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Quinta osservazione: Sveglia, ragazzi!

Viene il momento di nominare membri di Consigli di Amministrazione, in particolare di AGSM. Chi nomina il sindaco Tosi? Quale contributo di dedizione e di competenza sono in grado di garantire i neo nominati? Il loro merito principale è che sono donne. Sono servetti che applaudono il ‘capo’. Ma il Sindaco va oltre; ne inventa una di belle: AGSM partorisce tre nuove aziende, ognuna con il suo presidente, stipendiato; con il suo CdA (alcune persone, pagate), con i suoi dirigenti (naturalmente stipendiati). Sono AGSM Energia, AGSM Distribuzione, AGSM Trasmissione. Ce n’era bisogno? No. Il servizio ai cittadini non cambia. E’ successo lo stesso, qualche tempo prima, con Acque Veronesi: nuovo presidente, nuovo CdA, nuove strutture. Quando AGSM inglobava tutti questi servizi, tutto funzionava come oggi. Queste scelte hanno lo scopo di rafforzare il Sindaco, circondandolo di ‘persone fidate’ e pagandone la fedeltà. Tanto a pagare gli stipendi sono i cittadini! Il poltronificio moltiplica gli stipendi.

Nessun politico è credibile se non promuove una legge severa su chi e come scegliere i membri dei CdA. Abbiamo riportato la proposta del M5S: è una delle possibili.

Non possiamo concludere senza un elogio dei Comitati contro il termovalorizzatore. Hanno studiato la questione rifiuti. Hanno parlato chiaro in tutta la fase del contenzioso, affermando la centralità del vivere sano, senza emissioni nocive. La loro costanza e la serietà dell’impostazione hanno pagato e oggi (per 5 anni) l’area di Ca’ del Bue è salvaguardata. La speranza è che la loro opera stimoli la ricerca di modalità ecologiche e pulite di trattare i rifiuti

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Quarta osservazione: Illusioni e sotterfugi

Un fatto fa capire l’inaffidabilità dei nostri amministratori. Nel 2012 il sindaco Tosi dava come concluso il rapporto di aggregazione tra AGSM e AIM Vicenza. In seguito il rapporto tra le due aziende si è raffreddato: il sindaco Variati h parlato di atteggiamento coloniale di AGSM nei confronti di Vicenza. Pareva comunque che AGSM tenesse molto al rapporto con Vicenza.

E invece cosa si viene a sapere?

Il 21 giugno 2016 AGSM e la trentina “Dolomiti Energia Holding” sottoscrivono una prima intesa: fino al 31 ottobre tratteranno in esclusiva per passare dal fidanzamento al matrimonio, accordandosi su poltrone e quote societarie. Nascerà un colosso della produzione e vendita di elettricità, escludendo i rifiuti. Verona e Trento assommano 2,1 miliardi di fatturato. Venturi: “Può nascere il quarto o quinto polo nazionale”. L’accordo è ancora da trovare, ma Cigolini intravede grosse potenzialità “per la complementarietà dei due gruppi: Trento è forte nella produzione di elettricità; Verona è strutturata nella distribuzione e nella vendita”. Trento dovrebbe rivendicare maggior peso, avendo 1,3 miliardi di ricavi contro gli 800 milioni di AGSM. Le teste da mettere insieme sono poche: Continua a leggere

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Terza osservazione:Dove sta la politica?

Sta zitta. Fa la solita brutta figura avvicinandoci rapidamente al baratro.

Partiamo dal Partito Democratico. Quando il sindaco Zanotto ha tentato di avviare Ca’del Bue, il PD era con lui: favorevole. Quando ci hanno provato Regione, Comune di Verona (leghisti) e AGSM diventa contrario e applaude i Comitati contro. Quando il Governa italiano ha ventilato l’idea di puntare su un termovalorizzatore nel Veneto tra i dieci impianti strategici di interesse nazionale, la posizione del PD veronese appare ambigua.

Veniamo alla Lega Nord. Atteggiamento uguale e contrario: si oppone al progetto Zanotto; quando Flavio Tosi, allora leghista, sostiene Ca’ del Bue, la Lega Nord è d’accordo, con convinzione; quando Tosi la abbandona, la Lega Nord diventa favorevole alla chiusura dell’impianto.

Se qualche potere dello Stato interviene si tratta dei giudici.

Senza commento!

Il colmo della comica piangente è Paolo Paternoster, segretario della Lega Nord e per anni presidente fidato di AGSM. Continua a leggere

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Seconda osservazione: Difficoltà di governo.

Sono evidenti le incertezze e la difficoltà di governo a livello nazionale e soprattutto regionale.

Il Governo italiano non ha saputo governare la situazione: ha seguito l’onda. “La gente protesta contro inceneritori e termovalorizzatori? La Regione Veneto non accetta imposizioni romane? Si arrangino. Mal che vada porteranno i loro rifiuti in Lombardia!”. E’ mancato un atteggiamento di governo che significa:

– calcoliamo la quantità di rifiuti da smaltire in Italia nei prossimi 30 anni;

– verifichiamo quanti di questi rifiuti sono trattabili con le strutture attuali nelle singole regioni d’Italia e in territori più vasti;

– conseguenza: abbiamo bisogno o no di termovalorizzatori e inceneritori?

– la situazione è uguale in tutta Italia o c’è chi è messo meglio e chi peggio?

– per quanto riguarda il Veneto come stanno le cose? Quali interventi sono richiesti? – Meglio: sono a disposizione modalità meno inquinanti per eliminare i rifiuti?

Sembra un percorso logico e facile, ma non si fa.

Un dato risulta inammissibile. Il solo parlarne è segno di inaffidabilità, di incapacità, di corruzione: Continua a leggere

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Cinque valutazioni conclusive di Tito Brunelli

Prima osservazione: 30 anni di guai.

Da 30 anni Verona parla di Ca’ del Bue:

– bene, perché pareva che la novità termovalorizzatore fosse piena di promesse e ponesse Verona in una posizione privilegiata nello smaltimento dei rifiuti: li avrebbe bruciati a prezzi contenuti e avrebbe creato energia per riscaldare buona parte della città. L’impianto, sperimentale, prometteva rispetto per ambiente e territorio e stuzzicava l’orgoglio e il portafoglio di molti veronesi;

– male, prima in conseguenza delle tangenti versate e di molti imbrogli di cui c’era sentore e perché si è via via capito che molti dei tanti soldi investiti erano buttati al vento. Tutto è crollato quando si è capito che l’impianto avrebbe dato poco alla città. Chi lo diceva, però (ricordo l’allora presidente Fiorini) andava in disgrazia, solo perché diceva la verità

Un dato andava emergendo: la rapidità con cui si muovevano (e oggi ancor più) sperimentazione, ricerca e scienza rende precario ogni progetto a lungo termine: quando si comincia a realizzarlo è già a disposizione un progetto più innovativo e affidabile, tanto più, come nel nostro caso, se gli impianti sono non garantiti, sperimentali, con difetti e imprevisti. Se un progetto si realizza in poco tempo e produce subito i risultati sperati ne siamo contenti: ha svolto la sua funzione. Continua a leggere

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Soli o accompagnati?

Ripercorriamo gli ultimi 4 anni.

Autunno 2012. Sindaco Tosi: “Alleanza fatta tra Verona e Vicenza: nasce una nuova società formata da AGSM Energia e AIM Energia. Insieme, con nuova forza contrattuale, acquisteranno e venderanno gas. Tra tre anni si fonderanno. Marciamo verso il polo Veneto ovest, con Rovigo, Trento e Mantova. In Italia resteranno 4 – 5 multi utility. Saremo una di queste”.

Marzo 2013. AGSM: “Il nodo sono le alleanze tra gestori dell’energia. Il futuro non potrà vedere AGSM da sola: in un mercato in cui il peso dei grandi gruppi aumenta, si deve andare nella direzione dell’aggregazione. Restare soli nei prossimi 5 anni è rischioso. Il Governo spinge in questa direzione: chi si aggrega e ricava soldi può utilizzarli fuori dal Piano di Stabilità. Al momento è in casa solo l’alleanza con AIM Vicenza. Attendiamo che la Regione approvi il Piano di smaltimento rifiuti. Solo allora decideremo”

Luglio 2015. Peggiorano i rapporti tra AGSM e AIM Vicenza. Achille Variati, sindaco di Vicenza: “Verona non è il centro del mondo. AGSM ha un atteggiamento coloniale nei nostri confronti”.

Verona avvia il dialogo con Trento. Continua a leggere

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Nomi e reclami

AGSM Distribuzione cambia nome (si chiamerà “Megareti spa”), logo e immagine. Continuerà a occuparsi della distribuzione e misura del gas metano e dell’energia elettrica del gruppo AGSM. Cambia il nome; non la sostanza.

Cause di reclamo e di contenzioso nei confronti di AGSM Energia:

errori di fatturazione nelle bollette; fatture con importi anomali rispetto alla media degli ultimi due anni; consumi presunti in acconto elevato; lettura errata del contatore; gestione della rateizzazione delle bollette; bollette di conguaglio; rifatturazioni o doppia fatturazione; ritardo nel trattamento della pratica; sospensione o riduzione della fornitura per contestata morosità; mancata osservanza degli obblighi previsti dal contratto.

Per agevolare e rendere più spedita la soluzione di tali controversie, legate a forniture di gas ed energia elettrica, le associazioni veronesi dei consumatori (Adiconsum, Lega dei consumatori e Movimento dei consumatori) hanno sottoscritto un protocollo d’intesa, attivando una procedura di conciliazione paritetica. Potranno accedervi tutti i clienti domestici di Verona e provincia, piccole e medie imprese e condomini. Continua a leggere

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