Archivi del mese: maggio 2015

La Regione Veneto e la politica

Fatto strano, quasi inconcepibile, della nostra politica è che, nella campagna elettorale in corso, si parla di argomenti vari, ma quasi mai delle competenze della Regione, che dovrebbero essere al centro del confronto e dei progetti.

Ci limitiamo a ricordare tre di queste competenze:

  • Il servizio sanitario: dagli interventi ospedalieri alla sanità di base (medico di famiglia).Questo servizio spende circa i due terzi dei soldi della Regione.

  • I servizi sociali, rivolti alla persona: anziani, disabili, bambini … lavoro, casa.

  • Mobilità e trasporti. Un esempio: i disagi quotidiani dei pendolari.

E’ vero che la situazione veneta è buona rispetto a molte Regioni italiane, ma aumentano disservizi e inadempienze, pesanti soprattutto per quanto riguarda i servizi sociali. Si arriva a ipotizzare la fine dello Stato sociale, che ha positivamente qualificato la presenza dello Stato in Europa.

Da anni i soldi che lo Stato dà alle Regioni diminuiscono e non si intravedono cambiamenti di rotta. Se non ci poniamo questa questione, ci diamo la zappa sui piedi. Non è facile, ma è possibile: occorre mantenere gli attuali livelli di assistenza, aumentando i servizi di qualità, in particolare a favore delle persone in grave difficoltà. Alcune iniziative, anche a Verona indicano la strada.

Un esempio. 13 anni fa, è iniziato il servizio di accompagnamento per mia mamma, inferma, in casa sua, per circa 10 anni, fino alla morte. I servizi dell’USSL sono intervenuti con un aiuto minimo rispetto alle esigenze e non sempre di qualità. Abbiamo dovuto ricorrere spesso a medici amici.

Un paio d’anni dopo la morte di mia mamma, è arrivato il turno di mia suocera. E’ rimasta in casa nostra per 14 mesi, fino alla morte. Il servizio USSL non c’è stato. Nulla, solo intralci.

Regresso pesante in pochi anni. E nei prossimi, con l’aumento vertiginoso degli anziani non autosufficienti, i disagi aumenteranno.

Sono problemi grossi, da far tremare vene e polsi. Ebbene: di questo e del rispetto della dignità dei cittadini bisognosi in campagna elettorale non si è parlato, se non in termini generici.

Colpa grave dei candidati Presidenti: certamente Colpa dei partiti. Certamente.

Colpa dei giornalisti e dei mass media. Certamente.

Colpa di tutti e delle istituzioni culturali ed economiche presenti nel veronese. Enorme.

Sembra impossibile. Tutti siamo nelle condizioni di verificare i limiti della politica regionale. Si presenta l’occasione di dibattere e di guardare insieme al futuro. E invece il problema primo è se tenere o abbattere il governo Renzi. Il secondo è scannarsi su temi certamente decisivi (gender, unioni civili, omosessuali), sui quali però la Regione ha poche possibilità di intervenire.

Aggiungiamo che di Regioni si parla quasi unicamente per frodi, imbrogli, sprechi, privilegi, spese per gli eletti e per i loro amici, dirigenti litigiosi e non all’altezza. E’ evidente che il malumore arriva a dire che l’unica cosa da fare è abolire le Regioni.

Se ci chiediamo poi cosa ha fatto la Regione Veneto negli scorsi 5 (Zaia) o 20 anni (Galan e Zaia), tutti ci guardiamo in faccia sbiancati. Qualcosa avranno fatto le Regioni, ma non sono state capaci

di dirlo; non hanno coinvolto il popolo, che di quello che succede in Regione non sa nulla o quasi o sa di beghe e scontri.

La Regione deve cambiare strada. Chi brontola dell’Unione Europea perché fa poco e cura la burocrazia; altrettanto dovrebbe dire della Regione. Della quale invece si continua a dire che ha operato bene, senza mai dire cosa ha operato.

Ciò che dovrebbe essere chiaro è che i vecchi presidenti e consiglieri non sono stati capaci di fare quanto richiesto. Sta a noi cittadini scegliere persone a noi vicine, capaci di comunicare, in uno scambio continuo di esigenze, di informazioni, di realizzazioni.

Per questi motivi votiamo Silvio Gandini: è uno di noi. La sua è una storia di persona che vive a fianco di tutti. Faremo la nostra parte perché resti l’uomo che è sempre stato.

                                                                                   Tito Brunelli

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ELEZIONI REGIONALI 2015

Il blog “Progetto Verona” sostiene la candidatura al Consiglio regionale di Silvio Gandini, nella lista del Partito Democratico, e invita tutti i cittadini veronesi a votarlo, dandogli la preferenza.
Come si fa.
La scheda elettorale si compone di tre facciate. Il simbolo del PD si trova nel facciata centrale.
Per dare la preferenza a Silvio Gandini, con la matita consegnata al seggio, si fa la croce sul simbolo PD e, sulla destra del simbolo, si scrive GANDINI.
Automaticamente il voto va a vantaggio della candidata Presidente: Moretti.

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Chi è Silvio Gandini

SILVIO GANDINI FOTO_5cmE’ sempre stato attaccato a Legnago: la sua terra.

Contemporaneamente ha sempre guardato oltre: ai bisogni dell’umanità in generale e delle persone e dei poveri che ci sono a fianco in particolare.

In vista delle elezioni comunali del 1999, alcuni cittadini di Legnago hanno messo in moto una lista civica, “La Rosa”, che si è presentata alle elezioni comunali, in alleanza con il Centro Sinistra. Gandini è emerso come naturale leader e i cittadini lo hanno voluto come loro Sindaco. Come tale Gandini ha rimesso in moto una Amministrazione da anni in difficoltà.

E’ persona del dialogo. Quando era Sindaco di Legnago (dal 1999 al 2009) i suoi colleghi Sindaci lo hanno voluto loro vicepresidente: lo hanno conosciuto come uomo della mediazione, dei rapporti da costruire e da conservare. Questa è la sua natura: è aperto a tutti, attento a tutti, a partire dai bisognosi, disponibile a costruire con tutti il presente e il futuro.

A questo atteggiamento, in parte naturale, è stato formato in famiglia, nell’Azione Cattolica e nelle opere di servizio. Nella suo lavoro di Preside  ha manifestato le stesse qualità umane. Attualmente dirige il liceo classico statale “G. Cotta” di Legnago.

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Archiviato in Elezioni regionali 2015, Regione Veneto

Gennaio 2011. Un caso?

La caduta di un masso di calcare in via Volte Maso, in zona Quinzano, ha rivelato che una frattura verticale incide la roccia per un’altezza di circa 10 metri. La parete interessata alla frana si trova a pochi metri dalla strada comunale che porta da Quinzano a Montecchio. La roccia instabile è di circa 15 mc. La strada è rimasta chiusa a veicoli e pedoni per parecchio tempo, costringendo a un lungo disagiato tragitto alternativo. Il Presidente della Circoscrizione Bozza: “Il divieto di transito procura disagi ai residenti”.

 Un dubbio. “Borgo degli olivi” si trova sulla strada che da Quinzano porta a Montecchio. La parete da cui è caduto il masso che ha ostruito via Volte Maso si trova a pochi metri dalla strada comunale che porta da Quinzano a Montecchio. Continua a leggere

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Archiviato in Parere di Tito Brunelli, Urbanistica, Verona e il suo Territorio

Scontro tra visioni e nulla di fatto, eccetto il danno

Maggio 2010. Le palazzine sulla collina, al grezzo, sono quasi concluse. Saranno pronte tra un anno.

Quinzano non si arrende: torna alla carica contro l’osteggiata lottizzazione: “uno stravolgimento per il nostro antico borgo”. Mario Toffaletti e alcuni residenti finanziano studi e azioni legali, con due avvocati (Claudio Carli e Paolo Tebaldi) che approfondiscono il caso e decidono le azioni da intraprendere. L’urbanista Massimo Gronich mette sotto accusa altezze e superfici non rispettate. Emergono irregolarità e discrepanze tra il progetto e la realizzazione delle case. L’edificazione sarebbe estesa su 4.000 mq anziché sui 2.000 approvata nei piani di costruzione.

E’ scontro tra ambientalisti e assessore Pozzerle: Continua a leggere

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Archiviato in Progetti di media importanza, Seconda Circosrizione, Urbanistica

Cosa succede al Monsel, sopra Quinzano?

Riportiamo alla memoria dei lettori una storia iniziata nei primi anni ’90, combattuta da residenti di Quinzano che non volevano che fosse violata la collina, vinta alla fine, nel 2006, da una società costruttrice, con l’aiuto forte di un commissario ad acta, nominato dalla Regione Veneto, dopo deliberazioni, pareri e ricorsi al Tar. Si erano mosse associazioni ambientaliste, sostenendo che l’opera sarebbe sorta in area protetta, nel futuro Parco della Collina, e che il sistema viabilistico non era in grado di sopportare nuovo traffico. Per anni residenti e ambientalisti hanno difeso strenuamente questo spazio, nel tentativo di bloccare l’opera, denunciando le sfregio ambientale e il traffico non sopportabile. Le Amministrazioni comunali hanno ripetutamente negato l’autorizzazione a costruire, perché non fosse irreparabilmente distrutto quel luogo, passo verso la cementificazione delle colline. Tutto inutile. La sentenza del Tar ha reso possibili i lavori. Sono arrivate gru e ruspe. Dramma paesaggistico. Continua a leggere

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Archiviato in Progetti di media importanza, Seconda Circosrizione, Urbanistica

Nassar: Non se ne fa nulla?

Dopo tanto silenzio, si è sperato che ci si rendesse conto dell’assurdità del progetto, per cui viene abbandonato. Pia illusione. Forse.

Novembre 2014. Con le piogge abbondanti, ritorna la lottizzazione del Nassar.  La paura si rinnova

Dal rione Filippini a Pescantina i residenti nei pressi dell’Adige sono incollati per due giorni al livello dell’acqua, con barriere di legno per proteggere i piani bassi. La Protezione Civile torna al Nassar, come sempre in occasione delle grandi piene dell’Adige: costeggia il corso del fiume, misura l’altezza dell’acqua, soppesa i rischi, fa erigere le doppie paratoie metalliche con sacchi di sabbia, a protezione di cortili, garage, piani inferiori.

Via Nassar, 35. All’ex Mulino le anziane residenti osservavano il fiume che romba due metri sotto i loro piedi. Gli appartamenti sono sospesi sul corso del fiume. Continua a leggere

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Archiviato in Progetti di media importanza, Urbanistica