Archivi del mese: aprile 2016

Nuove difficoltà – Nuovi annunci

Grane che  ritornano a galla: la stessa AMT fa presente che non è stato scelto il tipo di filobus e invita a scrivere il verbale di consegna lavori in modo giuridicamente inattaccabile, per non provocare all’azienda problemi giudiziari. Perché la consegna dei lavori avviene a stralci, anziché consegnare l’intero progetto alle imprese e guadagnare tempo?  Risposta:

– per limitare i disagi che i lavori stradali creeranno in città: dovranno convivere cantieri e viabilità, in particolare durante il Vinitaly e altre rassegne in Fiera e in altre zone della città;

– consegnando la città alle ruspe tutto d’un colpo si rischia di paralizzare un’area immensa: da San Michele allo Stadio, da Verona Sud a Verona Nord;

– procedendo a stralci i lavori partiranno in tempi successivi, dai 6 punti indicati.  I tempi si allungheranno oltre il 2019.

Annuncio dell’Amministrazione: da metà febbraio si procederà ai primi scavi e alla posa di piloni in acciaio e di fili elettrici fuori città; in centro i mezzi si auto caricheranno in movimento. Continua a leggere

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La prima firma, non la prima pietra

Gennaio 2016. Il CdA di AMT approva il progetto esecutivo del filobus e chiede alle imprese costruttrici di farsi carico degli eventuali rischi derivanti dalla non effettuata scelta del mezzo.   Sono in gioco milioni.

18 gennaio. AMT consegna la prima parte dei lavori alle imprese: Consorzio cooperative costruzioni, Nuova Mazzi srl, Alpiq, Balfour Beatty (non c’è Soveco). E’ solo un passaggio di carte. Le ruspe arriveranno, si dice, in aprile, quando saranno definiti i tratti di strada da chiudere di volta in volta. Intanto le imprese pianificheranno gli interventi, allestiranno le aree di cantiere e metteranno in sicurezza le zone interessate.

Partito Democratico: “Non è una consegna dei lavori, ma una delibera di Giunta: l’ennesimo annuncio. Viene consegnato solo il primo stralcio. I tempi slitteranno in avanti”. Il filobus sfreccerà sulle nostre strade oltre il termine (mille giorni) ipotizzato. I cantieri dovrebbero partire da 6 punti.

Primo: tra la Genovesa e la zona Fiera, con due cantieri: uno verso Verona Sud; uno verso viale dell’Agricoltura. Durata: 40 giorni.

Secondo: verso viale dell’Agricoltura, salvaguardando le esigenze della Fiera. Continua a leggere

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Chi dirigerà i lavori?

Il primo contratto “direzione lavori” e il controllo sicurezza erano stati affidati alla Metropolitana Milanese. Con il passaggio dal tram al filobus, AMT ottenne la direzione lavori per il suo direttore, Carlo Alberto Voi, senza aumento di stipendio. Tutto a posto, dunque? No. Neanche a dirlo!

Scoppia la bomba: secondo il sindaco Tosi e il presidente Ederle, l’ing. Carlo Alberto Voi non può dirigere i lavori del filobus essendo il responsabile unico del progetto (RUP). E’ dura la polemica del consigliere comunale della lista Tosi Vittorio Di Dio, sponsor politico di Ederle. I due chiedono, a loro spese, un parere legale allo studio Zoppolato & Associati di Milano per verificare se Voi, che ha seguito tutto il progetto filobus, può o no essere il direttore dei lavori. Risposta: il ruolo di RUP è incompatibile con quello di direttore dei lavori. Nemmeno le dimissioni da RUP possono sanare la situazione, in quanto rischierebbero di coincidere i ruoli di controllato e controllore. Soluzione: bandire una gara per un direttore nuovo (ci vogliono mesi), oppure affidare l’incarico temporaneo a un dirigente del Comune: così partono i lavori e, semmai, si indice la gara per il futuro direttore. Voi la prende male. In AMT il clima peggiora. Per evitare guai ulteriori Stefano Ederle chiede che decida il Comune, che controlla il 100% dell’azienda. Si punta su un dirigente del Comune, perché consente l’avvio dei lavori, il 18 gennaio, e si risparmiano soldi. Vittorio Di Dio non esclude di chiedere di riesaminare la posizione di Voi come direttore generale. Guerra in vista. Continua a leggere

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Sono credibili coloro che dovrebbero realizzare il filobus?

Michele Bertucco (PD): “Abbiamo visto la posa di due “prime pietre”. Ormai abbiamo capito che la consegna dei lavori per il filobus non significa apertura dei cantieri: se tutto va bene, avverrà tra qualche mese. Eppure il Sindaco annuncia che il 18 gennaio 2016 saranno avviati i cantieri. Non importa se non se ne vedrà neppure uno! A Brescia hanno realizzato la metrò di superficie; a Padova e a Mestre, partiti dopo di noi, hanno creato un sistema integrato di trasporto pubblico. E noi?

Lo Stato ha finanziato l’opera da anni. Ogni nostra inefficienza diventa sperpero di denaro pubblico.

Ci chiediamo: chi pagherà i costi di gestione dell’opera?

Ancora: il nuovo filobus possiede i requisiti di legge da cui dipende il finanziamento statale? La legge dice che il finanziamento deve “favorire l’installazione di sistemi di trasporto rapido di massa, a guida vincolata, in sede propria, per migliorare mobilità e condizioni ambientali”. Il venir meno di alcune caratteristiche del filobus (non sarà a guida vincolata e non ci sarà l’accostamento pilotato dei mezzi alle banchine) può creare problemi, tanto più che il Ministero non è stato interpellato sui cambiamenti progettuali intervenuti e non sono giunte risposte su importanti quesiti. Continua a leggere

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Un appalto di 160 milioni merita gestori capaci

Dicembre 2015. Michele Bertucco (PD): “Il filobus è fermo. Tra chiacchiere e promesse, incognite e dubbi, l’incertezza è totale. ATV chiede ad AMT di ridefinire il piano del traffico, della viabilità e del trasporto pubblico, prima, durante e dopo i cantieri del filobus, ma del piano non c’è traccia. Non si conoscono i tempi del progetto e della costruzione del deposito e dei parcheggi scambiatori. Non si sa neppure chi dirigerà i lavori.

Non è ancora stato scelto il mezzo che dovrebbe circolare in città. Il sistema di accostamento automatico alle banchine e la guida vincolata non sono più previsti perché è fallita la ditta che li produceva. Manca la dichiarazione di conformità del mezzo. Dato positivo: la commissione tecnica ha concluso i lavori; a breve ci sarà la decisione definitiva sulla piena conformità del mezzo alle prescrizioni. In queste condizioni si pretende di consegnare i lavori.

Se il cantiere dovesse partire, si andrà in contrasto con la prescrizione della conferenza dei servizi che stabilisce l’obbligo di realizzare e collaudare i parcheggi scambiatori prima che il nuovo mezzo entri in servizio. Continua a leggere

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Nuovo Presidente in AMT – nuova storia per il filobus ?

Settembre 2015. Stefano Ederle, nuovo presidente di AMT, non cambia musica e rassicura i Veronesi: “L’iter preliminare per la progettazione del filobus si sta concludendo. Entro novembre 2015 i cantieri partiranno. Realizzeremo alla Genovesa le sedi e il deposito unico dei mezzi di ATV e AMT. Con l’inizio del 2016 i cittadini toccheranno con mano l’avvio di un’opera che cambierà Verona”.

Nei giorni successivi il Sindaco annuncia che il cantiere partirà il 18 gennaio 2016. Il filobus sarà pronto per l’estate 2019.  Tutto pronto? Qualcuno ci crede? Continua a leggere

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Si procede nell’ambiguità

Come stanno di salute le aziende costruttrici? Due sono in grave difficoltà:

Soveco abbandona l’Ati, essendo nella impossibilità di presentare il suo certificato antimafia.

Mazzi Costruzioni, tra i promotori stabili delle grandi opere dell’Amministrazione Tosi, delle quali nessuna è partita, ha le casse vuote. Le servono soldi per evitare il fallimento. Nel gennaio 2014 ha messo in vendita le commesse conquistate vincendo i bandi di gara di traforo, filobus e Ca’ del Bue. Sulla carta valgono milioni. I potenziali acquirenti però si defilano. Non è un dramma per la Mazzi Costruzioni, visto che, dopo un po’, è rinata con altri fondi. Dramma vero invece per i dipendenti: una sessantina restano senza lavoro.

Per i responsabili del progetto però va tutto bene. Germano Zanella (presidente di AMT, in scadenza di mandato): “Le difficoltà non incidono nei tempi e nell’iter per realizzare il filobus: c’è il tempo per risolverle senza condizionare il progetto, in collaborazione tra Provincia e Comune, a partire dal deposito della Genovesa. Continua a leggere

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