La lucciola del buon mangiare e bere

 Adriano Celentano: “Caro Farinetti la tua cultura è una facciata per riempire le tue tasche”. Accusa: ha sostituito lo storico teatro milanese “Smeraldo” con un punto vendita della sua catena. Qualcosa di simile avverrà a Verona: basta Auditorium; sì a Eataly”.

Massimo Bubola, cantante: “Farinetti investe e porta la cultura del cibo e del vino. Lo si accusa perché non si costruisce un Auditorium. Responsabili sono le Amministrazioni che non l’hanno realizzato. In città ci sono luoghi dove costruire un teatro o un Auditorium: penso alle caserme”.

Paolo Arena, Confcommercio: “Non contrapponiamoci. Verona (gli operatori lo chiedono da anni) ha bisogno dell’Auditorium per attirare eventi e congressi. I prodotti agroalimentari sono il nostro petrolio e Farinetti li sa valorizzare. Meglio coinvolgere la città e le sue competenze e programmare a 360° evitando interventi estemporanei: ciò che è condiviso è più accettato. Ma non ne farei un caso di Stato. Bisogna tener conto degli investimenti proposti da privati”.

Paolo Zanotto: “Un grande negozio come Eataly è perfetto per gli ex Magazzini Generali.

La nostra Amministrazione si proponeva di realizzare nella ghiacciaia l’Auditorium che manca alla città, collegato con la Fiera, per far vivere quel quartiere con eventi e progetti. Una alternativa con grande capacità attrattiva poteva essere l’acquario del museo di Scienze Naturali. Amministrazione Tosi e Cariverona seguono un’altra logica: risparmiare i costi del restauro. Si può progettare una città guardando al risparmio? E’ progetto di città provinciale: deprime per assenza di idee”.

Luca Scappini, presidente dell’Ordine degli Ingegneri: “Attenzione: ci si mette un attimo a creare una cattedrale nel deserto. Capire cosa può funzionare in una città come Verona è molto complesso. Quest’area oggi è morta. Se nasce la vita, forse può nascere anche la cultura”.

Giorgio Forti, architetto: “Cosa fare di Verona Sud? Manca l’idea complessiva. La Fiera resta o la spostiamo in spazi dove possa crescere? Se resta dov’è, un polo dell’agroalimentare non è sbagliato. Se invece guardiamo verso il futuro, dobbiamo ripensare l’intera zona”.

Fabio Venturi: “ Con Eataly ci guadagniamo tutti. Avremo un centro di altissima qualità”.

Silvia Nicolis, presidente Sezione Turismo di Confindustria: “Piuttosto dei soliti progetti sulla carta, meglio qualcosa di concreto, utile e interessante per la città”.

 

 

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