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Valutazione conclusiva di Tito Brunelli sul caso Giacino

 

Vicenda deprimente quella di Vito Giacino e della moglie. Partecipiamo alla loro attuale sofferenza, ma è doveroso che emerga la verità.

Sottolineiamo un aspetto: la vicenda ha coinvolto, con i due coniugi, dirigenti comunali, dirigenti di aziende partecipate, tecnici comunali, imprenditori e aziende. Si parla poco dei dirigenti comunali, persone, spesso di valore, in una posizione delicata: se operano secondo la legge e contraddicono gli amministratori eletti, possono correre il rischio di perdere il posto o di essere trasferiti dove non possono nuocere. Presumibilmente è avvenuto qualche mese fa nella questione ex Arsenale. Nel caso Giacino alcuni dirigenti si schierano con lui o si chiamano fuori. Potrebbero fare altrimenti? Evidentemente sì, ma (ripetiamo) con loro rischio. I magistrati per primi, conoscendo la situazione, non li considerano utili testimoni. Sta di fatto che senza il loro intervento e la loro collaborazione (vedi l’articolo precedente) il politico fa poca strada. Occorre interrompere queste complicità occulte, con leggi e regolamenti, ma soprattutto con un progetto di educazione professionale “salva cittadini” da pensare bene e insieme.

E’ tempo di smetterla con la storia delle poche mele marce in un vassoio di mele buone. Non è vero ciò che ci sentiamo ripetere ogni volta che accadono misfatti; che cioè ci sono alcune persone marce, ma il popolo è buono e pieno di energie positive. Da anni sento questo discorso riferito a Verona. Se ci illudiamo con queste bugie non ne andiamo fuori. Non è così: se c’è un colpevole permanente del malaffare siamo proprio noi: popolo bue, pronti a fare i nostri interessi a qualsiasi costo e ad affidarci al ‘capo’ di turno, lasciando a lui il compito di ‘proteggerci’, ritirandoci intanto a fare i nostri affari e a imbrogliare appena si presenta l’occasione. Esempio chiaro: paghiamo le tasse perché non possiamo farne a meno; ma se appena si presenta la scappatoia chi paga più?

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“Bizzarro parere”: Un nuovo esposto di Bertucco

 

Metà marzo 2014. Il capogruppo del P.D. Michele Bertucco presenta in Procura un esposto sull’iter amministrativo che ha portato il Comune ad autorizzare i lavori di ristrutturazione dei due appartamenti, in un edificio del 1939 realizzato dall’architetto Fagiuoli, acquistati dalla Lodi in via Isonzo nell’aprile 2010, utilizzando permessi e autorizzazioni negati al precedente proprietario, ottenuti, secondo i giudici, con un “colpo di magia”.

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Meno male che c’è Giorgio Massignan

 

Le scelte relative a volumetrie e destinazioni d’uso delle aree definite dal PAT e dal P.I. sono state decise durante l’assessorato di Giacino, così come l’adozione del project financing per ristrutturare le caserme Santa Marta e Passalacqua, per il traforo delle Torricelle e per l’Arsenale. E’ da spiegare la fretta dell’ex assessore nel voler approvare, prima delle dimissioni, la variante urbanistica per la realizzazione di un centro commerciale di fronte alla Fiera.

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La voce di Gianni Dal Moro, deputato PD

 

E’ voce diversa: “La situazione preoccupa. Quanto accaduto aumenta il disgusto dei cittadini per la politica. Non alimentiamo un clima di sospetti e vendette. Centrale è evitare il blocco, che dura da tempo, di questa nostra città che è attesa da scelte importanti: Vinitaly-Expo, aeroporto, AGSM, crisi aziendali mancanza di una idea di sviluppo. Il Sindaco non deve dimettersi; non può però minimizzare: deve garantire trasparenza e discontinuità. Una difesa arroccata fa male.

Va bene la commissione di inchiesta su quanto avvenuto a Verona negli ultimi anni, in particolare sulle scelte urbanistiche, verificando tutti i passaggi amministrativi relativi alle scelte urbanistiche della Giunta, per facilitare il giudizio dei cittadini. Il lavoro del dottor Sala non basta. Al suo fianco serve una commissione di inchiesta che rappresenti tutti i partiti del Consiglio comunale. La proposta di Bertucco mi pare nell’interesse di tutti, per recuperare un minimo di credibilità e di fiducia nella politica.

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Partito Democratico: attacco frontale al sindaco Tosi

 

“Diffidiamo di quanti vorrebbero far passare la vicenda Giacino come affare circoscritto a lui e signora. A Verona non impera un sistema Giacino, come si cerca di far credere, ma un sistema Tosi. Le eventuali responsabilità penali di Giacino sono personali; ma il Sindaco non può fingere di ignorare che da questa e da altre vicende giudiziarie emergono ombre di gravissima responsabilità che investono l’Amministrazione. Il Sindaco ha scelto la squadra. Lui deve spiegare alla città perché quanto successo abbia potuto avvenire sotto i suoi occhi senza che se ne accorgesse. Non può continuare a far finta di non sapere quello che il suo vice faceva. Il futuro di Verona e quello di Tosi sono legati e lui non è più credibile. Il sistema che ha creato è segnato dalle peggiori nefandezze: tangenti, AGEC, parentopoli.

L’urbanistica è talmente complessa che è impensabile che un uomo solo, per quanto potente, possa manovrare tutto a suo piacimento. Ogni provvedimento riceve infiniti pareri di conformità dai tecnici e viene vagliato più volte sotto il profilo degli indirizzi politici. Da molto tempo abbiamo ingaggiato battaglia sulle scelte urbanistiche di Giacino.

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Domanda delle domande: l’Amministrazione Tosi ha prodotto risultati positivi o no?

 

Due interventi significativi

– Stefano Valdegamberi (consigliere regionale): “Basta attacchi sul piano personale. Bisogna parlare di scelte amministrative: quelle fatte da Tosi stanno portando la città, e di riflesso la provincia, sulla china del baratro: l’Amministrazione Tosi provoca perdite tra i 20 e i 30 milioni all’anno”.

– Andrea Marani (costruttori): “A Verona non si muove nulla da anni. A giudicare dall’immobilismo delle pratiche sembra che corrompere non serva a nulla. Pagare mazzette non è mai giustificabile. Se qualcuno sa deve parlare: non si fanno queste cose. I reati vanno perseguiti”.

Due opposizioni

Movimento 5 Stelle: “Il Sindaco non poteva non sapere. L’arresto di Giacino mette in dubbio l’operato dell’intera Giunta: tutti hanno fallito. Occorre revocare tutti gli atti portati avanti da Giacino, a partire dal centro commerciale davanti alla Fiera. Il suo arresto è la punta di un iceberg che in poco tempo farà crollare l’intero sistema Verona e il suo imperatore Flavio Tosi.  Il tumore ha intaccato uffici comunali, enti e società partecipate. Serve una nuova Giunta”.

SEL: “Le accuse a Giacino riguardano l’attività edilizia e le scelte urbanistiche che non potevano non essere a conoscenza del Sindaco. Questo sistema di potere ha portato la città a un ruolo di marginalità avvilente: degrado e mancanza di prospettive”.

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Dibattito politico e polemiche

 

Il sindaco Tosi: Vito Giacino era e resta un amico e gli amici non si abbandonano mai. Spero che riesca a dimostrare la sua innocenza. Rispetto ai cinque anni dell’Amministrazione Zanotto, in cui nulla è stato fatto, abbiamo ottenuto nuovi investimenti; abbiamo votato il Piano di Assetto del Territorio (PAT) e varato il Piano degli Interventi (P.I.), unici tra le città del Veneto. Quanto agli investimenti urbanistici, immobiliari e commerciali, al centro di tante polemiche, siamo stati e restiamo convinti che, ove siano compatibili con il tessuto della città, essi vanno favoriti, specialmente in un momento economico difficile. Rivendichiamo di aver sbloccato partite ferme da decenni: filobus, ex Cartiere, ex Officine Adige e tante altre.

Cerco di fare il sindaco nel modo migliore. Sarebbe bello che si parlasse di quello che è stato fatto e si sta facendo per la città. I Veronesi vedono la mia azione amministrativa e i risultati”.  Tosi punta a tornare alla quotidianità dell’impegno.

Gli amici di Tosi: Tosi attraversa un momento difficile?

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