Archivi del giorno: 14 aprile 2014

Un caso emblematico: l’Aeroporto Catullo

 

Marzo 2012. “Gli intoccabili”, trasmissione televisiva di La7 condotta da Gianluigi Nuzzi, presenta un servizio sulla presunta parentopoli leghista veronese.

Momento televisivamente forte: il vicesindaco leghista di Villabartolomea, rintracciato per le affermazioni rilasciate a Il Corriere di Verona (“La Lega Nord fa bene ad assumere i suoi, ora che è al governo”), prima parla con la giornalista; poi, quando le domande lo mettono in difficoltà, corre lontano, lasciandola col microfono a mezz’aria.

Aeroporto Catullo. Estate 2012. Il CdA della precedente gestione è sotto esame per:

Assunzioni politiche. L’ex presidente Fabio Bortolazzi ne parlò con La7. L’ex direttore generale Massimo Soppani confermò: “L’aeroporto è stato influenzato e usato come vacca da mungere, come luogo dove piazzare amici e parenti, da chi rappresentava interessi politici e sindacali. In alcuni casi ho risposto “no”; in altri non è stato possibile. In almeno 5 occasioni ho assunto persone non necessarie”.

Continua a leggere

Annunci

1 Commento

Archiviato in Aeroporto Catullo, enti economici veronesi, Eredità Tosi, Vicende giudiziarie

Gli interventi della magistratura nei confronti delle aziende e degli enti pubblici veronesi pare non finiscano mai

 

Malaffare in Azienda Provinciale Trasporti (APT) e in AGEC, seguito poi da  “parentopoli” e caso Giacino. Non è ancora sufficiente.

Pubblicheremo ora alcuni articoli riportanti delle vicende simbolo della “parentopoli” infinita.

 N.B. Le notizie che riportiamo nei prossimi articoli sono apparse, con ampio rilievo, sulla stampa locale.

Lascia un commento

Archiviato in Aziende partecipate, enti economici veronesi

Valutazione conclusiva di Tito Brunelli sul caso Giacino

 

Vicenda deprimente quella di Vito Giacino e della moglie. Partecipiamo alla loro attuale sofferenza, ma è doveroso che emerga la verità.

Sottolineiamo un aspetto: la vicenda ha coinvolto, con i due coniugi, dirigenti comunali, dirigenti di aziende partecipate, tecnici comunali, imprenditori e aziende. Si parla poco dei dirigenti comunali, persone, spesso di valore, in una posizione delicata: se operano secondo la legge e contraddicono gli amministratori eletti, possono correre il rischio di perdere il posto o di essere trasferiti dove non possono nuocere. Presumibilmente è avvenuto qualche mese fa nella questione ex Arsenale. Nel caso Giacino alcuni dirigenti si schierano con lui o si chiamano fuori. Potrebbero fare altrimenti? Evidentemente sì, ma (ripetiamo) con loro rischio. I magistrati per primi, conoscendo la situazione, non li considerano utili testimoni. Sta di fatto che senza il loro intervento e la loro collaborazione (vedi l’articolo precedente) il politico fa poca strada. Occorre interrompere queste complicità occulte, con leggi e regolamenti, ma soprattutto con un progetto di educazione professionale “salva cittadini” da pensare bene e insieme.

E’ tempo di smetterla con la storia delle poche mele marce in un vassoio di mele buone. Non è vero ciò che ci sentiamo ripetere ogni volta che accadono misfatti; che cioè ci sono alcune persone marce, ma il popolo è buono e pieno di energie positive. Da anni sento questo discorso riferito a Verona. Se ci illudiamo con queste bugie non ne andiamo fuori. Non è così: se c’è un colpevole permanente del malaffare siamo proprio noi: popolo bue, pronti a fare i nostri interessi a qualsiasi costo e ad affidarci al ‘capo’ di turno, lasciando a lui il compito di ‘proteggerci’, ritirandoci intanto a fare i nostri affari e a imbrogliare appena si presenta l’occasione. Esempio chiaro: paghiamo le tasse perché non possiamo farne a meno; ma se appena si presenta la scappatoia chi paga più?

Continua a leggere

1 Commento

Archiviato in Caso Giacino, Commenti, Indagini giudiziarie, La Verona del sindaco Flavio Tosi, Urbanistica, Verona che non cambia, Vicende giudiziarie