Archivi del mese: aprile 2014

Nota conclusiva di Tito Brunelli: gli interventi della magistratura nell’Amministrazione Tosi

ATV, AMIA, AGEC, AMT, AGSM, Serit, Transeco, Acque Veronesi, aeroporto Catullo, Fiera, Sitram, Fondazione Arena, “biciclette a noleggio”: sono aziende pubbliche o a partecipazione pubblica, tutte sotto indagine della magistratura scaligera.

“Non può essere vero!”, vien da dire: “E’ troppo grossa!”. Invece è così: quasi tutte le aziende partecipate del Comune di Verona sono al centro di indagini giudiziarie. E’ il fallimento di una classe dirigente. Cosa può esserci di più grave? Risultasse motivato uno solo su dieci degli elementi di indagine, ci troveremmo davanti a dati di gravità unica.

Di fronte a questa situazione come si pone la popolazione veronese? A uno sguardo superficiale sembra non farci caso. Il sindaco Tosi (non l’Amministrazione) resta un riferimento importante per molti veronesi. C’è qualche segno di ripensamento; piccolo però. Eppure il fallimento è pesante e danneggia la nostra città.

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A confronto due modalità di intendere l’amministrare

– Bertucco (P.D.) presenta una interrogazione su incarichi affidati dalle aziende comunali ad avvocati dello studio legale che fa capo all’assessore Enrico Toffali. Colleghi di studio di Toffali hanno incarichi nelle aziende comunali partecipate: “Nessuna illegalità, ma un evidente problema di opportunità politica, con un chiaro conflitto di interessi”. Chiede l’elenco degli incarichi affidati a membri dello studio legale, perché “è vero che l’associazione si occupa di questioni amministrative, ma dovrebbe restare separata dall’attività politica di uno dei suoi componenti”.

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Due interventi. Una sensazione diffusa

(Da L’Arena del 30 gennaio 2014)

Rivelazioni pesantissime su alcuni politici veronesi e professionisti operanti nel modo imprenditoriale e non solo, con riferimenti anche ad organizzazioni criminali, sono contenute in un plico anonimo inviato al capogruppo P.D. in Consiglio comunale.

Esposto-denuncia in Procura. E’ presentato dai responsabili nazionali e locali di Legambiente, curato dall’avvocato Luca Tirapelle, firmato da Lorenzo Albi, Luigi Lazzaro e Gianni Belloni:
“Gli scriventi chiedono che l’autorità giudiziaria svolga le opportune indagini al fine di verificare eventuali reati”. Soveco, impresa edile impegnata in lavori pubblici importanti nel veronese (ponte San Francesco, traforo, filobus, Aquardens, clinica Pederzoli) “ad oggi non è riuscita a presentare la certificazione anti mafia nell’appalto riferibile alla realizzazione del filobus. … La società sembrerebbe riferibile ad Antonino Papalia, la cui attività imprenditoriale non è riconducibile solo a lavori nella nostra provincia: risulterebbe che Papalia stia concludendo operazioni immobiliari per 700 milioni con una serie di società”, tra cui “Soveco Romania”.  Papalia ha presentato una dichiarazione dei redditi per 22.374 euro nel 2010.

Il passo successivo è riconducibile a Vito Giacino, ex vicesindaco di Verona, in rapporti con Soveco per l’acquisto e il recupero del noto appartamento in Borgo Trento.

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AGSM e Bpp. C’entrano i soliti noti (Soveco)

 Luglio 2012. Nasce una nuova società, la A&B (presidente: Paolo Paternoster; lo è anche di AGSM), a maggioranza pubblica. AGSM ha il 55% delle azioni e Bpp il 45%. Obiettivo: creare distributori di carburante a basso prezzo sul territorio provinciale (le pompe realizzate sono 6). Bpp, azienda che commercia petrolio e gas, mette a disposizione carburanti e appoggi logistici.

Bussinello, responsabile di Bpp: “AGSM voleva distribuire carburante a basso prezzo, a tutela dei cittadini. Eravamo il partner ideale, essendo noi l’unico soggetto del territorio che ha carburante, acquistato da varie raffinerie. Lo rivendiamo a chiunque: dalle grandi compagnie alle pompe”.

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Indagini anche in “Biciclette a noleggio”

29 dicembre 2013. Il Comune di Verona concede (valore della concessione: 449.999 euro per 15 anni) il servizio di “biciclette a noleggio” (bike-sharing) alla ditta Clear Channel. L’assessore Corsi: “Tutto si è svolto secondo le regole”.

Gianni Benciolini, capogruppo M5Stelle, presenta due esposti:

– alla Procura della Repubblica chiede di accertare presunte anomalie dell’appalto, possibili profili di responsabilità penale circa l’aggiudicazione del servizio alla Clear Channel, la liceità dell’installazione dei cartelloni pubblicitari e un possibile reato di abuso di ufficio.

– alla Corte dei Conti domanda di verificare se l’operazione possa avere causato un danno erariale al Comune. Alla Clear Channel è stato concesso di sistemare i cartelloni a copertura del 76% dei costi. Questo, per Benciolini ha provocato un vistoso calo di richieste di strutture pubblicitarie di proprietà del Comune a vantaggio di quelle della Clear Channel. “Il Comune avrebbe potuto acquistare direttamente le bici senza perdere le imposte”.

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Arredi d’oro: non solo Croce

 Caso esploso nel giugno 2009. Giovanni Frigo, appena nominato presidente di AGSM Energia, ha speso circa 21.000 euro per arredare il suo ufficio con poltrone e scrivanie griffate.

La Corte dei Conti ha chiesto informazioni e ha aperto un fascicolo sulle spese sostenute.

Ottobre 2013. La vicenda torna in primo piano dopo che, su richiesta della Corte dei Conti, il Comune ha predisposto sulla vicenda un dossier, che ha trasmesso alla stessa Corte.

Bertucco (PD): “Lo scorso 31 luglio la Corte dei Conti ha scritto a Comune e AGSM che “la vertenza “arredi d’oro” non è soggetta alla sua giurisdizione. Ma Corte ritiene che sussistano tutti gli elementi per un’azione di responsabilità davanti al giudice ordinario per i danni prodotti ad AGSM Energia, per cui chiede di valutare la decisione di intraprendere un’azione di responsabilità e di comunicare a questa Procura l’inizio e gli sviluppi dell’azione medesima”.

Bertucco chiede perciò alla Giunta comunale se questa “azione di responsabilità” nei confronti dell’ex presidente di AGSM Energia sia stata avviata.

 

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Indagini anche in “Fondazione Arena”

Ottobre 2013. Umberto Fanni, ex direttore artistico di “Fondazione Arena”, in passato ha denunciato il sovrintendente Francesco Girondini per diffamazione. Ora il sostituto procuratore Paolo Sachar chiede il rinvio a giudizio del sovrintendente per falso ideologico e tentata truffa per un contratto sospetto, che riguarda la buonuscita di Fanni e la provenienza del denaro.

Ipotesi di accusa: il sovrintendente sottoscrisse un contratto che prevedeva la collaborazione di Fanni per un progetto televisivo di 6 mesi (da luglio a dicembre 2011) da proporre a RAI e Mediaset per un compenso di 25.000 euro. Il direttore artistico rifiutò di sottoscrivere quella che per il Pm era una truffa, perché la data del contratto era antecedente a quella in cui fu inviato e riguardava un periodo in cui Fanni era ancora direttore artistico in Fondazione Arena.

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