Archivi categoria: Verona e il suo Territorio

Il nuovo progetto di città parte dai quartieri

Nella campagna elettorale in atto tutti  i candidati sindaco mettono al centro dei loro programmi i quartieri, le periferie. Non è una novità. Il problema è se diranno le stesse cose il giorno successivo alle elezioni. Negli ultimi 25 anni non è avvenuto. Un amministratore non può fermarsi alle enunciazioni di principio; deve mostrare cosa vuol dire ripartire dai quartieri. Deve spiegare quali scelte consentiranno ai quartieri cittadini di non essere periferie abbandonate, ma città bella, vivibile e visitabile come il centro storico: belli in una città tutta bella. Un quartiere cittadino, come Borgo Trento o Borgo Roma, se decide di rispondere ai bisogni dei suoi abitanti, ha esigenze proprie, che possono essere diverse ida quelle di altri quartieri e nei centri un tempo autonomi, come Parona, Ca’ di David, San Massimo. La città è varia. Ogni suo angolo ha caratteristiche proprie e contemporaneamente deve essere una ricchezza per tutta la città. Fino a qualche decennio fa, Avesa e Parona erano comunità vive autonomamente organizzate. Altrettanto Palazzina e Montorio. E oggi? I centri minori devono conservare la loro identità? Devono essere comunità che vive in se stessa o devono crescere armonicamente nel contesto cittadino? Torna il punto di partenza: “Come pensiamo la Verona del futuro?” .

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Archiviato in Elezioni comunali 2017, Parere di Tito Brunelli, Riflessioni, Urbanistica, Verona e il suo Territorio

Riuscirà la Regione Veneto a metter ordine nei project financing?

Giugno 2015.  Luca Zaia, presidente confermato della Regione Veneto, ripesca due proposte fondamentali: la legge sul contenimento del consumo del suolo, con la previsione di fermare per 2 anni i nuovi insediamenti previsti dai PRG e dai PAT, ma non ancora attuati (la cosiddetta “moratoria del cemento”) e la revisione radicale dei project financing, commerciali e infrastrutturali.
Questi nuovi indirizzi della Regione Veneto possono essere uno schiaffo per Verona.  Perché? Continua a leggere

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Archiviato in Amministrazione Tosi, La Verona del sindaco Flavio Tosi, Verona e il suo Territorio

Seconda batosta

La Regione guarda con sospetto il project financing.  E la Verona dei project financing che fa?

 Febbraio 2014. Corte dei Conti del Veneto: “Il project financing consente alle Amministrazioni di costruire opere pubbliche ad alto costo con il concorso di privati; però la modalità va rivista a favore dei Comuni, che ne devono trarre vantaggio”. Il rischio riguarda la realizzazione dell’infrastruttura: la ritardata consegna, il mancato rispetto degli standard predeterminati, costi aggiuntivi di importo rilevante, deficienze tecniche, interventi esterni negativi, il rischio ambientale.
La Regione decide di rivedere i project financing. Luca Zaia: “Quelli sulle infrastrutture vanno bene: le spese si ripagano con i pedaggi. Per quelli della Sanità (ampliamento, ammodernamento, realizzazione di nuovi ospedali), complici i servizi per calore, mensa e pulizia, non ci siamo”. Continua a leggere

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Archiviato in Amministrazione Tosi, La Verona del sindaco Flavio Tosi, Verona e il suo Territorio

Gennaio 2011. Un caso?

La caduta di un masso di calcare in via Volte Maso, in zona Quinzano, ha rivelato che una frattura verticale incide la roccia per un’altezza di circa 10 metri. La parete interessata alla frana si trova a pochi metri dalla strada comunale che porta da Quinzano a Montecchio. La roccia instabile è di circa 15 mc. La strada è rimasta chiusa a veicoli e pedoni per parecchio tempo, costringendo a un lungo disagiato tragitto alternativo. Il Presidente della Circoscrizione Bozza: “Il divieto di transito procura disagi ai residenti”.

 Un dubbio. “Borgo degli olivi” si trova sulla strada che da Quinzano porta a Montecchio. La parete da cui è caduto il masso che ha ostruito via Volte Maso si trova a pochi metri dalla strada comunale che porta da Quinzano a Montecchio. Continua a leggere

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Nassar: altri guai

Nel marzo del 2008, Tito Brunelli scriveva sul nostro blog:

“Il piano di lottizzazione al Nassar prevede la “monetizzazione degli oneri di urbanizzazione” (= si autorizza a costruire anche dove, per legge, ci dovrebbero essere spazi verdi, per il tempo libero e per i servizi. Naturalmente pagando) perché, dice l’assessore Giacino, “non era possibile realizzare gli oneri urbanistici. Semmai si tratterà di fare in modo che quanto monetizzato venga riversato sul territorio”. Semmai…. Intanto viene a mancare il verde sotto casa, per bambini, anziani e famiglie. Continua a leggere

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Nassar,lungo l’Adige: case su case?

Il Nassar è una vasta area verde, a Parona, dopo il cavalcavia ferroviario, lungo l’Adige, a rischio esondazione. Sede del cimitero della frazione.

C’è chi vuole edificare su quest’area. A qualcuno interessa che, in caso di piena, le conseguenze possano essere pesanti? Sull’Adige, dall’altra parte della città, in località Boschetto (nei pressi del ponte “Francesco Giuseppe”), le condizioni sono simili e ci sono alcune case. I proprietari hanno gli stivaloni impermeabili sempre a disposizione. Quando l’acqua dell’Adige cresce, invade le cantine. Accade abbastanza spesso. Al Nassar, se si costruirà, la situazione sarebbe la stessa: preoccupante. Le tecniche moderne possono salvare dall’acqua le abitazioni, non il territorio. Sono questioni di verde (edificando si peggiorano ambiente e inquinamento), di aumento del traffico, di spazi agricoli da preservare, di recupero di spazi per cittadini, nel nostro caso: di possibili esondazioni. Continua a leggere

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Pedonalizzare Piazza Chiesa a San Massimo?

Piazza Chiesa aperta o chiusa al traffico automobilistico? Più o meno con questo titolo si apriva un volantino datato 6 marzo 2014 e diffuso tra gli abitanti di San Massimo-Croce Bianca da parte del locale Comitato di Quartiere. Una querelle che va avanti con alterne vicende fino dal febbraio 2007 quando l’allora Sindaco di Verona, con parere favorevole della Circoscrizione, chiudeva al traffico veicolare la piazza della chiesa, assieme al breve tratto di strada che unisce via Romagnoli a Via brigata Aosta. Subito dopo, al sopravvenire dell’amministrazione Tosi la chiusura veniva revocata:l’esperimento era durato solamente undici mesi.
La Piazza della Chiesa più che una piazza è uno slargo che finisce in una via stretta, transitabile in un solo senso di marcia. Manca una vera piazza davanti alla chiesa parrocchiale Si legge in un documento del Consiglio pastorale: “La comunità di San Massimo manca di una piazza che sia un luogo sicuro e protetto di aggregazione e la piazza antistante la chiesa parrocchiale può sicuramente svolgere questo ruolo di aggregazione e socializzazione. Quando la piazza è stata chiusa al traffico i cittadini di tutte le età hanno mostrato di gradire la nuova sistemazione viabilistica”. Tornando ai giorni nostri: Continua a leggere

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