Sitram. Comune denuncia Comune.

 Il progetto di realizzare una tranvia di superficie a Verona è del 1997.

Nel 2001 AMT, al 100% proprietà del Comune di Verona, ha costituito Sitram , società col compito di progettare e realizzare la tranvia, nell’ambito di un sistema di trasporto pubblico di massa.

Ma l’unica realizzazione di Sitram è stata un buco nei bilanci di AMT e Comune, sul quale Corte dei Conti ha aperto un’indagine che sta per concludersi. Sono stati soldi spesi per una società autonoma, distinta da AMT. Vengono chiamati in causa anche l’ex sindaco Sironi e l’ex assessore alle partecipate Darbi.

Nel 2003 il sindaco Zanotto ha sciolto Sitram, facendo tornare progettazione e lavori sotto il controllo diretto di AMT. Lo stesso Zanotto e l’assessore Pozzerle hanno consegnato i lavori della tranvia a Siemens. Il passaggio fu curato dal neo presidente AMT Giampietro Leoni e dal suo successore Wilmo Ferrari.

Novembre 2010. Relazione della Guardia di Finanza alla Procura: “Sitram ha operato solo per il Comune e solo per il progetto tranvia, con personale in parte trasferito da AMT e in parte direttamente assunto. Il sistema pare finalizzato non a evitare consulenze esterne, ma a erogare compensi a terzi, aggirando le regole di trasparenza”.

Secondo Corte dei Conti, Sitram ha causato danno erariale: una spesa per creare una società mai effettivamente utilizzata.

Nel frattempo la prima giunta Tosi ha sostituito la tranvia col progetto filovia.

Estate 2013. La Corte di Cassazione decide che a giudicare gli amministratori di AMT dovrà essere il tribunale ordinario. Corte dei Conti giudicherà l’operato di Michela Sironi e di Darbi “a condizione che il giudice contabile accerti un danno erariale derivante dai loro comportamenti”.

Secondo la Corte dei Conti “la scelta di ricorrere a Sitram, anziché utilizzare un ufficio di AMT, ha determinato costi sproporzionati”. Contesta la spesa per creare una società mai utilizzata. Cita Sitram in giudizio per danno erariale di 1.094.000 euro per realizzare “una società pressoché inutile o forse utile solo a coloro che, a vario titolo, vi hanno assunto cariche, percependo compensi, anche in presenza di evidenti conflitti di interesse, con nessuna utilità per la comunità veronese che si accollata i costi”: sperpero di denaro pubblico.

Corte dei Conti del Veneto avverte il Comune che procederà a chiedere il danno erariale nei confronti di Sironi e Darbi, aggiungendo che “questa Procura ritiene sussistano tutti gli elementi per un’azione di responsabilità davanti al giudice ordinario per i danni prodotti da AMT”. Ha chiesto perciò al sindaco Tosi di valutare, per cautelarsi, se intraprendere azione di responsabilità nei confronti della Sironi, di Darbi e dei dirigenti di allora di AMT, per far pagare a loro i danni eventualmente accertati dalla Corte dei Conti.

La giunta Tosi risponde che procederà in giudizio “per i danni prodotti ad AMT dagli amministratori della società”, tra cui compagni di partito di Tosi, a partire dal presidente Zaninelli.

I fatti risalgono al lontano 2001, per cui è probabile che si arrivi alla prescrizion

 

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