Archivi del mese: giugno 2012

La ‘Ndrangheta ha una cupola anche in Lombardia

E’ articolo di “Il Corriere della Sera” del 5-6-12. La ‘Ndrangheta lombarda è organizzazione unitaria con una certa indipendenza dalla casa madre calabrese. Le indagini e le 110 condanne la descrivono organizzata autonomamente, con gruppi a Milano, Cormano, Bollate, Bresso, Corsico, Legnano, Limbiate, Solaro, Pioltello, Rho, Pavia, Canzo, Erba, Mariano Comense, Desio, Seregno. Sono stretti i rapporti con la casa madre calabrese, ma è ribadita la sovranità delle “locali” nella sovraordinata struttura lombarda. Dal 2009 il referente è unico.

Tutto è avvenuto in fretta. Fino a un paio di anni fa di mafia in Lombardia neppure si accennava. Quando, qualche mese fa, Roberto Saviano ha parlato di ‘Ndrangheta in Lombardia, sembrò una notizia bomba e l’allora Ministro degli Interni Maroni volle uno spazio televisivo per smentire le dichiarazioni “non esatte” di Saviano, in particolare per le implicanze della Lega Nord. Oggi che la ‘Ndrangheta sia protagonista forte dell’economia lombarda, in particolare nell’edilizia, è dato scontato. Report e altre trasmissioni televisive hanno mostrato come le mafie siano piantate e vincenti soprattutto in Lombardia, ma anche in Liguria e in Piemonte.  Continua a leggere

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Strano popolo in nostro: più della corruzione preoccupa Equitalia

In Italia è illegalità di massa :

– ogni anno l’evasione fiscale è di 270 miliardi (tra le più alte del mondo): il 19,2% del Pil;

– la corruzione costa 60 miliardi;

– il valore complessivo dell’economia sommersa è di 400 miliardi: il 27% del Pil;

– le mafie hanno un giro di affari annuo di 170 miliardi: il 12% del Pil; tra il 15 e il 20% del Pil di Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. Alle mafie paghiamo una tassa occulta di mille euro all’anno a testa: 50 – 60 miliardi.

– il riciclaggio di denaro sporco incide sul 10% del Pil nazionale;

– l’economia sommersa, senza eccezioni geografiche, è di circa 270 miliardi.

Lo scudo fiscale favorisce la cultura dell’evasione e della corruzione, terreni culturalmente fondamentali per il crescere della mafia imprenditrice. Continua a leggere

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In seguito ai tagli ai finanziamenti pubblici, con quali soldi il Comune è rimasto in piedi?

Ha venduto:

– a Fondazione Cariverona: ex Magazzini Generali, Castel San Pietro, Teatro Ristori, Palazzo Forti, Palazzo del Capitanio.

– a privati: parte dell’ex Caserma Principe Eugenio, l’ex bar Borsa, palazzo Gobetti.

– azioni della Fiera per più di 25 milioni a Cattolica Assicurazioni, Camera di Commercio e Banca Popolare di Vicenza (già spesi per coprire il buco del bilancio 2012. Tratta con la Provincia di Trento per vendere altre azioni. Totale: 33,8 milioni.

* Visto che si vende il patrimonio dei cittadini, la decisione doveva essere condivisa da politica, maggioranza e opposizione, categorie economiche e sindacali, istituzioni, associazioni culturali.

D’ora in poi si vende ancora? Urge una mappatura, con valutazioni economiche, delle proprietà vendibili e va aperto il doveroso dibattito.

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Con quali soldi l’amministrazione Tosi si propone di realizzare tutti i progetti promessi?

Nel precedente post abbiamo elencato le promesse elettorali di Tosi, ci chiediamo: con quali soldi?

Oltre alle entrate ordinarie (da Stato, Regione, servizi del Comune, multe, …) si fa conto su:

* vendita di Palazzo del Capitanio a Cariverona: 13 milioni saranno per la ristrutturazione dell’ex Arsenale e 5 per nuovi allestimenti al Palazzo della Ragione e per spostare il museo di Storia Naturale da Palazzo Pompei a Castel San Pietro.

* vendita delle ex scuole Nani (circa 4 milioni) e Bon Brenzoni (7 milioni).

*valorizzazione di Casa Pozza (4 – 5 milioni) e di Ca’ dell’Aglio (4 milioni)

* vendita di una porzione dell’ex scuola alberghiera di Chievo (circa 4 milioni)

* vendita di azioni della Fiera, per un totale di 33,8 milioni: già vendute a Cattolica Assicurazioni, Popolare di Vicenza e Camera di Commercio (è stato coperto il buco di bilancio). La Provincia di Trento si è fatta avanti per comprare il restante 5,5%. Continua a leggere

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Le promesse dell’Amministrazione Tosi dal gennaio al maggio 2012

Elenco da conservare per verificare se ciò che si fa corrisponde a ciò che si dice.

Se ricordiamo le promesse elettorali di 5 anni fa, ci rendiamo conto che son le stesse di quelle di questo elenco. Nulla di quanto promesso è stato realizzato.

1) Passante Nord con traforo delle Torricelle e ponte sull’Adige. Costo di costruzione: circa 500 milioni. Il gruppo Technital ha vinto l’appalto: dovrebbe gestirà i lavori e l’opera.

2) Filobus. Slitta la firma del contratto per realizzare il filobus. La Provincia deve decidere se fare la valutazione di impatto ambientale (VIA).

Altra ‘grana’: gli accertatori della sosta (gialloni) non possono fare multe (lo dicono la legge e i Giudici di Pace – sentenza 3819 del 2011). Conseguenza: mancheranno gli introiti delle multe.

Chi pagherà le rate del mutuo che AMT dovrebbe stipulare per realizzare l’opera? Filovia a rischio. AMT poi non potrà distribuire i permessi per i parcheggi né installare e gestire parcometri né svolgere attività di prevenzione e accertamento delle violazioni.

L’Amministrazione però non è della stessa opinione.

3) Ex Gasometro. Lavori assegnati. Secondo l’Amministrazione, il cantiere dovrebbe partire a fine maggio 2012. Verifichiamo se è vero.

4) Ponte San Francesco. Si passa al rifacimento della seconda corsia.

5) Caserma dei carabinieri a San Michele: prima pietra.

6) Sede unica del Municipio (oggi le sedi sono 17, delle quali 4 in affitto) all’ex Mercato Ortofrutticolo. Palazzo Barbieri resterebbe sede di rappresentanza, con uffici degli Assessori e le sedi della I^ Circoscrizione, dei Vigili urbani, dell’Ufficio manifestazioni ed eventi.

7) Entro maggio 2012: Museo della Lirica a Palazzo Forti, per 18 anni. Fondazione Arena verserà 480.000 euro all’anno al Comune. Accordo tra Paolo Biasi (Cariverona), Francesco Girondini (Fondazione Arena) e il sindaco Tosi. Inaugurazione annunciata per il 23 giugno. Continua a leggere

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Una promessa di 20 anni fa. Il parcheggio all’ex Gasometro. Chi paga?

Tutto cominciò nell’estate 1992. Sindaco: Gabriele Sboarina.

I tempi si sono allungati per la bonifica dell’area, contaminata in profondità da sostanze nocive e idrocarburi. Questo parcheggio diventa simbolo di immobilità e impotenza amministrativa.

Sono previsti due piani interrati per 439 posti auto e un parcheggio di superficie per 60 bus turistici.

I lavori dovranno terminare entro l’estate 2013, per non perdere i contributi regionali.

Costo (notiamo le variazioni nei documenti dell’Amministrazione):

– maggio 2011: 12 milioni, di cui 7.5 dalla Regione e 5 da AMT;

– dicembre 2011: il contributo regionale viene indicato in 8.676.000 euro; Continua a leggere

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Flavio Tosi, pura Razza Padana, si monta la testa: lo Stato sono io

Inizio aprile 2012. Dopo 17 anni, la Commissione regionale veneta approva il nuovo Piano socio sanitario. Alcune scelte: si eliminano 6 USSL su 21; nel veronese passano da 3 a 2. Ognuna sarà guidata da un Direttore Generale (dg) nominato dal Presidente. Spetta al dg scegliere i direttori sanitario, amministrativo e, d’intesa con la Conferenza dei Sindaci, del sociale e anche i primari. Se non rispetta gli obiettivi di bilancio il dg rischia il posto. Il Piano dovrebbe andare in Consiglio il 12 giugno. Tutto a posto? No.

L’Assessore alla Sanità Luca Coletto annuncia che intende cambiare il Piano con un maxi emendamento, del quale Giunta e Uffici regionali nulla sanno.

Tosi lo vuole. E tanto basti”. Lo vuole “Sua Sanità”.

Ricordiamo. Doveva essere Flavio Tosi (sì: quello che continua a ripetere che non c’è incarico più bello che fare il Sindaco di Verona. E ora vuole fare il capo della Lega Nord veneta) il Presidente della Regione Veneto. Continua a leggere

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