Articoli pubblicati nel nostro blog nel giugno – luglio 2012 – numero 2

Le mafie riguardano solo il Sud?

– Pierpaolo Romani di Avviso Pubblico, associazione anti mafie: “La mafia è diffusa e presente, con grande disponibilità di denaro, ovunque c’è un tessuto economico forte. Minaccia tutto il mondo economico e finanziario. Il ricco Nord Est è terra di reinvestimento, di riciclaggio di enormi profitti. La vera emergenza sicurezza in Italia sono le mafie e la corruzione”. – Procuratore Caselli: “L’impresa criminale diventa impresa economica. La mafia prospera in imprese legali di copertura; compra i migliori cervelli; sta nelle maggiori città italiane; lì reinveste, costruisce, presta danaro, accumula capitale: è un progressivo avvelenamento dell’economia pulita e della concorrenza. L’economia sana non può competere. Oggi il mafioso è in doppiopetto, laureato, con attività professionali. La questione morale è impallidita, se non eclissata: se non uccide, la mafia non presenta problemi. L’assuefazione è il danno peggiore che possiamo farci”. – Procuratore Schinaia: “Quando non uccide, la mafia sta facendo grandi affari. C’è chi vede nelle disgrazie altrui un’occasione di illegalità. Si deve capire se le grandi opere, concesse con mega appalti dai Comuni, servono ai cittadini o sono per far fare soldi e investimenti alle imprese. Mafia è il connubio inscindibile tra politica e criminalità. Di mafia parliamo tanto e facciamo poco. Le istituzioni devono combattere i centri di potere politico ed economico”. – Procuratore Papalia: “La corruzione cresce. Si tratta di piccoli organismi (P2 – P4) che si intrufolano nella Pubblica Amministrazione per trarne profitto. La mafia nel Nord c’è da sempre; ha operato con il riciclaggio, il traffico di rifiuti, la manodopera in nero. Oggi modifica le sue attività.

Procura voti e applausi in cambio di favori e di lavori. Consegue che in Parlamento si applaudono onorevoli collusi. Occorre evitare forme di contiguità che rendono non credibile la politica, sciogliere i conflitti di interesse, rendere reato il falso in bilancio e tornare alla responsabilità giuridica delle aziende corrotte e corruttrici, con confisca dell’equivalente”. .- Antonio Manganelli, capo della Polizia: “Il rischio di infiltrazioni esiste; anzi, la mafia è infiltrata in tutto il territorio, soprattutto dove c’è il richiamo della ricchezza”. – Gerbera Gialla, associazione antimafia, a Verona nel maggio 2012: “La mafia uccide al Sud e sale al Nord in giacca e cravatta per riciclare soldi, prezzo del sangue. Ha colonizzato la Lombardia. Si sta insediando in Veneto. Offre molti soldi; in periodi di crisi è difficile rifiutarli. Volontà politica per combatterla: inesistente. La forza della ‘Ndrangheta sta nel fatto che non se ne parli”. Lo Stato estraneo – Nell’ambito criminale l’unità d’Italia esiste. Le ragioni socio economiche sfuggono solo a chi si gira dall’altra parte. Molti mafiosi sconfitti nel Sud si sono trasferiti al Nord. Si nota una strana differenza: al Sud la gente si sta mobilitando; al Nord pochi collaborano. E’ radicato un sentimento di estraneità verso lo Stato e di indifferenza verso l’interesse collettivo: noi Italiani non abbiamo il minimo turbamento quando neghiamo a Cesare quello che è di Cesare. Ce la sentiamo di schierarci dalla parte delle Istituzioni e della legge e di dichiarare che è nel giusto chi le difende? La criminalità organizzata è radicata al Sud, dove è la maggior parte dei centri decisionali; ma è da tempo al Centro e al Nord il suo mercato più ricco: vastissimo, in crescita, in nero. Il 7% della ricchezza del Nord finisce nel consumo di droga. Più della metà del fatturato criminale è legato al traffico di stupefacenti. Da Genova a Venezia per la ‘Ndrangheta è colonizzazione: un ininterrotto via vai di traffici, affari, relazioni pericolose con il mondo politico. In Lombardia si gioca il controllo dei subappalti delle grandi opere. In Piemonte e in Liguria, dove sono state individuate quattro organizzazioni, i clan si battono per il libero accesso a infrastrutture strategiche, come i porti di Genova e La Spezia. Vengono poi movimento terra, smaltimento rifiuti, edilizia, sfruttamento cave, in cambio del sostegno elettorale ai politici. Sono costanti i rapporti con i forti clan della Calabria.

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