Archivi del giorno: 3 aprile 2014

Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie

 

6 marzo 2014: faccia a faccia tra accusatore (Leardini) e accusati (Giacino – Lodi).

Pm: è concreto il rischio che qualcuno avvicini Leardini per convincerlo a rivedere le sue dichiarazioni. Meglio acquisire definitivamente le prove di accusa con la formula del contraddittorio.

Il confronto, drammatico per il pesante quadro tracciato dall’accusatore, è durato più di 6 ore.

L’Ordine degli avvocati prepara la sospensione dall’Ordine per entrambi i coniugi.

Pagina nera per l’Amministrazione, per il sindaco Tosi in particolare: pur non indagato, dovrà fare i conti con il guaio nel quale si è cacciato il suo ‘delfino’. Si tratta della logica conseguenza di un sistema di potere basato sui favori agli amici. La miccia nasce dall’interno, non dall’esterno del campo di Tosi.

Finora è coinvolto un solo imprenditore. Gli accertamenti della Procura proseguono, in particolare per chiarire se altri hanno pagato o fatto favori alla coppia. Gli investigatori sembrano convinti che: – Leardini non è l’unico imprenditore che ha versato tangenti a Giacino;

– chi foraggiava Giacino lo faceva perché convinto che non ci fosse alternativa.

Leardini sostiene di aver tentato di resistere alle richieste di denaro di Giacino, il quale la spuntava perché unico in grado di fargli vincere i bandi o di ottenere per lui le varianti urbanistiche che servivano. Pertanto Leardini, “pur di riuscire a lavorare e viste le difficoltà economiche del momento, si era sottomesso alla richiesta estorsiva: per lavorare scende a patti con il diavolo”.

E’ da verificare se Leardini abbia pagato per evitare che le sue pratiche venissero procrastinate a tempo indeterminato o ingiustamente bocciate, come il costruttore sostiene

 

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Giacino resta in carcere: “imprenditore del malaffare”

 

Motivi dei “Giudici del Riesame” di Venezia, resi pubblici il 7 marzo 2014:

– il bisogno di soldi. La coppia Giacino-Lodi ha necessità di reperire soldi per l’allestimento dell’attico di via Isonzo. Sono debitori per la somma di 250.000 euro nei confronti dei fornitori e sono gravati da un mutuo di 300.000 euro.

Caso “singolare”: la società “Termosanitaria Pasinato srl” è creditrice nei confronti dei Giacino di più di 86.000 euro per i lavori nella casa, realizzati con la Soveco; paga però, il 3-1-12, i 41.674 euro per le consulenze della Lodi. Gli 86.000 euro saranno pagati in 4 rate fino al 31-12-2017. Il gip Taramelli e i giudici del Riesame considerano questa vicenda estremamente significativa ai fini della definizione delle responsabilità penali dei Giacino. I lavori di ristrutturazione, scrive il gip, “danno efficacia alla tesi sulla capacità di Giacino di intervenire e influenzare, a seconda dei suoi interessi, la gestione delle relative pratiche”. Conferma il Riesame: “E’ del tutto chiara ed evidente l’influenza che Giacino era in grado di esercitare, dal punto di vista politico sul Consiglio comunale e, su quello gerarchico, sui dipendenti dell’ente … e sulle ditte che hanno eseguito le opere di restauro della sua abitazione, che avevano accettato condizioni particolarmente sfavorevoli”: la Soveco spa, beneficiaria dell’appalto per i lavori di ponte San Francesco, ha concesso uno sconto del 26% sui 933.000 euro pattuiti, pari a 248.501 euro. I Giacino avevano pagato 455.000 euro; ne mancavano 230.000, di cui 70.000 sono stati pagati con un assegno al momento della transazione tra la coppia e la Soveco. Scrive il gip: “Lodi risulta debitrice di 160.000 euro, da pagare in 4 rate da 40.000 euro con scadenze fino al 31-12-2017”.

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