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Scorcio che ammiri – cassonetti che trovi

Luglio 2014. La mappa dei luoghi suggestivi di Verona oscurati dai cassonetti dei rifiuti è lunga; riguarda molti quartieri. Sono ammassati, pieni, visibili, mal ridotti, maleodoranti. Abbruttiscono molti angoli cittadini: vie, vicoli e piazze. Ne sono immuni i monumenti principali; non tutti però, come il Conservatorio, Banco Popolare, palazzo Diamanti. Zona calda: i dintorni di piazza Erbe, via Pellicciai verso via Mazzini, la Domus Mercatorum verso la sinagoga; da piazzale Indipendenza ai Palazzi Scaligeri, con cortile Mercato Vecchio, del Tribunale e piazza Dante. Sei bidoni sono in piazza Santa Toscana e all’imbocco di via San Nazaro; di fronte alla chiesa di San Tomaso. Un ‘benvenuto’ poco piacevole: i 5 cassonetti alla Giarina.
E’ migliorata la situazione intorno all’Arena e alle Arche Scaligere.
Andrea Miglioranzi (presidente AMIA): Continua a leggere

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Un sito di valore resta nell’abbandono. Si apre una speranza

Giugno 2014. Ceolara. Santa Croce. Tanti progetti. Nulla di fatto. Giacomo Marani e Giorgio Furlani (PD): “L’Amministrazione Zanotto ha stanziato 800.000 euro per la Ceolara”, storico edificio di inizio Novecento, simbolo del borgo, da anni in abbandono. Sul suo recupero il quartiere spera da tempo. Veti della Sovrintendenza e lievitazione dei costi hanno spinto l’attuale maggioranza a spostare gli 800.000 euro, aumentati di 200.000, sul rifacimento della biblioteca di Borgo Trieste. Tutti d’accordo: “Almeno si amplia la biblioteca”.

I lavori dovevano partire nel 2013, ma ancora non è completata la fase progettuale, per cui l’impiego dei fondi è stato posticipato di due anni: forse nel 2015.

Come numero di utenti questa è seconda dopo la Biblioteca Civica. Il prestito di libri è cresciuto dai 15.000 nel 2006 ai 35.000 nel 2010”. Ben vengano nuovi spazi.

Amministrazione: i soldi per ampliare la biblioteca ci sono. Assessore Casali: “Progetto e soldi ci sono”. Spada, presidente della VI^ Circoscrizione: “Il cantiere parte l’anno prossimo”.

Considerazioni di Tito Brunelli Continua a leggere

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Occorrono progetti all’altezza dei tempi

Gennaio 2014. Borgo Venezia. Ex Albi. Lungo viale Venezia, oltre a ex Tiberghien ed ex Pasqua, c’è un’altra area dismessa: l’ex concessionaria Albi Marcellino: due anni fa lo stabile è stato raso al suolo. Dovevano sorgere 60 appartamenti (lavori mai partiti); crescono invece arbusti ed erbacce. I problemi sono di progettualità e sicurezza.

Giorgio Furlani (PD): “In quello spazio entrano molti bambini. Non abbiamo bisogno di un vigile. Bisogna decidere cosa fare di questi ruderi. Basta abitazioni. Meglio centri culturali, ludici, ricreativi. Il Comune elabori un progetto che coinvolga costruttori edili, aziende artigiane, enti e operatoti turistici, associazioni culturali e di categoria, per creare soggiorni di qualità, favorendo livelli aggregativi e ricreativi adatti a un turismo più stabile”.

Nota di Tito Brunelli. Continua a leggere

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Viale Venezia e dintorni: spazi abbandonati

Novembre 2013. Porta Vescovo. Desolazione in via Rosa Morando: serrande abbassate ed esercizi commerciali chiusi. Automobili ovunque, anche sui marciapiedi. Giardini sporchi.

Una mamma: “Attraversare l’incrocio di Porta Vescovo è pericoloso. Mi piacerebbe girare a piedi con il passeggino, in sicurezza. Non ci sono zone verdi per il gioco dei bambini: quelle accanto alla Porta sono sporche; a terra si trova di tutto. Non mi fido a lasciar giocare il bimbo”. Servono controlli nella zona mal frequentata.

PD: “A Porta Vescovo l’Amministrazione ha abbandonato ogni progetto di riordino. Il semaforo davanti alla Porta crea gravi rischi. L’area scivola verso il degrado, con presenze costanti e preoccupanti nei giardini pubblici. Continua a leggere

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Spazi da recuperare – Odori da eliminare

Ottobre 2013. Santa Lucia. In fondo a via Guerrieri, sotto il cavalcavia ferroviario di via Sommacampagna, un’area verde abbandonata da anni, preda di degrado e trascuratezza, è luogo di ritrovo notturno di poveracci. Va riqualificata, in base alla destinazione d’uso, in accordo con la proprietà: la Diocesi. Residenti: “E’ sito da ripulire dalle sterpaglie. Tagliamo noi l’erba; raccogliamo detriti, lattine, bottiglie e qualche siringa. I frequentatori sono coppiette, drogati, persone che arrivano dai binari. Una soluzione va individuata. Si può pensare a orti comunali?”.
Novembre 2013. Madonna di Dossobuono. Petizione “Scaccia odori” nei confronti di “Veneta Bitumi”, azienda che produce asfalti nella cava di ghiaia Ca’ Facci di via Mantovana. I residenti segnalano odori nauseanti in uscita dall’immenso buco. Si rivolgono a Daniele Bernato, presidente della IV Circoscrizione, e a Francesco Centon (lista Tosi). “Guaio antico. Chiediamo l’intervento di Arpav (agenzia per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto) per le verifiche all’impianto acceso”. Enrico Toffali, assessore all’Ambiente: “Gli accertamenti non rilevano nulla. Sembra che gli odori mutino secondo la pressione atmosferica e i venti”.
I proprietari: “In agosto abbiamo fatto le nostre verifiche. I parametri sono in linea con la tabella della Provincia. Le proteste arrivano ora che la produzione cala: siamo passati da 30 a 5 o 6 camion al giorno. Chiuderemo l’azienda e l’area potrà diventare un grande parco”. Continua a leggere

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Considerazioni di Tito Brunelli sul piazzale della stazione

Sullo stato di piazzale XXV Aprile abbiamo detto: è una vergogna per Verona e per le Ferrovie dello Stato. Anche chi non frequenta l’ambiente si prenda un’oretta e verifichi di persona.
Ripetiamo la domanda che da anni ci facciamo: ci saranno finalmente una stazione e un piazzale ordinati e accoglienti a disposizione dei Veronesi e dei molti turisti? Avverrà nei primi mesi del 2015? Ce lo auguriamo ma chi se la sente di garantire?
Aggiungiamo due riflessioni, già note ai nostri lettori.
Prima. La notizia dell’avvio dei lavori in piazzale XXV Aprile non è del 2003. Sono stato eletto consigliere comunale nella primavera del 1998. Nel luglio di quell’anno, il neo eletto Consiglio comunale è stato convocato su un tema presentato come urgente: le Ferrovie dello Stato, attraverso Grandi Stazioni, aveva deciso un intervento immediato per adeguare la stazione ferroviaria di Verona alle nuove esigenze. Continua a leggere

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Crediamo che piazzale XXV Aprile possa rinascere?

L’area della stazione ferroviaria è tra i principali segni dell’incapacità di Verona di risolvere i suoi problemi. Da decenni disservizi e disagi non trovano soluzione: figuracce su figuracce riguardano la ristrutturazione interna dell’edificio, il piazzale e le zone circostanti.
Ristrutturazione interna. Proteste per lo stato di abbandono e la carenza dei servizi. Nonostante l’accoglienza dignitosa di alcuni negozi, l’immagine è di un luogo preda del degrado: sporco, immondizia negli angoli e sui binari; lucernari rotti che spandono acqua piovana nell’atrio; bagni vecchi e sgangherati; sale d’aspetto malandate, prive di qualsiasi comfort; vani vuoti pieni di calcinacci. L’organizzazione non va: è carente l’assistenza ai viaggiatori. Da 5 anni manca l’Ufficio informazioni: i turisti sono abbandonati. Continua a leggere

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Quanto pesa e costa il completamento di una pista ciclabile ?

Giugno 2014. Una pista ciclabile, già programmata dall’Amministrazione Zanotto, collega Porta Vescovo e San Michele. L’Amministrazione Tosi, in sette anni, non è riuscita a completarla. A tratti si interrompe, creando problemi di sicurezza e di continuità nel procedere per i cittadini del quartiere che vogliono raggiungere la città in bicicletta. Per renderla fruibile per intero e renderla sicura, mancano poche centinaia di metri. Oggi è un brutto biglietto da visita per la città e un serio pericolo per i ciclisti.

Valutazioni di Tito Brunelli Continua a leggere

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Non doveva accadere: l’estate 2014 senza le piscine di via Galliano

Tarda primavera 2014. Via Galliano: lido e piscine comunali. Nell’estate cittadina sono tradizionale punto di riferimento per eccellenza, frequentato da migliaia di veronesi. Quest’anno sono in desolante abbandono. Nessuna società sportiva si è presentata alle due gare d’appalto indette dal Comune per la gestione dell’impianto: si prevedeva la concessione per 15 anni, con l’impegno del gestore di ristrutturare l’impianto con un intervento radicale, a proprie spese: sui 2 milioni. Fallita questa strada, il Comune ha proposto un affidamento fino a settembre, compresa la pulizia e la sistemazione delle vasche. Nessuno si è fatto avanti. L’estate sarà senza lido e senza le sue piscine.

Il Comune minimizza: Continua a leggere

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Quale futuro per l’ex Tiberghien?

Febbraio 2013. E’ una gigantesca area dismessa (38.000 mq): un importante ex lanificio, con palazzine e capannoni in alcuni casi pericolosi, in via Unità d’Italia (San Michele). Abbandonata da una decina di anni, oggi è rifugio e dormitorio per senza fissa dimora e poveracci. E’ diventata terra di nessuno: cittadella di puzzolenti rifiuti, dello spaccio, di tossicodipendenti e di sbandati.
I residenti, in particolare gli artigiani, denunciano che la loro presenza crea “paura per la sfrontatezza di queste persone, che sono entrate in due officine meccaniche, in un negozio di ferramenta e in una vetreria. Si calano dai tetti e fanno razzia di quello che trovano”.
Hanno anche provocato un incendio. I controlli delle forze dell’ordine non le scoraggiano.
Partito Democratico: “La Regione ha inserito l’ex Tiberghien in un progetto di recupero insostenibile, Continua a leggere

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