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Interventi effettuati a Pradaval, senza successo

Daniela Drudi (lista Tosi), presidente della Circoscrizione “Centro storico”: “Le abbiamo provate tutte, ma la situazione non è cambiata; anzi, negli ultimi mesi, è peggiorata: brutto biglietto da visita per la città e per i turisti:

– abbiamo collocato bacheche e dato vita a esposizioni e iniziative culturali, per presidiare la zona;

– abbiamo sistemato i giardini e creato nuovi arredi.

La soluzione possibile è far vivere la piazza e creare un presidio di controllo per tutto il giorno.

Penso a un progetto pilota a Pradaval (se funziona si potrà esportare): un migliore impianto di illuminazione e un presidio permanente di vigilanza”. Continua a leggere

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Paura a Pradaval. Chi garantisce sicurezza?

Novembre 2012. Nei giardini di Pradaval, a 200 metri da piazza Bra, sostano gli spacciatori. I carabinieri arrestano alcuni fornitori di droga, da vendere presso le scuole Betteloni, all’ex zoo e in zona università. Allarmano anche degrado, scarsa sicurezza e mancato ordine pubblico. Oltre ai drogati ogni giorno bivaccano in piazza, da mattina a sera, senza dimora e alcolizzati che rendono i giardini una delle zone meno sicure della città. Gli stessi chiedono l’elemosina davanti alla chiesa di San Luca. Commercianti e residenti denunciano la situazione insostenibile. Sono tre gruppi: una decina di tossici, una quindicina di rom e alcuni romeni, che bevono, si drogano, defecano in pubblico e litigano tra loro. Meglio non attraversare i giardini di sera: qualche ubriaco aggredisce, ad esempio lanciando lattine. Sono poco produttivi i presidi di poche ore delle forze dell’ordine: occorre allungare il controllo.

“Abbiamo paura, assediati da alcolisti e tossicomani. Quando litigano, speriamo che succeda qualcosa di grave; così per un po’ i controlli aumentano. Chi ci amministra sottovaluta il problema; chi ha il potere di cambiare la situazione deve sbrigarsi o, prima o poi, qualcuno si farà giustizia da solo davanti alle ripetute provocazioni e intimidazioni di questi sbandati. Si può cominciare migliorando l’illuminazione dei giardini”.

* Ai primi di dicembre il titolare del chiosco dei fiori in Pradaval è stato derubato dell’incasso della giornata (circa 300 euro). Ma la sequenza della criminalità è lunga.

Non solo Pradaval. Lamentele sull’ordine pubblico e sul degrado arrivano da

– via Mantovana (Santa Lucia): “Non se ne può più. Sembra una giungla – Se mi fermo in negozio oltre le 20 chiedo ad amici di accompagnarmi – Girano facce strane – Ho paura”. In ottobre c’è stata una sparatoria. Continua a leggere

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Conosciamo la Lega Nord (4)

Per non dimenticare: ricordate la proposta dei presidi spia?
La Lega Nord lancia l’idea. Poi la ritira per le reazioni negative. Ma l’idea avanza e torna a galla. Scopo ottenuto.

Aprile 2009. Dopo i medici spia, arrivano i presidi spia: in quanto incaricati di pubblico servizio, saranno tenuti a denunciare il clandestino che iscrive il figlio a scuola. La Lega Nord poi fa marcia indietro: i genitori extracomunitari non saranno obbligati a presentare il permesso di soggiorno per iscrivere i propri figli alla scuola dell’obbligo, come il Ministro dell’Interno aveva proposto nel pacchetto sicurezza: “Prevale per i minori il diritto a partecipare alle lezioni scolastiche”. Continua a leggere

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Conosciamo la Lega Nord (3)

La nostra memoria corta ricorda i medici spia?

Chi di noi, anni fa, avrebbe pensato che uno straniero in Italia senza permesso è in condizione di reato? Oggi pochi ci badano. Vittoria della Lega Nord.

Decreto Sicurezza. Lega Nord: “Garantiamo pure le cure mediche anche ai clandestini, ma subito dopo vanno segnalati alle forze dell’ordine”. Chi lo deve fare? Toccherà ai medici denunciare gli irregolari. Continua a leggere

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Conosciamo la Lega Nord (1)

Conosciamo la Lega Nord

Arrivano tante notizie sulla Lega Nord. Ascoltiamo e non ci badiamo. Se le mettiamo insieme emergono un quadro e un progetto preoccupanti, con lo scopo di far dormire il nostro intelletto.

Partiamo da ‘notizie’ del 2009. Seguiranno quelle del 2010. Quadro e progetto si fanno chiari.

Dove sono le ronde?

Memoria corta? Non lasciamoci ingannare

Giugno 2009. Maroni a Pontida: “Le chiamano ronde. Ebbene sì: vogliamo le ronde”.

Ottobre 2009. Le ronde? Chi, dopo l’approvazione della legge che le istituisce, si aspettava un proliferare di ‘sentinelle’ è rimasto deluso. Nel Nord Est, patria delle ronde, reclamate a gran voce, non risulta alcuna richiesta di iscrizione presso le Prefetture.

E il “modello Verona”, come disse il ministro Maroni? Gli assistenti civici veronesi si sono visti alcune volte nel parco San Giacomo, a Golosine, sui bastioni di San Zeno, presso il parco Raggio di Sole. Ma, da tempo, non si vede più nulla. Continua a leggere

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Quello che il sindaco Tosi dice e quello che fa (18)

“L’estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia espressamente prevista dalle convenzioni internazionali. Non può in alcun caso essere ammessa per reati politici” (Costituzione della Repubblica Italiana, n° 26)

Questione espulsioni. Espellere i privi di reddito, di lavoro e di casa?

3 marzo 2008: governa ancora Prodi. E’ all’attenzione il diritto di soggiorno dei cittadini europei; è esplicito il riferimento alla “liceità e dimostrabilità delle fonti di reddito del cittadino europeo che intende stabilirsi sul territorio italiano per più di 3 mesi”. E’ uno stop alle espulsioni di cittadini comunitari che non hanno fonti di reddito lecite e dimostrabili. Continua a leggere

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Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (97)

“Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge” (Costituzione della Repubblica Italiana, n° 25)

La sicurezza non è il primo problema che abbiamo in Italia

Paolo Maruzzo (avvocato). La microcriminalità da sempre viene attuata da chi vive ai margini, da ‘pitochi’; essa può creare allarme sociale maggiore rispetto a reati gravi, ma non si può parlare di emergenza. E’ una follia dire che la sicurezza è il primo problema che abbiamo in Italia. I gravi fatti che hanno sconvolto Verona in questi anni sono stati commessi da italiani. Continua a leggere

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Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (89)

“Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la ostituzione e le leggi” (Costituzione della Repubblica Italiana, n° 54)

Umberto Curi (filosofo e opinionista) : i cittadini chiedono allo Stato di garantire la sicurezza

E’ un autentico paradosso. I dati forniti dal Ministero dell’Interno testimoniano nel Veneto una netta diminuzione dei delitti. D’altro lato la partita elettorale viene decisa in larga misura sul tema della sicurezza. Continua a leggere

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Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (76)

“Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore” (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, n° 27)

Conferenza episcopale triveneta – Commissione per le migrazioni

Tra gli immigrati irregolari ci sono anche le badanti

Pur condividendo le esigenze di sicurezza e di tutela, un’azione indiscriminata nei confronti di sinti e rom, presentandoli tutti come persone dedite alla criminalità, è una sfasatura della realtà oggettiva. Chi vive nella legalità va tutelato e rispettato.

Circa il decreto sicurezza: non è ammissibile vedere solo negli immigrati irregolari e clandestini la causa della situazione di criminalità. Tra gli immigrati irregolari ci sono anche le badanti. Gli imprenditori premono per  quote consistenti di lavoratori stranieri per poter garantire la prosecuzione delle loro attività imprenditoriali. Continua a leggere

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Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (75)

“Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, a godere delle arti e a partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici” (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, n° 27)

Vescovo di Padova Mattiazzo, in accordo col Prefetto

Si alzi un muro di indignazione

Crescono ombre razziste. Nella provincia di Padova si sperimentano forme di giustizia fai-da-te: occorre uno stop. Segni di paura e di insicurezza talvolta rasentano razzismo e xenofobia, falsati da una informazione che deforma la realtà, presentandola a una dimensione. Questa rincorsa a chi la inventa e la spara più grossa non è produttiva.

C’è vuoto di memoria storica. Si alzi un muro di indignazione. La Chiesa di Padova rifiuta ogni forma più o meno esplicita di razzismo e sottolinea con forza la necessità di recuperare i valori che sottendono al perseguimento del bene comune. Continua a leggere

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