Procuratore Schinaia e Direzione antimafia aiutano a capire

 

Schinaia: “Il fenomeno della corruzione, a Verona, è molto più diffuso di quanto stiamo accertando in numerose inchieste. Nel caso Giacino siamo agli inizi: bisogna attendere l’esito del processo.

Il sindaco Tosi non è indagato; non ci sono elementi a suo carico. Non piace il concetto che il Sindaco non poteva non sapere

L’inchiesta non parte da una lettera anonima. Gli anonimi vengono cestinati. Sono pervenuti esposti, denunce e segnalazioni anonime. Abbiamo disposto accertamenti. Se il fatto riportato dall’anonimo trova riscontri, è sulla base di questi che procediamo.

Le accuse ai coniugi Giacino si fondano su riscontri obiettivi: su fatti in base ai quali la collega ha ritenuto necessaria per entrambi la misura cautelare (arresto), alla quale si ricorre quando si riscontra uno dei seguenti rischi: reiterazione del reato, inquinamento delle prove, fuga.

Avere il consenso dei cittadini non consente ai politici di fare ciò che vogliono: ci sono limiti che tutti dobbiamo rispettare, anche chi gestisce la cosa pubblica”.

– Schinaia lancia un appello a chi può collaborare a fare chiarezza nell’inchiesta in atto. La Procura sospetta che altri imprenditori siano entrati in contatto coi Giacino e abbiano pagato mazzette. Il suo è un invito a denunciare. “I nostri uffici garantiscono massima comprensione a chi collabora”.

La “Direzione nazionale antimafia” presenta la sua attivitàinvestigativa in Veneto nel 2013 :

Febbraio 2014. La mafia ha capitali da investire e occhi attenti sulle realtà economiche che 5 anni di crisi hanno reso deboli, quindi ‘permeabili’. Nel Veneto si è creato un humus molto favorevole all’attività mafiosa, che investe in edilizia e lavori pubblici e si inserisce in imprese “decotte” per ripulire e reinvestire proventi di attività illegali, con l’acquisizione di immobili e cespiti aziendali da intestare a prestanomi incensurati. La presenza delle mafie è accertata, specie nelle province di Verona e Vicenza: non è appariscente, ma “operativa”, controllata da persone provenienti da zone ad alta densità mafiosa, collegate alle famiglie e ai clan.

Le realtà criminali non presentano caratteristiche tipiche dei clan mafiosi tradizionali. Sono dedite anche al riciclaggio del denaro e all’infiltrazione nel settore cantieristico navale.

 

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