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Archiviato in Amministrazione Sboarina, Parere di Tito Brunelli, Riflessioni

Linee programmatiche per l’Arsenale

In occasione della scorsa campagna elettorale e del ballottaggio, abbiamo pubblicato linee programmatiche utili per ridare fiato a Verona:

  • città che rinasce dai quartieri, che si qualificano a partire dalle piazze e dall’Adige, che deve diventare il nostro fiume;
  • la città che accompagna i suoi giovani e i disoccupati alla ricerca di un lavoro di qualità;
  • il ruolo sociale della famiglia, che deve diventare protagonista del servizio sociale; una politica degli immigrati capace di renderli partecipi e responsabili del comune cammino cittadino.

Completiamo il quadro con la quinta linea programmatica:

Verona e l’Arsenale

Un’Amministrazione che decide di realizzare molti grandi e costosi interventi rischia di non portarne a termine nessuno. Meglio puntare su uno (massimo due), su cui convogliare i soldi recuperabili in 5 anni. Riavere l’Arsenale, come luogo di riferimento per Veronesi e turisti, è scelta qualificante, magari con un unico progetto che comprende gli spazi tra Arsenale, piazza Vittorio Veneto, Ponte Scaligero e Castelvecchio:

– metà Arsenale sarà sede unica del Museo di Storia Naturale, tra i più prestigiosi d’Italia, con le sezioni di Botanica, Zoologia, Geologia,Paleontologia, Preistoria e la collezione dei fossili di Bolca. Da anni il Museo è collocato in due sedi: palazzo Pompei e palazzina dell’Arsenale. Abbiamo oggi la grande occasione: unificare il Museo nell’Arsenale. Va respinto quanto l’Amministrazione Tosi prevede. Il Museo ancora diviso tra Castel San Pietro e Arsenale. Noi riteniamo dovere della città collocare tutto il Museo all’Arsenale. Puntare su Castel San Pietro significa continuare a chiudere molto materiale da esposizione in scatoloni, in ambienti chiusi e inaccessibili.

– l’altra metà dell’Arsenale sarà affidata all’inventiva dei nostri giovani: per loro saranno le Torricelle, come spazio per la festa e per il divertimento; per loro sarà mezzo Arsenale: con esperti in vari settori, i giovani saranno chiamati a valorizzare questo luogo con inventiva e intelligenza, nella linea della cultura e dell’arte. Potranno promuovere luoghi di relazione, attività teatrali, letterarie, musicali, filmiche, ludiche; scambi culturali, laboratori per artisti, spazi per esposizioni, biblioteca ed emeroteca, librerie scientifiche e per ragazzi; un ristorante e un caffè.

– sul piano economico l’Arsenale dovrà auto sostenersi, come luogo della ricerca scientifica, della cultura naturalistica e delle proposte culturali, con l’utilizzo di nuove tecnologie, in rapporto con la città e il mondo.

Spesa: sui 45 milioni. Occorre cercare contributi, senza ricorrere al project financing, affare per privati.

L’Arsenale di Verona, secondo solo a quello di Vienna, fu edificato tra il 1854 e il 1861 per la costruzione, la manutenzione e la custodia delle armi. Passò all’Italia nel 1866 e al Comune di Verona nel 1995. Da allora il complesso è in progressivo degrado, causa l’insufficiente manutenzione. Urge un intervento complessivo, rispettoso del monumento e del contesto, nella linea di una rigenerazione urbana. L’Arsenale è nel cuore di Verona: a poche centinaia di metri da piazza Bra; vicino a Castelvecchio, al Ponte Scaligero e all’Adige. Ci sono spazi verdi, giochi, un bar e una vasca d’acqua. Monumenti museali (Arsenale e Castelvecchio) e Ponte Scaligero, con un ruolo propositivo del Circolo Ufficiali, possono diventare importante centro turistico, culturale ed economico. Un gruppo specializzato dovrà presentare le ricchezze culturali di Verona in Italia e nel mondo.

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Chi votiamo? – 12 -Il Centro Destra e Federico Sboarina

A Verona è il raggruppamento potenzialmente più forte. Vive però contraddizioni e difficoltà: è spaccato in tanti gruppi, distinti: non ha interlocutori riconosciuti da tutto il raggruppamento. Forza  Italia è divisa (i Giorgetti appoggiano Flavio Tosi) e appare un insieme di singoli, reduci da glorie passate. Vive con difficoltà sia il rapporto con la Lega, prorompente e orgogliosa, sia quello con “Battiti”, lista civica fatta in gran parte da suoi fuoriusciti, tra cui Stefano Bertacco e Federico Sboarina. Teniamo presente che Bertacco a Roma è deputato di Forza Italia e a Verona è co-fondatore di “Battiti”, lista civica. Componenti significative del Centro Destra poi procedono autonomamente, con un proprio candidato sindaco: Bussinello con Casa Pound; Giorlo con Tutto Cambia; Grigolini con Il Popolo della Famiglia che fa capo, a livello nazionale, all’avvocato Amato. L’altra componente del fronte famiglia, con riferimento Gandolfini, è nel Centro Destra. Personaggio a sé è Stefano Bertacco: persona di valore, coerente e saggia. Rapporti tesi e diffidenze non favoriscono di norma l’impegno in campagna elettorale. Sboarina arriverà al ballottaggio. Le difficoltà emergeranno nel secondo turno. Seguiremo gli eventi.

E’ da evitare alla nostra città che vadano al ballottaggio il Centro Destra e il raggruppamento che fa capo a Tosi-Bisinella. Dopo 10 anni pesanti di governo del centro Destra, c’è bisogno di cambiare aria: di recuperare un po’ di entusiasmo intorno all’Amministrazione e la dedizione di chi lavora in Comune; di valorizzare anche chi, in questi anni, è rimasto ai margini; di avviare una attenzione forte al mondo del malaffare e della criminalità organizzata: se ne parla sempre di più in città. Occorre una verifica che garantisca tutti.

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Chi votiamo? – 11 – Diciamo “No” anche ad Alessandro Gennari

Lo diciamo malvolentieri,  perché il “Movimento 5 Stelle”è formato da persone (molti i giovani) preziose. Ma M5S si propone di includere, di attirare a sè i cittadini: non accetta confronti e percorsi comuni con gruppi che non siano il loro: “o diventate grillini (in questo caso siete i benvenuti), altrimenti fate la vostra strada e noi facciamo la nostra, senza possibilità di confronto: non ci contaminiamo”. I non aderenti perciò, per diventare interlocutori, devono prima entrare nel M5S. Chi ci tiene alla democrazia cerca altrove. E’ anche da dire che i tre grillini presenti nel Consiglio comunale appena scaduto, non hanno dato grande prova di sé. Il confronto con Michele Bertucco non è neppure proponibile. Non ha senso perciò la loro aria di superiorità e di essere “gli unici” che possono salvare Verona.

Abbiamo scartato e scartato. Cattivo segno. Restano due candidati: Sboarina e Salemi.

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Chi votiamo? -1-

Non votiamo Flavio Tosi. Non votiamo Patrizia Bisinella

Il bene di Verona esige che il Sindaco  uscente perda ogni ruolo decisivo nella nostra città e che il suo gruppo venga sconfitto alle elezioni comunali

Perché? Prima di tutto perché il Sindaco uscente non ha saputo governare la città, non ha prodotto risultati e lascia in eredità danni pesanti, che segneranno negativamente Verona per decenni.

La prova?  Provi ogni lettore a elencare 5 opere importanti portate a termine dalle due Amministrazioni Tosi.

Rileggiamo le promesse elettorali del sindaco Tosi:

– per gli anni 2007, 2008, 2009, 2010 sono le stesse: Passante Nord con traforo delle Torricelle e ponte sull’Adige – mettere a disposizione della Fiera gli spazi in cui doveva sorgere il Polo Finanziario – filobus – recupero dell’Arsenale, delle ex Cartiere, dell’ex caserma Passalacqua. – per l’anno 2011 c’è una sola novità: il nuovo rapporto con Fondazione Cariverona. – per gli anni 2012 – 2017 le promesse restano le stesse; se ne aggiungono altre: solo parole.

Promesse realizzate: nessuna. Continua a leggere

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Costruire il servizio sociale con la famiglia

I servizi sociali a Verona sono di qualità. Però è possibile, e perciò doveroso, un passo in avanti: riorganizzare i servizi ponendo al centro la famiglia, quale energia potente del nostro convivere, aiutandola a diventare protagonista e realizzatrice al massimo livello delle scelte che la coinvolgono. Si tratta di riconoscere il ruolo sociale che la famiglia ha per il solo fatto che esiste, in collaborazione con le istituzioni: protagonista delle scelte. La famiglia vive la vicinanza tra persone e deve contribuire a riorganizzare i servizi sul fondamento del ruolo che le è proprio come  ’luogo’ dell’incontro profondo uomo – donna, genitori – figli, esperienza dell’amore e della vita.

A Verona il coinvolgimento va promosso a partire da 5 ambiti prioritari:

-il tempo, prezioso, della gravidanza, fino ai due anni di vita del bambino;

-la famiglia con un figlio adolescente, in collaborazione con la scuola;

-la famiglia che cura in casa l’anziano;

-la famiglia con un disabile in casa ;

-la famiglia disastrata, che vive dolorosi traumi.

Molte famiglie costituiscono associazioni per sostenere il proprio percorso di vita, Continua a leggere

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La famiglia non ha alternative

C’è chi vuole individuare i pilastri che aiutano le persone a dare il meglio di sé; c’è chi studia le forze che sostengono il percorso della nostra città; c’è chi vuol capire la storia di Verona. Tutti arrivano a riconosce il ruolo, unico e irripetibile, di vicinanza e di cura, della famiglia, capace, come nessun altro, di mettere in moto energie potenti a favore delle persone e della convivenza. La famiglia vive lo straordinario compito di accompagnare i suoi membri, soprattutto i più deboli, sulle strade della vita. Il ruolo da protagoniste della famiglia le è proprio per il solo fatto che esiste. Alla famiglia chiede molto il mondo della scuola; sa che l’assenza della famiglia rende difficile il suo compito culturale ed educativo. Cose simili avvengono nella sanità e nella cura di chi sta male o ha bisogno. Altrettanto si può dire sull’inserimento dei giovani nel mondo dell’Università e del lavoro e su tutti i bisogni che man mano emergono.

E’ vero che la famiglia mostra crepe e disumanità ed è colpevole di cattivi e vergognosi comportamenti. Ma questo non toglie nulla al riconoscimento della sua insostituibilità e positività. Chi accusa la famiglia come tale perde il contatto con l’essenziale: Continua a leggere

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