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Cinque valutazioni conclusive di Tito Brunelli

Prima osservazione: 30 anni di guai.

Da 30 anni Verona parla di Ca’ del Bue:

– bene, perché pareva che la novità termovalorizzatore fosse piena di promesse e ponesse Verona in una posizione privilegiata nello smaltimento dei rifiuti: li avrebbe bruciati a prezzi contenuti e avrebbe creato energia per riscaldare buona parte della città. L’impianto, sperimentale, prometteva rispetto per ambiente e territorio e stuzzicava l’orgoglio e il portafoglio di molti veronesi;

– male, prima in conseguenza delle tangenti versate e di molti imbrogli di cui c’era sentore e perché si è via via capito che molti dei tanti soldi investiti erano buttati al vento. Tutto è crollato quando si è capito che l’impianto avrebbe dato poco alla città. Chi lo diceva, però (ricordo l’allora presidente Fiorini) andava in disgrazia, solo perché diceva la verità

Un dato andava emergendo: la rapidità con cui si muovevano (e oggi ancor più) sperimentazione, ricerca e scienza rende precario ogni progetto a lungo termine: quando si comincia a realizzarlo è già a disposizione un progetto più innovativo e affidabile, tanto più, come nel nostro caso, se gli impianti sono non garantiti, sperimentali, con difetti e imprevisti. Se un progetto si realizza in poco tempo e produce subito i risultati sperati ne siamo contenti: ha svolto la sua funzione. Continua a leggere

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Soli o accompagnati?

Ripercorriamo gli ultimi 4 anni.

Autunno 2012. Sindaco Tosi: “Alleanza fatta tra Verona e Vicenza: nasce una nuova società formata da AGSM Energia e AIM Energia. Insieme, con nuova forza contrattuale, acquisteranno e venderanno gas. Tra tre anni si fonderanno. Marciamo verso il polo Veneto ovest, con Rovigo, Trento e Mantova. In Italia resteranno 4 – 5 multi utility. Saremo una di queste”.

Marzo 2013. AGSM: “Il nodo sono le alleanze tra gestori dell’energia. Il futuro non potrà vedere AGSM da sola: in un mercato in cui il peso dei grandi gruppi aumenta, si deve andare nella direzione dell’aggregazione. Restare soli nei prossimi 5 anni è rischioso. Il Governo spinge in questa direzione: chi si aggrega e ricava soldi può utilizzarli fuori dal Piano di Stabilità. Al momento è in casa solo l’alleanza con AIM Vicenza. Attendiamo che la Regione approvi il Piano di smaltimento rifiuti. Solo allora decideremo”

Luglio 2015. Peggiorano i rapporti tra AGSM e AIM Vicenza. Achille Variati, sindaco di Vicenza: “Verona non è il centro del mondo. AGSM ha un atteggiamento coloniale nei nostri confronti”.

Verona avvia il dialogo con Trento. Continua a leggere

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Nomi e reclami

AGSM Distribuzione cambia nome (si chiamerà “Megareti spa”), logo e immagine. Continuerà a occuparsi della distribuzione e misura del gas metano e dell’energia elettrica del gruppo AGSM. Cambia il nome; non la sostanza.

Cause di reclamo e di contenzioso nei confronti di AGSM Energia:

errori di fatturazione nelle bollette; fatture con importi anomali rispetto alla media degli ultimi due anni; consumi presunti in acconto elevato; lettura errata del contatore; gestione della rateizzazione delle bollette; bollette di conguaglio; rifatturazioni o doppia fatturazione; ritardo nel trattamento della pratica; sospensione o riduzione della fornitura per contestata morosità; mancata osservanza degli obblighi previsti dal contratto.

Per agevolare e rendere più spedita la soluzione di tali controversie, legate a forniture di gas ed energia elettrica, le associazioni veronesi dei consumatori (Adiconsum, Lega dei consumatori e Movimento dei consumatori) hanno sottoscritto un protocollo d’intesa, attivando una procedura di conciliazione paritetica. Potranno accedervi tutti i clienti domestici di Verona e provincia, piccole e medie imprese e condomini. Continua a leggere

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Ampia sintesi di una intervista a Giampiero Ciglini

Da “Il Corriere di Verona” dell’1 maggio 2016.

Il progetto “inceneritore di Ca’ del Bue” è tramontato per i seguenti mutamenti intercorsi:

– è caduta la possibilità di attingere ai contributi economici precedentemente previsti, in seguito a una normativa nazionale del 2012;

– sono cambiate le richieste: non più 190.000 tonnellate di rifiuti all’anno da trattare, ma 150.000.

In seguito alle mutate condizioni dall’epoca del bando (2010) a oggi, Urbaser, azienda che si è aggiudicata la gara, perché il piano finanziario regga, ha determinato la nuova tariffa della raccolta immondizie a Verona: passa dai 109 euro a tonnellata nel 2010 alle odierne 200 euro, cifra fuori mercato: contraria all’interesse pubblico. Infatti avrebbe inciso pesantemente nelle tasche dei veronesi con un aumento della tassa rifiuti (Tari). Ca’ del Bue così non sarebbe più risorsa per i veronesi, ma ulteriore tassa. A quel punto AGSM ha dichiarato che l’impianto cessa di essere di pubblico interesse e ha azzerato le procedure, a partire dalla gara.

Urbaser cerca un indennizzo: ritiene di poter incassare sui 3 milioni per i costi sostenuti. AGSM invece ritiene di chiudere la pratica senza sborsare danaro. I due enti cercano l’accordo. E’ in atto un confronto per una mediazione: non è colpa nostra se è finita così.

I soldi che Verona ha investito nel progetto sono130 milioni circa. Soldi non del tutto perduti.

L’impianto poi continuerà a lavorare circa 100.000 tonnellate di rifiuti all’anno, Continua a leggere

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Finalmente

In seguito alle molte novità, Urbaser aggiorna la tariffa per smaltire i rifiuti (150.000 tonnellate all’anno) con i forni a griglia, installati e gestiti da Urbaser: si passa da 110 a 200 euro a tonnellata.

Il CdA di AGSM respinge la proposta, “perché aumenta di circa il 20% le bollette energetiche dei veronesi. Non è più conveniente”. AGSM chiude il rapporto con Urbaser dicendogli che “se deve prendersela con qualcuno, questi sta in laguna, non a Verona (Comune e AGSM).

Perciò a dire addio Ca’ del Bue come termovalorizzatore (inceneritore di rifiuti per produrre energia; quindi soldi) non è la Regione, ma AGSM. Per chiudere definitivamente la vicenda, la Regione deve togliere Ca’ del Bue dal Piano regionale rifiuti. AGSM: “Qualcuno non ha il coraggio di presentare una apposita legge per la paura di essere citato per danno erariale”.

La notizia fa uscire gli abitanti del luogo, con le loro case, corti rurali, aziende agricole, da un incubo. “Addio fumi tossici nell’aria. Non ci speravamo più”. Resta l’amarezza per i soldi spesi male. Chi pagherà? Continua a leggere

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Il tira e molla

Gennaio 2016. Una mozione di maggioranza (Lista Zaia e Lega Nord) del Consiglio regionale impegna la Giunta a non attivare inceneritori, neppure quello di Ca’ del Bue. Bastano Schio e Padova. E’ già in atto la diminuzione dei rifiuti urbani inceneriti”.

Perché la decisione diventi operativa e definitiva, c’è bisogno di un nuovo Piano regionale rifiuti. Zaia: “Cancelleremo Ca’ del Bue dal Piano veneto dei rifiuti. Il Veneto è autosufficiente con i due impianti che ha. Prevediamo la differenziata al 76% entro il 2020, soglia già superata nel 2014 da 163 Comuni. Nel 2015 la quantità dei rifiuti urbani inceneriti è diminuita”.

Sindaco Tosi: “Ca’ del Bue non si fa. Ci fu imposto dalla Regione che adesso lo affossa. Meglio per noi. Il tema è serio. Voglio studiare a fondo cifre, numeri e dati. Addirittura il Veneto fa capire che sarà lui a portare fuori regione i rifiuti per smaltirli”.

Bertucco (PD): “Non è sufficiente cancellare Ca’ del Bue dal Piano regionale rifiuti. Vanno costruiti gli strumenti affinché proceda l’obiettivo del 76% di raccolta differenziata entro il 2020”.

Salemi e Albertini: “La Giunta Zaia colmi l’imbarazzante vuoto normativo che ha generato”.

Chiusura senza penale, spera AGSM. Urbaser punta a ottenere il 2,5% di 130 milioni: 3 milioni.

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Chi vuole Ca’ del Bue – 2

Fabio Venturi, presidente AGSM: “Il sindaco Tosi ha sempre confermato che, anche se cresce la raccolta differenziata, Ca’ del Bue resta necessario. Con la crescita della raccolta differenziata, calano i rifiuti che arrivano nell’inceneritore; ma resta una quota da smaltire, che non può essere riciclata. Se non andrà a Ca’ del Bue, la Regione si prenda la responsabilità di dire cosa se ne farà. Si deve decidere. La Regione, se ritiene che l’impianto serva, avvii il cantiere per rinnovarlo. Se decide che non serve, ha il diritto di eliminarlo, ma deve rifare il Piano regionale rifiuti e spiegare dove metterà le 170.000 tonnellate di rifiuti all’anno non trattate con gli impianti attuali. Se i rifiuti andranno altrove, il Veneto perderà l’autosufficienza in materia e smentirà quanto più volte dichiarato. Chi poi risarcirà i costi sostenuti?”.

Sindaco Tosi: “Il Comune esegue il programma regionale. L’ambiguità è che la Regione prevede Ca’ del Bue nel suo Piano rifiuti e incrementa la raccolta differenziata, che rende inutile l’impianto. Se lo elimina, deve far fronte a due conseguenze. Prima, giuridica: ci ha detto lei di farlo, con le caratteristiche messe a gara; quindi Urbaser, che si è aggiudicato la gara, potrà rivalersi sulla Regione. Continua a leggere

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