15 dicembre 2013: Entra in vigore il nuovo orario cadenzato. Come va?

Primi giorni: caos e incubo:  treni in ritardo crescente, corse soppresse, convogli strapieni, insufficienti a contenere tutti i passeggeri, disservizi, come vagoni sporchi e privi di climatizzazione.

Viaggiatori infuriati. Molti sono rimasti a piedi.

I pendolari veneti spendono ore e ore sui binari.

Chisso: “Male. Battesimo non soddisfacente”.

Fine dicembre. Continuano le polemiche, ma la situazione migliora, soprattutto per la puntualità.

Lavoratori e studenti pendolari evidenziano le falle della nuova programmazione:

– le linee entro i confini della regione, specialmente quelle verso est, in particolare a Venezia, sono state potenziate.

– le linee a scavalco tra Lombardia e Veneto e sulle tratte ovest risultano penalizzate.

– sono sfavorite le piccole stazioni (i convogli si fermano meno) a favore degli scali principali.

– coincidenze sfavorevoli.

Metà gennaio 2014 . In seguito ad aggiustamenti, il servizio torna alla situazione precedente: piccoli ritardi per la congestione della rete e per la precedenza data all’alta velocità. Pesanti carenze delle corse notturne e al mattino verso le 4. Assenza di convogli dalle 9 alle 13. Si ritiene che non ci si muova tra le città del Veneto in mattinata? Sulla Verona-Venezia, Treviso-Portogruaro, Belluno-Padova ci sono buchi tra le partenze di 2-4 ore: il servizio si ferma per la manutenzione dei binari. Perché questi lavori non si fanno di notte?

I pendolari lamentano disagi a causa del cambio di orari.

Si avanza l’ipotesi di un rincaro dell’abbonamento mensile.

Rfi (rete ferroviaria italiana) e Trenitalia concordano come adeguare le esigenze di manutenzione della rete al nuovo orario. Trenitalia ha immesso nella rete 200 treni in più.

Fine gennaio. Secondo Regione e Trenitalia l’orario cadenzato ha migliorato il traffico ferroviario. Il 91,3% dei treni regionali viaggia con ritardi inferiori ai 5 minuti ed è puntuale nel 90% dei casi anche nelle ore di punta. Se si considera accettabile un ritardo di 15 minuti, il 98,23% non sfora tale soglia migliorando di un punto la performance dello scorso gennaio.

Chisso: “Il servizio è migliorato in maniera netta sull’asse Venezia-Padova-Vicenza-Verona. Rispetto alle necessità degli utenti permangono disagi. Li supereremo. Entro aprile, con l’entrata in servizio di 20 nuovi treni, il sistema sarà a regime. Resta da decidere come finanziare ulteriori investimenti necessari per migliorare l’orario cadenzato. Non è escluso l’aumento del prezzo dei biglietti singoli (non degli abbonamenti)”.

Dopo questo intervento di Chisso sul miglioramento del trasporto ferroviario dopo 40 giorni dall’inizio dell’orario cadenzato, Piergiorgio Cortelazzo (Ncd) afferma: “Se i dati sono così incoraggianti, che film abbiamo visto nelle scorse settimane? I disagi e le carenze segnalati sono solo un problema organizzativo? Dipendono o no dalle scarse risorse finanziarie messe in campo?”

 

 

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Archiviato in Collegamenti ferroviari, Eredità Tosi, Il trasporto pubblico, Infrastrutture, La Verona del sindaco Flavio Tosi

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