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Verona cambia. Chi se ne accorge ?

Amministrazione Zanotto. Cariverona compra dal Comune :

– Castel San Pietro ( area di 5000 mq, costruito a metà 800). Il colle è considerato il luogo in cui è nata la città. Vi si celebravano riti pagani. In epoca romana vi sorgeva il tempio di Giano. Restano tracce di insediamenti di ogni epoca, dalla preistoria a oggi. Ospiterà il Museo di Storia naturale. La sala d’ingresso sarà la cisterna viscontea del 1300. Una funicolare garantirà il collegamento con la città. Percorso turistico in un parco panoramico. Gru in azione entro fine anno. Parola di Paolo Biasi.

– Ex Magazzini Generali. Ospiteranno il Polo culturale con auditorium; uffici di Unicredit, USSL 20, Archivio di Stato; la sede degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri.

Amministrazione Tosi. Cariverona compra dal Comune :

– Palazzo Forti. Ospita “Amo”, il Museo della Lirica.

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Archiviato in Riflessioni, Verona che non cambia

Aria di fine civiltà?

incomunicabilità

Ci sono persone serene, anche felici. In genere hanno una bella famiglia e fanno parte di gruppi coinvolgenti a livello di esperienza di vita.

La gran parte delle persone, però, vive in uno stato di insoddisfazione, di preoccupazione, di sfiducia, anche di desolazione e di angoscia. Si parla o del nulla o di bagatelle. Quando si alza un po’ il livello del discorso, c’è chi si ritrae e non vuol partecipare oppure è tutto un lamentarsi, un piangersi addosso. Continua a leggere

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Diciamo la nostra. Va bene o no il progetto “Grandi Mostre”?

1) L’Amministrazione Tosi, come tutte le Amministrazioni, ha bisogno di mostrare ai cittadini che lavora, produce e cambia in meglio la città. Finora è riuscita nell’intento per le iniziative eclatanti legate alla sicurezza dei cittadini. Su questo tema il Sindaco è stato bravissimo: negli anni scorsi e, con particolare impegno, durante la campagna elettorale del 2007, ha lavorato per evidenziare tutto ciò che crea disagio in questa società in trasformazione, portando la città, e non solo, alla percezione di trovarsi in uno stato insopportabile di delinquenza diffusa. E ha guadagnato tanti voti. Da Sindaco ha preso iniziative, anche valide, che favoriscono la percezione dell’allontanamento delle persone ‘pericolose’ e, di conseguenza, di una crescente sicurezza del singolo cittadino. E ha guadagnato tanti consensi popolari. Bravissimo: sul piano della percezione più che della realtà, che nella nostra società interessa sempre meno. Da quando è sceso in campo Silvio Berlusconi è così: prevale la politica dell’apparire, dell’annunciare con sicurezza. Continua a leggere

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Fondazione dei Musei?

In più circostanze Goldin ha lamentato che a Verona non ci sia una “Fondazione dei Musei”, già operante a Torino e a Brescia, per la realizzazione di grandi eventi come la mostra dei capolavori del Louvre. Sostiene che la burocrazia comunale è troppo lenta e che non ci sarebbero stati. problemi se ci fosse stata questa Fondazione. La vede bene anche Paola Marini, direttrice del Museo di Castelvecchio: “E’ tema dibattuto da 15 anni. Può gestire musei e sale espositive. Venezia è il modello. Crea rapidità nel procedere, autonomia, dinamismo gestionale, controllo dei risultati”.  Paolo Zanotto aveva condiviso la proposta e l’aveva posta nel programma elettorale.

Con Cariverona occorre un accordo per unire le energie e la gestione dei musei cittadini. Continua a leggere

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Chi pensa che Tosi ci ripensi?

CHI  PENSA  CHE  TOSI  CI  RIPENSI ?  CHI  PUO’  CONVINCERLO  A  PERCORRERE  ALTRE  STRADE ?  FORSE  GALAN ?

Era prevedibile: si muove il progetto comunale “Capolavori del mondo a Verona”, con la proposta di una grande mostra di sei mesi nel 2009. Questa volta c’è la garanzia di due delibere di Giunta: una del 25 giugno e l’altra del 9 luglio. Spesa prevista: 8.342.000 euro, compresi l’adeguamento della Gran Guardia (che procederà anche nei mesi estivi), la promozione mediatica, il trasporto dei quadri, la mostra.

Il progetto resta sospeso: può concretizzarsi con un finanziamento europeo, che l’Amministrazione si augura di cinque milioni. E’ richiesto l’assenso della Regione. Consulente del Comune è lo “Studio Callegari Consulting” di Treviso, per il quale è previsto il compenso di 10.000 euro più iva e  l’1% dell’eventuale finanziamento. Nelle delibere non si fa riferimento, se non in modo molto blando, ai musei cittadini: tutto fa pensare che l’organizzatore sia un privato. Forse Goldin? Continua a leggere

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Per riflettere

* Giuseppe Brugnoli. Grandi Mostre poteva essere una ventata di aria nuova. Tosi, al di là dei provvedimenti restrittivi di uno sceriffo, aveva deciso di superare le difficoltà anche con un colpo d’ala immaginifico e rischioso: da una parte chiudeva la città ai diversi o ai ritenuti tali, dall’altra apriva a una mondialità civile e presumibilmente colta. Un gesto significativo da parte di un esponente leghista che amiamo vedere più a suo agio mentre canta “La bella Gigogin” in un raduno padano che davanti a uno dei capolavori dell’arte mondiale. Le difficoltà ci sono, sono concrete e rimarranno. Ma … provaci ancora, Flavio!

* Sergio Noto. Il fallimento del progetto Goldin ha molti padri e una sola madre: la totale assenza di cultura. Sarebbe stata operazione puramente commerciale, con molti aspetti poco chiari. Il rischio d’impresa è finito male: 350.000 euro in fumo. Le grandi mostre costano care e i musei internazionali non sono enti di beneficenza. Per la cultura vera mancano i soldi. Nessuno è contro le grandi mostre a patto di chiamare le cose con il loro nome e purché si facciano bene i conti: se non c’è cultura, almeno ci sia business. Ma per chi? Si deve aver chiaro che gli investimenti più produttivi per fare ricchezza e benessere sono quelli che valorizzano il capitale umano. Noi italiani siamo agli ultimi posti tra i paesi sviluppati per investimenti in formazione e ricerca. Ci vuole coraggio per spendere decine di milioni di euro in trasporto quadri anziché in scuole, biblioteche e personale addetto.

* Diego De Carlo. Verona non è pronta a ricevere il massimo dell’espressione culturale mondiale per una innata inidoneità a fare squadra e per l’incapacità di privilegiare la programmazione integrata territoriale. E c’è chi considera la storia “quattro sassi buttati qua e là”.

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Tosi non molla

Il Sindaco: “Avanti con il Louvre a qualunque costo, anche senza Goldin. Non siamo responsabili dell’insuccesso. Avevamo messo a disposizione la Gran Guardia e garantito i fondi” addirittura finanziando un privato a scapito dei musei cittadini, se non si fossero trovati altri soggetti, pubblici o privati, disponibili a contribuire. “Era iniziativa strategica in termini di immagine e di indotto per la città. E i biglietti cumulativi scontati avrebbero facilitato la visita ai musei cittadini”.

Il sindaco Tosi cerca e ottiene il coinvolgimento del Ministero competente, Sandro Bondi, che incarica il suo consigliere Alain Elkann allo scopo di ricucire i rapporti tra Luovre e Verona. Viene coinvolto anche il Ministro degli Esteri Frattini. Gli approcci (Tosi e Loyrette si incontrano a Roma) sembrano positivi. Loyrette vuole che l’eventuale mostra si organizzi direttamente con il Sindaco, senza intermediari; in settembre verrà a Verona per definire una collaborazione istituzionale, con scambi culturali a doppio senso: una parte del Louvre a Verona e un pezzo di Verona nel museo parigino.

Non si chiarisce però se e quando la mostra si farà; se il Comune terrà fermi i soldi a essa destinati (4 milioni) o se li destinerà ad altro; se la strategia delle grandi mostre è punto fisso della politica culturale del Comune; se il Comune, direttamente responsabile del rapporto con il Louvre, dovrà sborsare i 9 milioni preventivati con Goldin.

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