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Considerazioni finali di Tito Brunelli.

I Veronesi neppure se ne accorgono: Questo è il vero dramma!

Se qualcuno dicesse che:

– una grande azienda pubblica veronese, AGEC, favorita dal Sindaco, da anni presenta un bilancio con un deficit pesante, sui 6 milioni;

– uno degli ultimi Presidenti di questa azienda (Croce), voluto dal Sindaco, è stato cacciato violentemente dallo stesso Sindaco;

– un altro Presidente, voluto dal Sindaco, dopo pochi mesi dall’incarico, ha colto la prima occasione per andarsene;

– Venturini, presidente che ha preceduto Galli Righi è stato indagato e condannato in primo grado;

– Tartaglia, lo storico direttore generale dell’azienda, e alcuni suoi collaboratori sono finiti prima in carcere e poi agli arresti domiciliari e, a conclusione di due processi penali, sono stati condannati in primo grado per aver “turbato” aste pubbliche, pilotato le gare per la gestione delle mense scolastiche pubbliche, distrutto documenti pubblici e favorito, in tutti i vergognosi modi possibili, il direttore generale;

– altri dirigenti e dipendenti AGEC sono indagati;

– il CdA che ha preceduto l’attuale, voluto dal Sindaco, nell’autunno scorso è stato cancellato dal Sindaco stesso;

– l’attuale CdA, nominato dal Sindaco circa 10 mesi fa, è caduto in disgrazia, duramente richiamato dallo stesso Sindaco per non aver rispettato le indicazioni ricevute, …

Se qualcuno azzardasse di dire e ripetere che questa è la situazione dell’azienda comunale che ha il compito di gestire le case comunali e che ha avuto dal Sindaco, negli ultimi 7 anni, Continua a leggere

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Anno 2009. Altra svolta

Il servizio mense passa ad AGEC

A Verona il servizio mense scolastiche è stato sempre gestito dal Comune, con mense in 165 scuole; 67 centri cottura pasti; 15.000 pasti al giorno.

Nel 2009 il servizio mense per le scuole d’infanzia comunali, primarie e secondarie, passa a AGEC, che lo affida a società esterne. Col risparmio si potranno ammodernare cucine e impianti.

Sono 300 i dipendenti: cuochi, aiuto cuochi, custodi, bidelli, guardarobieri, addetti alle pulizie. Sono 230 i lavoratori precari, a tempo determinato, assunti da agenzie. Spettro disoccupazione per circa 40 lavoratori precari; l’impegno ad assumerli fa la differenza tra le aziende concorrenti.

Base d’asta per l’assegnazione del lavoro: 17 milioni, per tre anni.

Anno 2012. Ulteriore svolta:Servizi cimiteriali e onoranze funebri passano ad AGEC

AGEC crea una società per servizi cimiteriali e onoranze funebri. Presidente del CdA: Francesca Toffali; consiglieri: Renata Franchini ed Edoardo Nestori. Stipendi ad amici?

Valdegamberi: “Presidente e consiglieri operino gratis e siano scelti per le loro capacità, non per appartenenza a una lista che ha concorso alla vittoria del Sindaco”. Qualcuno ci fa caso?

E’ previsto un investimento rilevante nel settore crematorio.

Nota di Tito Brunelli. Il fatto che servizi importanti: farmacie, mense e cimiteri passino ad AGEC è segno di grande apprezzamento del sindaco Tosi nei confronti del dg di AGEC Tartaglia.

Questo che fa emergere ancora di più il danno prodotto dal suo comportamento, che lo porta a due condanne in primo grado. Il Sindaco aveva anche un altro scopo, dichiarato: recuperare soldi subito spendibili per coprire i buchi del bilancio comunale.

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Valutazioni di Tito Brunelli

Quarta. Amministrazione del “fare” o del “fare nulla”?

“Fare” è da tempo sulla bocca e sui manifesti di Flavio Tosi e dei suoi seguaci. Lo diciamo da sette anni: il “fare” a parole dell’Amministrazione non è mai diventato “fare” nelle opere.
Un esempio: ho letto con un sorriso amaro il depliant con il quale l’allora assessore Paolo Tosato si è presentato alla campagna elettorale che lo ha portato prima in Regione e poi in Parlamento: aveva 8 quadri, ognuno con una “realizzazione”. Tra questi c’era lo spartitraffico verde di viale Piave. Due dei quadri riportavano annunci. E’ il “fare nulla”.
Se rileggiamo il programma di partenza, l’unico punto realizzato è stato l’abbattimento delle ex Cartiere, senza nulla costruire. L’unica opera in città sono i parcheggi: non mancano i limiti, tanto che si parla di denunce e di processi, ma ci sono.
Facciamo notare due stranezze: Continua a leggere

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Valutazioni di Tito Brunelli

Terza. C’è un futuro per l’Amministrazione Tosi?

Sul tema ci muoviamo con preoccupazione: è in questione il futuro della nostra città.
Negli ultimi anni abbiamo avuto molte occasioni di dire che il tempo di Flavio Tosi a Verona è finito e che la sua Amministrazione è in condizioni tali per cui non è in grado realizzare più nulla. Oggi ci chiediamo se esiste ancora l’Amministrazione Tosi.
La situazione è di fine impero: ‘amici’ sono diventati nemici; hanno abbandonano il ‘capo’; cercano altre collocazioni e nuovi capi. Il Sindaco resiste e commette molti sbagli. Avrebbe una fine migliore, a Verona, se decidesse di riconoscere che quello che poteva dare ha dato. Può tentare (difficile!) di percorrere altre strade, nella prospettiva di riemergere al momento opportuno.
Lo farà Flavio Tosi? Continua a leggere

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Valutazioni di Tito Brunelli

Seconda. “Cercasi Sindaco, disperatamente”

Indipendentemente dalle condanne giudiziarie, i casi Giacino, Tartaglia, Parentopoli, ‘ndrangheta segnalano che i criteri con cui noi veronesi siamo stati amministrati non sono quelli del bene comune. Verona ha perso la strada della solidarietà, nei confronti sia degli immigrati sia dei concittadini di vecchia data. Diventiamo un insieme di egoismi. Le cause sono molteplici; pesa molto però che chi ha responsabilità non faccia la sua parte. Nei primi anni di governo, Tosi parlava molto. Purtroppo non proponeva un’idea di città; si distingueva nei giochetti della politica e dell’amministrazione; appariva spesso al fianco della Polizia nella cacciata di diseredati; faceva la voce grossa contro i deboli. Da un paio d’anni il Sindaco parla poco, sempre meno. Non fa chiarezza sulle questioni aperte in città: neppure ci pensa. Verona è priva di guida politica. Il Sindaco è assente, perché assorbito dalle sue ambizioni nazionali e perché non sa più cosa dire e cosa fare a Verona: non ha più testa per la città che dovrebbe governare.. Continua a leggere

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Valutazioni di Tito Brunelli

Prima. Due modi di concepire la politica 

Capita di parlare dello stato di Verona con persone valide che giudicano positivamente l’Amministrazione Tosi. Richieste di motivare tale giudizio, spesso non sanno dire neppure una realizzazione concreta dell’Amministrazione. Quasi sempre si arriva allo stesso punto: “Ricordate come era Verona ai tempi di Zanotto? C’erano immigrati e nomadi ovunque: avevano occupato la città”. Questo risulta l’unico motivo di apprezzamento nei confronti dell’Amministrazione Tosi, che ha concentrato l’attenzione dei cittadini su pochi (o solo uno) temi prioritari, affascinando l’opinione pubblica con le potenti armi di distrazione di massa, che hanno accompagnato i primi anni dell’Amministrazione.
Si parlava, e con enfasi, di ex Cartiere, con le due torri di vetro alte più di 100 metri (dove sono finite?); di ex Lux; di traforo; di filobus, … Continua a leggere

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Critiche pesanti, capaci di stroncare l’Amministrazione Tosi, vengono da tecnici comunali

Passante Nord. Alcuni tecnici comunali si chiedono se è possibile procedere alla nuova gara per realizzare il tunnel a una canna, dato che i 53 milioni che Autostrada A4 si dice pronta a mettere a disposizione per il traforo, al momento non ci sono.

Si chiedono: “Si può procedere “come se” quei soldi ci fossero? O è meglio che si riveda il Piano economico finanziario, in modo da renderlo sostenibile anche senza quei 53 milioni?”.

Il dubbio viene dall’interno: da funzionari comunali. Il rilievo è forte.

Ex Arsenale. E’ pezzo pregiato del patrimonio immobiliare cittadino. In seguito a forte pressione popolare, il Sindaco spiega al responsabile della Rizzani De Eccher, il gruppo che intende ristrutturare e gestire l’immobile con una valorizzazione anche commerciale, che il project financing per il nuovo Arsenale va bene, ma i 99 anni di affidamento dell’immobile sono troppi. Si può puntare a 80, per il 30% dell’area ad uso privato. La modifica è sostanziale. Occorre far quadrare i conti. De Eccher si riserva la risposta. Da allora: silenzio. Il Sindaco si occuperà personalmente della questione. Forse altri imprenditori sono interessati, come la finanziaria Finint, presieduta da Enrico Marchi. L’idea è costituire un fondo immobiliare, con varie partecipazioni. Il Comune parteciperebbe con l’Arsenale, Palazzo Pompei e l’ex convento di San Domenico. L’Arsenale piace anche a catene della grande distribuzione.

Opposizioni (PD, M5S, Forza Italia) e Comitato di residenti chiedono che l’intera area resti a uso e a gestione pubblici. Bertucco (PD): “Dopo tanti annunci, anche l’intervento all’Arsenale è ai box di partenza e il Comune tiene in banca i 12 milioni che potrebbero essere impiegati per arrestarne il declino. L’idea del fondo immobiliare può andar bene per edifici che si intende dismettere: si aspetta che il privato tolga le castagne dal fuoco; ma questo è il contrario di ciò che fanno le Amministrazioni serie. Dal 2007 assistiamo al vuoto di idee e proposte, a pressapochismo e a dilettantismo senza precedenti. Anche gli altri edifici storici vengono buttati sul mercato a seconda delle esigenze di bilancio. Senza Cariverona e Cassa Depositi e Prestiti ci sarebbero state vendite?”.

E siamo a fine luglio 2015.

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