Dibattito sulle prossime elezioni

Che ne dite se parliamo tra noi in vista delle prossime elezioni politiche? La domanda è scontata: dove e in chi possiamo porre la nostra fiducia? La campagna elettorale è partita male. Le promesse elettorali ci lasciano indifferenti o arrabbiati. Abbiamo qualche appiglio solido?

SI

Paolo Gentiloni, Matteo Renzi, Pier Carlo Padoan, Marco Minniti, Dario Franceschini, Carlo Calenda, Graziano Del Rio, Maurizio Martina e, speriamo, Enrico Letta, hanno dimostrato di essere una garanzia per un’Italia europea, capace di costruire un futuro migliore per i cittadini.

Pubblicheremo alcuni articoli alla settimana,  fino alle elezioni del 4 marzo.

Tito  Brunelli                                                          Armando  Ferrarese

 

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Piccoli politici – Piccoli cittadini

Il solo pensare che Matteo Salvini abbia un ruolo importante nella politica italiana fa tremare: diffonde odio e rancore.

Proposta di Berlusconi sulla cacciata dall’Italia degli immigrati: “Chi, quale Paese se li riprenderà? Nessuno lo sa. Non ne ha la minima  idea neppure Berlusconi. La sua dichiarazione evidenzia l’incosciente superficialità con cui i politici italiani trattano il tema immigrazione.

E’ superficiale tenere in vigore la legge Bossi-Fini, sull’immigrazione, secondo la quale il modo legale per far entrare in Italia immigrati per ragioni economiche è che un imprenditore italiano, in cerca di lavoratori, si rivolga a uno straniero interessato chiedendogli di essere assunto con regolare contratto di lavoro. Ipotesi irrealistica.

Sui fatti di Macerata. La classe politica non va oltre lo sdegno e il losco calcolo politico. Nessuna idea. Nessuna proposta. Nessuna capacità di trarre lezione da quanto successo.

I reati commessi da immigrati sono, percentualmente, enormemente superiori (60%) a quelli commessi da italiani. Continua a leggere

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Bisogna dire NO all’odio

Bisogna dire NO all’odio verso gli immigrati, al rancore sociale e agli imprenditori della paura. Dobbiamo ricucire le nostre comunità”

(Gualtiero Bassetti, presidente dei Vescovi italiani)

Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica: “L’Italia ha bisogno di sentirsi comunità di vita, in cui tutti siamo legati da una sorte comune; in cui si vive insieme agli altri senza diffidenze. Se manca la comunità, l’egoismo porta inevitabilmente alla diffidenza, all’ostilità, all’intolleranza e, qualche volta, alla violenza”.

Silvio Berlusconi: “Cacceremo dall’Italia 600.000 immigrati che non hanno diritto di rimanere”.

Matteo Salvini, segretario della Lega: “La Sinistra ha le mani sporche di sangue. La responsabilità morale di qualunque episodio di violenza che accade in Italia è di chi ci ha riempito di clandestini. I tifosi dell’immigrazione di massa seminano odio e paura: sono delinquenti e istigano alla violenza. Sui social tutti condannano ogni episodio di violenza, ma tutti collegano questo (Macerata) e altri episodi ai danni dell’immigrazione fuori controllo, che porta con sé rabbia e scontro sociale. Il problema è il milione di clandestini in circolazione”.

Pietro Grasso e Laura Boldrini: “Basta odio. Salvini è tra i responsabili di questa spirale di odio e di violenza che dobbiamo fermare al più presto”.

Antonio Polito (sui fatti di Macerata: massacro di Pamela Mastropietro – fermo di Oseghale Innocent Continua a leggere

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La questione immigrati è al centro del dibattito politico in vista delle elezioni del 4 marzo

………… più della crisi economica e della disoccupazione

Come ha affrontato il problema il governo di centro sinistra ?

Rivendichiamo un lavoro straordinario: nessuno prima di noi è riuscito a raggiungere i risultati che abbiamo conseguito. Quando dico “noi” penso alla nostra Italia. E’ una vittoria dell’Italia. Stiamo riuscendo a governare i flussi, perché abbiamo creduto che un accordo con la Libia rappresentasse una svolta. Tutti ci dicevano che era inutile andare in Libia, vista la situazione di quelle terre. Quando abbiamo firmato l’accordo con Sarraj ci hanno accusato di essere scesi a patti con un signor nessuno. Invece abbiamo avuto ragione. Abbiamo messo in campo un modello e dobbiamo esserne fieri. Abbiamo combattuto e sconfitto l’illegalità, avviando una gestione legale dei flussi di persone, togliendola dalle mani di trafficanti di persone. Non possiamo dimenticare: pochi mesi fa sono arrivati in Italia oltre 10.000 migranti in 36 ore e tutti gli Stati europei tenevano chiusi i loro porti. Nel Mediterraneo c’erano le navi di sette organizzazioni non governative. Ricordiamo che nella scorsa estate l’Austria minacciava di schierare i carri armati e di bloccare la frontiera del Brennero, con danni gravissimi per la nostra economia. In pochi mesi la situazione è cambiata: sono crollati gli sbarchi e i morti in mare sono diminuiti. Il nostro impegno ha fatto sì che l’Unione Europea ha condiviso l’intesa con la Libia e i nostri partner, Francia e Germania in testa, hanno positivamente collaborato con noi. Abbiamo costretto anche i paesi più scettici a partecipare. Ora siamo in prima linea. Sappiamo però che non è sufficiente. La sfida continua. Sarò soddisfatto quando non ci saranno più vittime. C’è chi ci accusa di aver ceduto sul rispetto dei diritti umani. No. Anzi: abbiamo portato in Libia le agenzie dell’ONU per il rispetto dei diritti umani, come l’Unker. Abbiamo aperto un corridoio umanitario tra la Libia e l’Italia: Continua a leggere

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La parola ai lettori

Pubblichiamo con piacere la mail di Giorgio Chini, scusandoci per il ritardo. Giorgio  ha commentato l’articolo “Dibattito sulle prossime elezioni   ” in questo modo:

” La probabilità che uno solo dei tre raggruppamenti abbia la maggioranza è bassa.
Nel caso di grande coalizione dx.centro.sx la certezza è l’incapacità di portare avanti alcun progetto andando quindi a premiare nelle altrettanto probabili elezioni anticipate il movimento 5 stelle. Forse è più opportuno che vadano loro, adesso, a dimostrare quanto sanno fare. Se riescono, bene, se non riescono pagheremo tutti un prezzo ma a mio avviso sarà più basso che rimandando.”

 Scriviamo alcune note che speriamo utili. Riprenderemo il discorso negli ultimi giorni della campagna elettorale.

Sembra certo, che nessuno dei tre grandi raggruppamenti (Centro Destra- Centro Sinistra – Movimento 5 Stelle) avrà la maggioranza assoluta degli eletti alla Camera e al Senato della Repubblica.

I capi dei raggruppamenti ripetono che puntano a vincere e che non faranno alleanze tra di loro. Intanto però circolano ipotesi per un governo di coalizione:

  • Forza Italia (FI) e Partito Democratico (PD);
  • Movimento 5 Stelle (M5S) e Lega;
  • M5S e Centro Sinistra (CS);
  • PD- FI-Liberi e Uguali (LeU).

Il collante sarebbe il programma, ma è difficile ipotizzare su quali linee programmatiche si potrebbe raggiungere un accordo. Possiamo poi pensare che ci siano spinte perché l’attuale Presidente del Consiglio Gentiloni resti nel suo l’incarico.

Una ipotesi ci pare plausibile tra quelle elencate per un governo nazionale: l’alleanza FI-PD-LeU. Qualche giorno fa Pietro Grasso, coordinatore di LeU, ha detto che il suo gruppo potrebbe essere disponibile per una maggioranza con l’unico obiettivo di scrivere la nuova legge elettorale prima di tornare al voto. Ma un governo non può avere il solo Ministro delle riforme istituzionali e l’Italia non può permettersi di essere senza governo. Ci sarebbero ministri e sottosegretari. A quel punto tutto diventa possibile, soprattutto perché gli eletti ce la metteranno tutta per conservare l’incarico a lungo. Come dici, nel caso di grande coalizione è probabile che il governo sia bloccato e incapace di portare avanti progetti di valore, favorendo così, alle nuove elezioni, il M5S. Di governo bloccato si parlava anche 5 anni fa, ai tempi del governo del Presidente del Consiglio Enrico Letta. Ma poi, 4 anni fa, il nuovo Presidente Matteo Renzi, oggi respinto da molti italiani, ha fatto fare un balzo in avanti all’Italia, in particolare sul piano economico e dell’occupazione. Anche un Presidente tipo Gentiloni potrebbe aprire nuove prospettive sulla base di un dialogo serio e sereno tra partiti.

Non possiamo invece condividere l’idea di lasciare spazio al M5S. Presentiamo alcuni tra i tanti motivi: che governo ci potremmo aspettare da alcune centinaia di parlamentari, la maggior parte dei quali si vedranno per la prima volta in Parlamento? Che progetto comune possono avere persone che neppure si conoscono? Governare non è come fare opposizione. Nella scorsa legislatura, poi, Beppe Grillo è stato guida ferrea del Movimento. Di Maio non è la stessa cosa. Reggerà il M5S? “Se non riescono – concludi – pagheremo tutti; ma è peggio rimandare”. No. Il rischio non è proponibile.

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Se andassero al governo M5S, Lega e Berlusconi ….

Fine gennaio 2018 – Davos (Svizzera) – Assemblea tra esponenti mondiali dell’economia. Federico Fubini (giornalista) racconta l’atmosfera che circonda l’Italia riferendo le parole della coordinatrice Stephanie Flanders quando presenta Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia in Italia: “Un eccellente economista che ora, tristemente, deve fare il Ministro dell’Economia del suo Paese”. All’estero l’Italia è rappresentata per la cronica debolezza dell’economia e per il caos della politica. Nessuno parla dell’export fuori Europa, che supera la Francia, e delle riforme approvate da un Parlamento che sembrava ingovernabile. Il Presidente del Consiglio Gentiloni, a Davos, ha sottolineato che la crescita in Italia nel 2017 è stata più che doppia rispetto alle previsioni internazionali e ha aggiunto: “Il centro sinistra può vincere le elezioni e proseguire nelle riforme. In ogni caso saremo il pilastro di una possibile coalizione”. A queste parole ad alcuni delegati è sfuggito un sorriso di derisione, annota Fubini. Ma è la nostra speranza: questo governo ha fatto più riforme rispetto a quanto si auguravano i più ottimisti. L’Italia sta affrontando sfide enormi . Se non le supera c’è il rischio che la crisi ritorni. Saprà continuare le riforme e diventare una economia vitale? Spetta agli Italiani decidere. Quello che ci dice la nostra storia recente è che con governi guidati, con diverse modalità, da Berlusconi le possibilità di uscirne bene sono zero: Berlusconi ha fallito a ripetizione. In 24 anni ha contribuito quasi nulla allo sviluppo delle politiche del Paese. Ai suoi fallimenti hanno rimediato, con fatica, prima Prodi, poi Monti e, negli scorsi 5 anni, il governo di centro sinistra. Chi ha mostrato di non saper governare è doveroso che non governi.

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I cambiamenti in atto

Domande importanti sul mercato del lavoro

La ripresa che si constata è destinata a continuare o no?  ……… Siamo di fronte, o no, a una modifica strutturale del mercato del lavoro?

Difficile rispondere. Oggi, rispetto al passato, vediamo:

  • più occupati, ma anche più precari: aumenta la quota di lavoro precario, a tempo determinato;
  • i contratti sono meno garantiti dalla legge, a favore dei datori di lavoro; lavorare non garantisce un reddito sufficiente: molte famiglie con uno stipendio vivono in povertà;
  • nell’arco della vita si cambia lavoro più volte;
  • più giovani lavorano, ma peggiora la qualità del lavoro; a trainare la crescita sono soprattutto i contratti a termine.

Occorre capire perché molti imprenditori preferiscono questo tipo di contratto.

Le leggi sul lavoro hanno creato soprattutto posti di lavoro precari. Matteo Renzi : “Negli scorsi 4 anni si è puntato alla quantità del lavoro: a che molte persone trovassero una occupazione. D’ora in poi si dovrà curare la qualità dell’occupazione”. Non è accettabile che il 90% dei nuovi occupati, negli ultimi 2 mesi, abbia firmato un contratto a termine, prevalentemente per impieghi di basso valore, contratti stagionali legati a turismo e feste particolari, manifattura di bassa qualità. Padoan: “Se le imprese preferiscono il lavoro a termine, vuol dire che le norme sul lavoro vanno corrette, ad esempio ridisegnando gli incentivi alle aziende, da tempo esauriti. Comunque il Jobs act (la legge sul lavoro) ha avuto un ruolo molto positivo”.

Il bene dei nostri giovani e dei lavoratori in genere è che:

  • L’Italia abbia un governo forte, come quello degli ultimi 5 anni, in grado di dire la sua dove conta;
  • Germania e Francia aprano il confronto con l’Italia e con gli altri Paesi europei;
  • non ci sia un governo italiano diffidente verso l’UE, formato da Movimento 5 Stelle e Lega, che possa decidere o faccia percepire che l’Italia lasci l’Europa. Sarebbe il baratro davanti a noi.

 Moscovici, responsabile economico dell’UE: “L’Italia è indebitata; deve contenere il debito: più spende per pagare gli interessi meno spende per servizi pubblici utili alla popolazione”.

Nei confronti dell’Italia, gli investitori internazionali hanno un solo timore:

  • “Può andare al governo nazionale un raggruppamento che possa portare l’Italia fuori dall’euro?”.

Il Partito Democratico scommette sulla continuità. Gentiloni: “Abbiamo raggiunto livelli occupazionali eccezionali e i conti sono in ordine. Questi risultati sono costati sacrifici a famiglie, imprese e lavoratori: non possono essere dilapidati. Sarebbe irresponsabile. Tra gli obiettivi della prossima fase politica c’è quello di passare alla riduzione, graduale ma significativa, del nostro debito pubblico”.

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Novembre 2017. Dati Istat sullo stato del lavoro e dell’occupazione in Italia

– L’ occupazione è aumentata oltre ogni speranza. A novembre 2017 gli occupati superano i 23 milioni: un record. Mai successo. E’ la cifra più alta dal 1977, anno in cui l’Istat ha cominciato a raccogliere i dati. Il tasso di occupazione (la percentuale di occupati sul totale della popolazione) è il più alto mai raggiunto in Italia: il 58,4%: + 0,9% rispetto al 2016. Tra settembre e novembre 2017 il numero dei lavoratori è cresciuto di 85.000 unità. Nel novembre 2017 gli occupati sono oltre 60.000 in più rispetto ad ottobre.  E’ record anche per il tasso di occupazione femminile: tocca il 49%: + 0,9% rispetto al 2016. Aumentano anche i giovani con un lavoro (precario purtroppo). Il segno + è dovuto a un boom di lavoratori a termine. Invece i lavoratori con contratto stabile sono calati di 16.000 unità.

 – Il tasso di disoccupazione resta molto elevato. Aumenta purtroppo tra gli ultra 50enni (+ 0,3%). Scende però la disoccupazione: – 2% nei tre mesi di fine anno 2017; – 1% nell’intero anno, con un tasso che tocca l’11%. Dato molto positivo: nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni, il tasso di disoccupazione, cioè la percentuale di disoccupati sul totale degli attivi, è sceso nell’anno (dati di novembre) al 32,7%. Rispetto al mese precedente il calo è di 1,3 punti percentuali. Per un utile confronto, Continua a leggere

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