Archivi del mese: luglio 2013

Dati della delinquenza a Verona, nel Veneto, in Italia

Dicembre 2012. Il Procuratore Schinaia presenta i dati della delinquenza a Verona.

Calano

– i delitti contro la pubblica amministrazione: 1.146 contro i 1.702 nel 2011 e i 1.448 nel 2010.

– quelli di peculato: da 24 nel 2011 a 14 nel 2012.

– quelli di concussione: da 25 a 15.

– le rapine: da 470 a 449.

– i reati di usura: da 93 a 47.

– i reati tributari: da 830 a 773.

– i reati di stalking (segnano significativi picchi di pericolosità): da 176 a 170.

– gli omicidi colposi correlati alla violazione del codice della strada:da 57 nel 2011 a 41 nel 2012.

– i delitti contro la libertà sessuale: da 207 a 159.

– gli omicidi volontari:da 15 a 9 (14 quelli tentati).

– gli accessi abusivi a sistemi informatici: da 53 a 45.

– i reati in materia di inquinamento: da 781 a 700;

– i reati in materia di rifiuti: da1.489 a 1.314.

Aumentano

– i reati di corruzione: da 23 nel 2011 a 46 del 2012.

– i furti: da 28.796 a 29.641.

– i furti in abitazione: da 209 a 367. Continua a leggere

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E’ possibile una società sicura?

 Nota di Tito Brunelli

Di fronte ai problemi della convivenza tra le due città (quella dei ‘normali’ e quella degli ‘sbandati’) siamo tutti disarmati: non sappiamo cosa fare né come eliminare il diffuso degrado.

Traballano e si dimostrano impotenti le proposte di cui si parla. Le elenchiamo:

– aumentare i presidi delle Forze dell’ordine; l’intervento dell’esercito; le pattuglie miste (polizia ed esercito), le ronde (ricordiamo?);

– leggi severe che prevedano di cacciare dalla città stranieri e italiani indesiderati;

– una maggiore illuminazione e simili.

Nel 2007 Flavio Tosi ha vinto le elezioni, presentando ai Veronesi varie modalità di repressione, l’abbattimento delle ex Cartiere e dei campi nomadi, in modo che non fossero più rifugio di chi delinque e si nasconde.

Per inciso, faccio presente che, all’inizio della prima Amministrazione Tosi, le ex Cartiere erano libere dalle centinaia di stranieri che prima le abitavano. La città si dovrebbe chiedere perché se ne sono andati spontaneamente e a quali condizioni. Sono disponibile a parlarne, per la mia parte.

Dopo cinque anni e mezzo della “cura Tosi” si può dare un giudizio: come stanno le cose? Continua a leggere

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Per affrontare il problema sicurezza si deve puntare su altro

Ma chi se ne rende conto e compie le scelte conseguenti?

Il fatto è che c’è una seconda città, che vive in parchi, strade secondarie, portici, androni. Chi vive e popola questa città forma una comunità a parte. Si tratta di persone sconfitte dalla vita; di barboni, tossicodipendenti, alcolizzati, nomadi; di delinquenti comuni e organizzati.

Il degrado che rende ‘diversa’ questa seconda città induce molti a evitarla, soprattutto quando scende il buio. “Queste persone, spesso senza tetto, sono nella ‘loro’ città tutti i giorni, in numero variabile. I parchi sono la loro casa. I problemi tra le due città iniziano quando queste persone bevono troppo e diventano irascibili. “Capita di vedermeli entrare in negozio urlanti e arrabbiati. E io li spingo fuori. Non voglio che importunino i miei clienti. Paura? Anche. Però mi infastidisce di più lavorare nel degrado: fanno i loro bisogni dove capita; nei vicoli attorno c’è odore di latrina; ci si ritrova lo sporco a ridosso del negozio. Ci si sente circondati. Il giardino è a settori: a sinistra i nomadi; a destra i tossici; in quell’angolo gli ubriachi. Sopportiamo quotidianamente piccoli furti, senza sporgere denuncia. Ma se si comincia con le rapine, allora non ci stiamo più”. Continua a leggere

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Sicurezza. Si corre ai ripari. E la prevenzione tosiana?

6 dicembre 2012. Il dicembre 2012 segnala molte ruberie: dai borseggi ai furti in appartamento e a danno di commercianti. Crescono la piccola criminalità e le denunce per usura. Si ruba per vivere. Per la prima volta dopo molti anni, il Procuratore generale del Veneto chiama a raccolta prefetti, questori, comandanti dei carabinieri e della finanza per studiare le contromosse a una offensiva della piccola criminalità che non ha precedenti. La lotta ai topi di appartamento non ha portato i risultati sperati. Preoccupano le modalità: ad agire spesso non sono professionisti del crimine, ma delinquenti improvvisati, che possono reagire con aggressività. La soluzione è solo una: aumentare la sorveglianza del territorio con uomini e mezzi adeguati. Continua a leggere

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Non si tratta solo di Pradaval e di altre zone di degrado.

La questione sicurezza investe tutti noi

E’ questione ampia e pericolosa. Ciò che più appare e preoccupa la gente comune è l’aumento di furti e di rapine nelle abitazioni. Si tratta per la maggior parte di sottrazione di beni di scarso valore, come biciclette e generi alimentari, compiute in garage e cantine.

Di fronte ai dati allarmanti, il sindaco Tosi critica duramente la legge italiana del settore: “Colpevoli dei furti sono spesso stranieri. Se arrestati non si possono spedire al loro Paese. E’ inaccettabile che la legge non consenta di allontanare definitivamente chi delinque: non permette al rappresentante delle Forze dell’ordine di allontanare una persona da un luogo, anche se crea disagi ad altri. Occorre cambiarla. Ed è necessario impiegare l’esercito per controllare il territorio; contrastare furti, rapine e violenza; garantire sicurezza”. Il sindaco sposa perciò l’interrogazione al Ministro degli Interni di Alessandro Montagnoli, sindaco leghista di Oppeano, e di altri Sindaci che chiede misure speciali, come l’impiego di militari, per contrastare l’emergenza furti e garantire sicurezza. “Le polemiche di opposizione e sindacati di polizia sono strumentali. E’ nostro compito provvedere alla sicurezza. Pattuglie per il controllo contrastano il fenomeno. Se hanno altre soluzioni le dicano”.

Il Sindaco annuncia un’ordinanza per chiudere al passaggio la galleria, di proprietà privata, dell’ex cinema Ciak, che collega via XX Settembre a via Cantarane “per evitare situazioni problematiche”.

Risposta polemica del P.D.: fallita la propaganda tosiana, riemergono il degrado e la Verona delle aggressioni, delle sparatorie, dei furti. Paghiamo a caro prezzo il risveglio dal fallimento del metodo Tosi: Continua a leggere

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Interventi effettuati a Pradaval, senza successo

Daniela Drudi (lista Tosi), presidente della Circoscrizione “Centro storico”: “Le abbiamo provate tutte, ma la situazione non è cambiata; anzi, negli ultimi mesi, è peggiorata: brutto biglietto da visita per la città e per i turisti:

– abbiamo collocato bacheche e dato vita a esposizioni e iniziative culturali, per presidiare la zona;

– abbiamo sistemato i giardini e creato nuovi arredi.

La soluzione possibile è far vivere la piazza e creare un presidio di controllo per tutto il giorno.

Penso a un progetto pilota a Pradaval (se funziona si potrà esportare): un migliore impianto di illuminazione e un presidio permanente di vigilanza”. Continua a leggere

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Paura a Pradaval. Chi garantisce sicurezza?

Novembre 2012. Nei giardini di Pradaval, a 200 metri da piazza Bra, sostano gli spacciatori. I carabinieri arrestano alcuni fornitori di droga, da vendere presso le scuole Betteloni, all’ex zoo e in zona università. Allarmano anche degrado, scarsa sicurezza e mancato ordine pubblico. Oltre ai drogati ogni giorno bivaccano in piazza, da mattina a sera, senza dimora e alcolizzati che rendono i giardini una delle zone meno sicure della città. Gli stessi chiedono l’elemosina davanti alla chiesa di San Luca. Commercianti e residenti denunciano la situazione insostenibile. Sono tre gruppi: una decina di tossici, una quindicina di rom e alcuni romeni, che bevono, si drogano, defecano in pubblico e litigano tra loro. Meglio non attraversare i giardini di sera: qualche ubriaco aggredisce, ad esempio lanciando lattine. Sono poco produttivi i presidi di poche ore delle forze dell’ordine: occorre allungare il controllo.

“Abbiamo paura, assediati da alcolisti e tossicomani. Quando litigano, speriamo che succeda qualcosa di grave; così per un po’ i controlli aumentano. Chi ci amministra sottovaluta il problema; chi ha il potere di cambiare la situazione deve sbrigarsi o, prima o poi, qualcuno si farà giustizia da solo davanti alle ripetute provocazioni e intimidazioni di questi sbandati. Si può cominciare migliorando l’illuminazione dei giardini”.

* Ai primi di dicembre il titolare del chiosco dei fiori in Pradaval è stato derubato dell’incasso della giornata (circa 300 euro). Ma la sequenza della criminalità è lunga.

Non solo Pradaval. Lamentele sull’ordine pubblico e sul degrado arrivano da

– via Mantovana (Santa Lucia): “Non se ne può più. Sembra una giungla – Se mi fermo in negozio oltre le 20 chiedo ad amici di accompagnarmi – Girano facce strane – Ho paura”. In ottobre c’è stata una sparatoria. Continua a leggere

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Amministrazioni locali nel veronese. Se questa è la Lega Nord …

1) Comune di Bovolone

Giugno 2009. Riccardo Fagnani, della Lega Nord, è il neo sindaco. Cominciano presto le spaccature all’interno della Lega locale. Conseguenze: il Sindaco leghista viene espulso dalla Lega Nord e, nel febbraio 2011, la Lega Nord decreta la caduta dell’Amministrazione comunale, dopo soli 20 mesi dall’elezione. Di nuovo alle urne. Delusione nella comunità locale.

2) Comune di Nogara

Marzo 2010. Simone Falco, 27 anni, Lega Nord, è il Sindaco di Nogara. Primo e unico scontro e fallimento è sull’ospedale locale, in chiusura. L’Amministrazione, a fine dicembre 2010, dopo soli 9 mesi dall’elezione, cade per incomprensioni interne alla maggioranza. Il Sindaco viene giudicato incapace. Delusione per la comunità locale.

3) Comune di Legnago

Primavera 2009. Roberto Rettondini, della Lega Nord, è Sindaco di Legnago.

Ottobre 2009. La Giunta si aumenta gli stipendi (retrocederà per i pareri negativi di Anci e Corte dei Conti). Ne consegue l’abbandono di Lucio Martinelli, il consigliere, leghista, più votato.

Primavera 2010. Due figli di papà diventano consiglieri, pagati, della casa di riposo: Raganà Luca, figlio del Presidente del Consiglio comunale (PdL) e De Lorenzi Matteo, figlio dell’assessore leghista Maurizio.

Altri tre incarichi vengono assegnati a parenti di amministratori.  Continua a leggere

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Malgoverno della Lega Nord nei comuni del veronese

E’ tempo che la finiamo di far passare l’idea che la Lega Nord governa bene nei territori, in particolare nei Comuni. Nel veronese gli amministratori proposti dalla Lega Nord presentano fallimenti peggiori di ogni altro partito. E’ semplice dimostrarlo.

Partiamo dal Comune di Bussolengo

Autunno 2012. L’Amministrazione leghista non approva il bilancio comunale. Alviano Mazzi, sindaco leghista, viene sfiduciato da un gruppo di 7 leghisti che fa capo al consigliere comunale e regionale Andrea Bassi. Si va al commissariamento.

Alviano Mazzi è militante della Lega Nord dal 1992; consigliere comunale dal 1994; vicesindaco e assessore al bilancio fino al 1998; sindaco dal 2003 al 2008; confermato nel 2008 con Lega Nord, Lista Mazzi, Progetto Bussolengo, civica di Valdis Salardi. La più forte opposizione nasce nel suo partito: spaccatura mai ricomposta, con conseguenti 20 mesi di paralisi amministrativa.

Paradosso: la Lega Nord sfiducia la Lega Nord e decreta la fine anticipata della legislatura: il certificato di morte lo ha letto Andrea Bassi, tosiano di ferro, fresco presidente della seconda commissione urbanistica a palazzo Ferro Fini.

Con la bocciatura di IMU e Irpef il Comune avrà un buco di bilancio di 1.400.000 euro. Il Comune è allo stremo a causa delle faide interne alla Lega Nord. Continua a leggere

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Fiera di Verona. Il Comune cerca i soldi. Dove ?

Il contributo del Comune è di 5,54 milioni, reperiti rinviando cinque opere pubbliche previste:

– adeguamento normativo e impiantistico della scuola “Busti” in Borgo Roma: un milione e mezzo;

– manutenzione delle mura magistrali: un milione;

– manutenzione della segnaletica stradale: 1.400.000 euro;

– manutenzione della sede dei Vigili urbani: un milione;

– spazio teatrale all’aperto al Castello di Montorio: 600.000 euro.

VeronaFiere è una priorità per il sistema città. Continua a leggere

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