Archivi categoria: Comune Verona

Considerazioni finali di Tito Brunelli.

I Veronesi neppure se ne accorgono: Questo è il vero dramma!

Se qualcuno dicesse che:

– una grande azienda pubblica veronese, AGEC, favorita dal Sindaco, da anni presenta un bilancio con un deficit pesante, sui 6 milioni;

– uno degli ultimi Presidenti di questa azienda (Croce), voluto dal Sindaco, è stato cacciato violentemente dallo stesso Sindaco;

– un altro Presidente, voluto dal Sindaco, dopo pochi mesi dall’incarico, ha colto la prima occasione per andarsene;

– Venturini, presidente che ha preceduto Galli Righi è stato indagato e condannato in primo grado;

– Tartaglia, lo storico direttore generale dell’azienda, e alcuni suoi collaboratori sono finiti prima in carcere e poi agli arresti domiciliari e, a conclusione di due processi penali, sono stati condannati in primo grado per aver “turbato” aste pubbliche, pilotato le gare per la gestione delle mense scolastiche pubbliche, distrutto documenti pubblici e favorito, in tutti i vergognosi modi possibili, il direttore generale;

– altri dirigenti e dipendenti AGEC sono indagati;

– il CdA che ha preceduto l’attuale, voluto dal Sindaco, nell’autunno scorso è stato cancellato dal Sindaco stesso;

– l’attuale CdA, nominato dal Sindaco circa 10 mesi fa, è caduto in disgrazia, duramente richiamato dallo stesso Sindaco per non aver rispettato le indicazioni ricevute, …

Se qualcuno azzardasse di dire e ripetere che questa è la situazione dell’azienda comunale che ha il compito di gestire le case comunali e che ha avuto dal Sindaco, negli ultimi 7 anni, Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in AGEC, Amministrazione Tosi, Aziende partecipate, Comune Verona, Eredità Tosi, Parere di Tito Brunelli

Ca’ del Bue di interesse nazionale?

Agosto 2015. Il decreto “Sblocca Italia” prevede, per lo smaltimento rifiuti, 12 “insediamenti strategici di preminente interesse nazionale”. Uno è in Veneto, perché “l’elevato fabbisogno di incenerimento residuo e l’elevata produzione di rifiuti determinano l’esigenza di un impianto di incenerimento di 150.000 tonnellate all’anno”. Si tratta di Ca’ del Bue?

Fabio Venturi è soddisfatto della scelta del Governo: “Essere tra i siti strategici dimostra la bontà del progetto e dell’idea che ne è alla base. Lavoriamo per capire se esso è sostenibile: se sta in piedi si fa; se non ci sono garanzie non lo faremo e guarderemo altrove”.

La Regione ribadisce: si attiene al nuovo Piano regionale rifiuti ed esclude rifiuti da altri territori.

Ottobre 2015. Il Governo fa i conti con 40 milioni di sanzioni comminategli dall’Europa perché non autosufficiente nello smaltire i rifiuti. Sottosegretario Degani: “Ca’ del Bue riparte se lo decide il Veneto. Regione, facci sapere se sei autosufficiente nello smaltire i rifiuti con i termovalorizzatori che hai e con la raccolta differenziata. Se non lo sei, ti serve un termovalorizzatore. Potenziare gli impianti esistenti può bastare? Se trovi soluzioni diverse dall’incenerimento, bene. Decidi però”. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in AGSM, AMIA, Cà del Bue, Comune Verona, Inceneritore, Urbanistica

La Verona ‘minore’: la nostra di tutti i giorni

Deve essere bella e accogliente

 9 luglio 2014. A Napoli, nella centralissima Galleria Umberto I, Salvatore Giordano, un ragazzo di 14 anni, è morto per schiacciamento del torace e trauma cranico, .colpito dal crollo di calcinacci. Non è una fatalità. E’ assenza di manutenzione. Poteva accadere a Verona: calcinacci vari sono caduti più volte anche nella nostra città.

Domanda: meglio progettare e spendere per realizzare grandi opere, quelle che cambiano il volto della città, o dedicare le proprie risorse a piccoli interventi che la rendono bella, accogliente e sicura?

Risposta scontata: l’Amministrazione comunale deve muoversi in entrambe le direzioni.

Trascurare, però, i piccoli interventi per la volontà di lasciare il segno in opere di prestigio è un danno grave che i cittadini pagano. E’ quanto paghiamo anche in questi nostri giorni, ad esempio ogni volta che piove: basta vedere cosa succede a Verona e in tutta Italia.

 

Lascia un commento

Archiviato in Comune Verona, Urbanistica

Il gambero: La Regione Veneto ripensa il futuro dei trasporti su ferro

Renato Chisso, assessore veneto alla mobilità, condanna Trenitalia e dichiara non riformabile l’attuale sistema ferroviario veneto: “I pendolari non sanno che farsene di un servizio come l’attuale. Occorre cambiare l’organizzazione e la mobilità su ferro in Veneto: basta ritardi e sovraffollamento. Stiamo studiando le possibili risposte. Condivido la decisione di Trenitalia: non possiamo permetterci corse con poche persone e sprechi. Gli orari cambieranno: saranno cadenzati (= frequenza oraria: i treni locali di una medesima linea partiranno sempre alla stessa ora e agli stessi minuti)”. Si prevede che aumenteranno del 23% i servizi per pendolari; del 30% i posti a sedere; del 18% le fermate. Migliorerà il servizio sulle direttrici Verona-Venezia e Verona-Rovigo per numero di convogli e posti a sedere”.

La grande rivoluzione parte il 15 dicembre 2013: i treni dei pendolari saranno cadenzati. Coincidenze certe. Trenitalia investe 5 milioni per la manutenzione dei treni regionali.

Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Collegamenti ferroviari, Comune Verona, Infrastrutture, La Verona del sindaco Flavio Tosi, Verona che non cambia

Il gambero: La Verona che arretra

Nell’ultimo periodo ci siamo occupati delle incredibili vicende giudiziarie che coinvolgono l’Amministrazione Tosi.

Ora torniamo a informare sul piano amministrativo, rilevando i passi indietro della nostra città in settori nevralgici del nostro presente e del nostro futuro. Ci riferiamo, tra l’altro, a Ferrovie dello Stato, Officine Ferroviarie Veronesi, Esercito e città, Parco Scientifico e Tecnologico (ricerca e innovazione a Verona), il futuro di Verona Sud.

 

Lascia un commento

Archiviato in Amministrazione Tosi, Collegamenti ferroviari, Comune Verona, Eredità Tosi, Infrastrutture, La Verona del sindaco Flavio Tosi, Verona che non cambia

Nuove regole per il rilascio del certificato anti mafia

La Camera di Commercio ha rilasciato la certificazione anti mafia a Soveco nel giugno 2012. Soveco pertanto è in regola. Arriva la novità.

Nel febbraio 2013 entra in vigore una nuova normativa per le certificazioni anti mafia per le aziende che lavorano con le pubbliche amministrazioni.

Prima del 14 febbraio 2013, erano le Camere di Commercio a rilasciare tali certificati.

Da quel giorno il certificato anti mafia viene rilasciato esclusivamente dalla Prefettura agli enti pubblici, solo nel caso che i rapporti contrattuali siano con le pubbliche amministrazioni. La platea degli operatori economici da sottoporre alle verifiche anti mafia viene ampliata.

La documentazione varia a seconda degli importi dei lavori, dei servizi e delle forniture da appaltare, dei contributi da erogare, della natura dell’autorizzazione o dell’abilitazione.

La Prefettura indaga attraverso un tavolo integrato delle forze di polizia.

Per ciascuna pratica devono essere esaminati i soci e perfino i parenti dei membri della società. Per negare il nulla osta bastano il rischio e il sospetto di infiltrazioni mafiose nelle imprese interessate. Il Prefetto può chiedere ulteriori elementi informativi agli organi giudiziari. Qualora risultino in corso indagini penali della magistratura occorre attenderne l’esito.

Lascia un commento

Archiviato in Caso Giacino, Comune Verona, Vicende giudiziarie

Cosa succede in AGEC ? Che ne è e che ne sarà dell’azienda decapitata ?

Ripetiamo: notizie e nomi riportati nei seguenti articoli si possono leggere in numerosi articoli della stampa locale (“L’Arena di Verona” e “Il Corriere di Verona”) degli ultimi mesi. I fatti:

Michele Croce, presidente di AGEC per pochi mesi nel 2012, in 3 esposti alla Guardia di Finanza (ottobre-novembre 2012), denuncia “situazioni gravi e anomale su appalti, affitti, parentele” e rende noto l’elenco delle ditte che si sono aggiudicate lavori da AGEC. Esplode il caso, si parla anche di:

– ristrutturazioni nella casa di Tartaglia, direttore AGEC, per 140.000 euro;

– viaggi turistici offerti al direttore;

– conti in pizzeria pagati a dipendenti AGEC da una società aggiudicatrice di appalti.

– Aziende aggiudicatrici di appalti AGEC avrebbero pagato la campagna elettorale di Flavio Tosi.

Gli investigatori non confermano tali erogazioni e negano aspetti penalmente rilevanti. Tali spese, però, non sono mai state rese pubbliche. E’ tempo che avvenga.

L’inchiesta è durata poco più di un anno. Si basa su intercettazioni telefoniche e su una grande mole di atti rinvenuti nella sede di AGEC, riferiti al periodo 2009 – giugno 2013.  La Procura indagava da tempo su più filoni di AGEC: gestione degli immobili, canoni, appalti, procedure delle gare e per verificare se qualche dirigente si sia avvantaggiato dei contratti con le imprese per interessi propri.

24 ottobre 2013. Terremoto in AGEC: decapitati i vertici (restano in carica solo tre dirigenti). Sono nove gli arrestati: otto dipendenti dell’azienda e un imprenditore. Le ordinanze di custodia cautelare sono firmate dal gip Paolo Scotto di Luzio.  Vanno in carcere :

– Sandro Tartaglia, direttore generale di AGEC dal 1997, che si dimette dall’incarico.

In AGEC nulla si muoveva che Tartaglia non volesse: “Dici AGEC e pensi a Tartaglia”: uomo-azienda per eccellenza, tra i più longevi dirigenti pubblici, sempre lontano dai riflettori. Ha attraversato varie Amministrazioni. E’ diventato uomo di fiducia dell’Amministrazione Tosi che su AGEC ha puntato molto affidandole più di un grattacapo. Nel luglio 2013, di fronte ad accuse per abuso d’ufficio e turbativa d’asta, rassegna le dimissioni. Il sindaco Tosi le respinge. Nel 2012 Tartaglia ha dichiarato 220.185 euro.

– Stefano Campedelli, dirigente AGEC per i servizi istituzionali, con delega al servizio refezione scolastica e manutenzione immobili. Ha dichiarato nel 2012 euro 113.473.

– Francesca Tagliaferro, direttrice dell’area legale. Ha dichiarato nel 2012 euro 77.658.

– Martin Klapfer, imprenditore di Bressanone. E’ amministratore delegato di “Seeste Bau”, ditta che ha realizzato l’immobile di Fondo Frugose.

Vanno agli arresti domiciliari 5 dipendenti AGEC:

– Alessia Confente, dirigente del servizio farmaceutico. Ha dichiarato, nel 2012, euro 55.393.

– Giorgia Cona. Dipendente controllo gestione e qualità.

– Luisa Fasoli. Dirigente refezione scolastica e ristorazione.

– Davide Dusi. Responsabile servizio Polizia mortuaria.

– Giovanni Bianchi. Dipendente servizi informatici. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in AGEC, Aziende partecipate, Comune Verona, enti economici veronesi, Eredità Tosi, Vicende giudiziarie

Aziende pubbliche trasporti: cattivi affari a Vicenza. Ma Verona è dentro fino al collo.

– Luglio 2013. Arriva a processo il filone vicentino. Il giudice accoglie le tesi della Procura scaligera e conferma i reati: la gara d’appalto per le pulizie sugli autobus di FTV (ferrotranvie vicentine) è stata accomodata per far vincere “Gestione Nicolini srl”. In merito al bando di gara FTV e ATV, il giudice parla di “rappresentazione fotografica di caratteristiche possedute dalla sola impresa Nicolini. Il comportamento di Diego Nicolini è indicativo di totale mancanza di senso civico. Ha agito in spregio di ogni regola di correttezza e ha offerto subdolamente varie utilità (soldi e beni) a un incaricato di pubblico servizio, allo scopo di ottenere vantaggi dal medesimo, invece di partecipare lealmente alle gare d’appalto, vincendole per le proprie capacità e non per la tangente versata”.

Con Nicolini e la sua segretaria, vengono arrestati Valter Baruchello e Antonio Donà, responsabili dell’azienda trasporti di Vivenza. Secondo la Procura, Nicolini ha fatto “regali” a Baruchello per 147.000 e a Donà per 64.000 euro. La segretaria della Nicolini patteggia per 2 anni e 2 mesi e Donà per 1 anno e 8 mesi. Diego Nicolini è condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione.

Il giudice ha ordinato la confisca:

– delle somme di danaro sequestrate a Baruchello e di altri beni e valori fino a 147.000 euro;

– di beni e valori a Nicolini fino a 205.000 euro;

– ha dichiarato Nicolini e Baruchello incapaci di contrarre accordi con la pubblica amministrazione per 2 anni;

– Nicolini è interdetto dai pubblici uffici per 5 anni.

Lascia un commento

Archiviato in Comune Verona, Eredità Tosi

Piano degli Interventi: Tutto bene purché arrivino soldi in cassa.

L’assessore Giacino risponde alle critiche : 

“La Giunta Zanotto – Uboldi ha previsto i 25.000 veronesi in più e 5 milioni di mc edificabili. Noi li riduciamo di più della metà: il 50% sarà a verde. Costruiremo in verticale.

Il PAT dell’Amministrazione Zanotto trasforma in edificabili 4,1 milioni di mq di aree agricole. Noi ne riporteremo una parte ad agricole e costruiremo meno della metà rispetto alle potenzialità. L’80% degli interventi è su aree da riconvertire, già edificate. Solo il 20% sono insediamenti nuovi. Nessuna colata di cemento, perciò nell’attuale crisi il settore edilizio va aiutato, incentivando la qualità. Per di più abbiamo ottenuto opere di compensazione per 140 milioni.

–  Case sfitte: i privati che cercano credito firmano accordi per realizzare progetti versando il 10% e sottoscrivendo un atto pubblico. Le banche non finanziano se non vedono i contratti di vendita degli immobili che si costruiranno.

–  Il P.I. prevede la valorizzazione delle ville venete e delle corti rurali e protegge le parti realmente storiche e significative. Le parti di minore pregio (fienili o simili), fino ad oggi inutilmente bloccate, vengono trasformate in appartamenti.

–  Sovradimensionamento delle nuove abitazioni: il problema è consentire alle imprese di lavorare per rilanciare l’economia. Chi si oppone ha una visione quanto meno limitata di quanto accade anche nella nostra città.

–  Troppo cemento per realizzare i 280 interventi previsti, in particolare in collina e a Santa Maria in Stelle, Avesa, Quinzano, Parona? Allarme ingiustificato: le aree urbanizzate nel P.I. lo erano già nel PAT. A opere di privati corrisponde un’opera pubblica, pagata dai privati stessi.

 Nota di Tito Brunelli.  Alle critiche sulla eccessiva edificazione del P.I., Giacino risponde che la sua Amministrazione è virtuosa rispetto alla precedente che, con il PAT, ha ampliato la possibilità di trasformare l’uso del territorio e di edificare in tanti spazi verdi, piccoli e grandi. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Amministrazione Tosi, Comune Verona, Eredità Tosi, Piano degli Interventi 2011, Urbanistica

Piano degli Interventi: Incisive osservazioni di Giorgio Massignan.

A chi spetta decidere il futuro urbanistico della città?

“Dato positivo: finalmente con il P.I. la zona Sud di Verona ha un piano urbanistico. Però c’è un vizio di partenza: una corretta pianificazione territoriale vorrebbe che la Pubblica Amministrazione indicasse cosa è necessario fare nelle aree dismesse individuate dal PAT. Ai privati toccherebbe, in un secondo tempo, decidere, sulla base di questo quadro, se e quanto investire. Poi la Pubblica Amministrazione torna sull’area per progettare viabilità e trasporto pubblico. Si sta facendo l’esatto contrario: prima i privati hanno comprato le aree dismesse; hanno redatto i progetti con l’unico criterio (corretto, dal loro punto di vista) di ricavare la più alta redditività possibile: azione speculativa. La Pubblica Amministrazione, assente, non ha dettato nessun criterio: il suo intervento è stato successivo. Uno dei risultati: troviamo un centro commerciale alle ex Cartiere, che non possono sopportarlo. Chi si occupa di urbanistica, quando vede il progetto, si mette le mani nei capelli. Con un afflusso di 1.500 persone al giorno solo per contare gli addetti che ci lavoreranno, gli intasamenti non si potranno evitare. Partiranno molti altri interventi. Tra 10 anni i nodi verranno al pettine e il Comune dovrà intervenire con soldi pubblici per cercare di risolvere questi danni. E la Pubblica Amministrazione oggi non li mette in preventivo. L’Amministrazione Tosi affida a privati e al loro potere economico la pianificazione del territorio, espropriando se stessa del diritto-dovere di programmarlo e di gestirne l’uso.

A Verona Sud, gli Amministratori pubblici, invece di analizzarne il potenziale e coniugarlo con la vocazione e le potenzialità di Verona all’interno di un piano territoriale unitario e organico, e invece di predisporre un piano unitario di recupero delle aree dismesse, preferisce cucire le proposte di gruppi di imprenditori privati, realizzando una sorta di abito di Arlecchino. Secondo Giacino, l’80% delle costruzioni è su aree da riconvertire e la metà di queste resterà a verde. Ma il verde previsto a Verona Sud è pubblico solo sulla carta: non sarà fruibile a uso collettivo, ma funzionale ai centri commerciali e direzionali. Semplice calcolo: solo a Verona Sud si realizzeranno circa 4 milioni di mc: un milione di edifici residenziali e tre milioni tra direzionale, commerciale e alberghiero, senza contare i 300.000 mc alle ex Cartiere. Da nessuna analisi si evince che Verona ha bisogno di centri direzionali e commerciali e neppure di nuove abitazioni. La trasformazione delle aree è stata suggerita dagli operatori immobiliari privati. E la Pubblica Amministrazione ha permesso di realizzare tipologie edilizie ritenute commercialmente allettanti. Il suolo viene concesso alle trasformazioni immobiliari.

Si trascura la questione decisiva: la mobilità. La riqualificazione dell’area meridionale presuppone un notevole flusso di traffico. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Amministrazione Tosi, Comune Verona, Eredità Tosi, Piano degli Interventi 2011, Urbanistica