Obiettivo permanente dell’Amministrazione Tosi: recuperare soldi

I soldi in arrivo da Stato e Regione Veneto diminuiscono drasticamente. Decisioni dell’Amministrazione Tosi, in sei anni, per avere soldi in cassa, da spendere.

Dati che aiutano a capire il pensiero e l’azione del sindaco Tosi su un’esigenza centrale di ogni Amministrazione: avere soldi a disposizione.
Dicembre 2007. La nuova Amministrazione Tosi presenta il suo primo bilancio, per l’anno 2008. Decide di approvarlo e votarlo entro il 31 dicembre 2007. Succede un fatto mai accaduto: dopo che le commissioni comunali avevano dibattuto la proposta di bilancio per due mesi, poche ora prima della votazione conclusiva, nell’impossibilità perciò di un confronto per mancanza di tempo, il sindaco Tosi presenta un “ordine del giorno” che autorizza la vendita di significativi immobili di proprietà comunale: l’ex caserma Principe Eugenio, il bar Borsa, i palazzi Forti, Pompei e Gobetti, l’ex convento San Domenico (sede di quelli che allora chiamavamo Vigili urbani) e altri minori. Per ognuno l’Amministrazione stabilisce la cifra per la vendita, segno che da parecchio tempo il tema era all’attenzione degli Uffici comunali.
Due  anni dopo avviene la stessa cosa per Palazzo del Capitanio.
L’aver deciso di non dibattere l’argomento, mostrando la vendita come ‘obbligatoria’, è segno della determinazione del sindaco Tosi di vendere a ogni costo patrimoni pubblici. Si sa infatti che se il Consiglio comunale non avesse votato secondo la volontà del Sindaco, l’Amministrazione sarebbe caduta e si sarebbe tornati al voto popolare.
In sintesi: il sindaco Tosi aveva deciso da tempo di vendere immobili pubblici appetiti.
Non è vero che il sindaco Tosi ha venduto gli immobili elencati a causa della crisi economica, per coprire i buchi di bilancio in seguito al taglio dei finanziamenti statali, come ripetutamente ci è stato fatto credere. Infatti di crisi economica si è parlato parecchi mesi dopo il dicembre 2007. E se ne parlava come se riguardasse gli Stati Uniti d’America e qualche altro Stato, non l’Italia. Di più: la crisi economica ci è stata presentata dal governo di Centro Destra come una questione psicologica.
Il sindaco Flavio Tosi ha deciso di vendere il patrimonio comunale indipendentemente dalla crisi, per suoi obiettivi. Certo: la crisi economica, pesante per i Comuni italiani, ha fermato o rallentato molto di ciò che egli si proponeva.
Ascoltiamo il Sindaco: “Nel 2012 Verona ha versato allo Stato, in tasse, un miliardo. Lo Stato ha reso 44 milioni e ne ha tagliati altri sei. Nel 2013 altro taglio di 17 milioni”.
Dato positivo: nel 2013 Roma dà a Verona un milione per il bicentenario dalla nascita di Verdi e per il centenario del festival lirico in Arena.
Paolo Biasi e Flavio Tosi annunciano la collaborazione Cariverona-Comune per la rivoluzione museale a Verona; in particolare per il Polo dell’arte moderna e contemporanea. Si riuniranno in un’unica sede espositiva le collezioni di Fondazione Cariverona, Fondazione Domus e Comune. Spazi dedicati: palazzo della Ragione e palazzo del Capitanio.
Luca Massimo Barbero dovrà far fruttare al massimo un patrimonio artistico e museale tra i più importanti d’Italia. Si va verso la gestione congiunta di importanti sedi museali.
Tosi: “Mettiamo a sistema immobili di pregio, risorse e professionalità per valorizzare le sedi espositive, potenziare l’offerta culturale e favorire il turismo. Auspichiamo che Verona faccia sistema e che all’accordo possano aderire capitali privati e mecenati per promuovere la cultura e valorizzare il nostro patrimonio storico e artistico”.
Come mostreremo in seguito, l’accordo tra Paolo Biasi e Flavio Tosi si è solidificato nel tempo, con crescenti legami e sostegno reciproco. Le ripercussioni in città sono state e sono di grande portata.

 

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